Home » Archivi per novembre 2004

Nov
30

Il Wiki al lavoro

Molto interessante, su internet-pro, l’articolo su Wiki e intranet. I wiki sono dei blog collettivi in cui ciascuno può dare un contributo, alla pari, su un determinato argomento. L’esperimento più riuscito in questo senso è certamente Wikipedia, l’enciclopedia collettiva in cui ciascuno può aggiungere proprie definizioni o lemmi e che oggi conta più di 400.000 articoli. Effettivamente, vista così, la cosa sembra molto interessante all’interno di gruppi di lavoro virtuali o di campagne di brainstorming interne. L’asimmetria tipica dei blog è in questo caso neutralizzzata da un meccanismo paritario indispensabile per il lavoro collaborativo.

Mi resta però un dubbio, forse legato alla mia abissale ignoranza: perché dovrei adottare un Wiki invece del classico, sano, collautato forum interno?

Nov
25

Il piccante e malinconico post del tutor aziendale

Mentre ascolto l’ultimo Cammariere, ottimo e abbondante, in un tripudio di tromba, clarinetto, flauto e ritmica samba alle prese con il mio libercolo dopo una giornata passata ad Alcatraz con la testa bassa, non ancora sbronzo e in attesa della lezione che terrò domani, con la testa alta, alla LUISS (ehi, ho detto la LUISS, cioè quel posto della Confindustria dove si va per diventare giovani manager, cioè io, che vengo da *Trezzano sul Naviglio*, un posto che non vi consiglio), cioè mentre faccio tutto ciò mi pongo, sì, mi pongo delle domande. La stagista. Ovvero tesista. Ovvero ragazza. Ovvero trecce labbra musetto calze a srtisce colorate. Oggi mi ha *registrato* (ehi, ho detto registrato, cioè con il registratore) mentre, come un libro stampato, spiegavo il-nuovo-ruolo-della-comunicazione-in-azienda e le altre pippe che fanno molto cool. So che quando parto sono tosto. Molto tosto. Basterà? Mi guardava. Mi ascoltava. La guardavo. Ehi non sono uno sprovveduto: lo so che non basta. Ma volevo chidermelo ancora una volta, per rispondermi di no.

Nov
13

Apnea

Cari amici, i tempi stringono. La mia casa editrice (soprannominata amichevolmente Torquemada) mi ha imposto tempi da galera romana per la consegna del secondo libro. Ho accettato di tenere altri corsi per i quali mi devo anche preparare. In più, il seminario di armonia Jazz si sta facendo tosto e ci devo dare dentro. E ora sono anche alle prese con il flauto traverso che seeembraaaava facile (e devo proprio smettere di fumare). Ah, e devo anche lavorare in ufficio (dimentico sempre…) Insomma, credo proprio che fino a fine dicembre avrò un po’ di problemini ad aggiornrare il blog (che già aggiorno poco). Portate pazienza…Un saluto ai miei lettori e soprattutto alle mie lettrici :-)

Nov
10

Autore accademico

Incuriosito da uno dei commenti al mio post provocatorio su “Scienze della comunicazione” sono andato a scavare è ho scoperto l’atroce verità: il mio libro è stato inserito come testo (facoltativo) all’esame di comunicazione interna alla Sapienza. Sarei ipocrita se negassi di essere onorato della scelta, (l’università è sempre l’univerisità) anche se i piccoli problemucci che percepivo restano. Mi raccomando ragazzi: fotocopie, come da tradizione (ops)…

Nov
10

Il jazz in fondo all’anima

Pesco dall’archivio di Next questo singolare articolo di Washington Olivetto, pubblicitario e fondatore dell’agenzia pubblicitaria W/Brasil. Si parla di incertezze, di lavoro post industriale, di leadership.

Uno stralcio dell’intervento:

Noi lavoriamo con i soldi degli altri, per cui dobbiamo essere molto responsabili, ma é fondamentale gestire una delle componenti base del nostro business: l’allegria.[…]  Gioco dicendo che essere leader significa conoscere il momento giusto per servire il gelato. Chiaramente lo faccio in momenti di alta tensione sul lavoro: dico a tutti di fermarsi e faccio portare del gelato per tutti quanti.

Nov
7

50.000 punti di domanda :-)

Sono uno qualunque. Non faccio pubblicità per farmi pubblicità. Aggiorno questo blog saltuariamente. Non ho messo foto di donne nude, anzi non ho praticamente mai messo foto; non ho parlato quasi mai di argomenti “piccanti” che fanno audience ma quasi sempre di noiosa vita aziendale, di pipponi teorici o di libri pallosissimi. Le persone arrivano sul sito cercando su Google parole astruse come “decostruzionismo” Non sono una gnocca, e tantomeno un figo “da sturbo”. Il mio template è banale, per non dire sciatto. Non pubblico immagini che si muovono, non uso smile animati o puttantate del genere, non ho tool di comunicazione istantanea e non intreccio, se non casualmente, relazioni con altri bloggher. Sono anzi scontroso e lunatico (ehm, di questo mi scuso). Non aderisco a campagne in Rete e non faccio spamming sugli altri blog per attirare visitatori. Insomma qualcuno mi spiega, allora, perché cavolo ho avuto 50.000 visite i nove mesi? Ma che razza di pervertiti siete? A parte gli scherzi, un grazie di cuore a tutti. :-)

Nov
5

Che cosa significa pubblicare qualcosa su intranet

Nel suo recente volume “Parole di carta e di web, Franco Carlini ci ricorda le tre componenti base in cui può essere vista la rete Intranet: come “tubo”, ovvero come semplice collettore di informazioni che vengono solo veicolate tramite web, (e-mail, P2P, spazi di download…)  come spazio sociale, in cui le persone usano la rete per intrecciare relazioni (chat, newsgroup, forum, blog…), e come nuovo media, in cui la rete non viene usata solo come canale, ma come una destinazione per publicare materiale secondo le modalità tipiche del web (giornalismo on line, ancora i blog, i siti istituzionali…).

Bene. E allora come possiamo definire, in questa casistica, l’informazione che viaggia sulle intranet? Perché è pure vero che ciò che noi pubblichiamo nella nostra rete interna ha a che vedere con tutte e tre queste componenti: è materiale da scaricare, sono informazioni e ipertesti, e sono l’occasione per intrecciare relazioni con i colleghi. In intranet queste componenti tendono a collassare con una frequenza molto maggiore che in altri spazi di rete. E’ possibile, anzi auspicabile, associare materiali di approfondimento da scaricare all’interno di una notizia o, al contrario, costruire un ipertesto a partire da materiale “grezzo” costruito con Office Automation. Si possono poi associare forum e spazi di commento e trattare le informazioni come spunto per un benchmarking interno (come dicono gli esperti). Insomma una grande confusione e insieme un grande insieme di possibilità.

E allora voglio provare a definire gli elementi -base di quella che potremmo definire “l’unità-atomo” della intranet, ovvero la “notizia“. Che cosa deve avere una notiza su intranet per essere deinita “completa”? Elenchiamo i vari “pezzetti:

– Un testo, più o meno lungo Formattato adeguatamente (titoli, titoletti, grassetti dove occorre)

– Almeno una immagine, ma possono essercene molte di più, a seconda dell’informazione trasmessa)

– Materiali. Possono essere degli allegati di approfondimento, oppure al contrario possono essere il “cuore” dell’informazione, intorno al quale ho costruito però un contesto di lettura. Questo elemento è essenziale.

– I materiali, che spesso sono il “cuore” delle informazione vanno ovviamente corredati di didascalie, indici, e meta-dati che ne consentano l’individuazione anche in futuro (questo però è un capitolo a parte)

– Opportuni link di approfondimento. Possono essere finestre di pop up con schede tecniche, link esterni, oppure rimandi interni ad informazioni o documenti precedentemente pubblicati.

– E mail del redattore e delle persone interne all’azienda alle quali fare riferimento.

– Forum-bacheca di commenti a fine articolo, per dare modo a tutti di ampliare, commentare, chiedere info, dissertare.

– Eventuale foto-gallery

Ecco. Come vedete è un po’ diverso da “buttare” un documento in un sacco, mettere un link in home e chiamarlo “intranet”. Può essere un lavoro anche molto lungo. Ma l’efficacia è assicurata.

Nov
3

Il bingo delle riunioni aziendali

Per allegerire il clima, che si è fatto un po’, ehm, teso, vi rimando ad un utile strumento: la scheda, da stampare, del bingo da riunione. Vi aiuterà a restare svegli trasformando questi logori riti tribali in qualcosa di finalmente produttivo. Provate provate provate….

Nov
2

Per una didattica costruttivista

Uno guarda i referrer, poi va sulla pagina di Google relativa ad una delle ricerche che lo hanno condotto da lui, e scopre un interessante articolo sulla didattica costruttivista, scritto da un certo Filippo Trasatti (e chissà chi è). Bello. Il senso è che le mappe mentali, concetto assai battuto dai teorici “a la page” (forse anche il sottoscritto, sigh)non sono mai “innocenti” ma nascondono uno sfondo ideologico non perfettamente esprimibile (come tutti gli sfondi ideologici che si rispettino…). Ottima anche la bibliografia e, naturalmente, incipit tratto da un noto aforisma wittgensteiniano. Bateson a manetta, ragazzi…

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede