Home » Archivi per febbraio 2005

Feb
23

IT e Web content: pace fatta?

Il nuovo numero della newsletter di Gerry McGovern ritorna sul noto tema Informatici-umanisti sul web. Il titolo la dice tutta: l’IT viene da Marte,  il Web Content viene da Venere. Ora, al di là del consueto ottimismo di Mr. McGovern sul futuro degli “umanisti” sul web, cosa che ci rincuora non poco, la domanda è: in Italia abbiamo ancora davvero bisogno di questi consigli? O siamo diventati abbastanza grandi per capire da soli che informatici e umanisiti possono “farcela” solo se lavorano fianco a fianco?

Feb
23

Ancora su memoria e oblio

Forse le cose di questo mondo potrebbero essere divise in due classi: le cose che appartengono al senso della memoria e quelle che appartengono al senso dell’oblio. E noi, come esuli, come eterni apolidi, ci muoviamo nel mondo pendolando senza fine tra queste due condizioni, condannati, come eroi tragici, a ricordare e a dimenticare allo stesso tempo.

Alcuni di noi vogliono ricordare senza fine da dove vengono,  altri vogliono dimenticare dove vanno, e viceversa. Vogliamo dimenticare incessantemente chi siamo, oppure ci aggrappiamo ad una identità che esiste solo nella nostra memoria. E i nostri artefatti seguono docilmente questo gioco incessante di luci ed ombre destinato svelare e a nascondere. Scrivamo, parliamo, facciamo una cosa che ci rassicura, ci ritroviamo presso di noi. Ci riconosciamo nei nostri gesti. E, a volte, coltiviamo un fantasma. Oppure fuggiamo, ci confondiamo nella folla, nell’incessante  brusio del “si dice” e in questo oblio, in questo ricorrersi assurdo della chiacchiera arriviamo, magari, a riconoscere, un giorno, finalmente noi stessi.

Paradossi. Non possiamo smettere di ricordare come non possiamo smettere di dimenticare, perché solo ricordando sappiamo chi siamo e solo dimenticando possiamo vivere. Vivere, sapere, ricordare. Quando questa giostra finirà, quando le nostre azioni, in questo incessante gioco di specchi, ci restituiranno finalmente la nostra immagine, sapremo riconoscerla? O, più probabilmente la getteremo via come un inganno, un errore, una falsa pista? E dove saremo allora?

Io non voglio dimenticare nulla e tuttavia sento che mi sto perdendo. Ma ho ancora capito se sia giusto così.

Feb
23

Sintassi, semantica e pragmatica in rete

Originale, come sempre, la rivista on line Formare, che offre una serie di elementi teorici di buon livello assieme a ricerche empiriche di estremo interesse. Preso come sono, in questo periodo,  dai problemi legati a tutto ciò che, nella scrittura in rete,  “eccede” la scrittura stessa, vi segnalo, dall’archivio della rivista, questa interessante ricerca sulla pragmatica della comunicazione nei sistemi di e-learning. Non fatevi spaventare dalle parole e dai grafici: è tutto abbastanza semplice.  Prima o poi posterò anche io qualcosa sull’argomento. Ma non ora (Alcatraz mi chiama). Ciao

Feb
17

Storie di Intranet

Quando qualcuno immagina (e perfino teorizza) le intranet come un ordinato catalogo di moduli da scaricare forse non ha fatto bene i conti con un elemento che a volte si rivela importante, (ma guarda un po’) ovvero le persone. Strano, vero? Parliamo di piattaforme e di sistemi documentali, vagheggiamo partecipazione e coinvolgimento chiusi nelle nostre stanze coi quadri di Kandinsky,  con la nostra faccetta da project manager mentre sotto di noi un immenso territorio fatto di persone che lavorano prova a dirci qualcosa. E a volte ci riesce. Questo è un breve campionario di messaggi che arrivano in redazione. Disguidi? Rumore di fondo? Fenomeni collaterali? Può darsi, ma per quanto mi riguarda è il segno di una intranet che funziona. Grazie a tutti i colleghi che ci arricchiscono tutti i giorni con le loro storie.

Due giorni fa i miei capi mi chiamano e mi dicono che, vista la nuova ristrutturazione(e visto che il mio reparto muore, hanno pensato di farmi confluire nel reparto di supervisione con orario H24. Mi Sono sentito cadere il mondo addosso e il primo pensiero è andato proprio ai miei problemi… Non voglio tediarvi con storie strappalacrime la mi piacerebbe avere una risposta alle mie domande

Mia figlia mi ha chiesto più volte di potere vedere il posto dove lavoro. Ho dovuto dire che non posso: non sono riuscita ad avere un’autorizzazione a farla entrare neanche per la vigilia di Natale!!

Noi non recitiamo solo repertori scritti e confezionati da altri!!!!!!Siamo molto,molto di piu’!!!!!! La mia voce , e soprattutto la mia anima, funzionano anche quando i sistemi si bloccano!!!!!!!

Premesso che operiamo in un settore in continua evoluzione, faccio notare che in undici anni di attivita’ sono stato spostato da un reparto all’altro senza che nessun dirigente mi abbia mai chiesto il mestiere che mi piacerebbe fare. Questo comportamento mi ha creato molto spesso una forte demotivazione e mancanza di stimolo a migliorarmi professionalmente.

turni 0/24 mattina pomeriggio notte o doppio turno mattina notte ,o pomeriggio mattina notte ,vale adire due notti senza dormire ,o riposarsi su una sedia, poi finito di lavorare fare 2 ore e20 minuti di viaggio per tornare a casa 150 chilometri dalla sede di lavoro obbligato ad utilizzare la mia auto visto i turni ,con una spesa di 1/3 del mio stipendio,ma non mi lamento,ora vi saluto ,devo fare 150 km devo essere a roma alle ore 11,ciao

Ieri ho “quasi” litigato con un cliente, perchè ha iniziato a sparare a zero su tutta l’azienda…ora io non sono propriamente filoaziendale, però  mi reputo obiettiva e penso che non sono l’unica che lavora con coscienza. Quindi di sentirmi buttare in un calderone insieme a tutti gli altri, proprio non mi è andata giù. I clienti per me hanno ragione solo quando ce l’hanno ..infatti oggi mi ha richiamato chiedendo scusa del Suo comportamento… e gli ho risolto il disguido!

Dopo il conseguimento di Laurea in Sociologia (peraltro con un buon voto) convinto che mi si potesse reimpiegare in un settore più adeguato. Invece l’azienda e i miei capi non si sono degnati neanche di chiedermi in cosa mi ero laureato. Sono solo un numero di matricola o questa è pura e semplice discriminazione aziendale? Attendo fiducioso una risposta.

Ho apprezzato molto i vostri auguri, e’ un gesto nuovo e inedito che mi ha fatto sentire più vicina all’azienda. E’ solo una piccola cosa ma che rivela un’attenzione importante.

MA CHI VI PAGA PER STARE LI A SENTIRE TUTTE LE  NOSTRE INFINITE LAMENTELE. MA CHI SIETE ???

E’ ufficiale, anche per quest’anno, hanno deciso che il mio reparto non era meritevole di premio, di conseguenza, scusate la banalità, io che sono parte integrante del mio reparto, non ho preso nulla, o meglio, ho preso quello che dì solito si prende in questi casi.

Per quanto riguarda i servizi Web, sto cercando di farmi una conoscenza personale, ma la cosa non è propriamente facile come me la prospettavo.. comunque.. in salute per ora sto bene, il mutuo anche se certe volte mi strangolo per pagarlo è ancora in piedi…la mia vita sociale è quasi normale.. quindi…speriamo nel domani. Un caro saluto ALEX

Feb
11

Finalmente si parla di mail in azienda…

Sul sito di Luisa, classico punto di riferimento per tutti noi comunicatori in Rete, è disponibile, da qualche giorno, un nuovo quaderno da scaricare: un manualetto sull’uso e la scrittura delle mail in azienda, scritto a quattro mani da Luisa e Giuseppe Militello. Un contributo prezioso, quantomai tempestivo vista la scarsità di letteratura a riguardo: penso proprio che valga la pena leggerlo. 46 pagine, in PDF.  Un grazie a Luisa, come sempre, per la sua professionalità non meno che per la sua generosità.

Feb
10

Performance, esecuzione, prassi compositiva

il rapporto tra oralità e scrittura non riguarda solo il linguaggio alfabetico ma anche, ad esempio, quello musicale. Leggete in proposito questo interessante articolo sulla prassi compositiva di Frank Zappa.

Feb
9

Altri frammenti sull’oralità della Rete

Come spesso mi accade in questo periodo, la riflessione sulla scrittura in rete cattura i miei pensieri. E, come spesso accade, mi ritrovo a misurarmi con intuizioni, anticipazioni, collegamenti. Coincidenze. Ogni tanto leggo i blog di alcuni “ggiovani” (poco, quel tanto che basta per non farmene nauseare) per accorgermi di come la scrittura venga spesso (correttamente?) capovolta e la sua funzione, (posto che abbiamo un’idea chiara della sua funzione), deviata sulla mera presenza, sul suo solo aspetto fàtico (io ci sono, io sono qui, io) che forse è quello che conta davvero. Noto , per inciso che questa condizione di “faticità” è, forse, la sola condizione possibile per una comunicazione come fatto “vivo”, presente, completo. Sempre più, insomma,  penso alla scrittura in rete come ad una specie particolare della conversazione, del dialogo. Come un fatto di oralità. Solo che in rete noi non apriamo bocca, e usiamo le nostre dita. Platone (nel Fedro, credo) si riferiva al pensiero come ad un dialogo con se stessi, ma in fondo era solo una bella metafora. Noi sappiamo che il pensiero ci si offre, in genere, in una sorta di mediata-immediatezza (più o meno come voleva Husserl, o qualcosa del genere). Nel dialogo invece c’è voce, nel dialogo c’è ascolto, nel dialogo c’è corpo, fisicità. C’è avvicinamento e allontanamento, in un gioco incessante della prossimità. Nel dialogo noi udiamo almeno una voce, la nostra e, soprattutto, prestiamo orecchio. Nel dialogo, insomma, c’è il corpo vivo del mondo e non il corpo morto della scrittura. E allora che cosa abbiamo per le mani? Questa cosa mi fa impazzire.
Ieri una blogger mi ha scritto che le piace “parlare” con i suoi lettori (o qualcosa del genere). Si riferiva a post, mail, commenti. Non certo a telefonate, e tanto meno a incontri (brrr) dal vivo. Stasera, poi, mi capita a tiro un breve saggio di Hans Georg Gadamer, che forse non c’entra nulla ma che mi risuona come un armonico lontano sulla tonalità base dell’oralità. Si parla di ascolto, ovvero una dimensione che appartiene più all’intreccio della vita che a i mesmerismi della scrittura. Ma in rete le coordinate cambiano e la comunicazione devia verso territori non euclidei. Personalmente lo considero un altro frammento (retrospettivo) su un fenomeno del quale abbiamo appena cominciato a fare esperienza.

“Quel che qui ci interessa è il modo in cui si realizza l’ascolto. Non è semplicemente la registrazione di quel che una macchina può registrare. E’ una parola che ha raggiunto l’altro nel suo comprendere. Una tale parola richiede una risposta. In tal senso anche il discorso davanti a un grande pubblico è un dialogo portato avanti attraverso tante risposte silenziose. Come in ogni dialogo, anche qui ci si avvicina l’uno all’altro in una reciprocità, ovvero ci si confronta con l’altro. E’ questa una delle esperienze basilari della nostra convivenza umana: colui a cui è rivolta la parola deve comprendere ascoltando e colui che parla viene accolto dalla silenziosa risposta dell’ascolto. Come nel dialogo, anche qui deve valere l’eseperienza basilare della convivenza umana che è quella della mutua comprensione.”
H.G. Gadamer – Sull’ascolto – 1998 – Laterza

Feb
3

La bibliografia del content manager (e due)

Per motivi a me poco chiari il mio pacco-provider mi ha cancellato tutto il materiale che avevo appoggiatovi sopra e che mi serviva per arricchire questo blog. Va beh, vorrà dire che vi riproporrò la mia personale bibliografia del content manager, aggiornata con arrivi freschi. Secondo me è una buona “summa” di quello che c’è da sapere su web writing, intranet, usabilità, e-learning eccetera. Buona lettura.

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede