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mar
29

Proprio come Frankie…

Ebbene sì: dopo mille peripezie il mio Rap dedicato alle aziende è finalmente una realtà. Più corrosivo di Frankie HI. nrg (massimo rispetto per il più grande…), più trasgressivo dei Pubblic Enemy, più cool di Eminem è ora disponibile, da scaricare, la versione finale di “Professionista Rap” (3,8 mega, da scaricare qui.)

jack come frankie

Il rap è frutto della collaborazione del sottoscritto (per i testi) e di un giovane rapper della scena romana, ovvero Giacomo Bevilacqua, in arte Keison, per la musica e l’esecuzione. Sono molto molto soddisfatto: aspetto pareri. Ecco il testo del rap, nella sua versione definitiva.

Professionista rap

Testo: Giacomo Mason

Musica: Keison

Esecuzione: Keison

C’è chi mi chiama carrierista, arraffone, opportunista. Arrivista. Corro come un pazzo nella pista, la laurea due master lo sguardo che conquista. Vi basta o non vi basta? No, non è mai abbastanza.Sono quello che sa, a viver come si fa, sono quello che va ma non sa dove va. Sono quello che in riunione fa il cretino, fa battute da bambino, intelligente vinco sempre a Sapientino.

Sono un professionista, votato alla causa, del salto con l’asta del gioco di squadra del manager tosto che tutto sovrasta e della vincente proposta, purché sia espressa in maniera composta. In maniera composta. Sono saliente, tagliente, opportuno e coerente, la pacca la dò al sottopanza potente. Non per niente sono edonista, ottimista, moderato qualunquista credo di meritare qualsiasi conquista. Ironia, gogliardia, la paura va via, se parliamo di gnocca io ho da dire la mia Trasformo i problemi in soluzioni, vado alle riunioni per domare i miei leoni con discorsi polpettoni.

Sono quello più quotato, sono stato nominato

in lista coi papabili per il pontificato

non voglio portar sfiga, ma sono nella lista…

sono un professionista.

Sono un professionista.

Zen, ginsen, palestra for men, tai chin chuan fit for fun e pure men’s healt. Quando parlo dei miei viaggi senza limite sarai tu il primo ebete ad ascoltarli tutti dall’inizio al termine. Sono una mina vagante, sotto i piedi del cliente formulo slogan dal niente che poi ripeto sapiente durante riunioni pesanti. Sono colui che sa due cose e si diverte a ripeterle ai tanti. Rosari aziendali, polpettoni senza storia, mi basta saperli a memoria per fare una porca figura. Applicarli è secondario, sono io che guido il gioco, qui non serve aver cervello e nemmeno aver studiato

Sono quello più quotato, sono stato nominato

in lista coi papabili per il pontificato

non voglio portar sfiga, ma sono nella lista…

sono un professionista.

Sono un professionista.

Rotola la mia esistenza vissuta con prudenza, i giorni passano nella mia casa, la mia azienda. Vivo, con tutti convivo, anzi coabito. “Dalla a me la pratica!”, (tanto domani è sabato) Credo alla mission, vedo la vision, se vado in depression mi infilo in convention. E lì ci resto. Vivo senza gioia né dolore tra le pieghe delle ore non mi faccio mai distrarre del rumore Ecco, lo sento, il mio capo è contento, forse ha corretto le bozze del mio documento. Il progetto, i valori, gli obiettivi, la posa, giustifico col mutuo il mio pensiero che riposa.

Sono quello più quotato, sono stato nominato

in lista coi papabili per il pontificato

non voglio portar sfiga, ma sono nella lista…

sono un professionista.

Sono un professionista.

Rip.

Sono un professionista sono

Sono un professionista

Sono un professionista sono

Professionista.

mar
29

Si scriveva anche prima del web…

Spero di non fare una cosa totalmente inutile segnalandovi il luogo da dove scaricare in PDF il libro “Scrivere. Una fatica nera” scritto e curato nel lontano 1996 dal caro ed ormai noto Alessandro Lucchini (cavolo, ma potevano fare un PDF unico?). Non si parla di scrittura per il web (il tema sarebbe arrivato qualche anno dopo) ma di scrittura professionale in genere.  Archeologia? Forse no, visto che il web non ha ancora assorbito totalmente le nostre attività alfabetiche. ciao

mar
29

Fare marketing via intranet

Affrontare il tema delle intranet significa, in genere, preoccuparsi più delle questioni relative all’integrazione dei contenuti che delle possibilità offerte dalle piattaforme, o degli aspetti prettamente informatici. Le domande da porsi assomigliano a cose come: quanto è strategico questo contenuto? Di quanto aumenta la conoscenza diffusa? Riesce a rendere più efficace la comunicazione tra i reparti? E’ un servizio utile per le persone? Insomma domande riguardanti lo “specifico editoriale”  delle cose, il che, nel caso di intranet, si confonde con aspetti di servizio e di riorganizzazione dei procsssi (per la cronaca: “riorganizzazione dei processi” non è un parolone organizzativo  ma un concetto molto semplice, ovvero “Prima si faceva così, ora si fa cosà…”).

Per questo mi appassiono a tutte le idee che possono essere implementate in intranet e non parlo mai di tecnologia, di cui non mi frega niente. A questo proposito vi segnalo un interessante contriobuto in questo senso, che arriva da quelli di IntranetFiles, ovvero un articolo intitolato “Intranet per il Marketing“. E’ solo un’idea, certo, ma le buone intranet sono fatte di buone idee.

mar
25

Letture interrotte

Ok, partenza per la montagna aquilana. Nel mio “zaino” occhieggiano R. Ronchi, E. Goffman, M. Bonaiuto,  Z. Bauman, H.G. Gadamer, C. Sini, G. Garnieri, D.F. Romano, MicroMega e dispense varie. Non male per un fine settimana. E’ che sono in arretrato. Al ritorno voglio scrivere un post sulle letture interrotte e sull’intima necessità di interromperle e  riprenderle ancora e ancora e ancora.
Buone feste.

mar
23

Ripetiamo tutti assieme: l’usabilità NON è una strategia

Gerry McGovern torna sul tema delle intranet, a valle dell’ultimo Report di J. Nielsen sulle migliori intranet del 2005. Il senso è abbastanza esplicito:  ok, le varie indicazioni ull’usabilità delle intranet sono importanti, nessuno lo nega. Ma bisogna anche capire, forse, che rilevanza hanno le intranet nelle varie aziende, quanto sono strategiche e a quale cavolo di esigenze risponodono, usabili o no.
Beh, come dire, mi sembra che non ci piova.

mar
18

Solo per autentici rapaci

C’è poco da fare: i siti delle università si dimostrano sempre di più una vera miniera di informazioni e materiali da scaricare. Le possibilità di studiare e approfonidre gratuitamente ci sono, bisogna però avere voglia e tempo di farlo e questo è un altro paio di maniche. Ad ogni modo provate, ad esempio, a dare una scorsa ai materiali da scaricare del corso di Scienze della comunicazione della Sapienza di Roma: molto, molto interessante. Per chi ha voglia di leggere qualche cosa sulle teniche di scrittura consiglio di scaricare il malloppone sulla teoria della comuncazione scritta (90 pagine, scarica direttamente da qui), curato da Ornella Orlandoni (grazie Ornella, chiunque tu sia…). C’è un po’ di tutto, dalle regole di grammatica e sintassi alla descrizione dei vari tipi di testo. Per autentici rapaci della cultura.

mar
18

Intranet Antistress?

In questo periodo navigo qua e là alla ricerca di progetti intranet particolari e innovativi. VI segnalo, a riguardo, l’iniziativa di consuelling anti stress via intranet, avviato dalla Ticket Accor Sevices. Riporto testualmente: …un sofisticato portale Intranet al quale ciascun dipendente potrà accedere, direttamente dal suo computer, per avere servizi di consulenza legale, fiscale, medica e psicologica.Il dipendente potrà confrontarsi con esperti di ciascun settore ai quali sottoporre i propri quesiti e problematiche e il professionista risponderà direttamente e nominalmente a lui, in un’area riservata. Il servizio è completato da nozioni informative, con tanto di news, articoli e approfondimenti. Il tutto, ovviamente, con piena tutela della riservatezza delle informazioni e della sicurezza nel trattamento dei dati forniti e senza il bisogno di muoversi dalla scrivania.” Approfondimento qui.

mar
16

Misteri statistici su questo blog

Mi sono aumentate le visite medie e mi sono diminuiti i commenti medi. Perché? Boh. Inutile che mi lanci in spericolate interpretazioni. Mark Twain diceva che le statistiche sono come i lampioni per gli ubriachi: servono più per sostegno che per illuminazione. Insomma, possiamo far dire loro ciò che vogliamo (e in azienda lo sappiamo bene).

mar
16

Intranet al femminile alla Tetra Pak

Alla filiale italiana della Tetra Pak si è iniziato a discutere. Solo che è una discussione particolare, perché si svolge totalmente in Intranet e coinvolge tutte le persone di sesso femminile che lavorano nelle filiali dell’azienda in tutto il mondo. Il progetto si chiama SWIM, (che è la sigla in inglese di “sostenere le donne nel management”) e si annuncia come un esperimento interessante di uso della intranet per discutere in azienda superando le barriere linguistiche e culturali. Lo spazio, ad ogni modo, è aperto anche ai maschietti. Intranet, no limits…

mar
15

Filologia cognitiva “open source”

Si fanno sempre scoperte interessanti uscendo dal proprio uscio virtuale e passeggiando, svagati, tra le scoperte di Google. Chissà con quale cavolo di parola chiave sono capitato su questo sito universitario. Comunque, scopro questa rivista di filologia cognitiva. Di che si tratta? Di un campo di studi interdisciplinare, a metà strada tra linguistica, scienze cognitive e scienze filologiche. Provate, ad esempio a leggere (meglio prima stamparlo) l’intervento “Il solco e il verso.  Il luogo della metafora“, dedicato ad approfondire il rapporto tra la metafora come procedimento letterario e,  invece, come processo cognitivo. Non l’ho ancora letto ma, insomma, promette bene…Ciao

mar
10

Terzo giorno…

Io non ho bisogno di fumare e non lo farò mai più; Io non ho bisogno di fumare e non lo farò mai più; Io non ho bisogno di fumare e non lo farò mai più; Io non ho bisogno di fumare e non lo farò mai più; Io non ho bisogno di fumare e non lo farò mai più; Io non ho bisogno di fumare e non lo farò mai più; Io non ho bisogno di fumare e non lo farò mai più; Io non ho bisogno di fumare e non lo farò mai più; Io non ho bisogno di fumare e non lo farò mai più; io…

mar
6

Ebbene sì…

E’ uscito. Alla fine è uscito veramente. Il titolo, imperativo e austero, è “Come si presenta con le slide“, edito da Tecnichenuove.Quando l’ho visto credevo di svenire: davvero io ho scritto questo?  Come il protagonista di “Fight club” cerco di capire dove è iniziata tutta questa storia delle slide e di Sliderman, e alla fine capisco che io e Sliderman siamo la stessa persona. Me lo dice il titolo del libro e l’indicazione dell’autore. Non ridete: il libro esiste ed è in vendita in tutte  le librerie italiane. se volete potete scaricare l’indice, in formato PDF, da qui.

A parte gli scherzi, spero davvero che possa essere di aiuto a tutti coloro che hanno a che fare in modo massiccio con questo strumento. Ragazzi, avete la mia solidarietà.  Ho inserito tutto quello che ho capito di questo mondo fatto di grafici, frecce, triangoli, eccetera. Tutti gli errori e gli orrori possibili sono spietatamente catalogati, insieme ai trucchi ed ai consigli per evitarli.  Non è un libro tecnico: non troverete indicazioni su quali bottoni premere e come usare i menù a tendina del programma.  E’ invece, nel bene e nel male, un libro di comunicazione che lascia da parte i dettagli tecnici e si tuffa direttamente nel “cuore” del problema: come realizzare una presentazione che non faccia impazzire chi la crea e addormentare chi la subisce. Ambizioso eh?

f.to Sliderman

mar
4

I Vanna Marchi della formazione

Capita che qualche ente ti chiami per fare il docente in qualche corso di formazione. Capita che l’ente non ti convochi mai, ma lasci che i rapporti si sviluppino tutti per mail e telefono. Capita che il programma del corso ti venga assegnato dall’alto, come se tu potessi parlare di qualsiasi cosa, indifferentemente.
Capita che tu venga inserito nel catalogo dei corsi senza neanche saperlo. Capita anche che esigano le tue slide, molto tempo prima e senza nessuna garanzia di riservatezza. Capita che l’ente sia molto conosciuto e che quindi, cavolo, offra garanzie. Capita che tu svolga il corso, che il corso vada bene e che, alla fine, tu aspetti il compenso. Che non arriva. E non arriva dopo tre mesi, e non arriva dopo sei mesi. Al telefono sono sempre più nervosi ed evasivi. Cavolo ma questo non era mica un ente serio e conosciuto?
Capita che gli mandi il fax, capita che gli mandi la raccomandata minacciosa. Ed ecco che, dopo sette mesi, arrivano i soldi. Finalmente. Un decimo del pattuito.

Voi vi chiederete: Ma chi sono questi campioni di correttezza?
[aggiornamento] Va Beh, lasciamo perdere…

mar
2

La mappa dei blog italiani

analisi della blogosfera italiana

Non so come la vedete voi, ma  personalmente, questa mappa del network sociale della blogosfera, realizzata da Casaleggio e Associati mi sembra particolarmente affascinante. Nel ritaglio a fianco sono rappresentati alcuni risultati.