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Lug
29

Stanno a fa’ i furbetti der quartierino…

E ovviamente c’è chi gongola e non aspettava altro…Un altro sentito “grazie” alla classe dirigente di questo Paese.

Lug
28

Decisioni da prendere? Aiutati con gli instant poll

In intranet, gli istant poll (ovvero i mini-sondaggini) sono certamente una delle forme più divertenti e immediate di raccolta di feed-back da parte dei colleghi. Sono poco di più che un gioco, d’accordo, una sorta di gadget che aggiunge un po’ di dinamismo  e interattività al nostro spazio.
Ma, pur tenendo ferma questa cornice di contesto, gli instant poll possono anche offrire una sorta di “polso della situazione” riuspetto a decisioni imminenti che abbiamo da prendere.

Ricordiamoci che siamo in un contesto chiuso e definito: questo fatto aggiunge un minimo di scientificità, se così vogliamo dire, all’operazione.
E così, possiamo chiedere ai colleghi se hanno dimestichezza con l’e-commerce, in occasione di eventuali proposte aziendali

sondaggio_acquisti

Oppure, possiamo domandare qual è l’immagine complessiva della intranet aziendale e che cosa sarebbe più gradito rispetto ad un insieme di categorie

questionario_intranet

Ancora, possiamo spingere i colleghi a sognare e a dipingere il loro luogo di lavoro ideale

questionario_asilo

Possiamo anche fare i “sociologi da ballatoio” e cercare di capire l’influenza delle nuove tecnologie sulla vita lavorativa

questionario_lavoro

Oppure possiamo, a muso duro, chiedere feed-back sulla percezione della propria realtà lavorativa.

questionario_confusione

Insomma, le possibilità sono infinite. L’importante è considerare queste, come le altre, delle forme di dialogo, ovvero come elementi di apertura che portano altrove. Dove? Verso qualche forma di cambiamento, che dipenderà, come sempre, da tutti gli attori in gioco.

Lug
20

Omaggio a G

Certe cose nella vita ti segnano. Letteralmente. Essere segnati, nella vita, significa introdurre in essa una qualche frattura.E le cose non saranno mai più come prima.  Alla faccia della sbandierata interezza con la quale raccontiamo a noi stessi chi siamo, ciò che ci portiamo appresso è un giocattolo rotto, pieno di rattoppi che abbiamo imparato ad amare. Un bambolotto pieno di tagli.

Che cosa ci segna? La vita, certo, le esperienze. Alcuni di noi hanno l’immensa fortuna di essere segnati dalla bellezza. Altri, meno fortunati, da qualche forma di verità. C’è qualche cosa, però, che a volte le racchiude entrambe. Vi ricordate la musica che ascoltavamo da ragazzi? E il libro che ci ha tolto il sonno per interi giorni? Quante scelte abbiamo fatto sulla base dei miti che siamo riusciti a riprodurre in noi attraverso l’arte? E quella litigata con il nostro più caro amico, che tante cose ha portato alla luce e dopo la quale siamo, entrambi, cambiati?

Certe cose introducono il tempo nella nostra vita. Non parlo del tempo dei fisici, non parlo di una variabile reversibile, ma del nostro tempo interiore, quello che ha fissato per sempre le nostre cicatrici. Il tempo che noi siamo diventati.

In realtà volevo solo fare un omaggio ad un artista che mi ha segnato, e che oggi voglio ricordare con un piccolo omaggio, tratto da un suo monologo del 1976. Qui trovate tutti, ma proprio tutti, i suoi testi.  Grazie per sempre, signor G.


E’ difficile vivere con gli assassini dentro.
Forse è più facile vivere con gli assassini fuori.

Visibili, riconoscibili, che ti sparano addosso dalle strade, dalle cattedrali, dalle finestre delle caserme, dai palazzi reali, dai balconi col tricolore.

Assassini che in qualche modo puoi combattere. Li vedi, sai cosa fanno.
E qualche volta si possono anche ammazzare.

Assassini vecchi, superati,
cialtroni
che non sono mai riusciti a cambiare nessuno,
cambiarlo dal di dentro.
Prevedibili e schematici anche nella cattiveria.

Come le bestie bionde.
Come le bestie nere.

Che ti possono togliere la libertà, mai le tue idee.
Come quegli ingenui e patetici esemplari che esistono ancora oggi…
ma non contano, sono un diversivo, un fatto di folklore.

Una mazurca.

Ma l’assassino dentro è come un’iniezione.

Non lo puoi fermare, non risparmia nessuno. Nessuno sfugge alla scadenza.
E’ difficile vivere con gli assassini dentro.

Lug
20

Pre-defaultizzare

In intranet, generalmente, parlo con decine, se non centinaia di colleghi che non ho mai visto in faccia. Una della mail che ho ricevuto stamane merita una menzione speciale. Grazie, sconosciuta collega.

Più che una domanda vorrei rivolgere un appello. lavoro ormai nell’informatica da tanto tempo e purtroppo ho visto nascere nell’uso quotidiano termini non puramente “italiani” ma tecnico-americani e italianizzati. Oggi l’ennesimo termine trovato in un documento mi ha fatto rabbrividire. Si tratta del termine “predefaultizzati” usato al posto di un semplicissimo e nostro italico preimpostati o prevalorizzati.
Mi chiedo se stiamo disimparando a parlare la nostra lingua ma per usarne una che non è neanche americano o francese o spagnolo. Un appello da divulgare. grazie.

Nunzia

Lug
18

Il dilemma dell’autore semi-sconosciuto

La saga del mio terzo libro, ancora in cerca d’editore, continua. Casa editrice famosa: nessuna risposta. In compenso casa editrice semi-famosa dice: si, siamo molto (ma proprio molto) interessati (???). Ma ce devi dà tutto, ma proprio tutto er libro da lègge, e pure in formato word, ce lo devi dà…” Che fare? Voglio dire: rischio? Mah…

Lug
15

Divagazioni sul due di picche

La ragazza del due di picche non ride mai, e nessuno l’ha mai vista piangere. Però sa sorridere. Come una Gioconda, ci guarda in modo enigmatico e resta – spinozianamente – in ascolto del Mondo intero, mentre annuisce leggermente con la testa, in modo molto composto. La ragazza del due di picche è molto, molto, composta. E ci ascolta parlare, tra una telefonata e l’altra, facendoci domande appropriate.

Volenterosa ma distante, con un appena accennato senso dell’ironia, ci lascia soltanto intuire una qualche profondità d’animo, che mai darà alla luce qualche cosa di più di un vago assenso alle nostre sudate cavalcate interiori. Solo per educazione prova a lasciaris contagiare dai nostri entusiasmi terrestri, che in breve tempo riesce da trasformare in poveri giochi per minorati mentali. Una volta liquidati e ridotti alla loro nudità può appropriarsene, rendendoli parte del suo mondo, un mondo inabitabile per chiunque altro.

Generalmente conformista e scarsamente interessata a ciò che la circonda, la ragazza del due di picche non esprime alcun vero talento, né alcuna genuina passione, ad eccezione di una sorta di “capacità di assorbimento” che è la sua unica, autentica inclinazione.

La ragazza del due di picche sogna l’ultimo moicano e generalmente sposa un commercialista. Nel frattempo, vive in una terra di mezzo scossa da continui movimenti tellurici, che poco alla volta radono al suolo ogni cosa. La donna del due di picche desidera un uomo deciso. Ma non troppo. Ama i cuccioli, le tenerezze, l’acqua minerale non gasata, le bancarelle. Non si veste in modo vistoso. Non ha desideri, se non quello di essere eternamente desiderata. Qualunque persona sana di mente intuirebbe, in questa posizione, una sorta di inferno esistenziale. Tuttavia, questa condizione di perenne insoddisfazione, di totale e a mala pena trattenuta instabilità viene attribuita, dalla donna del due di picche, ad una sorta di fatalità naturale, legata ad apocalittici episodi del suo passato che, la rendono, a suo dire, incapace di amare veramente.

Nel contempo, però, la ragazza del due di picche sfodera un imperturbabile e angelico visino, con il quale viene a cercarci come un animale ferito. Ha continuamente bisogno di essere protetta, stabilendo in questo modo la sua superiorità su di noi. Questa protezione serve, alla ragazza del due di picche, per trovare la forza di condividere con noi tutti i suoi drammi, come quello di non sapere chi ella sia veramente. Nel frattempo si concede, ampiamente ma con circospezione, a persone che non hanno la minima idea di che cosa le passi per la testa, cosa della quale la ragazza del due di picche è contenta.

La ragazza del due di picche è, ovviamente, troppo distante da se stessa per poter essere avvicinata da chicchessia: in questo le nuove tecnologie vengono in aiuto della ragazza del due di picche. Grazie a mail, messaging ed sms è in grado di conservare semi-rapporti per un tempo indefinito. Come Penelope, imbastisce e distrugge storie nel giro di una giornata a colpi di emoticons, puntini di sospensione e punti esclamativi. Scatena tempeste, allevia ferite, racconta bugie e si muove enigmaticamente come in un teatro dell’assurdo. Nel momento in cui nessuno degli attori in scena è più in grado di capire come stiano le cose è arrivato, per la ragazza del due di picche, il momento di una nuova avventura.

Il più delle volte è frigida.

Lug
6

O consulente col vestito nero

O consulente col vestito nero
ancora bella ma senza più mistero
la tua grazia tradita dalla fretta
il tuo sorriso che sembra una lametta.
Piccole rughe sul tuo viso austero
O consulente col vestito nero

O consulente col vassoio in mano
parli al telefono e prendi yogurt sano
mangi veloce parlando di lavoro
ti muovi in branco e vai dove van loro.
Non vuoi fermarti, andare piano?
O consulente col vassoio in mano

O consulente dalla vita grama
eri una donna vigorosa e sana
ora barcolli con la faccia pesta
chiedi a te stessa se la vita è questa.
Aspetti angosciata il fine settimana
O consulente dalla vita grama

O consulente, che ci stiamo a fare?
prenidiamo l’auto e andiamocene al mare
non dobbiamo più dimostrare nulla
siam circondati da una realtà fasulla.
Forse son pazzo, ma voglio pur tentare
O consulente, che ci stiamo a fare?

Lug
6

Finalmente un acquisto giusto…

bici_elettrica

Si chiama bici elettirca, o a “pedalata assistita” (qualifica forse non molto azzeccata sotto il profilo dell’impatto comunicativo…). In ogni caso: ragazzi, è una vera svolta. Per la cronaca: a Roma, il Comune ci mette di tasca sua una parte dei soldi per l’acquisto. Grazie Walter!!!!!

Lug
5

Atenei virtuali

L’università è virtuale, ma i materiali didattici sono reali.

Lug
4

Scusate, c’è Marta? Adesso si!

Il fine settimana in Umbria mi ha, ovviamente, rigenerato. Pace, verde, tanti amici e una casa di campagna che presto diventerà un agriturismo un po’ “particolare”. E una persona speciale come Marta, divisa tra la vita di campagna e la divulgazione scientifica. Nell’occasione l’ho, egoisticamente, aiutata a creare un blog. Così saremo tutti più vicini. Grazie Marta!

Lug
1

Forum in Intranet? Meglio con la policy

I forum sono belli, divertenti e utili, ma è sempre meglio cautelarsi un po’. E soprattutto, stabilire dei patti chiari fin dall’inizio. Per questo, come primo messaggio di ogni forum che apro, inserisco sempre una policy minima di buona educazione. Forse potrà apparire un po’ severa, ma credetemi: è necessaria. Eccola.

Buongiorno a tutti! sono l’amministratore del forum. Potete contattarmi per eventuali problemi di connessione, visualizzazione e altri elementi tecnici. Di seguito riporto le policy del forum, da leggere e seguire attentamente.

1) Specificate sempre, in modo breve e significativo, l’oggetto dei messaggi
2)
Siete all’interno di un forum aziendale e siete tenuti a rispettare le regole di buona educazione e correttezza
3)
Non usate un linguaggio scurrile e offensivo. Questi comportamenti non saranno accettati in nessun caso e i vostri messaggi verranno cancellati. La sistematica violazione di questa regola comporterà l’esclusione, temporanea o permanente, dai forum
4)
Non fate polemiche solo per il gusto di farle: questi comportamenti non danno alcun valore e disturbano gli altri partecipanti. violazione di questa regola comporterà l’esclusione, temporanea o permanente, dai forum
5)
Cercate sempre di essere propositivi e non “distruttivi”. Usate questo spazio come un’opportunità per acquisire conoscenze o condividere opinioni, non per distruggere sistematicamente le opinioni degli altri
6)
Non divagate rispetto all’argomento del forum e non inserite messaggi personali o fuori luogo. Questi messaggi verranno cancellati
7)
non conducete “guerre di opinione” sulla rete a colpi di messaggi e contromessaggi: se ci sono diatribe personali, e’ meglio risolverle via posta elettronica in corrispondenza privata tra gli interessati
8)
Ricordatevi di utilizzare i caratteri maiuscoli solo se volete dare un effetto “urlato” al vostro messaggio, in caso contrario usate sempre il minuscolo
9)
Non postate più volte lo stesso messaggio
10) Evitate scambi di messaggi personali (auguri, appuntamenti, etc.).


Grazie a tutti e buona discussione

Lug
1

Buone intenzioni, scarso dinamismo, qualche eccezione

Presentato a Milano il nuovo rapporto intranetFiles – Politecnico di Milano, basato sullo studio di 65 intranet italiane (potete scaricarne un estratto da qui). Quest’anno si sono fissati con gli ERP, che non sono malattie della pelle, ma un tipo di sistemi informativi. Come al solito le cose non vanno né bene né male, ma intanto ieri su @lfa c’era il paginone. Un articolo riassuntivo lo trovate qui.

“Le barriere a questa evoluzione delle Intranet verso un nuovo Sistema Informativo nel quale assumeranno un ruolo realmente strategico e votato all’innovazione, non sembrano essere le tecnologie, quanto la mancanza di visione strategica e di capacità di governance “.

Sacrosanto

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede