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Gen
27

Ma tu, sei multi-skilled?

E’ sempre divertente leggere gli articoletti di i-drome, quotidiano sull’e-business per le piccole e medie imprese; si possono trovare delle autentiche perle come questa:

Poiché la nostra azienda continua ad affidarsi su persone multi-skilled, la necessità di collaboration è in rapida crescita”, oppure: “La Collaboration è una tecnologia edificante”. Come si dice a Roma: “E mecojoni…”

Peraltro, quando si va a vedere quali siano queste tecnologie di “collaboration” si scopre che, per i direttori finanziari intervistati da Easynet, sono costituite dalla posta elettronica e dalle riunioni faccia a faccia. No, aspetta, forse non ho mica capito: hanno detto proprio cosi? Le riunioni faccia a faccia?

Pregevole anche la foto, nel più puro stile business-impegnato-manageriale-patinato-senza-significato.
Ragazzi, complimentoni come sempre. Ma la verità è che la colpa non è mica vostra, che date voce a ‘ste “ricerche”: semmai è dei direttori finanziari. Eh..

;-)

Gen
23

Dal proclama alla conversazione

Altre variazioni sul tema: “Giornalismo e blog” nell’aticolo di Mantellini di oggi su Punto informatico. Lo cito perché solleva un tema che mi sta a cuore in questo periodo, ovvero quello che con un po’ di enfatisi si potrebbe definire il paradigma conversativo della Rete. Niente di sconvolgente, ma i fatti da cui parte sono singolari.

Gen
22

Verità con la “v” minuscola (ovvero: tutto quello che abbiamo)

La rivista è di quelle della “destra colta italiana” (metto le virtgolette perché, al di là di come la si pensi politicamente, il suo statuto di questi tempi è perlomeno ambiguo: esiste? Si manifesta in modo organico? Partecipa attivamente al dibattito italiano di oggi? Ha dei luoghi e delle figure rapresentative? boh…) e si chiama IDEaZIONE.

Questo, il contesto. In questo contesto trovate un bellissimo articolo di Giuseppe Granieri dal titolo “Apologia del network relativamente stupido“. E’ dedicato a Wikipedia e alle implicazioni che un oggetto di questo tipo, costruito collettivamente e continuamente rivedibile, può avere sull’idea di verità e autorevolezza. Da leggere e meditare per capire qualche cosa in più della Rete.

Gen
20

La seconda persona singolare è demodé

copertina Lingua italiana e mass mediaOk, proseguiamo questa serie di post marcatamente autoreferenziali (dovete avere pazienza: è un periodo un po’ particolare per me e il fatto di essere da 20 giorni fuori dalla mia vecchia azienda-alcatraz mi agita più del previsto…).

Leggo il bel libro, curato da Ilaria Bonomi e da altri, sugli usi e le variazioni della lingua italiana nei diversi media. Utile, interessante e scientifico (sono convinto che possiamo apprendere molto dai linguisti, non tanto nel merito delle singole analisi, quanto per il ricchissimo e collaudato apparato metodologico che hanno a disposizione, beati loro…).

Beh, insomma, arrivato alla parte “Lingua e web” ti becco, nero su bianco, l’analisi di una mia frase scritta in un articolo pubblicato sul sito di Luisa. Sono saltato dalla sedia. Quella frase l’avevo scritta di getto, l’avevo riletta e via, pubblicata. E ora viene sezionata e attentamente analizzata (peraltro in maniera impeccabile, mi sembra). Quando accade in Rete non fa lo stesso effetto. Che è successo? Credo che questo sia un esempio perfetto del noto congelamento sartriano della soggettività. Brrrr.

Voglio dire: questo mi fa capire come, quando si parla di stile, si affronta una delle cose a noi più prossime. Lo stile è veramente una cosa che appartiene a noi, che è noi: è espressione, e non mera conseguenza, di quello che sentiamo di essere. A rigore, non è una cosa che usiamo, ma dalla quale siamo usati, se mi permettete il gioco di parole.
E’ una dimensione, insomma, che mal si presta ad essere oggettivata e sezionata. Al pari del nostro corpo, che è innanzitutto corpo visstuto e solo ad uno “sguardo secondo” diviene corpo-oggetto-di-scienza.

Uno stile oggettivato, ovvero un insieme di regole totalmente esplicito, trasparente e manipolabile, che ci guardasse e stesse totalmente al di fuori di noi (mi sembra lo scrivesse Pavese) sarebbe insomma la morte dello stile, perché significherebbe la trasformazione di una cosa viva in una morta. Ed è per questo che lo stile rivela noi stessi al di là delle nostre – limitate – intenzioni. Ed è per questo che lo stile può essere studiato con profitto da altri.

Per la cronaca sembra che abbia usato una costruzione che andava qualche decennio fa.
Parola di linguista.

Gen
18

Libera cultura, liberi e-book

La casa editrice StampaAlternativa, nota per i suoi famosi “libri Millelire” e promotrice in questi anni di interessanti volumi (come i libri di Roy Harris) ha cominciato a pubblicare online parte del suo catalogo. Il progetto si chiama Libera Cultura, Libera conoscenza e ha già in catalogo alcuni testi di tutto rispetto (come i due volumi dei saggi di Stallman da scaricare).

Ora, la questione per me è: accetto o no di pubblicare in e-book assieme a loro il mio nuovo libro? (creative commons, off course…) Il libro, per la cronaca, si chiama “L’oralità del web” (ma non l’ho mica ancora scritto, e solo un’idea…) e forse già dal titolo si capisce che online ci starebbe assai bene ma il mio imprinting di autore tradizionale mi pone delle resistenze. Mah…

Mi piacerebbe, cari sparuti lettori, avere un vostro spassionato parere. Che faccio? Vado?

Gen
12

Il segnalibro perduto

era prso tra i miei bookmark, noscosto dietro un’incomprensibile sigla (che sarebbe, poi, il titolo della pagina visualizzato nel browesr. Ah, l’usabilità…) Vabbè, ad ogni modo scopro adesso, dopo circa due anni, che all’interno del sito “Logos” (e chissà come e perché me lo ero segnato…) c’è un bel “Manuale di giornalismo nellepoca di Internet“, curato dal noto giornalista Luca de Biase.

E’ del 2001 ma vale la pena, così come vale la pena dare uno sguardo, sempre sul sito, al Manuale di traduzione: ci sono dei punti, a mio parere, assolutamente pregevoli (come ad esempio la parte  su Whorf).

Ma perché scopro queste cose due anni dopo? Boh…

Gen
11

Libri in ordine sparsissimo

I nostri tempi moderni. Dal capitale finanziario al capitale umano
Cohen Daniel – Einaudi

Costruttivismo e pragmatica della comunicazione on line. Socialità e didattica in Internet
Rivoltella P. Cesare – Centro Studi Erickson

Scrittura e nuovi media. Dalle conversazioni in rete alla Web usability
AA.VV. – Carocci

Amore liquido. Sulla fragilità dei legami affettivi
Bauman Zygmunt – Laterza

Storie comuni. La narrazione nella vita quotidiana
Jedlowski Paolo ; Mondadori Bruno

Istituzioni oratorie. Testo latino a fronte
Quintiliano M. Fabio ; Einaudi

La musa impara a scrivere. Riflessioni sull’oralità e l’alfabetismo dall’antichità al giorno d’oggi
Havelock Eric A. ; Laterza

L’etica hacker e lo spirito dell’età dell’informazione
Himanen Pekka ; Feltrinelli

La ricerca del significato. Per una psicologia culturale
Bruner Jerome S. ; Bollati Boringhieri

Noi e gli altri. La riflessione francese sulla diversità umana
Todorov Tzvetan ; Einaudi

Lessico postfordista. Dizionario di idee della mutazione
AA.VV. Feltrinelli

Il sapere greco. Dizionario critico. Vol. 1 – 2
Einaudi

p.s. A proposito, la state facendo la raccolta dei Meridani e della “Storia d’Italia” Einaiudi in edicola?

Gen
11

Call Center & Zen

E’ appena nato, il blog sul mondo dei call center curato da Roberto Bernabò. Teorie, aneddoti e chiacchiere su un mesitere che dà da mangiare a tante persone. Chissà dove arriverà?

Gen
11

Nuovi amici delle intranet

Un sito che si chiama IntranetAziendale promette bene: ma sembra poco aggiornato (e anche non ancora completato). Va beh, diamogli un po’ di fiducia….

Gen
3

I libri di Tara

E’ una piccola, piccolissima libreria dell’usato, nel cuore di Roma, ma con una grande sintonia con le nuove tecnologie. Nel loro sito, un po’  “casalingo” ma efficace, potete fare ricerche (semplici e avanzate) nell’aggiornatissimo catalogo, fare richiesta di volumi rari, mettere nel carrello le vostre scelte, proporre volumi da vendere. Testato: funziona tutto.

Queste persone, che non sono strateghi del marketing ma solo onesti librai, hanno capito come usare la rete meglio di tante multinazionali (per non parlare delle aziende nostrane). Senza tanti paroloni o fanfaronate pirotecniche. Quanto sarà costato tutto questo? Credo tanta passione e molta dedizione. Da visitare (e non solo virtualmente…)

Gen
3

Riunione di famiglia (del pacchetto Office)

Mai libro fu meglio pubblicizzato in rete: sull’ottimo (e un po’ visionario) sito excelling.it, creato da Gianclaudio Floria e dedicato nientemeno che alle best practices sull’uso di Excel (proprio così, non è incredibile?),  trovate la presentazione del mio libro sulle slide. Insomma, Powerpoint è andato a trovare suo cugino a casa sua…:-)

In realtà c’è molto di più: alcune immagini tratte dal libro, l’indice, una serie di link e risorse per approfondire e (udite udite) un template efficace da scaricare, creato dal sottoscritto. Magari ditemi che cosa ne pensate: è stato il mio servitore fedele per tanti anni. E buone slide a tutti!

Gen
3

I segni e la Rete

In realtà non ho ancora fatto in tempo a sfogliarla, ma me la sono appuntata: ho scovato (come al solito, mentre cercavo info su alcuni libri) questa tesi di laurea di tal Paolo Ceravolo, “Dai graffiti al web: come cambia la struttura referenziale nell’età della rete“. Sembra, (dico, sembra) interessante e la bibliografia è strepitosa. si (ri)parla di un vecchio problema (come fanno i segni a riferirsi a qualche cosa?) applicato alla scrittura ipertestuale. Intrigante, no?

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede