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Giu
28

Canada batte tutti 2.0

In Canada, sulle intranet e la comunicazione interna sono veramente avanti. Girello qui e lì e scopro solo oggi (mea culpa) il grandissimo blog di Toby Ward, che è l’AD (avete capito bene) di una società di consulenza che si occupa di intranet e affini. Un blog fantasitco (per intederci, il mio gli fa veramente uina pippa, scusate il francesismo…).

Pieno zeppo di contenuti, di consigli e di casi di studio (compresi vari esempi di home page di intranet) e con una intera sezione diedicata agli aspetti di web 2.0. su intranet (blog, wiki, podcasting e molto, ma veramente molto altro)  Assolutamente imperdibile!!

Giu
21

In margine a Foucault

“La scena è in Polonia, vale a dire dappertutto”.
Un inizio che è già di per se un saggio. E’ una tante perle che si possono trovare negli scritti letterari di Foucalult. Qualcuno di noi, incline più di altri a facili quanto furvianti analogie, potrebbe trovare in questo potente inizio qualche eco dello stesso web. E sbaglierebbe.

Perché, a dispetto della sua fisicità distribuità e della sua innegabile caratterizzazione topologica, (come ci spiega magistralmente Bolter ma anche, più modestamente, Ugo Volli) la Rete, oggi si pone esattamente agli antipodi di questa, soltanto abbozzata, atopia foucoultiana.

Perché la rete sarebbe così lontana dalla Polonia evocata da Foaucault? Non è forse, la Rete, dappertutto? E’ vero, la Rete è dappertutto, ma questa sua onnipresenza, quant’anche virtuale, non le impedisce di essere “luogo” prima di “spazio”, laddove la Polonia letteraria di Foucault è è, piuttosto, mero spazio senza luogo.

Non è un gioco di parole: è la stessa differenza che passa tra la hall di un aeroporto, mero spazio nel quale nessuno può sentisi a casa, e un qualsiasi angolo di Venezia (Venezia, dove ogni luogo ha un nome preciso che lo caratterizza: calli, corti ecc), nel quale ogni punto è Storia che risuona nel nostro sguardo.

La scena è il web, vale a dire un luogo preciso.

Questa determinatezza, questa collocazione in una dimensione che sociologicamente potrebbe essere definita con precisione (la Rete è, innanzitutto, il “Discorso di accompagnamento” della rete sul piano della discorsività collettiva, come spiega egregiamente Pier Cesare Rivoltella in un suo saggio), questa precisione non ha nulla a che vedere con la spazialità. E come se la spazialità, la spazialità geometrica e la spazialità della nostra percezione fosse messa fuori gioco. E allora che cosa fonda il “luogo”, questo luogo così preciso che non potremmo mai confonderlo con altri (non disturbarmi, sono in rete…é una cosa che ho trovato in rete…)?

La rete è innanzitutto uno scenario d’azione, ed è questa azione che fonda questo luogo inconfondibile. Una spazialità “contestuale”, legata alla nostra presenza attiva. Ineludibile. Reale. Questo “esserci” continuo, questa inclusione necessaria del soggetto fonda questo luogo senza spazio che è la Rete, che siamo tutti noi.

In realtà volevo parlare della nozione di “autore”, ma mi è scappato questo, Va beh, sarà per la prossima volta…:-)

Giu
19

Voglio lui

Schermo da 11.1 pollici. Materiali in titanio-plutonio-grafite-carbonio-kriptonite. Velocissimo. Superconnesso. Strafico. Da vero sfigato. Che ne dite?

Sony vaio piccolo

Giu
16

Litanie armoniche parte 2

Perché nessuno mi ha mai spiegato che l’accordo di dominante lo posso sostituire con l’accordo della II spostato di mezzo tono sotto per fare la discesa cromatica? Perché nessuno mi ha mai spiegato, in anni e anni di studio, che linea portante nascosta sotto un anatole come I got rithm è una banale filastricca da cartone animato? Ma quante cacchio ne devo ancora scoprie prima di capire che ho studiato a cacchio tutti questi anni?

Giu
16

Globalmente locali

Molto forte il blog di Jane McConnell (tradotto totalmente anche in francese) dedicato al mondo delle intranet. Jane è americana ma vive in Francia da più di 20 anni.  La tagline è abbastanza suggestiva: “Globalmente locali, localmente globali” ed esprime bene l’idea.

Vi segnalo uno degli utlimi post: “From producer logic to user logic: the greatest challenge you may have” (permalink qui)

Giu
15

Tranquilli, ce la faremo

Io con la Rete ci lavoro. Io con la rete ci trovo il lavoro. Io con la Rete ho conosciuto la mia libertà. Oggi mi hanno detto che, grazie a un sito che ho aiutato a costruire oggi l’organizzazione che lo ha commissionato ha molti più clienti e ha snellito le sue procedure interne. Insomma, sono soddisfazioni.

La rete ha cambiato il destino di tante persone. Credevamo che fosse una specie di giochino, e forse lo è. Ma è un giochino coinvolgente. Anche la vita è un gioco, no?  Non bisogna mai pensare di avere tutto sotto controllo, perché non è vero. Non bisogna mai avere la presunzione di distinguere tra lavoro, passioni, amori, routine, perché sono illusioni. Guardate la Rete: riuscite a venirne a capo?

Le cose si trasformano, sotto i nostri occhi e le cose migliori, anche nel lavoro, sono solo onde cavalcate bene. Sono cose giuste al momento giusto. Pianificare. Costruire mattone dopo mattone. Niente, niente di tutto questo si realizzerà. E lo sappiamo. I programmi sono fatti per non essere seguiti. Se c’è un insegnamento che questa grande conversazione permanente che chiamata “Rete” ci può dare è quello che dobbiamo stare tanquili, e farne semplicemente parte. E alla fine torneranno i conti, ma solo ala fine.

Il mio maestro di fluto traverso mi diceva: “non mettere te stesso tra lo strumento e la musica: la musica suona da sola”. Il mio maestro la sa lunga. Comunque, per non finire questo post insensato senza un qualche riferimento, vi segnalo il nodo “intertestualità“, tratto da un vecchio sito dedicato all’ipertesto. Il termine “intertestualità” è, come noto, di Julia Kristeva, che si riferiva a Bachitn, e lo trovo molto adatto parlando di Rete. Vi lascio il compito di assaporarlo.

A presto

Giu
15

P.A. digitale? Si, no, forse

Il CNIPA ha pubblicato lo stato dell’arte del’ICT nella Pubblica Amministrazione (PDF, 2 mb). Il CNIPA è condannato a essere ottimista, ma siccome mi ero guardato bene il rapporto 2004 io francamente sul piano dell’intranet non vedo grandi passi in avanti. Addiritura qualche numerello non torna tra i due rapporti.

Ok, è cresciuta la posta elettronica (urka!), ma, guardando la spesa complessiva, nel 2005 si è ridotta del 3,1% (si sono spesi 50 milioni di euro in meno che nel 2004). Grazie alla finanziaria del berlusca, dice. Però il CNIPA dice che la consapevolezza dell’importanza è cresciuta.  Allora, che cosa vogliamo fare? Scrivere, come fa punto informatico che la PA si scopre digitale? Mah…

Giu
12

Ping pong

Il tour de force di oggi prevede un’incontro-fiume sull’usabilità di un sito della Pubblica Amministrazione e poi di corsa ad aprire tre corsi in e-learning sulla presentazione efficace presso un Ente di formazione tradizionale (prima o poi dovrò dire qualche cosa sull’e-learning perché è un’esperienza che ha degli aspetti a volte surreali). Ad ogni modo Sliderman è pronto a volare (si fa per dire) con la sua bici elettrica per le strade di Roma… Ciao ciao

Giu
9

Come il cacio sui maccheroni

Niente, è che siccome ho scoperto quanto ci stanno bene la nona bemolle e la quinta + sugli accordi di dominante che risolvono sul primo grado, ci tenevo a comunicarlo…Certo, direte voi, bella forza, bastava leggersi gli assoli di Parker per capirlo, ma per trovare bisogna cercare

Giu
9

I tristi problemi(?) dello specialista freelance

Come sapete me ne sono adato da Alcatraz per iniziare una nuova vita di disoccupato/consulente/musicista/formatore. Me ne sono andato senza sapere che cosa avrei trovato dall’altra parte, alla bella età di 39 anni, perché credevo che dalla vita si potesse chiedere di più che buoni-pasto e frustrazioni.

L’ho fatto senza pensarci, e ho potuto farlo solo perché in realtà ci stavo pensando, costantemente, da dieci anni. Ma ogni decisione è, per definizione senza fondamento. In caso contrario sarebbe una conseguenza e non una decisione.

Beh, è giunto il momento di tirare delle somme parziali, provando ad elencare alcuni piccoli inconvenienti delle professione.

– Lavori a gennaio e magari a giugno non ti hanno ancora pagato. Però le tasse tu, intanto, le hai già dovute pagare.

– Non sai mai quanto stai guadagnando perché hai delle fatture in giro da pagare, ogni tre mesi paghi l’IVA, ma poi questa ti ritorna sotto forma di IRPEF, che però tu pagherai decurtando le spese e il disavanzo lo metterai nella gestione INPS che però hai fatto pagare per un quarto al cliente e questo quarto non entra nel calcoo IRPEF e il tutto avviene scaglionato in 6 momenti distinti durante l’anno.

– Non riesci più a capire se quello che fai è svago, lavoro, riflessione, comunicazione (questo vale in special modo per chi lavora nel terziario avanzato).

– Hai molto più tempo libero, ma a volte non sai se questo sia un buon segno o no.

– Entri in cottatto con persone e situazioni che mai avresti voluto vivere (tipo: imbroglioni, perditempo, venditori di fumo, avventurieri). Sarà un caso, ma questi li incontro in special modo a Milano, che difatti è una piazza che frequento sempre meno. Mi scuso con i Milanesi che non apartengono alle categorie sopraindicate.

– A volte è necessaria una forte dose di autostima e di equilibrio interiore per imparare a vivere le situazioni come semplici fasi di un processo.

Ok, sono tutti problemi superabili e francamente li preferisco comunqe a fare cose tipo spiegare come si scarica un allegato a una persona che guadagna 10 volte più di te e si crede pure più fico. Beh, questi me li sono proprio lasciati alle spalle. A volte me li ritrovo di fronte, è vero, ma per breve tempo e facendomi pagare 10 volte più di prima (tiè).

A onor del vero va detto che ci sono anche vantaggi, e molti: puoi vedere concretamente se quello se che fai è apprezzato e sei costretto a rimetterti in discussione continuamente. Se qualche cosa non ti piace basta fare “canc”. Mediamente incontri persone interessanti e con le quali hai molte cose in comune. Vedi le cose che fai dall’inizio alla fine e impari che cosa vuol dire “costruire qualche cosa”. Puoi inserire nel tuo lavoro cose molto più personali e coinvolgenti, mettendo a frutto veramente quello che sei e la tua storia. Personalmente faccio molta più filosofia oggi, come formatore freelance, di quanta ne faessi come schiavo aziendale. Capisci molte cose su di te, su come sei fatto e hai modo di lavorarci su. I vantaggi potrebbero continuare, ma vi terrò agiornati. Per il momento vi segnalo, a proposito del tema, una interessante inziativa.

Giu
7

La più bella tagline della Rete

Chi mi frequenta un po’ sa che sono un grande fan del Vertigoz, psicopatico, filosofo, polemista, semi-alcolizzato nonché uno dei più brillanti scrittori italiani di oggi (anche se non ha mai pubbblicato un libro): di poche cose sono sicuro meno che di questa (e di libri ne ho letti, fidatevi) . La tagline che appare sul suo blog è una delle più belle cha abbia mai letto, e mi ha strappato, come sempre, una grande risata. Verigoz, quello che posso fare per te, lo vedi, lo faccio: ti voglio nella collana “Stile libero ” di Einaudi entro l’anno. Ok? Fallo per noi: parlane con il tuo terapeuta…  :-)

Giu
7

Consigli per la vostra home (articolo per smanettoni)

Mi è capitato di vedere parecchie home page di intranet ultimamente, e mi sembra che ci siano alcuni fraintendimenti e alcune ingenuità che sarebbe il caso di evitare nella costruzione della pagina più importante del sito interno.

Perché, proprio come per i siti esterni, la home page è certamente un elemento determinante per il successo o l’insuccesso del progetto. Tenete conto che in azienda non c’è una “selezione alla fonte” delle persone con una cultura tecnologica: c’è lo smanettane e c’è la “Sora Lella”. Quest’ultima dovrebbe poter accedere alle cose veramente importanti direttamente dalla home.

Inoltre tenete presente che in intranet è molto meno importante il problema dell’identità, per cui il “branding” spinto tramite header fantasmagorici che occupano 300 pixel di altezza non ha ragione di essere. Ancora, tenete presente che in intranet convivono cose statiche e dinamiche, i servizi hanno un’importanza maggiore e la documentazione non è, spesso, il “ramo finale” dell’albero di informazione, ma è l’informazione principale.

Infine, considerate che una intranet è, in genere di proporzioni ampie, con molti livelli sottostanti. Questo significa che alcune informazioni rilevanti potranno finire, per via del sistema di classificazione adottato, un po’ troppo “in fondo” nell’alberatura. La home dovrebbe consentire un “ripescaggio rapido” di questi elementi

Ora, date queste premesse, provo a dare qualche indicazione per la costruzione di questo delicato spazio

Header: non fatelo troppo alto: un’altezza di 150 pixel è sufficiente a dare identità allo spazio e non spreca spazio prezioso “sopra la linea di galleggiamento”. Nell’header potete mettete logo e tagline, il motore di ricerca (casella semplice, con link alla pagina delle opzioni avanzate) e, in alto a destra, le opzioni di servizio (mappa, contatti ecc). In alcuni casi l’header contiene anche la navigazione principale, tramite tab, ma, siccome è certo che una intranet ha parecchi livelli di navigazione, se fate così avrete sicuramente la necessità di un sottomenù per ogni macro area. Mi raccomando di non posizionare questi sottomenù come rollover, ma di creare pagine indice apposta.

Contenuti: una delle cose più bizzarre che mi è capitato di vedere è quella sfruttare la home solo per mettere delle news. Questa strategia è un po’ miope, e anche autolesionista, per vari motivi: primo: non siete mai sicuri di avere abbastanza news fresche; secondo: le news non sono l’unico “cuore” della intranet, per cui una home troppo sbilanciata sulle news rischia di non rendere giustizia ai vostri contenuti effettivi; terzo: per gestire una home fatta di news occorre una redazione allargata degna di questo nome, ed è difficile che, almeno all’inizio, questo avvenga.
Dunque, in home dovrebbero trovare posto almeno sei elementi di contenuto, tutti con uguale dignità:

1) Notizie. Dovrebbero essere aggiornate, con un link agli archivi delle rispettive sezioni. Guardate che le notizie non sono solo quelle che riguardano le magnifiche sorti dell’azienda. Anche la presenza di un nuovo documento o di un nuovo servizio online è una notizia

2) Documenti Filtrati. Che cosa voglio dire? E’ ovvio che una intranet contiene tantissimi documenti. Ma non sono tutti importanti allo stesso modo. Mettete i 5 (10, 20…) documenti più importanti per i dipendenti direttamente in home, con un link all’archivio completo

3) Servizi e task prioritari. In intranet i servizi la fanno da padrone, e non è giusto che vengano confinati in un modesto menù senza  avere accesso in home. Il cercapersone è importante? Mettete direttamente i form di ricerca in home: Lo statino paga è strategico? Create un box con titolo, testo e magari una piccola foto per accedere dal centro della pagina, e non solo da una voci nel menù di sinistra

4) Community. Tutti gli aspetti di community dovrebbero avere un accesso diretto dalla home. Non solo che semplici link, ma anche come contenuti già “esplosi” in uno spazio specifico. Se c’è un forum molto attivo non mettete solo in link, ma anche i titoli degli ultimi thread. E così via

5) Vetrina. Conservate uno spazio per dare una “vetrina” ad alcune aree particolarmente importanti (che so, gli ativirus o di dati di vendita), in modo da creare una gerarchia tra i contenuti elencati nel menù principale.

6) Scorciatoie. Verificate i percorsi di navigazione dei vostri utenti e mettete direttamente in home l’accesso a pagine “profonde” del sito ma molto importanti.

Menù: Considerate la possibilità di “esplodere direttamente in home i menù principali, sempre che questo non crei una lista chilometrica di link. Ovviamente le cose vano valutate di volta in volta, ma sarebbe bene che dalla home si potesse accedere direttamente almeno alle sottosezioni principali.

Grafica: Inutile dire che la grafica deve essere sobria, ma soprattutto deve essere riconoscibile e prevedibile (ok, non dico niente di nuovo). E deve consentire di identificare le cose nuove da quelle vecchie, le cose importanti da quelle marginali. No quindi, ad un elenco di anonimi box come in una scacchiere: prendetevi la briga di progettare, con la grafica, una precisa gerarchia visuale

Footer: innanzitutto diciamo che il footer c’è sempre, in ogni pagina. E’ utile per mettere la data (della singola pagina, non del sito), i contatti e magari quante persone sono collegati in quel momento.

Giu
7

Segnalazioni

Cari lettori e lettrici, alcune piccole segnalazioni per voi. Innanzitutto è uscito il mio nuovo articolo su Vision, dedicato questa volta alle comunità di pratiche nelle organizzazioni e al loro rapporto con la tecnologia. Solo per autentici fan della materia (o del sottoscritto :-=)

Poi vi segnalo, tramite l’occhio seempore attento del mitico AD, il link ad una serie di documenti sulle intranet della PA in Emilia Romagna (da quelle parti si danno un grand da fare, bene).

Infine un articolo sul blogging interno (e esterno) alle aziende. In realtà ne parla anche J. Nielsen nel suo rapporto 2006: le intranet migliori cominciano ad acquisire gli standard e  le tendenze della Grande Rete: blog, sistemi di acquisizione documenti tramite il “carrello” eccetera. E allora mi chiedo: quando arriveremo ad usare nelle intranet i feed RSS e i sistemi di aggregazione delle news? Per le intranet grandi sarebbe importante…Vedremo.

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede