Home » Archivi per dicembre 2006

Dic
29

Corporate blogging

Affrontare il tema del 2.0 è per me una cosa veramente sfibrante. Negli USA questo tema è all’ordine del giorno, e mi fa sentire un po’ depresso, a dire la verità. Riuscirò a stare dietro a tutto questo? In fondo chi sono io?  E perché non mi sono occupato di poesia elisabettiana o non ho messo su una pizzeria?

Comunque, per finire questa carrellata dobbiamo segnalare ancora un po’ di risorse, questa volta legate al corporate blogging. Una ricerca-sondaggio sull’uso nelle aizende americane (a dire la verità e dell’ano scorso), una rticolo sui 3.600 blog interni di IBM, un articolo di Dion Hinchcliffe sul corporate blogging,  un paper tutto sulle intranet 2.0 da scaricare, e finalmente una risorsa in italiano (tradotta) sul 2.0 nelle aziende.

Uff, aiuto….

Dic
29

Barriere

Ogni progetto incontra le sue specifiche resistenze sociali. Questo è tanto più vero per progetti web complessi, che spesso vengono visti come una specie di peste da combattere.

Nel caso del web 2.0 queste barriere si esprimono sotto forma di dubbi rispetto alla “correttezza” delle informazioni inserite dai dipendenti e rispetto alla paura di pericolose “derive”.

Ecco elencate le 10 barriere più frequenti in questo tipo di progetti.

Dic
29

Intranet e politica (interna)

Un bell’articolo di Toby Ward su intranet e politica. Politica interna, ovviamente, quella continua guerra di posizione tra i vari settori che spesso succhia più energia della produzione stessa. Questa situazione esplode rapidamente con una intranet, che riguarda tutti i settori dell’organizzazione.

Dic
28

Sei arrivata, e io ti aspettavo

Oggi è veramente un giorno strano per me.

Quando ho iniziato a fare questo lavoro di intranet manager avevo una serie di idee per la testa. Idee che riguardavano la collaborazione, le generazione di contenuti dal basso, l’autoregolazione, il prevalere delle conoscenze migliori, il mettere a fattor comune le esperienze, il bypassare le gerarchie e altre cose del genere.

Ho sempre sostenuto che una intranet dovesse aiutare le persone a lavorare attraverso la collaborazione e l’emergere di contenuti nuovi e interessanti, e che i “maga-portali” creati da una “redazione centrale” per una massa di inermi impiegati fossero solo una perdita di soldi e di tempo.

Ho sempre sostenuto queste cose; sapevo di avere intuito qualche cosa di profondo e di importante ma, a dire la verità, non avevo una chiara immagine di come tutto questo dovesse relizzarsi. Certo, con il web si possono fare molti tentativi, e io ho fatto molti tentativi usando il linguaggio, le metafore e la tecnologia di cui disponevo. Tutto sommato è andata abbastanza bene.

Oggi le cose sono cambiate, e quello che pochi anni fa poteva considerarsi visionario è oggi superato ampiamente dalla prosaica pratica corrente. Oggi abbiamo il linguaggio, le metafore e le tecnologie necessarie per fare tutto questo . Si chiama web 2.0.

un_esempio_di_intranet_2.0

Esiste un’azienda, a Seattle, di 1000 dipendenti, che ha creato una intranet totalmente 2.0. Le persone possono uploadare documenti e classificare le pagine aggiungendo i tag che preferiscono. I più popolari vengono evidenziati da una tag cloud e messi nella colonna di sinistra. Ogni dipendente ha la sua pagina personal, in parte riempita dall’alto e in parte aggiornabile da lui. Le persone non usano la mail ma un’istanza di Facebook per collagarsi tra di loro.

Il sito è un enorme wiki modificabile da chiunque. Le persone sono spinte a postare tutto il materiale che trovano in internet all’interno della intranet, usando Delicioous, Filkr e DIgg. Ogni dipendente può aprire un blog e i pipost più recenti appaiono nella home page. La home page stessa è costruita in modo da ospitare contenporaneamente contenuti generati dall’alto e contenuti emergenti.

Questo è l’articolo che ne parla, scritto da Andrew McAafee,  un professore della Harvard Business School, e potete giurarci che è una delle cose più importanti scritte in questi ultrimi anni sulle inranet.

Leggetelo e studiatelo con attenzione: non sono sogni di un visionario, ma solo la coerente applicaizone concreta di quello che  sta succedendo in giro.

Vi dico la verità: da una parte sono enormemente felice per questo ENORME passo in avanti e perché finalmente esiste un oggetto concreto che esprime tutte le aspirazioni che ho sempre avuto sulla intranet. Ma dall’altra sono anche un po’ storidito per aver pensato per anni a qualche cosa senza possedere un repertorio adeguato per esprimerla. Repertorio (di pratiche, metafore, tecnologie) che oggi comincia a diventare moneta corrente (anche se non in italia).

Per questo oggi è un giorno veramente strano per me.

Dic
27

Intranet roadmap

Ok, le feste sono quasi finite (almeno le più pericolose) e siamo sopravvissuti.
Uno dei più bei regali che mi sono fatto è stato quello di costruirmi una nuova identità su Delicious,. Non mi soffermerò sull’oggetto, che sicuramente conoscete. Fantastico.

Tra i frutti migliori di questo regalo c’è una piccola perla, che vi consiglio caldamente. Si chiama Intranet roadmap, una bellissima guida, costruita da un team di consulenti, che spiega tutti i passi per costruire una intranet. Oltre alla rodamap trovate moltissime risorse e articoli.

Da ultimo, che anche la possibilità di costruire un proprio documento di sintesi, che descrive in dettaglio gli aspetti da toccare e che può essere utilizzato in fase di progetto.

Bel-lis-si-mo.

Dic
18

Vacanze extreme

Come al solito mi vado a cercare i posti più comodi: l’anno scorso la Polonia e quest’anno
Ok ci risentiamo a fine anno.

Ciao a tutti

Dic
14

Trovatutto

IBM e Yahoo hanno lanciato “Omnifind“, un motore gratuito multipiattaforma per intranet aziendali. E’ il caso almeno di provarlo, che dite? Si scarica da qui.

Dic
13

Se metti la foto, chiedi il permesso

E’ in vigore da tre settimane, ma l’ho saputo soltanto ora: Il Garante per la privacy ha emanato una direttiva per il trattamento dei dati personali sul luogo di lavoro. E’ citata anche la intranet aziendale (esattamente in questo punto).

Temo che bisognerà cominciare a chiedere le liberatorie…

Dic
11

Compagni di scuola, compagni di blog

Quando, soltanto un paio d’anni fa, ponevo ai miei allievi in aula quella che per me era una domanda di prammatica, ovvero: “Chi di voi ha un blog o partecipa a un blog?” quello che vedevo erano spesso facce perplesse e interrogative. Ma come? E io che ero quasi preoccupato di passare per “matusa” chiedendo cose del genere!

Altro che blog-rivoluzione, altro che  blogosfera-giovanile-tutti-connsessi: avevo di fronte a me persone giovani (a volte giovanissime), tecnologicamente attrezzate (insegnavo in master dagli esotici nomi di: “web content management”, “Web marketing e new media” e cose del genere), e con una medio-alta disponibilità economica (questi master sono molto costosi).

Eppure il blogghe, tra i “veri giovani” che incontravo, si dimostrava essere uno sconosciuto, un nome esotico e lontano, un fenomeno da smanettoni (per capirci, più o meno quello che oggi, per lo stesso tipo di persone, sono i Feed RSS).

In due anni le cose sono cambiate, e il “paese reale” comincia ad assomigliare al “paese raccontato” dai media. E cominciano a crescere i blog dei miei ex allievi. L’aria è cambiata e io sono molto contento.

Ad esempio c’è il blog di Francesco, programmatore e filosofo, il blog di Irene, studiosa dei giochi online, il blog di Luca, stagista a tempo pieno, e il blog di Marianna, che può considerarsi una “veterana” della blogosfera. E chissà quanti altri ex allievi oggi hanno il loro spazio.

Bravi ragazzi, in bocca al lupo.

Dic
7

Motori che girano a vuoto

Nell’ultima newsletter (segnalatami da AD), Jerry McGovern ci parla degli insoddisfacenti motori di ricerca sulle intranet. La sua tesi è che funzionino male perché in intranet spesso ci sono solo ammassi di documenti, i testi sono poveri, male organizzati e linkati malamente tra di loro.

Il problema, insomma, sarebbe che nelle intranet non si è capito bene come funziona il “modello google” (testualità e connettività) e quindi i motori sono destinati a girare a vuoto.

E’ certamente vero, anche dobbiamo pur dire che le intranet restano sempre un po’ diverse da internet e i documenti la fanno spesso da padrone. Ai problemi segnalati da Jerry, pertanto, aggiungerei il cattivo uso dei metadati e la mancanza di tecnologie di “tagging” adeguate per questi documenti, oltre che la mancanza di meccanismi di voto e di “ranking” automatici rispetto ai più documenti più “quotati”.

Per non parlare delle cattive tassonomie dei documenti in intranet e della possibilità, ancora non sfruttata, di usare per la classificazione il metodo a faccette (gli approfondimenti e il caso di studio li trovate qui)

Dic
6

Autopromozione

Credo che, alla fine, le slide siano per me una sorta di nemesi, un a specie di tributo karmico alla mia vita precedente e ai miei (tanti) errori (tanti) del passato. E così, la fine di alcatraz non ha significato l’uscita dal tunnel di PPT, ma anzi ne ha intensificato la presenza nelle più svariate forme. E’ cosi, e non mi lamento.

Ad ogni modo: l’11 dicembre parte una nuova edizione del mio corso sulla presentazione efficace con le slide in modalità E-learning. Lo so che non si fa, e infatti ho sempre dei dubbi a farmi pubblicità, specialmente su questo argomento (ma tanto sul blogghe siamo in famiglia). Il target sono gli insegnanti, ma possono accedere tutti (credo). Durata: tre mesi. Costo 120 euri.

F.to Sliderman

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede