Home » Archivi per febbraio 2007

Feb
27

Il TG 1 di stasera

L’insegnante (cattiva e precaria) taglia la lingua al bambino. Orrore

I giovani di oggi e le tecnologie che gli fanno male (generazione internet)

Le giovani star di hollywood guadagnano milioni

Il festival di Sanremo e l’intervista frizzante a Pippo

Ricordatevi di pagare il canone.

Ecco.

Feb
26

Pro o contro gli IM

Credo che Toby Ward abbia un po’ di ragione: che bisogno abbiamo di costosi sistemi di instant messaging in intranet quando, di fatto, abbiamo moltissime alternative a nostra disposizione?

Secondo lo studio che viene citato i sistemi di IM cominciano ad amortizzare i loro costi sopra i 5.000 dipendenti. Al di sotto perché non accontentarsi di bacheche, mail, blog, forum, telefonate, riunioni, podcast, sms, incontri al bar?

Certo, gli IM all’interno dell’azienda sono divertenti, ma non così tanto. Sono anche in parte utili, ma non così tanto. Peraltro i recenti studi sulle tecnologie al lavoro dimostrano che sono poco efficaci a supportare processi decisionali complessi. E il motivo è abbastanza comprensibile: un più alto rischio di fraintendimento e soprattutto l’istantaneità, che spesso è nemica della saggia decisione.

In effetti anche io li ho usati per un po’ e devo dire che, a parte qualche penoso flirt (su cui vorrei stendere un velo pietroso), mi sono sempre serviti a poco. Alla fine la mia lucina era quasi sempre rossa.

Ma non voglio fare la parte del retrogrado. Ci costano poco? Installaiamoli. In qualche caso ci aiutano? Usiamoli. Ma non riponiamo su di loro tutte le nostre spranze. Ok?

Feb
26

Il 3.0 di Jeffrey

L’ho trovato segnalato sul blog “Blog nella didattica” e ve lo rilancio.

Un recente articolo di Jeffrey Zeldman, che si intitola “web 3.0“,  e che parla di luci ed ombre del 2.0. Ovvero, di come l’euforia in parte immotivata che ha contagiato qualcuno dei pezzi grossi, in questo ultimo periodo, non deve farci dimenticare chi siamo e che cosa stiamo facendo.

Jeffrey è uno dei “vecchi” del web e ha vissuto in prima persona i fasti e le amare delusioni del web “1.0”. Credo faremmo bene ad ascoltarlo,  come un fratello maggiore. Traduzione di Michele Iovino per Trovabile.

Feb
25

Dolci congedi

All’Ikea usano la intranet anche per mantenere i contatti con le donne in maternità. Così il rientro al lavoro può essere più “dolce”. Uno stralcio dell’articolo:

“La nostra azienda mantiene il contatto via Intranet con le dipendenti in congedo maternità, per aggiornarle. È anche possibile seguire corsi di formazione on-line. Così, al rientro al lavoro, ci si può ritrovare promosse, come è successo alla mia collega torinese.”

Feb
25

I font delle mail

Sull’ultimo numero di usability news si parla di usabilità e di percezione dei font delle mail. I risultati della ricerca empirica (effettuata su 120 partecipanti e tre tipi di font) indicano che il tipo di font ha un effetto sulla percezione dell’autorevolezza e della serietà dell’autore e, in definitiva, sulla percezione del contenuto (un risultato che, a dire il vero, era abbastanza prevedibile).:

Vi segnalo anche un altro studio, nella stessa pubblicazione, che prova a verificare il modello a “F” di Nielsen nella lettura sul web, applicandolo in condizioni particolari: la lettura di pagine con molte immagini e i compotamenti orientati alla ricerca. Sembra che, in definitiva, il modello sia indifferente ai comportamenti di lettura vs. ricerca, mentre non viene confermato nel caso di pagine che presentano immagini.

Feb
24

Lettera aperta al redattore di Italia.it

Caro redattore di Italia.it
mi rivolgo a te personalmente perché in questi giorni sarai stato certamente sotto pressione.

Dicono che questo portale sia costato 45 milioni di euro. Caro Redattore di Italia.it, sono sicuro che solo un’infima parte di questo denaro sarà finito nelle tue tasche, caro redattore, e di questo mi dispiaccio, perché sono sicuro che tu fai il tuo mestiere e sono anche certo che in riunione più di una volta ti sarà venuto da vomitare.

Quanto fango, caro redattore, sarai stato costretto ad ingoiare mentre qualcuno diceva “si, wow, l’introduzione con Simil-Pavoarotti”, “si, le animazioni in flash in ogni pagina”, “si, il data base degli alberghi”, “si, gli spazi della home occupati da sfilate di moda e sci italiano!!!”.

Caro redattore di Italia.it, che tristezza deve essere stata per te riempire di contenuti top down l’ennesimo portatone turistico mentre ovunque si parla di contenuti generati dagli utenti, di 2.0, di social tagging, di feed RSS, di podcasting, di architettura a faccette.

Caro redattore di Italia.it, so che ti rendi perfettamente conto che se sono tedesco e ho un camper e voglio arrivare a Palermo non ci riuscirò tanto facilmente consultando il tuo sito, che se ho un cane o sono gay avrò qualche difficoltà a trovare un agriturismo adatto a me, e che se oltre a dormire voglio anche mangiare è meglio che mi porti la colazione al sacco.

Caro Redattore di Italia.it non è certo colpa tua se molti dei contenuti sono lacunosi o vaghi, o se le informazioni sono vecchie e non aggiornate, ma tu capisci che è un problema se molti dei cinema che segnali sono chiusi da anni.

Caro redattore, io vedo e, ti assicuro, apprezzo veramente lo sforzo che hai fatto per segnalare tutti gli alberghi possibili e immaginabili sul nostro territorio, ma ti informo che io, personalmente, non mi baso solo sulle stelle dell’hotel per decidere dove dormire, ma guardo ad esempio dove è collocato rispetto al centro città e cerco anche di farmi un’idea di come sono fatte le camere e cerco anche di capire chi c’è dall’altra parte. Caro redattore, io non sono una macchina che fa il filtro nel data-base. E in genere cerco la qualità, e non la quantità.

Caro redattore, sono sicuro che anche tu capirai che ho delle difficoltà a percepire la differenza tra “Visita l’Italia”, “Organizza il tuo viaggio” e “Itinerari” E che etichette come “Unesco” dentro la sezione: “Visita l’Italia” potrebbero non dirmi assolutamente nulla sui contenuti che troverò all’interno.

Caro redattore, se sono un utente spagnolo e voglio andare a Sarzana a vedere il marcato dell’antiquariato, ma non so che Sarzana si trova in Liguria e in provincia di La Spezia, mi spieghi cortesemente come faccio ad arrivarci?

Caro redattore di Italia.it, ma non ti viene il mal di mare a vedere tutta sta roba che si muove sul sito? Perché a me, caro redattore, dopo 5 minuti è venuta un po’ di nausea, e te che ci lavori da mesi penso non starai tanto bene.

Caro Redattore di Italia.it, ti faccio i miei auguri e ti do la mia sincera solidarietà, anche se ti devo proprio dire che questo sito che avete messo in linea un po’ mi ha offeso e mortificato. E come me tanti altri professionisti che, nel nostro Paese, cercano di portare un po’ di innovazione onestamente, tenendosi aggiornati e cercando di fare quotidianamente un buon lavoro, rispettando gli altri. Gli utenti prima di tutto. A volte ci riusciamo, a volte meno.

In ogno caso, in bocca al lupo per tutto.

Feb
24

Ormonic questions

Che cosa succede quando tieni un seminario e hai delle ragazze bellissime in classe? Succede che, mediamente, sei molto più spumeggiante in aula, ma torni a casa un po’ depresso. :-)

Feb
23

Tutorial catartici

Purtroppo a volte capita di dire sì a lavori che poi si rivelano delle sole. Sono ancora giovane come libero professionista e quindi queste cose mi capitano più spesso di quanto vorrei.

Una di queste occasioni è la lezione che terrò prossimamente. Consulenza strategtica?  Formazione di alto livello? Scenari e tendenze? Laboratori di innovazione? Progettazione partecipata?

Niente di tutto questo, amici: una lezione sull’uso di Powerpoint 2003. Lo so, lo so, non mi dite nulla. Posso solo contare su una catartica pubblicazione del tutto su slideshare.

Eccola. E buone slide a tutti

Feb
23

Fase Beta di Google apps

Care aziende, io ne approfitterei. Se lo fate ora, poi resta gratuito. Altro che…

Feb
23

Italia.it

Arrivateci da qui. Proprio da qui ci dovete arrivare, senza sconti. Mentre noi cercheremo in tutti modi di andarcene. Costo: 45 milioni di euro.

Ah che bel vivere, che bel piacere…

p.s. ehm, per gli animi più “accesi” la discussione continua qui

Feb
22

Rassegna intranet dalla blogosfera

Ogni tanto apro il mio feedreader, e mi spavento… Oggi mi sono fatto coraggio, e allora vi rilancio un po’ di segnalazioni sulle intranet dalla blogosfera mondiale.

Su Columntwo si parla di navigazione vs. ricerca in intranet. Per l’autore è necessario che siano sempre presenti entrambi i sistemi, e io sono d’accordo.

La cara Jane McConnell ci mostra uno dei risultati della sua ricerca sulle intranet internazionali (a proposito, sto preparando anche io, assieme a Cristiano, una ricerca sulle intranet nostrane). Il risultato (gli aspetti politici incidono sulla lentezza delle decisioni in azienda) non sorprende più di tanto. Sorprende solo chi pensa che le cose vadano così solo nel nostro Paese.

Più interessante il post di Toby Ward sul ruolo dei form in intranet. Se ogni modulo venisse trasformato in form l’efficienza ci guadagnerebbe, e in intranet è molto facile farlo. Ma attenzione a che form mettiamo in piedi…  (un approfondimento qui)

Il buon Roberto Cobianchi si è letto il Report di Nielsen 2007 e segnala che, stano ai risultato, il rapporto medio tra dipendenti e intranet team è di uno a mille.

Il centro di ricerche IBM ha condotto uno studio etnografico sul lavoro collaborativo e il knowledge in azienda.

Infine, quelli di Avenue a discutono di vantaggi e svantaggi di wiki e 2.0 nelle intranet. Loro stanno facendo, in questo senso, da apripista mondiali, direi…

Feb
22

Libri utili e libri inutili

Ecco due liste in ordine sparso di libri (quello delle liste di libri è un mio pallino inestinguibile). Una è quella dei buoni, l’altra è quella dei cattivi.

I libri che vorrei avere scritto

Lista non ragionata di libri che consiglio a chiunque si occupi di intranet, content management, scrittura e nuove tecnologie.

Jonathan e Lisa Price
Hot text. Scrivere nell’era digitale – Mc Graw Hill
E’ ancora uno dei testi miglior e più completi riguardo alla scrittura “tradizionale” sul web.

Tommaso Raso
La scrittura burocratica – Carocci
Un manuale dotto e chiaro, che mantiene le promesse

Cristina Zucchermaglio – Francesca Alby
Quando i workplace studies antropologici incontrano le nuove tecnologie. Ottimo per capire come i gruppi danno senso alle tecnologie e non viceversa.

Giuseppe Granieri
Blog generation
So che c’è chi detesta quelli che fanno “teoria dei blog”, ma questo è veramente un libro intelligente.

Franco Carlini
Parole di carta e di web- Einaudi
Franco Carlini, per me, resta il migliore giornalista e divulgatore di cultura digitale nel nostro Paese. Franco, a quando un nuovo libro?

Etienne Wenger
Comunità di pratiche – Cortina
Come direbbe Kuhn, è la nascita di un nuovo paradigma. Indispensabile.

Daniel Cohen
I nostri tempi moderni. Dal capitale finanziario al capitale umano. – Einaudi
Il titolo lo penalizza. In poche pagine una sistemazione intelligente e profonda del rapporto tra economia, sapere, occupazione

Sofia Postai
Web design in pratica – Tecnichenuove
Sofia è sempre brava, anzi bravissima, a spiegare cose complicate in modo chiaro, e a far solo trapelare una profondità  molto maggiore rispetto alle cose di cui scrive.

————————————————–
I libri che non vorrei avere letto

Ovvero, come le librerie online possano fregarti

Carla Bertolo
L’interfaccia e il cittadino. Comunicazione pubblica, tra tecniche e riflessività –
Guerini e Associati
Di interfaccia c’è solo quella di bronzo dell’editore e del curatore (pubblicato nella collana @lfanet. Il che è veramente tutto dire. Ma mi faccia il piacere, signora mia…). L’autrice ha citato tutti, da Giddens a Habermas, da Talete all’esistenzialsmo. Sul web riserva 4 righe per dire che tutto questo web, insomma, proprio non la convince. Corbezzoli. Oibò. Acciderbolina.

Angelo Roma

In-formare. Tecniche di scrittura per la comunicazione interna – Franco Angeli
E’ come disse Fantozzi della corazzata Potemkin…. Complimenti alla casa editrice Franco Angeli, che si distingue sempre nel panorama dei libri pagati dall’autore…

Marco Pratellesi
New journalism. Teorie e tecniche del giornalismo multimediale – Mondadori Bruno

Uscito nel 2004, sembra stato scritto nel 1996. Ambizioso, parte da Adamo ed Eva (e lì si ferma). Sono sicuro che Pratellesi può fare di più.

Emilio Carelli
Giornali e giornalisti nella rete – Apogeo
Si, la rete dei fessi che lo leggono…

Luca Toschi
Il linguaggio dei nuovi media – Apogeo
C’è poco da dire: è semplicemente inutile. Uno dei saggi, poi, fa un ambizioso e velleitario parallelo tra la costruzione delle pagine web e quella di una sceneggiatura cinematografica. Da morire dal ridere…

J. Nielsen
Web usability 2.0 – Apogeo
Di 2.0 non c’è neanche l’aroma. In compenso si torma a parlare di frame. Da non crederci.

Ok, qui mi fermo. Se avete da aggiungere libri alla prima o alla seconda lista, vi prego di farlo, così facciamo anche un servizio ai tanti ggiovani che ci leggono…

Feb
17

Richieste smanettoniche

Come cacchio faccio a far fare un ping automatico a Technorati sul mio blog?

Come faccio a fornire feed che scarichino post completi e non parziali, che se no i miei lettori poi si straniscono?

Qualcuno conosce qualche applicazione 2.0 che potrei usare per creare uno spazio di condivisione di PDF musicali (ovvero di spartiti)? Ho provato a cercare su Ning ma mi sono perso…

Ciao

Feb
17

La mia prima blogger-cena

Lo so, il vero blogger-uomo-malboro-denim non ne parlerebbe, ma io non sono un uomo-malboro e mi sta bene così. E quindi, insomma, mi emoziono ancora per certe cose, come incontrare dal vivo i blogger seri. E quindi, insomma, ieri sera, invitato da Cristiano (a ke te posso linkà, Cristiano?), sono stato a cena per la prima volta con un po’ di blogger che ogni tanto frequento online (come Akille, Macchianera, Brodoprimordiale).

E, insomma, sapere che esistiamo veramente al di là della nostra scrittura è sempre una bella esperienza. E anche sapere che, alla fine, la nostra scrittura ci rispecchia più di quanto saremmo disposti ad ammettere. Il che forse equivale a dire che non siamo mai totalmente padroni della nostra scrittura. E meno male.

Feb
15

Internal blogging? Si, a patto che…

Su iriospark si parla di blogging interno alle aziende. La domanda è: quali benefici? L’autore ne elenca alcuni, io ne ho aggiunti altri. Proviamo a vedere se qualcuno, in Italia, si sveglia.

Per la cronaca, ribadisco la mia idea sui blog interni.

1) L’asimmetria tra chi scrive e chi commenta mi suggerisce di utilizzarli per fare parlare capi-progetto, esperti di qualche cosa (anche di cose non strettamente operative) o “leader cognitivi” (in primis il CEO). Per discussioni più paritarie credo sia sempre meglio il buon vecchio forum, mantre per informazioni meno specifiche e meno legate a singole persone può bastare, forse, una semplice notizia in intranet (imho)

2) La loro “cronologicità” mi suggerisce di utilizzarli per seguire progetti specifici aziendali che durano nel tempo. In questo caso si rivelano molto più utili di semplici notizie su intranet o spazi documentali.

3) La loro “dialogicità” mi suggerisce di utilizzarli solo da persone che sono disposte a entrare in gioco e conversare veramente con gli utenti, oltre che per contenuti che richiedono dei feed back dalla comunità alla quale si rivolgono.

Riassumendo, se i presupposti da cui partiamo sono: alta densità di contenuti specifici, contenuti che evolvono nel tempo, contenuti che richiedono la collaborazione e i feed back degli utenti, allora il blog può diventare uno strumento mooolto utile; se però non ci sono questi presupposti strutturali, secondo me, possiamo evitare di aprire blog e usare altri strumenti interni.

Sono ovviamente solo mie opinioni eh! (E ci mancherebbe…)

Feb
14

La mia lezione sulle community professionali

Ieri sono stato qui a parlare di community professionali in intranet. E’ stato bello e divertente, anche perché la maggior parte delle persone ci masticava abbastanza, e c’era qundi un certo feeling (per non parlare della location, su Piazza Magggiore)…

Il senso del mio intervento è che ci sono tre sensi possibili nei quali parlare di community in intranet

– La community “classica” intesa come spazi ludici, di espressione, ecc
– La community “distribuita”, nella quale tutto lo spazio intranet viene allargato alle integrazioni dei colleghi
– La community “progettuale” nella quale tutto il meccanismo di governance è basato su meccanismi partecipativi

Tutti e tre questi aspetti devono convivere nel progetto.

Visto che apprezzate, ho messo su slideshare una sintesi del mio intervento (purtroppo in questo caso posso mettere solo una sintesi)

Ciao ciao (e ora mi precipito qui)

p.s. Segnalo una reazione blogosferica all’evento di ieri.

Feb
12

Prove tecniche di intranet-podcasting

Segnalo dal sito DistrettoPMI una interessante iniziativa: un benefit aziendale come il lettore MP3 diventa anche un veicolo di formazione attraverso un servizio di podcasting interno. Dove? Alla Xerox.

Tutti i dipendenti hanno un lettore Mp3 fornito da noi – aggiunge Magni -. La finalità è sia professionale che extraprofessionale. All’interno c’era anche un messaggio del Ceo che spiega come usarlo a livello lavorativo. C’è una pagina intranet aziendale da cui scaricare documenti, minicorsi di aggiornamento, informazioni in file Mp3 e ascoltarli anche mentre si sta facendo un’altra cosa o magari durante gli spostamenti, o, perché no, a casa. Ma ci si può scaricare anche la propria musica preferita. Abbiamo unito un premio-incentivo a uno strumento per l’e-learning“.
È stato anche attivato un blog professionale per lo scambio di informazioni ed esperienze nel settore della grafica. I contributi vengono da persone di Xerox, ma l’accesso è libero anche agli altri internauti.

Chissà se c’è anche un sistema di sottoscrizione via RSS per gli aggioramenti. Ma, al di là di questi dettagli mi sembra un’iniziativa che, nel nostro contesto, ha del pionieristico.

E non tanto per gli aspetti tecnologici, ormai abbastanza standard, quanto per la voluta mescolanza tra pubblico e privato, tra ludico e professionale. Questo si che è”mash up” innovativo.

Bravi!

Feb
10

Molto più di una nota

“Devi smetterla, quando provi a suonare una nota, di cercare di fare qualcosa. La nota è lì: è solo il tuo tentativo di suonarla che ti impedisce di farlo”.

Il mio maestro di flauto traverso parla così. E non è stato neanche in Cina ad imparare l’arte del Wuwei.  E’ un uomo capace di insegnarti molto di più di uno strumento. E lo fa con serenità e riserbo. La profondità ama nascondersi.

Questa pagina utilizza i cookies, come le pagine di mezzo mondo. I cookies sono una cosa che fa parte della vita, ok? Don't worry http://www.intranetmanagement.it/cookies/

Questa pagina utilizza i cookies, come le pagine di mezzo mondo. I cookies sono una cosa che fa parte della vita, ok? Don't worry

Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede