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ago
30

Tristezza di un giorno tristissimo

Io con un libro di Franco Carlini ci andavo avanti per anni.

Nel senso che c’erano sempre talmente così tanti stimoli, così tante riflessioni importanti e originali che potevo tirare avanti per anni parlandone a lezione senza timore di apparire scontato o superato dai fatti. Un pregio riservato solo ai veri pensatori.

Franco era sempre oltre, anzi, come dicevamo spesso con Leuca, era sopra. Riusciva a vedere le cose come dall’alto e a prenderle da un’angolazione che a tutti noi (e sottolineo tutti) sfuggiva. Noi che ci occupiamo di web, di comunicazione, di nuove tecnologie, noi che ci barcameniamo di fronte a tutte le ultime novità del momento avevamo sempre qualche cosa da imparare dalle sue riflessioni, così pulite, coraggiose, oneste, e così poco invischiate con l’euforia isterica da cui tutti noi spesso ci lasciamo sedurre.

Anche quando assumeva le posizioni più critiche, anche quando lanciava le sue provocazioni più scomode, ci costringeva a fare i conti con le nostre posizioni e a riflettere su quello che avevamo dato per scontato e scontato non era. Per accorgerci poi che, il più delle volte, aveva ragione lui.

Ho avuto il pregio di conoscerlo personalmente e di lavorare con lui per un breve periodo. Mi contattarono i suoi collaboratori perché mi avevano trovato in rete. Così, molto semplicemente e senza tante cerimonie. Difficile dire quanto sia stato onorato di questa opportunità, che in un certo senso, ha contribuito a orientare le mie scelte successive (dimissioni, libera professione ecc).

Oggi è un giorno triste per la rete italiana, ma soprattutto (scusate la nota un po’ egoistica) è un giorno tristissimo per me, perché Franco era diventato nel tempo uno dei miei punti di riferimento (ma forse lo era un po’ di tutti, credo). Oggi mi sento molto più solo, molto più indifeso e molto più incapace di capire quello che mi sta intorno.

Grazie Franco, per tutto.

ago
29

Wiki 2 e altro

Ben rientrati dalle vacanze. Io, per (tristi) motivi che tralascio, non le ho fatte, ma ci sarà tempo.

Erica Driver ha scritto un report sui wiki nelle aziende americane. C’è molta euforia in giro, ma sinceramente non ce n’è così tanta da farmi sborsare 279 dollari.

Intanto la CIA lanca A-space, la intranet per gli agenti segreti basata sul modello My space.

Per finire beccatevi l’ultima newsletter di Jerry, dedicata al (solito) rapporto tra i progetti intranet e il management.

ago
10

Buone notizie per i wiki

Allora, la prima buona notizia è questo filmato che spiega benissimo che cosa sono i wiki e perché sono una cosa bella e utile. Il filmato è un grande esempio di come si possa fare didattica sulle nuove tecnologie e non mancherò di mostrarlo ai miei allievi quando mi capiterà.

La seconda buona notizia è che alcuni italiani (Giulio Montevecchi a cui si è aggiunto Fabio Masetti) si sono lanciati nell’impresa di commercializzare servizi wiki per le aziende, usando la piattaforma Socialtext di cui parlavamo qualche post fa. C’è poco da fare: la cosa è troppo allettante per non provarci, anche in un Paese come il nostro.

La società di chiama Wekey e offre consulenza e formazione oltre che service per le aziende che vogliono lanciarsi nell’avventura di un wiki-intranet.

La cattiva notizia (per me) è che mi hanno battuto sul tempo. Ma sono comunque contento di avere avuto un’idea che almeno aveva un futuro. Facciamo quindi gli auguri a questi pionieri e aspettiamo con ansia di sapere come si metteranno le cose…

ago
10

Tag e nuvole di pioggia

Una delle cose che più mi lasciano insoddisfatto, di tutto questo 2.0 è la maniera ancora grezza con cui vengono trattati i tag. Non è certo una notizia: che quello della classificazione sia un problema reale, del quale i tag costituiscono solo una soluzione parziale è risaputo, e chi troverà la soluzione ottimale diventerà probabilmente miliardario.

Rimane il fatto che con i tag le ricerche sono sempre o troppo generiche o troppo specifiche. Almeno, se continuiamo a cercare usando un tag alla volta. Ma perché questo vincolo? Chi lo ha stabilito? Insomma,  mi chiedo perché non viene mai applicata la semplice logica booleana alla ricerca dentro i tag.

Mi spiego: mettiamo che abbia 10 oggetti:

- 4 di questi decido di taggarli come “web

- 3 decido di taggarli come “Web” e come “Comunicazione

- 2 due decido di taggarli come “Comunicazione” e come “internet

- l’ultimo decido di taggarlo con tutti e tre i tag.

Ora, a questo punto se cliccassi sul tag “web” troverei 8 oggetti, se cliccasi sul tag “comunicazione” troverei 7 oggetti e se cliccassi sul tag “internet” troverei 3 oggetti (fidatevi, ho fatto i conti). Ma non avrei nessun modo per estrarli tutti e 10.

Quello che vorrei, tanto per cominciare, è la possibilità di fare due tipi di estrazioni:

- dammi tutto quello che è taggato “web” O “comunicazione” O “internet” (10 oggetti)

- dammi tutto quello che è taggato “web” E “comunicazione” E “internet” (1 oggetto)

Insomma, la possibilità di estrarre sia l’unione (eliminando i doppioni) che l’intersezione tra gli insiemi di oggetti denotati dai tag. In questo modo avremmo uno strumento per bilanciare la vaghezza e l’ambiguità dei tag, potremmo fare ricerche multiple e selezioni molto più raffinate.

Ora, non riesco a proprio a capire perché nessun servizio 2.0 proponga una soluzione del genere (almeno che io sappia). L’unica spiegazione che mi dò è questa: i tag sono visti ancora come una cosa alla moda e non un reale strumento di ricerca. E allora vaaai con le tag cloud. Anche se queste nuvole, mi sembra, cominciano ad annunciare pioggia….

(Ehm, si nota che qui a Roma oggi è piovuto?)

ago
8

Le barriere alla collaborazione

Lo segnalo per non dimenticarmelo, anche se lo devo ancora leggere: uno studio su come superare le barriere tra gruppi e persone in un sistema di publishing decentralizzato.

Il PDF lo scaricate direttamente da qui.

ago
8

Per un card sorting efficace

Ecco un insieme di strumenti utili per fare un buon card sorting.

C’è anche il foglio excel già preimpostato in cui inserire i dati. Il problema come mi diceva fraktal,  è quello che ce li facciano fare, sti benedetti card sorting.

ago
8

The essential feeds for intranet managers

Ok, so che dovrei aggiornare la mia blogroll. Dovrei aggiornare un sacco di cose in verità. Comunque, per il momento beccatevi questa lista di blog (e relativi feed) indispensabili per chi si occupa di intranet e comunicazione interna con le nuove tecnologie.

Alcuni li ho già da tempo nel mio aggregatore, altri sono delle ottime new entry. (By Columntwo)

ago
5

L’usabilità di Gerry

Che cos’è un workshop di design partecipativo? Scopritelo qui. Il sito è una miniera di consigli pratici e metodologie per condurre e produrre test di usabilità, card sorting, progettazione condivisa, check list. Assolutamente da visitare (e studiare).

ago
1

Rumori e silenzi del 2.0

Su Anobii regna un silenzio surreale. Sembra di essere in un museo, in un monastero, in un chiostro benedettino. Elenchi su elenchi su elenchi di libri inseriti da persone che non esistono. Io non esisto, su Anobii. Magari i creatori si sono ispirati a Paul Ricoeur. Avranno detto: il testo è tutto, il resto è inessenziale. Ok, ci sono i gruppi, ma sono silenziosi anche loro. E’ tutto ovattato, anzi, incartato dentro a pagine e pagine di libri. Piacerebbe a Borges. Si, ci sono i commenti sui libri, ma l’impresisone di un grande silenzio (ecco adesso batto piano sulla tastiera per non rovinare questo silenzio schhhh…). Io sono un anobiano. Il che vuol forse dire che sono un extraterrestre. Io metto codici ISBN dentro le caselle. Lo faccio in silenzio, faccio tutto in silenzio. Entro in punta dei piedi nelle librerie degli altri e esco accostando la porta. Messaggi. il sistema è in manutenzione. Ti abbiamo trovato altri libri. un altro anobiano ti ha visitato. Chi è? Vallo a sapere. E’ un anobiano come te. E’ più o meno grosso così nella tua tag cloud. Ehi un sacco di anobiani hanno i tuoi stessi libri!! Schhhh. ok, ho capito, non ti infervorare. Silenzio. Clicca. clicca clica, ecco che hai trovato il libro che hai letto trenta anni fa. Lo aggiungo? Ma si. La lista si allunga, noi ci accorciamo. Si, lo so, esistiamo tutti e tutti andiamo a fare la spesa e suoniamo il clacson, ma su Anobii è come quando entriamo ai musei vaticani. Schhhhh.

In compenso su Yahoo answers c’è un casino insopportabile.

ago
1

Il posto della tecnologia

“Non è una questione di tecnologia”. Chi di noi non si è mai trovato ad ascoltare, a profferire o a discutere di questa affermazione? E’ una frase talmente sentita che Andrew McAfee ne ha creato un acronimo (INATT - Is not about the technology).

Ma sarà poi vero? Per Andrew c’è un senso in cui l’affermazione è vera – ma banale – (quello in cui si afferma “non è una questione solo di tecnologia”) e un senso in cui è realemente interessante – ma falsa e pericolosa (quello in cui si afferma “i dettagli tecnologici possono essere tranquillamente ignorati in questo contesto di discussione”).

Il post vale la pena perché va contro ad alcuni luoghi comuni che io stesso mi sono trovato a frequentare (e a propagare).

Il fatto indiscutibile sul quale concordo con Andrew è che le tecnologie vanno frequentate assai, prima di poter concentrarsi sugli aspetti veramente rilevanti (le persone, i meccanismi di governance, la conoscenza prodotta ecc).  Se usiamo le tecnologie come bacchettta magica (ed è l’uso a cui cerca di rispondere il primo senso di INATT) ovviamente faremo un buco nell’acqua. Ma se le consideriamo al contrario fattori totalmente ininfluenti ci ritroveremo con utenti che la penseranno allo stesso modo.

Ma c’è un punto sul quale non sono d’accordo con Andrew, ed è nel considerare banale, almeno in Italia, il primo senso di INATT (ovvero quello che dice “non è una questione solo di tecnologia”). Forse dalle sue parti sarà banale, ma qui da noi ci sono ancora fior di progetti che nascono sulla spinta di tecnologie ritenute “magiche” (e col 2.0 si sono fomentate ancora di più).

Ecco il post.

ago
1

Cases 2.0: l’osservatorio delle intranet collaborative

Vi ricordate il caso della Intrawest Placemaking, l’azienda che con il suo wiki-intranet aveva ottenuto brillanti risparmi grazie alle idee innovative pubblicate da alcuni dipendenti?

Ora, grazie alla recente iniziativa del vulcanico Andrew McAfee possiamo anche vedere alcuni screenshot.

Possiamo farlo perché Andrew ha messo in piedi un osservatorio di casi di intranet 2.0, al quale tutti possono contribuire. Nel sito (che guarda caso è un wiki) trovate già un discreto numero di  casi di intranet realizzate per lo più in modalità wiki.

Tra cui il caso citato, con tanto di screen.

Intranet_wiki_placemaking1

intanet_wiki_placemaking2

C’è qualcuno in Italia che ha voglia di contribuire con qualche caso? Si, magari

(ma non buttiamoci giù)

ago
1

Letture utili su conoscenza e organizzazione

Va beh, proviamo a dare un senso ad Anobii e segnaliamo un po’ di libri sui processi di acquisizione e diffusione della conoscenza nei contesti sociali (organizzazioni, ma non solo).

Immagine di La fabbrica dell'immateriale

Immagine di Gruppi e tecnologie al lavoro

Immagine di Coltivare comunità di pratica

Immagine di Storie comuni

Immagine di Apprendere nelle organizzazioni

Immagine di L' apprendimento situato

Immagine di Apprendimento in rete e condivisione delle conoscenze

ago
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Ella è pregata di leggere i suddetti articoli

Il tema non è certo nuovo e il link sarà già stato segnalato mille volte, ma non importa. Questa serie di articoli sulla semplificazione del linguaggio amministrativo (a cura di Michele Cortellazzo e Federica Pellegrino) è utile e bellissima.

Leggete ad esempio quello sull’uso del gerundio oppure quello sui tecnicismi o ancora quello sull’eccesso di informazioni.

Tutte da stampare e da tenere sempre sottomano. Non solo per chi scrive nella P.A.

ago
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Appunti sul perimetro dei blog in intranet

In questo periodo, tra le altre cose, sto lavorando sui blog in intranet. Una delle dimensioni che mi interessa maggiormente è quella della perimentrazione (ovvero chi scrive e chi legge sul vari blog) perché credo che sia una delle variabili più importanti da considerere per il loro successo.

Se pensiamo al “blog” come oggetto monolitico facciamo un errore: dire “blog in intranet” può significare molte cose diverse e ciascuna di esse richiede una strategia di perimetrazione diversa: il blog del Vertice aziendale è diverso dal blog del gruppetto di colleghi sparsi sul territorio che condivide i verbali delle riunioni. In intranet possono convivere tutte quete dimensioni in una sorta di “coda lunga” della comunicazione online. Personalmente vedo quatttro perimentrazioni possibili:

1) IO scrivo, tutti leggono/commentano

Ad esempio il blog del Vertice, ma anche il blog dello specialista del Marketing o dell’appassionato che parla di cose potenzialmente interessanti per tutti. In questo caso c’è una sola persona che tiene il blog e tutti gli altri che leggono e commentano.

Perimentro_blog_primo_caso

2) NOI scriviamo, tutti leggono/commentano

Ad esempio il blog relativo ad un progetto tenuto dal team di quel progetto, o il blog di un Dipartimento tenuto, da alcuni owner del Dipartimento stesso. In questo caso esiste un team che scrive e tutta l’organizzazione può leggere/commentare.

Perimentro_blog_secondo_caso

3)  IO scrivo, NOI leggiamo/commentiamo

Ad esempio il blog di un singolo all’interno di uno specifico settore, oppure il blog di un esperto o appassionato di qualche cosa che si rivolge unicamente ad altri colleghi “omogenei” professionalmente.

Perimentro_blog_terzo_caso

4)  Noi scriviamo, NOI leggiamo/commentiamo

Ad esempio il blog di un piccolo gruppo di lavoro o di un Dipartimento chiuso all’esterno. In questo caso tutti i membri scrivono e aggiungono informazioni, oltre che leggere e commentare.

Perimentro_blog_quarto_caso

Esistono altre dimensioni, ovviamente (il tempo di vita di un blog, le caratteristiche tecniche e le possibilità, il ruolo dell’amministratore, il tipo di contenuti e così via). Ma credo che questa del perimentro sia una dimensione fondamentale  rendere lo strumento flessibile rispetto alle diverse esigenze ed evitare il più possibile dei fallimenti.

Prendete questa classificazione come un work in progress, ci stiamo lavorando…:-)

ago
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Piccoli regali da Flick

Questo Frank Hamm ha postato su Flickr una marea di foto interessanti del loro lavoro sulla intranet (come questa o questa). Purtroppo non so il tedesco, ma mi sembra un ottimo lavoro, specialmente sul piano del modello di lavoro (ah, questi tedeschi…).

Qui trovate l’album completo.

ago
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Dare (uni)credito alla intranet

Per chi si interessa di intranet bancarie, ecco un caso di studio (un po’ autopromozionale, ma vabbè) su Unicredit, che fa sempre un po’ da apripista su queste cose. Spero di poterli andare a trovare presto per capire meglio questo fatto della user experience e delle “community trasnazionali” di cui parlano nel post.