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feb
22

Stacco

Per qualche giorno sono qui. Ciao ciao.

feb
19

Il wiki e la sora lella

James Robertson ha scritto quello che penso da tempo: il wiki in intranet può funzionare solo se l’interfaccia diventa maggiormente trasparente. Insomma,  Il markup dei wiki non ha futuro.

Perché se anche un semi-smanettone come me trova difficoltoso orientarsi nel codice dei wiki, figuriamoci la sora lella, ovvero la collega della stanza a fianco.

Stiamo già chiedendo agli utenti di abbandonare il sistema ad albero per i contenuti. Non possiamo anche chiedere loro di abbandonare l’interfaccia Wysiwyg.

feb
13

Intranet blog

Una mia breve presentazione sugli usi dei blog all’interno di intranet. Niente di stratosferico. Ho anche dovuto eliminare gli screenshot, sapete com’è…

feb
12

Come se foss’antani del tag tassonomico

Non lo dite in giro ma io il metodo descritto da questo simpatico tipo per la classificazione tassonomica dal basso non l’ho mica capito…

feb
12

Nuovi propositi

Ho preso una decisione: d’ora in avanti lascerò un commento in ogni blog in cui capito nella giornata, a prescindere dal tipo di blog. Sarà anche un atto di responsabilità verso i miei clic compulsivi (e anche un ritorno alle origini, più di quattro anni fa, quando ho iniziato a bloggare). Quanto durerò? Ma soprattutto, quanto dureranno gli altri?

:-)

feb
12

La rivincita del cugino rintronato

Trovo sempre un po’ triste che ci si concentri solo sui nuovi e luccicanti strumenti del “web 2.0″ e ci si dimentichi dei forum, cugini anziani, un po’ rimbambiti e certamente oggi superati nell’immaginario collettivo da blog, wiki e altre amenità.

Eppure i forum, se usati correttamente, restano un ottimo strumento per la condivisione della conoscenza nelle organizzazioni, e in alcuni casi sono più indicati per supportare le attività di un team, di una comunità di pratica o di un’organizzazione, ad esempio per quanto riguarda:

  • la condivisione di FAQ
  • La discussione di argomenti ad alta e polverizzata diffusione (pensiamo ai problemi con il PC)
  • la costruzione di knowledge-base su argomenti pratici

Per non parlare del fatto che spesso i forum rappresentano la via migliore dal punto di vista strategico per fare passare una qualche istanza di collaborazione all’interno di una determinata cultura aziendale. A dimostrazione che le tecnologie sono solo occasioni offerte ai gruppi, e vengono plasmate dall’utilizzo dei gruppi stessi. E a volte, mentre il wiki resta vuoto, il forum si riempie di commenti. La rivincita del cugino rintronato.

Io, come molti altri, ho cominciato con i forum e ci sono rimasto molto legato. A volte riuscire a fare funzionare un forum interno come si deve è una battaglia, e l’introduzione di strumenti come questo rappresenta ancora, per molte aziende, una frontiera da superare. La loro frontiera, non quella imposta da qualche consulente cotonato.

Insomma, mi dà un po’ fastidio (a me ma sono sicuro anche amolti altri) che questa nuova andata abbia messo in ombra uno strumento che si porta dietro una storia ma anche una pratica 2.0 ante-litteram.

Per fare un po’ di giustizia voglio quindi segnalarvi due risorse:

  • un paper, pubblicato più di un anno fa, sull’uso dei forum in intranet. Dà consigli molto utili sui presupposti che ci devono essere a livello orgnaizzativo.
  • Una bellissima guida scritta da Giorgio Traverniti, storico animatore del forum GT. Non si occupa nello specifico di intranet ma alcuni consigli che dà sono comunque utilissimi (grazie a Cristiano per la segnalazione).

Ecco.

feb
12

Usare i blog interni per le beta-versioni

Come ho già detto in altre occasioni (in particolare la slide 13) i blog interni possono essere un ottimo strumento per condividere beta-versioni di un progetto con stakeholder e altri attori interessati.

In questo post di Bill Ives troviamo un caso concreto di questo utilizzo. In questo caso Cris Peterson, Il responsabile dei Sistemi informativi della Bridgespan ha usato un blog interno per condividere i materiali di una campagna di informazione.

Secondo Bill, Cris all’inizio era molto scettico rispetto ai blog, e aderiva all’affermazione di Guy Kawasaki secondo cui i blog “sono scritti da gente che non a niente da dire per altra gente che non ha niente da fare”.

Ha cambiato idea.

feb
12

Dentro l’alveare

Molto interessate la prima parte di questo paper, appena pubblicato da StepTwo, dedicato alla metodologia di implementazione delle intranet e intitolato significativamente Exploring the Intranet Hive (part 1)”

Descrive 6 componenti da gestire nel prgetto, dando 6 consigli per ciascuna componente (gli americani ce l’hanno su col 10, mentre gli australiani con il 6. Noi europei, viste le influenze greco-giudaico-cristiane, siamo ancora afffezionati al 3. Da Aristotele ad Hegel. Chiusa parentesi).

Le componenti individuate sono:

  • Strategia
  • Design
  • Contenuti
  • Cambiamenti
  • Tecnologia
  • Team

Vi riporto un brano significativo

Intranets are never finished

An intranet is always a work in progress. Although initial intranet builds follow a reasonably linear path, once implementation has taken place there is no single path forward and the next steps will largely depend on a combination of organisational imperative and the constraints the team is operating under.

Dallo stesso sito vi segnalo anche il recente articolo dedicato ai tempi necessari a selezionare un CMS. Hei, capisco che ci siano dei passaggi indispensabili (e anche io sono in genere cauto), ma secondo me se la prendono comunque un po’ comoda, che dite?  ;-)

feb
12

Internal divide

L’idea è veramente carina: raccontare, attraverso un personaggio, la storia del digital divide (sarebbe meglio dire della schizofrenia) tra i comportamenti e l’uso delle tecnologie vita privata e nella vita lavorativa dentro le organizzazioni “1.0″.

In fondo la storia di Charlene ci assomiglia molto (non  Charlene, la sua storia).

feb
10

C’ero anch’io

Ed è stato bellissimo.

P.S. Dimenticavo di aggiungere i riferimenti: il blog italiano e quello americano da cui è partita l’idea.

feb
10

News from my soul

La musica è l’unica attività che mi permette di staccare veramente dal lavoro.

Certo, uso sempre il PC, ma usare Sibelius è come andare a Gardaland. Altro che PPT. E siccome su questo blog non ci facciamo mancare niente ecco a voi, direttamente da Scrbid, un nuovo brano che ho composto, basato sulla sequenza armonica di “What’s news?”, una classica ballad (qui soto una delle tante versioni)

L’istinto sarebbe stato di intitolarla “No news”, ma alla fine l’ho intitolata “News from my soul”, che mi sembra più ottmistica e in fondo rispettosa di me. Non è niente di più che un esercizio che faccio per la mia attività orchestrale (e il mio maestro ovviamente mi massacrerà), ma mi è costato tutto il giorno e ne sono un po’ soddisfatto. (che dici Gianluca, possiamo accontentarci? :-)

La versione è per strumenti i C. Se servisse il file per strumenti in Eb e Bb non avete che da chiedere: per me sarà un onore…

feb
8

Eccolo.

(bieca informazione pubblicitaria)

Ok, l’ho visto su IBS e allora ci credo (IBS rappresenta per me il fondamento ontologico della realtà editoriale). Insomma, ecco qui il mio terzo libro, scritto assieme ad un filosofo della scienza amico mio (Paolo Artuso), nonché compagno di tante battaglie e frustrazioni varie in quel di Alcatraz..

E’ un libro sulla comunicazione interna nella aziende e, a dire il vero, pubblicarlo è stato difficilissimo (non ci filava essuno). Alla fine Franco Angeli (chissà perché) ci ha detto sì.

A scanso di equivoci, e per non generare false aspettative, ci tengo a precisare di che cosa non parla questo libro:

  • Non è un libro di management aziendale
  • Non un libro di consgli su come fare una buona campagna di comunicazione interna
  • Non contiene decaloghi o elenchi puntati che diano passo passo le indicazioni per fare qualcosa
  • Non contiene tecniche o consigli pratici
  • Non contiene casi di studio, veri o finti che siano.

Che cos’è non è chiaro nemmeno a me: probabilmente una serie di sassolini che mi portavo dentro da tempo, uniti a una serie di riflessioni che ho maturato in 2 o 3 anni di attività e di studio. Sicuramente è il libro più – passatemi il termine - filosofico che ho scritto fino ad ora (e forse sarà anche l’unico).

Il risultato è forse un po’ disomogeneo, ma tant’è…In ogni caso riporto l’indice, che è una cosa che mi rassicura sempre.

La nuova comunicazione interna
Reti, metafore, conversazioni, narrazioni

Introduzione. Comunicazione interna in cerca di cure

Parte I. Malattie


1) Tutti comunicatori. Misticismi e mistificatori sulla comunicazione interna
(Uomini per tutte le stagioni; Mestieri, pratiche, competenze; Tassonomia provvisoria)

2) Tirannia del codice. Dal modello trasmissivo al modello inferenziale
(Egemonia del pacco postale; Problemi del modello trasmissivo; Indizi, inferenze e interpretazioni; Menzogne e fraintendimenti; I vantaggi del modello inferenziale)

3)Discorsi in cerca d’autore. La scomparsa dei soggetti
(Metterci la faccia; Anonimi mittenti, anonimi destinatari; Conversazioni calde e comunicazioni fredde; I marziani dell’internal marketing)

4) Metafisiche influenti. Metafore, cambi di prospettiva e trappole concettuali
(Metafore organizzative; Questioni di coerenza; Metafore e cambiamenti concettuali; Metafore legate al lavoro; La metafora dell’azienda come sistema olistico; Uscire dalle trappole)

5) Sintomi rivelatori. Pratiche in cerca di cura
(L’illusione del controllo; L’enfasi sugli strumenti; Dimenticare l’house organ; Abbandonare la Carta Valori; Disertare le convention)

Parte II. Terapie

6) Reti. Tecnologie non neurali
(Reti di colleghi; Network, organizzazione e coda lunga; Comunione fàtica; Il posto delle tecnologie; Comunicazione, conoscenza, rappresentazioni; I dilemmi del knowledge management)

7) Pratiche. Comunità e rappresentazioni
(Il fattore Gino; Caratteristiche della Comunità di Pratica; Epistemologia delle Comunità di Pratica; coltivare le comunità)

8) Storie. Racconti, vissuti, oralità
(Raccontarsi delle storie; Verità narrative; Imparare dalle storie)

9) Aperture. Curare la comunicazione interna
(Carenze di codifica, eccessi di codifica; Dal pacco postale alla caccia al tesoro; Dai dipartimenti alle persone-che-lavorano; Il nuovo ruolo del comunicatore; Il nuovo ruolo della comunicazione interna)

Conclusione. Quanta comunicazione possiamo permetterci

Bibliografia

Un ringraziamento a Claudio, Cristiano e Veronica per la loro lettura e il loro incoraggiamento. Un grazie particolare a Luisa che, come sempre, ha saputo darci molto più di qualche consiglio.

feb
8

Vuoi Sharepoint? Scaricatelo

A dire la verità non sono andato fino in fondo, ma, a quello che dicono loro, funziona. Insomma praticamente diventi beta tester e nel frattempo puoi utilizzare una delle più note piattaforme proprietarie, ovvero Microsoft Sharepoint (precisamente Sharepoint Services 3.0). Lo scaricate da qui.

Ehi, fatelo solo se siete degli smanettoni… Ciao

feb
7

Knowledge management 2.0

Ecco, per la vostra gioia, una mia nuova presentazione, dedicata questa volta al “Knowledge management 2.0″, ovvero a come gestire la conoscenza aziendale nelle intranet di nuova generazione.

In questa presentazione mi soffermo sulla logica del social network, che a mio modo di vedere è il nucleo sul quale impostare il KM di oggi. E questo nucleo è basato su alcune parole chiave, che provo ad illustrare e a declinare tecnologicamente. Trovate anche delle bozze di possibili wireframe (mi sono proprio allargato…)

La presentazione è parte di un insieme più ampio di slide che riguardano le intranet 2.0, i blog e i wiki interni e le comunità di pratica, slide che che spero di completare a breve.

Nel frattempo il vostro feed back è, ovviamente, il benvenuto.

feb
6

Ponti progettuali per le nuove intranet

My page, profilo, cercapersone evoluto, pagina personale, Scheda personale,  biglietto da visita, cruscotto personale, ecc…Sono tanti i nomi mi capita di sentire nei progetti intranet, ma si riferiscono tutti alla stessa cosa, ovvero ad uno spazio all’interno del quale le persone trovano l’accesso alle loro informazioni personali, alle informazioni che hanno scritto e/o sottoscritto, ad un insieme di applicazioni e servizi profilati, ai contatti personali. Non solo: questi spazi sono in genere visitabili dagli altri colleghi, con i prevedibili effetti network che questo comporta.

Ecco in ordine ti tempo, l’ultima variante che ho visto in rete, e che secondo il creatore è una vera e propria killer application. In questo caso la pagina dà accesso a tutte le risorse che la persona ha creato all’interno del wiki aziendale.

my page

Questa applicazione, nelle sue varie declinazioni, si conferma essere l’applicazione killer delle intranet, ma è qualche cosa di più: è anche un vero e proprio ponte progettuale che collega i vecchi tipi di intranet alle nuove e folgoranti intranet 2.0.

Mi spiego meglio: in ogni intranet che si rispetti esiste un meccanismo di autenticazione. In ogni intranet che si rispetti esiste un cercapersone che porta alle schede dei singoli dipendenti. Ed è proprio questo, se ci pensate è il nucleo centrale attorno al quale è possibile impostare  le intranet di nuove generazione.

Questa base di dati, infatti, arricchita e potenziata, costituisce il nucleo identitario a partire dal quale cresce e si alimenta *ogni* social network che si rispetti.

La costruzione di una intranet passa quindi sempre dalla progettazione accurata di questo nucleo centrale. Indipendentemente dal tipo di intranet (applicativa, di servizi, informativa, di KM, di apprendimento): che si debba accedere ai propri servizi, ai propri applicativi, alle news sottoscritte, agli esperti della comunità che abbiamo selezionato, ai prorpi documenti, ai documenti degli altri, ecc è sempre la “my page” a fare da driver alla generazione e al filtraggio dei contenuti.

Perché? Perché riesce a fare, in modo semplice ed elegante, quello che ogni social network, reale o virtuale è in grado di garantire: l’unione di contenuti e relazioni.

L’insieme di informazioni e servizi che progetterete su questo livello determinerà le dinamiche e il tipo di intranet che avrete a disposizione: p0erdeteci un po’ di tempo, quando progettate lo spazio: ne vale la pena

(prossimamente sperro di darvi contenuti dettagliati su questo tema…)

feb
6

Non sai più chi sei? Autenticati su LDAP e lo scoprirai

Gli schemi di Dion Hinchcliffe sono sempre densi, accurati e charissimi. Ecco, nel suo ultimo post, quello relativo all’evoluzione del single sign-on in ambito internet/intranet

Single sign on

feb
6

Intra-messaging

Sono reduce da una intera giornata di lezioni sull’uso delle chat e quindi tendo, per gli strani giochi del destino che ormai conosco come le mie tasche, a reincontrarle anche oggi, come una specie di alone chattatorio che mi circonda (io che in realtà non amo chattare).

Beh, ad ogni modo vi segnalo un bell’articolo di Paul Chin sull’uso efficace dei sistemi di Instant messaging in intranet. E’ interessante il confronto con mail e telefono, ovvero gli altri due strumenti che usiamo per comunicare tra due persone in azienda. Ad alcuni usi proprio non avevo pensato.

Già che ci siete leggetevi anche il suo articolo precedente, su come incrementare il traffico sulla intranet.

Ciao

feb
2

Sabato pomeriggio a tutta birra

Ho trovato il posto dove andare quando sono triste.

Esposizione_di_birre_particolari

Non pretende la mia attenzione, non mi ricorda continuamente chi sono, non mi fa pensare compulsivamente a cose che devo fare, non mi costringe ad entrare in velata competizione con nessuno, non ha bisogno di sedurmi né che io sia in qualche modo seduttivo.

E un posto simpatico pieno di infinite variazioni della stessa cosa che adoro.

Esposizione_di_birre_particolari

E naturalmente non poteva mancare l’acquisto compulsivo. Alcune bottiglie sono davvero da esposizione.

birre_acquistate_da_me

Hai voglia a fare slide ora.

Naturalmente non mi sognerei mai di andare in posti che non siano rigorosamente 2.0.
Per cui ecco il blog di questi simpaticoni