Home » Archivi per settembre 2013

Set
30

Torna il mio corso sulle intranet, e raddoppia. A Roma il 3 e 4 dicembre 2013

Cari amici, dopo le esperienze positive delle edizioni precedenti torna il mio corso “Progettare e gestire intranet che funzionano“, arrivato in scioltezza alla 5° edizione, il 3 e 4 dicembre e Roma.

In questa edizione ci saranno alcuni cambiamenti importanti a partire dalla durata, su due giornate.  Inoltre la seconda giornata sarà condotta in tandem con Raffaella Roviglioni, e sarà dedicata interamente alle metodologie di user centered design.

Approfondiremo quindi le principali metodologie e tecniche di progettazione, per aumentare il taglio operativo e dare ai partecipanti tutti gli strumenti che servono a fare un buon lavoro di progettazione o riprogettazione.

Potete scegliere di iscrivervi anche a una sola giornata:  ecco come di consueto la scheda del corso con tutti i dettagli.

Vi aspetto ;-)

 

Comunicazione di servizio: purtroppo a causa di improvvisi e problemi di salute, Raffaella non potrà essere presente. La sua lezione sarà quindi tenuta dalla ottima Maria Cristina Lavazza. Facciamo a Raffaella i nostri migliori auguri di buona guarigione.

Set
30

La intranet mobile di Coca Cola

Per chi fosse interessato, ecco il video che illustra la fichissima versione mobile della intranet (già fichissima di suo) di Coca Cola enterprise:

 

 

Non ho ancora letto il report di StepTwo che ne parla in dettaglio ma sappiamo da altre fonti che è fatta in html5, con un design responsivo rispetto alla versione desktop. Da notare come ci sia stata un’attenzione particolare nel concentrarsi sulle kille application interne. Secondo James Robertson:

Gold award winner Coca-Cola Enterprises’ mobile intranet iConnect allows employees to carry out key HR processes such as view payslips and book annual leave from a smartphone. Initial feedback has been so positive that features from the mobile version of iConnect may be incorporated into the traditional desktop version.

Ricordate: il futuro delle intranet non è legato al grado di socialità che prometteranno, ma a quello di mobilità che garantiranno. Buona visione a tutti.

Set
27

15 consigli per una community interna coi fiocchi

Nell’affollatissimo panorama di post che danno buoni consigli su come aumentare la partecipazione, l’adozione  e l’engagement dei dipendenti ai progetti social interni (bastino ad esempio articoli come  Employee engagemente and intranets di Steptwo oppure Social intranet Adoption di IBF o ancora For Enterprise Social Networks, how much adoption is enough? di Yammer e così via per decine e decine di post) spicca un post recente apparso sul blog di Thougtfarmer.

Il post, oltre a dare 15 buoni consigli per coltivare una community interna cerca anche di formalizzare un po’ il fenomeno “community”, distinguendo (come anche io faccio più o meno negli stessi termini e come ormai vedo che viene fatto abitualmente in  letteratura) tra gruppi funzionali, team di lavoro, comunità di pratica e comunità di interessi (io in genere aggiungo un quinto livello che è quello dei veri e propri network o “ecosistemi”, ad esempio nelle iniziative di idea management).

 

4-types-intranet-groups

 

Insomma, il post (che è in realtà il risultato di un workshop tenuto di recente) è un po’ più “solido” di quelli che si trovano in giro abitualmente, e pertanto lo segnalo volentieri.  Per comodità traduco anche almeno i titoli dei 15 consigli:

  1. Avere un responsabile della community
  2. Darsi da fare proattivamente per aggiungere membri
  3. Coltivare relazioni offline
  4. Raccogliere i bisogni dei membri
  5. Permettere ai nuovi arrivati di eseguire operazioni semplici (es. “presentati agli altri”)
  6. Fornire supporto e aiuto
  7. Mostrare quale è il “tono” della community
  8. Costruire un minimo di palinsesto
  9. Essere regolari con gli aggiornamenti, avere un ritmo
  10. Mantenere aggiornato il materiale ufficiale
  11. Trovare qualcosa di interessante per mantenere alta l’attenzione
  12. Valorizzare i partecipanti
  13. Collegarsi agli altri contenuti della intranet
  14. Includere informazioni di servizio della inranet
  15. Trasformare gli interventi della community in materiale strutturato.

Si potrebbe andare avanti ore e ore a elencare consigli come questi, e chi ha un po’ di dimestichezza con le community interne se che ci sono molti aspetti da considerare. In ogni caso trovo questi particolarmente di buon senso e tutto l’articolo è molto interessante.

Concludo il post con la canonica Call to action bloghereccia: e voi quanti ne avete adottati nella vostra azienda?

Ce ne sono altri che vi sentireste di dare? :-)

Set
24

Il cercapersone? Adattivo e scaricabile come piace a noi

Jasper Bylund è l’intranet manager della municipalità di Malmo, una delle organizzazioni che hanno vinto il contest 2011 di Steptwo, grazie ad un progetto intranet davvero valido (ha vinto il premio per l’alta profilabilità dell’ambiente).

Jesper ha anche un blog dove racconta le evoluzioni del progetto e le sue considerazioni sulle intranet e i progetti interni. In uno degli ultimi post si sofferma sul design del nuovo cercapersone, costruito secondo gli standard  emergenti in questo campo, tra i quali ricordiamo (lo ricordo perché questo è un blog di servizio):

  • instant search
  • tag che dicvetano link
  • expertize
  • fotografia editabile
  • giusto mix tra campi campi editabile, campi precompilati ma editabili,  campi non editabili
  • salita e discesa gerarchica nell’organigramma

b

e

Non mi soffermo ulteriormente sulle funzionalità, evidenziate nel post, se non per dire che – attenzione – il design è altamente adattivo per poter essere fruito da dispositivi mobili e questa caratteristica, ricordatevelo bene, dovrà essere un aspetto scontato nei progetti dei prossimi anni.

In ogni caso, la cosa davvero interessante è che il cercapersone, così come tutta la intranet, sono costruiti in Rails e che tutto il progetto è interamente e gratuitamente scaricabile.

Che dite, ci facciamo un pensierino? :-)

Set
4

La survey italiana sulla social collaboration

Con un certo ritardo, legato al periodo estivo e di scarsa connettività, vi segnalo la bella iniziativa promossa da Emanuele Quintarelli per provare a rilevare lo stato della social collaboration in Italia.

Per farla breve, Emanuele e Stefano Besana hanno creato un questionario dedicato alle aziende italiane focalizzato su 4 dimensioni centrali per la diffusione della social collaboration: cultura, organizzazione e processi, tecnologia, misurazione.

Ecco il link diretto al questionario. Intranet manager, community manager in erba, fatevi avanti :-)

 

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede