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Nov
4

Intranet management in pratica, il mio corso il 15 dicembre a Roma (e molto altro)

Scusate se vi assillo con le mie segnalazioni in parte autopromozionali, ma voglio davvero segnalarvi due bei progetti (al di là della mia presenza), entrambi legati al tema della user experience e dello user experience design.

Il primo, a Roma, nasce  dalla vulcanica mente di Stefano Dominici, si chiama UX university e vuole colmare un vuoto legato alla formazione su questi temi. Propone corsi brevi a molto pratici, focalizzati su singoli temi. Il 15 dicembre parte anche il mio corso “Intranet management in pratica”, e sul sito trovate tutte le informazioni.

Il secondo progetto, a Milano, è più ambizioso ancora, ed è organizzato dagli amici di Architecta:  si tratta del primo master italiano in Architettura dell’informazione e user experience design, presso lo IULM di Milano. Anche qui troverete una mia lezione,  verso maggio 2015.

Insomma, non avete più scuse per non saperne nulla :-)

Lug
27

Perché la label “Documenti” non funziona: la parola a Nielsen

A volte nelle intranet si ha la tentazione (l’ho avuta anch’io) di creare delle architetture informative che al primo livello sono basate basate sui formati del materiale (video, pdf, doc ecc).  In fondo, si pensa,  è sempre meglio che dividere le informazioni per settori (che sappiamo essere la pratica più sbagliata in assoluto).

E’ così ci ritroviamo magari con un menù di navigazione fatto in questo modo:

  • Home
  • News
  • Video
  • Documenti
  • MP3

Ora, una delle ultime ricerche del buon Jakob Nielsen ci avvisa che questa soluzione è molto rischiosa, perché non permette ai visitatori di capire che cosa esattamente troveranno dietro le label (Nielsen la chiama “perdita di contesto”).

Ecco un esempio (Nielsen si concentra per lo più sui video, mentre nelle intranet il problema lo avremmo maggiormente con label quali “Documenti”, “Documentazione”, ecc).

Screenshot of main navigation of Epicurious website

Nielsen ci conferma invece che questa soluzione funziona nelle parti profonde del sito, quando siamo all’interno di una pagina più specifica, nella quale il contesto è chiaro.

Concludo citando la conclusione del lungo articolo di Nielsen:

Videos and other formats of content can be a great supplement to text- and image-based content, but must be presented in context to stand a chance at being discovered and interacted with by topic-focused users. Generic format-based links at the main- or secondary-navigation level of a site are not compelling to users as they do not carry a high level of information about real content. Instead, focus on getting users to the content related to their task, and then present them with the option to watch a video, download a whitepaper, read a related article, view a step-by-step guide, and so on.

Gen
7

E’ “mia”, ma siamo sicuri? Spigolature sulle label

Un recente articolo di StepTwo fa il punto su una tendenza abbastanza consolidata nell’architettura informativa delle intranet, ovvero quella di inserire, spesso a sproposito, l’aggettivo possessivo “mio” all’interno di label che di “mio” contengono ben poco (ad esempio policy generali o informazioni HR).

Alcuni esempi presi dal mio archivio:

 

Label "my" in intranet

Label "my" in intranet

 

Giustamente Alex Manchester invita tutti a tenere a freno questa tentazione, che ambirebbe a caratterizzare in modo caldo e personale contenuti che spesso sono comuni a tutti (e che anzi, peraltro, proprio in questa universalità ripongono la loro forza).

Il consiglio di Alex è chiaro: usare il prefisso “my” sono per le cose che sono davvero personali (i miei progetti, il mio wall, i miei link eccetera) e lasciarlo perdere in tutte le altre occasioni.

Ricordiamoci che le cose buone sono spesso fatte da tanti dettagli azzeccati.

Lug
9

Tassonomie che funzionano in 10 passi

In uno dei progetti che sto seguendo ultimamente è venuto fuori, intervistando gli utenti, che la pagina su “come fare le videoconferenze”, sulla intranet, è introvabile. Motivo? E’ inserita sotto “viaggi”. E’ perché? “Beh, credo sia perché con le videoconferneze risparmi sulle trasferte”. Risultato? La pagina sulle videoconferenze non la trova mai nessuno.

Ok, fine del simpatico aneddoto, che mi serve solo per segnarvi un bellissimo poster, pubblicato su Green chamaleon, che descrive graficamente, dall’inizio alla fine, lo sviluppo di una tassonomia. Credo metta bene in evidenza come costruire una buona architettura informativa richieda qualche sforzo in più che il semplice e solitario “spremersi le meningi”.

Il processo è adatto, ovviamente, per tutti i casi di architettura informativa per le intranet (e in questo caso gli utenti sono davvero a un passo da voi).

image

 

Qui trovate il PDF da scaricare (anche in A3).

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede