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Nov
29

Le intranet tra chat, bot e chatbot

Come da più parti viene sottolineato, le chat e gli instant messaging stanno diventano la nuova frontiera della collaborazione sincona nelle aziende: là dove prima esisteva solo il telefono ora comincia ad affermarsi in maniera stabile la comunicazione via intranet messaging o chat.

Complice di questo affermarsi – natuaralmente – è la diffusione massiccia di software e plug in molto popolari  sia dentro le aziende, come ad esempio Slack (per chi ancora non conoscesse slack vi consiglio l’articolo “i segreti del successo di Slak che ora vale 3,6 miliardi“) sia fuori di esse (Whatsapp in primis).

Come dicevo qualche tempo fa questo tipo di tecnologie copre solo il primo dei tre livelli di collaborazione presenti in azienda, ma lo comincia a coprire in modo massiccio e soddisfacente (ecco un raro articolo italiano sul tema chat interne).

Il tema è talmente maturo che oggi non  si parla più solo di chat, ma la frontiera si è spostata sul tema dei bot e dei chatbot, ovvero degli algoritmi che simulano la conversazione in chat in modo da offriere servizi ai dipendenti.

Sembra dunque che nei prossimi anni avremo sembre più a che fare con questi strani oggetti sempre più intelligenti e sofisticati: a titolo di esempio vi segnalo un articolo che parla esplicitamente di chat bot nelle intranet, e un altro, molto simpatico, che prova ad elencare gli 8 bot che sarebero davvero utili in una intranet.

Per non parlare di Awhy, startup bolognese che ha creato un sitema di chatBot che apprende man mano che lo si usa e che ci spiega sul suo blog perché le chatbot rivoluzioneranno la comunicazione interna).

Siamo solo agli inzi, ma è meglio che cominciamo a pensarci :-)

Per concludere questa rassegna con qualcosa di utile ecco due risorse da consultare:

confronto_chat

Dic
31

Più di 50 video per lanciare la intranet

Come sappiamo il lancio di una nuova intranet, o in generale di una nuova applicazione web interna, va preparato con cura: l’oggetto che vogliamo promuovere non è infatti fisicamente visibile e richiede che ciascuno dei dipendenti si colleghi con un qualche device e scopra autonomamente la novità, meglio se con una qualche guida che lo aiuti nella navigazione.

In questo senso i video sono sempre stati un’ottima carata da giocare:  sono immediati, facili da fruire e possono essere usati sia per spiegare in modo dettagliato una funzionalità (uso demo) sia per raccontare con una metafora il progetto (uso teaser).

Ogni azienda in genere si organizza a modo suo e ogni tanto qualche video spunta sulla grande rete, ma nessuno fino ad ora si era preso la briga di raccogliere in modo sistematico degli esempi che potessero guidare altri professionisti alle prese con il lancio della intranet.

Beh, ci ha pensato Ellen van Aken, specialista olandese di Sharepoint, che ha raccolto, in vari post, più di 50 video di lancio di intranet in tutto il mondo (ce ne sono anche due italiane).

Di più: ha creato una raccolta usando la nota applicazione di curation Scoop.it: ecco quindi la raccolta completa dei video.

Qui di seguito riporto solo il video relativo a Cube, una intranet coreana che ha come protagonista un impiegato novello Indiana Jones alla ricerca di informazioni nei meandri della burocrazia aziendale.

 

Cube – Find the answer in a simpler and more efficient way from Cube on Vimeo.

 

Upgrade
Segnalo che nel frattempo i video italiani, abbagliati forse dalla troppa visibilità, sono ora stati resi privati. Oh, adesso sì che ci riconosciamo. The unmistakeble italian Syle.

Gen
25

Non sai che contenuti mettere? Comincia dalle stampanti

Questo Ian Harris è davvero un buontempone: sul suo blog regala continuamente consigli un po’ pazzoidi sulla comunicazione interna, e a volte dice cose sensate. In uno degli ultimi post, ad esempio, ci spiega quanto è utile pubblicare su intranet cose come “Tutto ciò che avreste voluto sapere sulle stampanti ma non avete mai osato chiedere“.

Ad esempio come fotocopiare, come stampare in A3 e altre cose del genere. Al di là dello specifico stampantifero il consiglio è corretto: coinvolgere chi ha competenze tecniche specifiche (ad esempio gli smanettoni del reparto IT) è sempre una buona mossa per avere contenuti utili a tutti da pubblicare.

E spesso questi contenuti sono molto più “terra terra” di quanto ci piace immaginare.

 

 

Dic
27

Un like vale più della pelle dell’orso

I cambiamenti più significativi il più delle sono piccoli cambiamenti,  e ne è riprova il caso di Arla foods descritto da Janus Boye in un suo post. L’azienda ha deciso di intraprendere un percorso “social” per la intranet e per prima cosa ha introdotto la semplice possibilità di dare un “like” o un “dislike” ad ogni news della intranet.

Arla thumbs up on intranet

La funzionalità è stata introdotta su richiesta pressante dei dipendenti, ed è stata accompagnata anche da una cambiamento nella politica di comunicazione manageriale, orientata ad una maggiore onestà e apertura.

http://jboye.com/wp-content/2011/12/arla-intranet-news-story.jpg

 

Guardate, io apprezzo molto questi casi, molto più delle roboanti comunicazioni di cambiamenti stratosferici all’orizzonte e di pelli dell’orso vendute prima, ma moolto prima, di averlo ucciso  (qui il caso più eclatante negli ultimi mesi. Verrebbe da dire “booooooom”), perché questi casi testimoniano *reali* passi in avanti, che tengono conto delle *reali* condizioni di partenza.

Per questo apprezzo anche casi come quello descritto recentemente da Alessandro Donadio sul suo blog, in cui un tradizionele house organ viene sviluppato cercando di seguire logiche partecipate.

Ogni cambiamento reale è il cambiamento che ci possiamo permettere in un dato momento organizzativo. E per valutarlo dobbiamo guardare sempre il punto di partenza, non il punto di arrivo.

Dic
23

Come ti lancio il microblogging

Un altro bel caso di lancio interno di un tool di collaborazione: il Department of Education & Communities (DEC) dello stato del Nuovo Galles del sud, in Australia, ha creato un bellissimo videotutorial per spiegare ai dipendenti l’utilizzo del loro sistema interno di microblogging (dopo varie vicissitudini sono passati da Yammer a Socialtext).

Lo spazio si chiama Maang.

Dic
23

Per gioco, o quasi

Catherine Grenfell ha scritto un articolo sui contenuti non lavorativi sulle intranet, articolo condivisibile in massima parte: le intranet sono spazi di lavoro ma il lavoro è qualcosa di complesso, e non si riduce certo all’esecuzione meccanica di task come certe applicazioni gestionali lascerebbero supporre.

Nella mia vita di intranet manager prima e di consulente e formatore dopo posso dire di averle provate tutte, e tutte con massima soddisfazione e ritorni in termini di accessi, continuità di partecipazione, apertura culturale e presenza di segnali deboli incoraggianti.

Tra i contenuti che segnala Catherine troviamo:

Naturalmente possiamo agigungere altri elementi a questa lista ad esempio:

  • iniziative di solidarietà
  • recensioni
  • contest sui pi diversi argomenti
  • compleanni del giorno

E così via.

Naturalmente, oltre ai contenuti propriamente “ludici” vi sono dinamiche ludiche applicate ai contenuti seri (l’autrice cita il caso di un sistema di feed back sulle ricerche interne)

Insomma, le possibilità sono molte e su intranet, come sul web in generale, è sempre meglio esplorare tutto lo spettro di possibilità, piuttosto che limitarsi a quello che sembra strettamente sensato in un certo momento.

 

Dic
19

Buone ragioni per dimenticarsi degli house organ

Ho già parlato ampiamente del tema degli house organ e della loro insufficienza nel mio libro del 2008. Torno sul tema solo perché un articolo di James robertson ricorda a tutti che cosa significa il passaggio dalla carta al digitale nelle pubblicazioni interne. Come sappiamo noi interpretiamo sempre i nuovi media alla luce dei vecchi, e d’altra parte reinterpretiamo i vecchi alla luce nei nuovi. I nuovi media permettono di vedere i limiti dei vecchi, ed è per questo che oggi possiamo vedere l’insufficienza delle vecchie pubblicazioni cartacee interne.

In particolare per Roberson questi limiti sono:

  • aggiornamenti sporadici;
  • laboriosità realizzativa;
  • difficile trovabilità dei contenuti;
  • comunicazione a una via;
  • competizione a perdere con altri media interni
  • difficile targhettizzazione

Che cosa significa, dunque, passare come dice Robertson dalle newsletter (cartacee) alle news (online)?

  • maggiore trovabilità;
  • flessibilità dei tempi di pubblicazione;
  • maggiore varietà possibile;
  • Velocità e risparmio nel publishing;
  • commentabilità;
  • targhettizzazione e personalizzazione;
  • supporto ai device mobili;
  • integrazione con le email (aspetto push).

Tutte queste mancate possibilità della carta, ripeto, potevano emergere solo con l’arrivo di nuove tecnologie.

Ora ci sono: usiamole.

Set
30

Il sottile brivido della news commentabile

Molte organizzazioni alle prese con l’idea di introdurre nelle loro intranet elementi di interazione, strumenti di collaborazione o iniziative di coinvolgimento potrebbero fare un piccolo passo in questa direzione con un semplice accorgimento: permettere i commenti alle news.

Ne abbiamo parlato spesso e un recente post di James Robertson ci ricorda i vantaggi delle news commentabili. Considerate che le news sono un oggetto onnipresente nelle intranet, e l’introduzione dei commenti da parte dei dpendenti rappresenta uno dei tanti “ponti” che permettono un passaggio graduale da un approccio top-down a uno bottom-up.

Secondo il giudizio di Nina Sonne Nikolaisen, di Cowi (un’azienda che ha implementato la funzionalità) i commenti si ripartiscono in genere tra:

  • lamenti
  • approfondimenti correlati
  • domande professionali
  • annunci

 

 

 

Robertson elenca alcuni accorgimenti per un’adozione migliore della funzionalità:

 

  • Evitare l’anonimato
  • Facilità di utilizzo
  • Visibilità in homepage
  • Policy chiare
  • integrazione dei commenti con il profilo
  • adozione incoraggiata dall’alto.

Lo so, per molte aziende, anche questa semplice iniziativa può provocare qualche brivido; tuttavia i vantaggi reali superano in genere di gran lunga i rischi possibili e sappiamo tutti bene quanti danni e quanta immobilità procuri basare le decisioni sulle proprie paure invece che sui propri sogni.

In realtà credo sia davvero un piccolo passo, che potremmo provare a fare tutti.

Gen
21

100 regole per creare una intranet di successo (le basi)

Cari amici, in questo periodo sto lavorando alla intranet di una gigantesca azienda italiana; la situazione che ho trovato al suo interno è così arretrata (sembra di essere ripiombati indietro di 11 anni, in modo coerente e sistematico), che mi ha spinto a riflettere sulle basi di un progetto del genere.

Per cui oggi, a costo di una certa fatica, vi metto a disposizione le mie 100 regole per creare una intranet di successo.  Notate che non sto parlando di intranet 2.0, ma semplicemente di buoni progetti intranet, che seguano standard di nuova generazione.

Riflettendoci meglio le regole potevano diventare 150, 200 e così via, ma mi sono limitato a quelle che mi venivano in mente nel giro di 2 ore. Spero possano esservi utili: consideratelo il minimo comune denominatore di ogni progetto intranet (se poi mi volete dire a che percentuale arrivate voi, vi sarò grato :-)

100 regole per creare una intranet di successo (le basi)

Preparazione

1.    Assicuratevi che ci sia almeno un dirigente che ci crede.
2.    Definite gli obiettivi in modo chiari fin dall’inizio. “Rifare la intranet” non è un obiettivo, “ridurre il numero di allegati alle email” lo è.
3.    Coinvolgete il maggior numero possibile di dipendenti per capire le loro esigenze (focus group).
4.    Coinvolgete il maggior numero possibile di stakeholder (capiufficio, responsabili applicazioni, eccetera) per raccogliere la loro testimonianza (interviste).
5.    Mappate le principali modalità di scambio delle informazioni presenti in azienda.
6.    Mappate gli applicativi, i contenuti e i repository informativi già presenti in azienda.
7.    Identificate i settori e le persone che possiedono le informazioni-chiave.
8.    Se ci sono persone che gestiscono già altri spazi intranet, ufficiali o informali, coinvolgeteli nel progetto.
9.    Create un gruppo di lavoro ampio, che coinvolge il maggior numero di settori-chiave.
10.    H.R. è un settore-chiave da coinvolgere.
11.    Sulla base della content inventory che avete creato, e dei bisogni rilevati, create una mappa precisa dei contenuti e servizi e definite le priorità di realizzazione. Prima i contenuti/servizi più facili da creare e più strategici (in base ai bisogni degli utenti e agli obiettivi), poi i più facili e meno strategici, poi i più difficili e più strategici.

Architettura informativa

12.    Create una architettura informativa slegata dall’organigramma aziendale. Le persone spesso sanno che cosa cercano ma non sanno chi l’ha prodotta.
13.    Usate sessioni di card sorting per determinare l’architettura informativa di primo livello.
14.    Non superate le 8-10 voci per l’architettura di primo livello.
15.    Create un indice A-Z da associare all’architettura principale.
16.    Create una “navigazione di servizio” separata da quella principale (che contiene link quali: mappa del sito, indice A-Z, il mio profilo, web mail, la redazione, contattaci, eccetera).
17.    La sezione “chi siamo” con le informazioni istituzionali dell’azienda dovrebbe avere meno importanza delle altre. Non inseritela come sezione di primo livello.
18.    Associate un insieme di tag alle informazioni presenti, in modo da fornire un’ulteriore possibilità di accesso alle informazioni.
19.    Nel caso di archivi documentali o risorse informative strutturate (informazioni dentro basi dati) create un sistema di classificazione a faccette.

Progettazione

20.    Create i primi schizzi della intranet alla lavagna, in sessioni di co-design con gli stakeholder.
21.    Disegnate i wireframe ad alta fedeltà delle pagine principali della intranet.
22.    Definite, per ogni wireframe, le specifiche funzionali degli oggetti presenti, in modo da fornire elementi precisi al team di sviluppo.
23.    Costruite una serie di personas sulle quali testare la bontà dei wireframe.
24.    Per le applicazioni più importanti, testatene l’usabilità con prototipi cartacei che sottoporrete ai dipendenti.

Design

25.    Se potete evitate, in home page, il layout “a tre colonne” tipico dei portali di prima generazione.
26.    Cercate di inserire in orizzontale la navigazione principale.
27.    La testata contiene in genere la navigazione principale, le applicazioni chiave (es. motore di ricerca, casella cercapersone) e la “navigazione  di servizio” (vedi punto 16).
28.    Il design è coerente in tutte le pagine.
29.    Nel caso di applicazioni esterne, esse dovrebbero presentare un design simile. In particolare la testata della intranet dovrebbe essere replicata anche sulle applicazioni, in modo da presentare, dal lato utente, una navigazione omogenea
30.    Evitate i banner e le news a scorrimento. Non sono mai una soluzione, ma parte del problema.
31.    La home page non contiene solo news, ma anche l’accesso alle informazioni e ai servizi-chiave.
32.    La colonna di destra delle pagine presenta in genere scorciatoie,  link correlati e funzionalità aggiuntive (es. segnala a un collega, iscriviti alla news eccetera)
33.    Ogni pagina contiene informazioni utili. Evitate le pagine introduttive (“in questa sezione potete trovare…”). Le pagine più in alto nella navigazione contengono invece finestre sulle principali informazioni che si trovano più “in basso”.
34.    In ogni pagine esiste una precisa gerarchia visuale dei contenuti.

Sviluppo

35.    Definite il CMS sulla base delle fasi precedenti, e non successivamente.
36.    Sviluppate il primo prototipo in ambiente di test sulla base dei contenuti a priorità 1.
37.    Lavorate fianco a fianco con il team di sviluppo, in modo da correggere i bug in corso d’opera. Non aspettate il lavoro finito prima di fare le vostre valutazioni.
38.    Costruite dei brevi test di usabilità con gli utenti prima di lanciare la intranet.
39.    Il sistema di back-office deve essere facile e intuitivo.
40.    Definite un set di template standard che saranno utilizzati da tutti. Fate in modo che sia il più ampio possibile, in modo da venire incontro anche alle esigenze future.
41.    Definite i template in modo modulare (modello “lego”) in modo da poterne costruirne di nuovi in modo facile.
42.    Considerate che la intranet è un processo. Molte cose potranno essere aggiustate in corso d’opera, anche sulla base dei feed back.

Lancio

43.    Lanciate la versione beta con un sottoinsieme dei dipendenti, scelti accuratamente, in modo da raccogliere i primi feed back.
44.    Associate al lancio ufficiale una campagna di comunicazione sugli altri canali aziendali (messaggistica, gadgettistica, guerrilla marketing).
45.    Raccogliete più feed back possibile, sia tramite la intranet sia andando fisicamente negli uffici a parlare con i colleghi.
46.    Create uno spazio di dialogo permanente con gli utenti per raccogliere feed back e richieste.
47.    Create dei video-tutorial per spiegare ai dipendenti le funzionalità della intranet.
48.    Create campagne di coinvolgimento iniziale (tipica è quella sul nome della intranet).

Contenuti e servizi indispensabili

49.    Le informazioni istituzionali non sono mai così importanti quanto si crede.
50.    Una intranet non è fatta solo di news, ma anche di sezione e pagine informative, di servizi e applicazioni e di spazi di collaborazione e condivisione. Assicurate un equilibrio tra queste parti, in accordo con gli obiettivi e i bisogni degli utenti.
51.    In ogni caso le news non sono fatte solo da notizie istituzionali ma anche da storie individuali, progetti aziendali, rubriche.
52.    Create un cercapersone aggiornato. La casella del cercapersone deve essere presente in tutte le pagine del sito. Mettetela nell’header.
53.    Create un sistema di visualizzazione della rassegna stampa. L’ultima rassegna stampa deve essere raggiungibile dalla home page.
54.    Create una bacheca vendo-compro. Le inserzioni sono inseribili direttamente dai dipendenti e gestibili da loro. Le ultime inserzioni sono visibili in home o in’un’area “community”.
55.    Create un sistema di fotogallery. Se ve la sentite, estendete la possibilità di publishing ai dipendenti.
56.    Inserite una sezione “come fare per…” che raccoglie tutte le informazioni pratiche per i dipendenti. Associate alla sezione un form di richieste.
57.    Inserite una sezione “chi chiamare per…” che raccoglie tutti i riferimenti per le principali necessità dei dipendenti. Associate alla sezione un form di richieste.
58.    Inserite un sistema di FAQ realistico, costruito sulle reali FAQ aziendali. Associate alle FAQ un form di richieste.
59.    Inserite una sezione H.R. con tutte le informazioni legate al rapporto di lavoro. Associate alle sezione un form (o forum) di richieste.
60.    Inserite una sezione con tutta la modulistica interna e i principali documenti operativi per i dipendenti.
61.    Date accesso immediato a tutte le principali applicazioni esterne alla intranet usate dai dipendenti. Raccoglietele in un’unica pagina.
62.    Costruite una sezione con una pagina informativa per ogni settore dell’azienda, comprese le filiali e le sedi distaccate.
63.    Inserite una sezione “la redazione” con tutti i fornitori di contenuto, con foto, settore e link alle sezioni o contenuti gestiti.
64.    Fate in modo che in home page ci sia qualcosa di nuovo ogni giorno. Se è il caso inserite contenuti come “la frase del giorno” o “la foto del giorno” o “i compleanni del giorno” o “il menù della mensa del giorno” o “il meteo del giorno” o “le notizie di Borsa del giorno” in modo da assicurarvi questa possibilità.
65.    Inserite in home tutti gli aggiornamenti dalle varie parti del sito: non solo le news ma anche i nuovi documenti o le variazioni nelle pagine informative profonde.

Funzionalità

66.    Esiste un motore di ricerca efficiente.
67.    La intranet è profilata in base al ruolo.
68.    Esiste un meccanismo di single sign on tra la intranet e le applicazioni esterne.
69.    Alcuni contenuti sono personalizzabili dai singoli dipendenti.
70.    Ogni contenuto è commentabile da parte dei dipendenti.
71.    Ogni contenuto è votabile da parte dei dipendenti.
72.    Ogni contenuto può avere dei “contenuti correlati”.
73.    E’ possibile creare instant poll.
74.    E’ possibile iscriversi a particolari categorie di contenuti e ricevere alert via email o RSS sulle novità.
75.    Ogni dipendente può modificare parte delle informazioni della sua scheda-profilo.
76.    E’ possibile filtrare e presentare i contenuti più visti, più scaricati, più commentati, eccetera.
77.    Esiste un’area “my page” nella quale raccogliere i propri link, le proprie applicazioni, i contenuti seguiti eccetera.

Governance

78.    Create una redazione allargata, con un gruppo di redattori distribuito in tutte le funzioni aziendali.
79.    La pubblicazione delle informazioni è diffusa e ogni redattore opera in autonomia, nel bene e nel male, sulle sezioni di cui è responsabile.
80.    Allargate il più possibile la redazione allargata, fino alle figure con un minimo livello di responsabilità in azienda (capi ufficio).
81.    La home page è, in buona parte, gestita centralmente.
82.    Gli standard (sia visuali che di publishing) sono uniformi e definiti a monte.
83.    L’apertura di ogni nuova sezione comporta che vi sia un responsabile definito e il rispetto delle policy definite a monte.
84.    Ogni informazione, news, o documento, è associata alla persona che l’ha prodotta e la mantiene aggiornata. Evidenziatela, con un rimando alla sua scheda nel cercapersone o alla sua scheda-profilo.
85.    Create una guida di stile per i redattori.
86.    Create una comunità di pratica dei redattori dove scambiate informazioni, suggerimenti, documenti, scadenze.
87.    Analytics. Monitorate costantemente gli accessi, le pagine viste, i documenti scaricati, i percorsi di navigazione, le pagine di entrata, le pagine di uscita. Monitorate anche le chiavi di ricerca nel motore interno e le richieste di feed-back che arrivano in redazione.
88.    Create un report mensile con questi dati, che distribuirete ai manager e pubblicherete swulla intranet.

Community management

89.    Definite e pubblicate delle policy di comportamento.
90.    I contenuti generati dai dipendenti devono andare online subito. La moderazione è sempre a posteriori.
91.    Ogni spazio di community, indipendentemente dal tipo di tool usato, ha un responsabile definito. In alcuni casi è un esperto della materia, in altri casi un semplice moderatore.
92.    Ogni spazio di community, indipendentemente dal tipo di tool usato, ha una serie di temi ben precisi.
93.    Inserite sempre un primo livello di contenuti prima di lanciare una community. A nessuno piace arrivare per primo a una festa.
94.    Identificate i “champions” delle community e stabilite con loro un rapporto privilegiato.
95.    Individuate dei meccanismi premianti a livello simbolico (punti, medaglie eccetera).
96.    Tollerate gli off topic occasionali, ma siate rigorosi con i disturbatori sistematici.
97.    Rispondete alle questioni della community usando gli stessi strumenti della community (no email).
98.    Se potete fate intervenire il Vertice, di tanto in tanto.
99.    Siate tolleranti con i fallimenti. Non tutte le community riescono col buco.
100. Divertitevi!

Set
30

Diffondere il verbo della intranet con i video-tutorial

Come sanno bene gli intranet manager una tra le attività imprescindibili, quando si lancia una intranet, è quella di aiutare gli utenti a esplorarne le funzionalità, e supportare il loro utilizzo delle varie parti dell’ambiente. In questa opera di divulgazione e supporto i video-tutorial svolgono un ruolo importante, perché aiutano a mostrare concretamente  come funziona l’ambiente.

A questo proposito voglio segnalarvi il video-tutorial creato per la nuova intranet di Hudson, una società di recruiting multinazionale (2.000 persone).

Il video è realizzato con Camtasia e credo sia davvero fatto bene (va beh, il razzo spaziale potevano evitarselo). Qui trovate il post che ne parla.

Mag
14

Intranetmanagement a CRM TV

Per chi fosse interessato, vi segnalo due miei video-interventi pubblicati su CRM TV (un sito con un’usabilità che lascia davvero a desiderare, ma lasciamo perdere).

io_a_crm_tv

Gli interventi – sapientemente montati dal team che se ne è venuto a casa mia con tutto un ambaradam di telecamere microfoni ecc ecc – riguardano la nuova comunicazione interna e le tecnologie a supporto, e sono articolati secondo due format inventati da questi ragazzi:

Il pezzo di libreria in sottofondo era la cosa più dignitosa di casa mia che potevo mostrare, e vabbè.

Buona visione a tutti.

Nov
26

Il video che ci piace

Come sapete sono sempre molto scettico quando si parla di Web Tv aziendale. Poca interazione, contenuti istituzionali, costi enormi, palinsesti bulgari (in memoria di Sandrone, ciao Sandro ci mancherai), un sacco di gente che si crede importante, tutto calato dall’alto.

Grafici, pubblicitari e “pr” che riacquistano colore e possono  posono finalmente esprimersi al meglio nella loro opera di impacchettamento dei messaggi del Vertice. Nel complesso una noia mortale.

Questo giudizio negativo mi ha impedito di pensare seriamente all’utilizzo dei video in azienda, ma fortunatamente il Mondo non va avanti basandosi su quello che io ritengo importante o marginale, per cui ecco che arrivano le piattaforme di condivisione video e podcast in azienda.

Quella che vi propongo me la segnala Cristiano, che mi chiedo quando comincerà a scrivere anche lui su questo blog così chiudiamo ‘sto cerchio. Si tratta di Academy mobile di Microsoft. Ok, come vedete non è una cosa nuova e se devo segnalare una cosa interessante non mi faccio problemi anche se viene da Redmond.

In questo video, Paolo Tosolino spiega di che cosa si tratta (segnalazione via Mcclips).

Microsoft Academy Mobile spiegato da Paolo Tosolini

In realtà a me non interessa tanto che la soluziuone sia Academy o qualcosa d’altro: quello che mi interessa è che cominci a delinearsi un modello sociale di utilizzo dei video interni che fuoriesca dal quello angusto e piuttosto assordante della tv azidendale per toccare il tema dei saperi aziendali e dei processi operativi.

Credo che su queste basi possiamo cominciare a ragionare.

 

Ott
7

TV? TV aziendale? Ma sei sicuro?

Se c’è una cosa in cui veramente non credo è questa. Mettila un po’ come ti pare, ma si tratta fantastriliardi di soldi e un sacco di fatica per una cosa che non hai neanche il piacere di buttare nel cestino.

Spero ovviamente di essere smentito da fatasmagoriche applicazioni future, ma per il momento…mah.

Lug
28

Le news? stiano al loro posto

Per una volta sono d’accordo con l’ultimo post di Gerry Mc Govern (non che le altre volte fossi in disaccordo: è solo che, putroppo, negli ultimi tempi nei post di gerry non c’è mai nulla sui cui essere in accordo o in disaccordo).

Il senso del post è che quando gli spazi web (internet o intranet) sono gestiti a giornalisti/comunicatori lo spazio tende a riempirsi fino all’inverosimile di “news” e questo, specialmente in intranet, può creare qualche problema. In effetti ho vissuto questa spiacevole esperienza più di una volta sulla mia pelle e devo ribadire, con buona pace dei comunicatori interni, che una intranet non è un giornale online, o almeno non è solo quello.

Oggi poi, in epoca di social network, la sfida che ci attende è più complessa e non possiamo permetterci di lasciare che la home page sia egemonizzata dalle news e tanto meno da chili e chili di link alla rassgna stampa in PDF.

In genere uno piccolo spazio per le news, in home page, è più che sufficiente (e va bene, lasciamo che sia anche lo spazio principale, ma comunque confinato), lasciando libero il resto della pagina per altri elementi (applicazioni e tools, filtri dalla community, scorciatorie per parti profonde, ecc).

In ogni caso penso che il tempo delle news “pure” sia finito da un pezzo e, personalmente, consiglio sempre di sostituire il tool che genera news con un “blog delle news”, curato dalla redazione. Stesso risultato, ma con qualcosa in più, che dite?

Lug
20

Benefiche influenze

Vi segnalo un interessante post di Shiv Singh (Worplace blog) che analizza il ruolo dell’influenza sociale sui luoghi di lavoro, e di come questo ruolo venga amplificato e produca effetti significativi grazie all’uso di software sociali in azienda.

Il senso del discorso è che aumentando il grado di connettività e di conversazione all’interno delle comunità di pari si producano effetti di allineamento delle informazioni e di maggiore accountability (termine che però nell’articolo non viene usato) rispetto alle azioni e alle decisioni.

Insomma, siamo meno soli in quello che facciamo e nelle decisioni che prendiamo, ma questo fatto può essere una grande opportunità per tutti.

Ecco il post (intitolato: “Allowing for Social Influence in the Workplace“).

Lug
18

Da dipendente a protagonista: le slide

Mi ero proprio dimenticato di pubblicare le slide dell’intervento che ho tenuto, assieme a Paolo Artuso, al Forum PA il 14 maggio (Titolo: da dipendente a protagonista).

E’ costruito intorno ai temi di cui parla il nostro ultimo libro e troverete slide in parte già pubblicate e in parte nuove. Le pubblico giusto per completezza, visto che qualcuno me le aveva chieste e io nel sito del Forum PA non sono riuscito a trovarle neanche col lanternino.

Mag
30

Il fantasma del troll

Spesso, quando parlo di ambienti di discussione in intranet, emerge il “fantasma del troll”, ovvero la paura, che spesso mi viene manifestata anche da persone “illuminate”, di ritrovarsi a dover gestire colleghi che insultano, vanno fuori tema, cazzeggiano o creano tensione.

Hai voglia a dire che queste cose vanno gestite caso per caso, che nella maggior parte dei casi non succede, che siamo comunque in azienda, che è la comunità stessa dei colleghi che spesso li mette a tacere eccetera.

Le paure permangono, e del resto non potrebbe essere altrimenti: la comunicazione tra esseri umani è sempre, e comunque, una scommessa dagli esiti incerti.

Dico tutto ciò solo perché ho appena letto un articolo di Mafe, maestra di tutti noi nel gestire gli spazi di community, che mi sembra particolarmente interessante. Mafe scrive bene a prescindere, ma in questo caso credo ci sia un motivo in più per leggerla.

Quoto dall’articolo:

“Dietro ogni ambiente di community capace di autoregolamentarsi e di soddisfare le diverse esigenze delle persone che scelgono di frequentarlo, c’è un piccolo miracolo di ingegneria sociale, che può essere spontaneo e quasi inconscio o progettato a tavolino. Quando dietro una community ci sono l’istinto e la passione di un singolo o di un gruppo di amici, l’alchimia necessaria si sviluppa quasi sempre spontaneamente, senza richiedere particolari accorgimenti.”

La tesi è che se creiamo delle aspettative, come gestori della community, di controllo e moderazione rispetto ai troll, le persone si aspetteranno da noi che esercitiamo puntualmente questo ruolo e tendenzialmente abdicheranno dal tentativo (sempre comunque in fieri) di farlo da sole.

Mafe, sentiamo la necessità di un nuovo libro sulle community. Ecco, mò te l’ho detta…

Mag
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ForumPA: live a Roma il 14 maggio

Il 14 maggio parteciperò, assieme a Paolo, al convegno/tavola rotonda Da dipendente a protagonista. (La leva strategica della comunicazione interna), coordinato da Marco Stancati.

Si parlerà, assieme ad alcuni professionisti del settore, dei nuovi approcci alla comunicazione interna, anche a valle della nostra recente fatica editoriale. Il titolo del nostro intervento dovrebbe essere, più o meno: “La nuova comunicazione interna. Reti, comunità e narrazioni per superare il modello trasmissivo” (Booooooom).

Per chi fosse interessato l’appuntamento è alle 10.00 alla Nuova Fiera di Roma in via Portuense 1555 (Roma).

Ciao.

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede