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apr
27

I video screencast di IBF

Se ve la cavate un po’ con l’inglese vi consiglio di fare un giro su IBF24, il repository dei video dell’evento internazionale sulle intranet organizzato da IBF.

Potrete vedere uno screencast dell’intranet di IBM e un altro dell’intranet della BBC, oltre ad altro materiale molto interessante.

IBF organizza da tempo trasmissioni live dei convegni internazionali che organizza, ma sono un po’ costose (la prossima è il 5 maggio, e per una volta sola potete partecipare gratuitamente). Per il momento possiamo accontentarci…

mar
20

La miniera degli screenshot

Come sapete, una delle cose più difficili su intranet è riuscire a fare dei benchmark seri, poiché manca la possibilità estesa di accesso alle risorse, le quali se ne stanno per lo più al calduccio dietro rispettivi i firewall.

Questo crea una specie di asfissia di fondo che rende difficile elaborare buone pratiche, definire degli standard, confrontarsi sul design. Ognuno opera un po’ “alla” cieca, sperando di imbroccarla. Report e studi vengono in aiuto, ma restano una goccia nel mare di lavoro, idee, soluzioni, energie che quotidianamente vengono messe in campo nel Mondo.

E ciò che ci manca sono principalmente gli screenshot, ovvero l’oggetto “principe” che condensa ed evidenzia le varie fasi del lavoro svolto. Senza screenshot è veramente inutile parlare di progetti, pratiche, esperienze nel design di spazi intranet, dato che viene a mancare la percezione diretta, oserei dire il “sapore” degli oggetti tecnologici di cui stiamo parlando.

In questo ambienti come Flickr ci vengono in aiuto, perché offrono la possibilità di condividere esperienze e screenshot con un vasto numero di utenti. E basta una ricerca anche sommaria per trovare cose interessanti: la più interessante di tutte, che vi consiglio di visitare subito, è il gruppo “Intranet design”, che ha lo scopo proprio di condividere schermate intranet con gli altri (anche se è in parte infestato da spammer tutti italiani. Bravi idioti…).

Altri screenshot interessanti sono quelli di Toughtfarmer, che offre schermate di ambienti intranet realizzati con la loro piattaforma wiki enterprise (ad esempio questo screenshot è veramente notevole).

Ma ce ne sono altri, ad esempio qui, qui, e qui).

La ricerca è solo all’inizio: untievi :-)

dic
12

Un esempio di materiale in una intranet 2.0

Condivido con voi un esempio di materiale che ho inserito l’altro giorno all’interno di un ambiente intranet 2.0 che sto seguendo. Come vedete viene creata un’anteprima del materiale, che può essere scaricato, commentato, modificato e segnalato dai colleghi.

Vicino al materiale troviamo autore (io), tag e skill per cui è indicato. Inoltre il materiale può essere votato, così come i commenti dei colleghi. Tutte queste operazioni, ovviamente, mi fanno guadagnare – o perdere – dei punti nel ranking della community (cliccate sull’immagine per vederla ingrandita).

schermata di contenuto in intranet 2.0

Ho oscurato delle cose è tagliato il contesto per riservatezza, ma credo che la logica generale si capisca. Che ne pensate?

nov
18

Usare i blog per le beta-versioni

Come sapete ho parlato abbastanza spesso dei blog interni, e uno degli usi per cui li ho sempre consigliati è quello di condividere con gli utilizzatori le betaversioni di un progetto (informatico e non).

I blog, infatti, come è risaputo, sono un oggetto tecnologico:

- Asimmetrico (differenza tra chi scrive e chi commenta)
- Cronologico (andamento temporale)
- Dialogico (scambio bidirezionale tra i lettori)
- Asincorono (permanenza del testo)

Queste caratteristiche, come ho già deto, lo rendono un oggetto ideale per tutte le sitiuazioni nelle quali “qualcosa” si muove nel tempo e ha un owner che ha bisogno di feed-back e idee. ovvero i progetti, e nelle aziende moltissime cose si muovono per progetti.

Ora, sono davvero contento di aver potuto vedere, nei giorni scorsi, una splendida realizzazione concreta di questa che, per il momento, era solo poco più di un’intuizione. E vi assicuro che vederla in azione mi ha emozionato come un bambino.

La situazione è questa: il capo progetto di un settore tecnico deve realizzare l’interfaccia utente (GUI) di un sistema informatico di gestione di alcuni flussi di dati riguardanti la clientela. Per farlo crea un blog, nel quale inserisce, come prima cosa, la versione “zero” delle schermate che ha pensato  nel sistema.

A questo punto chiama a raccolta i colleghi che saranno i futuri utilizzatori e chiede loro di esaminare le varie funzionalità e di proporre delle correzione e dei suggerimenti.

Dai colleghi piovono sugerimenti a valanga oltre che domande di chiarimento e altre considerazioni. La cosa va avanti per qualche tempo, fino a che il capo progetto crea un altro post, dove inserisce la nuova versione dell’interfaccia, che recepisce tutti i miglioramenti proposti.

il ciclo si ripete, e i colleghi danno ulteriori suggerimenti migliorativi.

Dopo 5 post fatti in questo modo, nell’arco di 2 mesi, la nuova interfaccia del sistema è pronta. Senza riunioni, senza telefonate, coinvolgendo direttamten gli utilizzatori, mettendo a fattor comune le esperienze di tutti, adattando il progeto sulla base dei feed-back.

Fine del progetto, chisura del blog, tutti contenti.

Non vi sembra una figata pazzesca? Ecco, per gentile concessione dei miei amici di GrandeAzienda, lo sreenshot del blog, opportunamente oscurato nei punti sensibili per garantire la riservatezza di dati e persone (ma tanto a noi interessa il senso generale della cosa)

home blog di progetto interno

Ed ecco uno stralcio dei commenti al primo e all’ultimo post di questo blog di progetto

home blog di progetto interno

home blog di progetto interno

Alcuni dettagli tecnici, che possono servire per chi realizza progetti del genere di blogging interno:

- Sia l’autore che i commentatori devono avere la possibilità di allegare documentazione
- I post e i commenti sono votabili dagli altri
- Esiste un sistema di notifiche che mi permette, se lo desidero, di tenere sotto controllo commenti e post

Questo progetto è interessante per più di un motivo: molte persone considerano ancora la comunicazione interna e gli strumenti ad essa associati (1.0 o 2.0 che siano) come qualcosa che sta ai margini dei processi operativi.

Progetti come questo dimostrano al contrario che è possibile portare questi strumenti, la partecipazione, la comunicazione dentro i processi operativi. Ed è questa la vera posta in palio della nuova comunicazione interna e della nuova intranet e dell’enterprise 2.0.

Un grazie a tutti i colleghi che lo hanno reso possibile.

ott
20

Social Sabre

Guardate che bell’esempio di social network interno:

Screenshot intranet sabre

E’ il social network di Sabre, società con 10.000 impiegati in tutto il mondo. E’ fatta in Ruby on rails e serve principalmente a supportare le attività e a fare rete tra le persone sparso in tutto il mondo. Notate il sistema di ranking personale. Inoltre, nel profilo, sono presenti moltissimi campi riguardanti hobby e interessi.

In particolare il profilo contiene

- Dove sei nato?
- Dove lavori ora?
- Che cosa fai veramente per vivere? (questa non l’ho capita n.d.r.)
- Chi sono i tuoi contatti e riferimenti interni?
- Quali sono i tuoi skills, expertise e cose che fai per ruolo?
- Sport e giochi d’acqua favoriti
- Spert senza i quali non puoi vivere (gli americani sono proprio fissati con gi sport n.d.r.)
- Hobbyes
- Musica preferita
- Celebrità a cui assomigli
- Posti in cui hai lavorato
- Posti in cui vorresti andare

Vi traduco un pezzo dell’articolo, a mio parere molto significativo:

“Su Sabretown gli utenti possono inserire una domanda per tutta l’organizzazione, e il motore di inferenza o rilevanza manderà la domanda automaticamente alle 15 persone più rilevanti (basandosi su quello che hanno scritto nel profilo, sui post nel blog e sulle risposte che hanno dato precedentemente”.

una figata pazzesca! Peraltro questo motore sembra sia la vera “killer application” del sistema (e lo credo bene!). Il risultato è che il 60% delle domande trova risposta entro un’ora e ogni domanda riceve in media 9 risposte. Capito gente?

Il successo è stato tale che ora la piattaforma è diventato un software che viene commercializzato all’esterno (cubeless).

Ecco il Link all’articolo completo

lug
28

Taggare i colleghi con Fringe

Sempre a proposito di Cercapersone che evolvono verso il social network incorporando la conoscenza aziendale, devo per forza segnalarvi il sistema sperimentale messo in piedi da IBM e chiamato Fringe.

Toby Ward ne mostra uno screenshot (ma come farà a trovare tutti ‘sti screenshot? mah…):

Fringe il social tagging di ibm

Questo sistema è nato dalla constatazione che molti dipendenti non compilavano completamente i campi del cercapersone, perdendo così un’occasione per aumentare il capitale di competenze visibili nell’organizzazione. Con Fringe ciascun dipendente può taggare le competenze, sia sue che dei colleghi, aggiungendo così campi descrittivi al suo profilo.

A scanso di equioci va detto che il sistema tiene traccia sia dei taggati che dei taggatori, e chinque può vedere le operazioni fatte dagli altri sul proprio profilo. Seocndo i creatori questo sistema dà tre benefici: Il taggatore aumenta la possibilità di trovare/ritrovare la persona per competenza, il tagato arricchisce il suo profilo e tutta la comunità si ritrova una knowldge-base di compeenze coi fiocchi.

Cigliegna sulla torta: il sistema è integrato con il vero e proprio sistema di social network interno di IBM, ovvero BeeHive (sotto uno screenshiot).

beehive social network interno di ibm

Insomma, da IBM non me lo sarei aspettato, veramente.

lug
21

La my page e il social network di BT

Non so l’avete già vista o ve la siete persa, ma è talmente importante che ve la propongo comunque: circa un mese fa Richard Dennison ha pubblicato un post con uno screenshot da acquolina in bocca che mostra le funzionalità della “My page” che ha realizzato nella sua organizzazione.

scree della My page di BT

Guardatelo con attenzione perché, per quanto mi riguarda, è la realizzazione di (quasi) tutti i miei più perversi desideri rispetto ai social network interni e all’infrastruttura che deve governade un sistema di Knowledge management di nuova generazione.

Da quello che si vede (e da quello che ci dice Richard) le funzionalità sono queste

- Fotografia
- Nome
- Mail
- Ruolo organizzativo
- A proposito di me
- Aggiunta di contatti con relativa attività al momento
- FAQ personali, ovvero domande che gli altri visitatori possono lasciare a Richard sulla sua pagina
- Social bookmarking
- Recenti attività del network di Richard
- Un “wall” di messaggi
- Due campi chiamati “skill” e “interessi”. Nel momento in cui Richard riempie quei campi il sistema gli offere delle opzioni rispetto alle scelte già fatte da altri e se decide di aggiungere uno skill o un interesse già postato il sistema gli mostra i contatti aziendali relativi. Fi-chis-si-mo!!!

Quello che manca, secondo me, è un aggancio ai materiali (documenti che ho reso pubblici, interventi nei forum, pagine create nel wiki ecc) e un sistema di ranking sulla qualità delle risposte, della collaborazione e dei contenuti pubblicati. In ogni caso credo sia una delle realizzazioni 2.0 concrete più avanzate che abbia visto fino ad ora in un’azienda.

Prendere esempio.

lug
20

Fuga dalle tre colonne

Guardate questa intranet: non è carina? La segnalo da un post di Toby Ward. Quello che mi colpisce è il fatto che sempre più spesso si cominci a uscire dal noioso design a tre colonne, tipico dei portali (e che ci ha veramente rotto le palle) e si abbracci il design a due colonne tipico delle applicazioni 2.0 (che sono maggiormatente task-centrate e hanno perciò bisogno di più spazio e meno distrazioni).

home page intranet defence profesisonal

Ok, qualcuno potrebbe obiettare che le tre colonne, sotto sotto, ci sono sempre, ma hanno comunque un ruolo diverso dal classico “portal style” (navigazione – contenuti – servizi).

Un’altra cosa che mi piace è l’uso di un’immagine grande come apertura (ok, la redazione si prende un bello spazio, ma secondo me va bene così) e l’evidenza, in taglio basso, degli aspetti di community, ormai non più relegati in angusti spazi da giadino zoologico ma ben presenti fin dalla home page.

Buon uso dei colori e degli spazi completano il quadro. Bravi!

mar
10

Casi 2.0

Il wiki che raccoglie casi di applicazioni 2.0 in azienda si va riempiendo di cose interessanti. Ad esempio i blog interni di Citrix, oppure il sistema di social bookmarking di IConcertina.

Interessante anche la intranet totalmente personalizzabile di Deloitte, sede Sudafrica. Con tanto di screenshot.

Scree_intranet_deloitte_

Domani spero di riuscire a pubblicare qualcosa di più personale. Ciao

feb
6

Ponti progettuali per le nuove intranet

My page, profilo, cercapersone evoluto, pagina personale, Scheda personale,  biglietto da visita, cruscotto personale, ecc…Sono tanti i nomi mi capita di sentire nei progetti intranet, ma si riferiscono tutti alla stessa cosa, ovvero ad uno spazio all’interno del quale le persone trovano l’accesso alle loro informazioni personali, alle informazioni che hanno scritto e/o sottoscritto, ad un insieme di applicazioni e servizi profilati, ai contatti personali. Non solo: questi spazi sono in genere visitabili dagli altri colleghi, con i prevedibili effetti network che questo comporta.

Ecco in ordine ti tempo, l’ultima variante che ho visto in rete, e che secondo il creatore è una vera e propria killer application. In questo caso la pagina dà accesso a tutte le risorse che la persona ha creato all’interno del wiki aziendale.

my page

Questa applicazione, nelle sue varie declinazioni, si conferma essere l’applicazione killer delle intranet, ma è qualche cosa di più: è anche un vero e proprio ponte progettuale che collega i vecchi tipi di intranet alle nuove e folgoranti intranet 2.0.

Mi spiego meglio: in ogni intranet che si rispetti esiste un meccanismo di autenticazione. In ogni intranet che si rispetti esiste un cercapersone che porta alle schede dei singoli dipendenti. Ed è proprio questo, se ci pensate è il nucleo centrale attorno al quale è possibile impostare  le intranet di nuove generazione.

Questa base di dati, infatti, arricchita e potenziata, costituisce il nucleo identitario a partire dal quale cresce e si alimenta *ogni* social network che si rispetti.

La costruzione di una intranet passa quindi sempre dalla progettazione accurata di questo nucleo centrale. Indipendentemente dal tipo di intranet (applicativa, di servizi, informativa, di KM, di apprendimento): che si debba accedere ai propri servizi, ai propri applicativi, alle news sottoscritte, agli esperti della comunità che abbiamo selezionato, ai prorpi documenti, ai documenti degli altri, ecc è sempre la “my page” a fare da driver alla generazione e al filtraggio dei contenuti.

Perché? Perché riesce a fare, in modo semplice ed elegante, quello che ogni social network, reale o virtuale è in grado di garantire: l’unione di contenuti e relazioni.

L’insieme di informazioni e servizi che progetterete su questo livello determinerà le dinamiche e il tipo di intranet che avrete a disposizione: p0erdeteci un po’ di tempo, quando progettate lo spazio: ne vale la pena

(prossimamente sperro di darvi contenuti dettagliati su questo tema…)

dic
5

Quando il Wiki interno lo deve usare la mamma

Questo articolo, scritto da un dipendente, racconta come stanno andando le cose con il il wiki della Janssen-Cilag, di cui si è parlato recentemente.

Leggetelo con attenzione, perché racconta in prima persona i problemi e le sfide che si trova ad affrontare un’organizzazione reale alle prese con un sistema ad alto tasso di apertura e collaborazione come il Wiki.

Alcuni dati:

solo il 70% delle persone ha contribuito (e mi sembra comunque tanto)
l’80% delle pagine ha un solo contributore.

Il problema , insomma, sembra essere questo: il wiki è vissuto alla fine come una intranet tradizionale, nella quale c’è chi pubblica e chi legge. Inoltre, sembra ci sia una certa resistenza a pubblicare qualche cosa che non sia “finito”: le persone hanno resistenze a pubblicare work in progess.

Infine, c’è un problema di usabilità e il fatto che molti dicano di non aver tempo per pubblicare ha alle spalle una difficoltà d’uso percepita.

Ci sono comunque dei fatti positivi: le news, i progetti e le idee contenute nel wiki hanno nel tempo conquistato credibilità presso i dipendenti. Ma si tratta comunque di un utilizzo che rispecchia una mappa mentale degli utenti legata ancora in modo stretto ad una mentalità non apertamente collaborativa.

Guardate, questi sono problemi seri. Tuttavia il simpatico autore dell’articolo non vuole perdersi d’animo, e il gruppo di lavoro sta cercando di trovare delle soluzioni per favorire un accesso più semplice (ad esempio single sign-on e editnig immediato e facile) e incentivare la partecipazione.

Tra l’altro nell’articolo è presente il primo esempio di twitter interno (ebbene si), che è adesso in beta testing.

twitter_interno

Ecco due brani dall’articolo

“Il successo è determinato da quello che fai, non da quello che hai l’opportunità di fare. Implementare un wiki non è un successo, costruire un’organizzazione che prenda decisioni collettive e scriva contenuti in modo collaborativo lo è. La tecnologia può creare opportunità per cambiare il comportamento e allontanare il discorso da scuse (“è troppo difficile”) e ragioni (“è troppo rischioso”).”

“La formazione all’uso dei sistemi è importante, ma solo dopo che abbiamo fatto il possibile per creare un design a “zero training”. In un’intranet, l’utilizzatore finale è una persona come la tua mamma: disegnala pensando a lei!”

Che dire? In bocca al lupo ai questi ragazzi…

nov
29

Finalmente MOMA

Vi ricordate che ero stato a Google per vedere la loro intranet e mi avevano detto di non mostrare gli screenshot? Ok, un po’ me l’ero presa ma in fondo li capivo, chi cacchio ero io?

Oggi però, grazie a Biccio, scopro che alcuni di questi screenshot sono disponibili, sul blog Blogoscoped , creato da  due “evangelist” di Google.

Nel loro post sono riportate alcune schermate  interessanti, come questa, riguardante la ricerca globale sulla intranet.

screen_ricerca_intrant_google

nov
15

A che cosa assomigliano le intranet innovative?

In questa presentazione trovate qualche dettaglio in più sulle motivazioni dei premi dell’intranet innovation awards, promosso da Steptwo. Ci sono anche delle bellissime schermate (la presentazione non è scaricabile, ma capisci ammè…)

nov
14

Il redesign di Canon

Solo per dovere di cronaca riporto la notizia del re-design della intranet di Canon. Quello che vedete sotto è il wireframe rifatto

Wireframe_intranet_canon

Ok, è solo un wireframe, ma francamente non mi piace molto, voi che ne dite?

In ogni caso il redesign è stato affidato a Steptwo, che non solo proprio dei pincopallino qualunque, e a quanto dice Toby Ward, il lavoro di analisi è stato intenso (Interviste, Workshop, analsi dei task, eccetera).

Siccome sto per cominciare anche io un’attività di analisi seria per la futura intranet un’azienda italiana, sono più interessato a questi aspetti metodologici, anche se spero che quello a cui arriveremo noi sia un po’ più accattivante. Mah..

nov
14

Sharepoint c’è ma non si vede

Bella questa intranet realizzata con Sharepoint, no?

Home_intranet_su_sharepoint

Il bello sta nel fatto che Sharepoint non si nota (il che fa solo bene).

ott
25

Le slide di Luca

Luca Mascaro ha messo in linea una sua recente presentazione sulle intranet 2.0 (grazie a Cristiano per la segnalazione).

Luca è bravo, competente e motivato e merita una segnalazione. Tra l’altro a slide 28 trovate un Wireframe del progetto a cui sta lavorando (ma VVF che significa? Viglili del Fuoco?).

Vogliamo saperne di piùùùùù. Luca, dacci aggiornamenti, mi raccomando….

ott
19

Un passo avanti (veloce) per l’Italia

Non ci posso credere: la Fiat ha vinto L’intranet Innovation Award 2007, promosso da StepTwo.

In realtà si tratta di un sotto-portale rivolto ai dirigenti, creato con lo scopo di affrontare la crisi degli scorsi anni. Il motivo della mia increadulità sta nel fatto che mai avrei pensato possibile che qualche italiano si affacciasse sulla scena di questi premi (ma il sito è scritto in inglese, anyway).

Da quello che vedo, ad ogni modo, mi sembra che il sito sia ben fatto e molto focalizzato sugli aspetti di community. Va bene, ma in ogni caso il nome (“Avanti e veloci“) non mi piace per niente.

Home_page_intranet_fiat_auto

In ogni caso tanto di cappello per aver utilizzato uno spazio web (semi) pubblico per affrontare a viso aperto una situazione di crisi. Credo che il premio sia stato dato anche per questo.

Anche gli altri casi premiati sono molto interessanti: guardate il cercapersone che si intravede qui sotto, ad esempio:

intranet_boris

Carino no?

Nell’articolo trovate descritti altri casi e altri (piccoli) screenshot.

ago
1

Cases 2.0: l’osservatorio delle intranet collaborative

Vi ricordate il caso della Intrawest Placemaking, l’azienda che con il suo wiki-intranet aveva ottenuto brillanti risparmi grazie alle idee innovative pubblicate da alcuni dipendenti?

Ora, grazie alla recente iniziativa del vulcanico Andrew McAfee possiamo anche vedere alcuni screenshot.

Possiamo farlo perché Andrew ha messo in piedi un osservatorio di casi di intranet 2.0, al quale tutti possono contribuire. Nel sito (che guarda caso è un wiki) trovate già un discreto numero di  casi di intranet realizzate per lo più in modalità wiki.

Tra cui il caso citato, con tanto di screen.

Intranet_wiki_placemaking1

intanet_wiki_placemaking2

C’è qualcuno in Italia che ha voglia di contribuire con qualche caso? Si, magari

(ma non buttiamoci giù)