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giu
29

Sharepoint, i suoi fratelli e il problema del design

Prendo spunto da un articolo recente di Jakob Nielsen che affronta il tema del design delle intranet e di come esso si combina con la scelta delle piattaforme, ed in particolare di Sharepoint (la quale, ricordiamolo,  occupa oggi solo il 20% del mercato, con una posizione tuttavia dominante rispetto al frastagliato panorama di alternative che crescono come funghi nel tumultuoso territorio delle applicazioni enterprise).

La tesi di Nielsen è condivisibile sia nelle sue premesse sia nella sua conclusione (anche se debole nelle sue argomentazioni): dato che le intranet sia basano principalmente su alcuni precisi task dei dipendenti,  la presenza di piattaforme precostituite non ci esime dall’attività di progettazione e di design. E se esaminiamo alcune intranet costruite a partire da Sharepoint ci accorgiamo immediatamente delle differenze, in barba alle funzionalità native che può presentare l’applicazione.

Homepages of 4 Intranet Design Annual winners. Top row: Huron Consulting Group and Enbridge.  Bottom row: SCANA Corp. and Jet Propulsion Laboratory (JPL)

In realtà le obiezioni di Nielsen all’idea (così come alla perversa aspirazione) che una piattaforma come Sharepoint possa ridurre tutti gli ambienti a cloni di se stessi sono fin troppo lievi: per Nielsen a parità di piattaforma varieranno in modo consistente sia l’architettura informativa (o meglio le label) sia i contenuti in evidenza in home page. Ma questa obiezione non tocca il cuore del problema, perché è scontato che questi elementi saranno diversi da azienda ad azienda e non è su lor che va misurata l’eterogeneità radicale dei due elementi di design da una parte e piattaforma dall’altra.

Il fatto è che le aziende, come ho sottolineato più volte, non operano in un “vuoto di tecnologie” che la intranet dovrebbe occupare. E non operano neanche in un “vuoto di pratiche”, che la intranet sarebbe chiamata ad abilitare. Al contrario, le aziende sono già piene di tecnologie stratificate: email, dischi di rete, client della più diversa natura, bizzarre applicazioni, siti web abusivi, database estemporanei che diventano, anche in mancanza di alternative, elementi strutturali dei processi. A questo caleidoscopico orizzonte dobbiamo aggiungere le pratiche quotidiane delle persone, stratificate in abitudini, comportamenti, processi di fatto e così via.

Progettare una intranet significa guardare in faccia questa situazione, per così dire, spigolosa e disegnare – all’apparenza in astratto, ma in fine dei conti in modo molto più concreto di quanto le piattaforme possano offrire in modo nativo – un’applicazione che ne sia la sintesi. In tutto questo le piattaforme entrano fino a un certo punto e a dire il vero le migliori intranet dissimulano la loro origine, ovvero le piattaforme, perché sono sempre un oggetto ibrido che deve mettere insieme cose assai diverse tra di loro.

Il processo di design riguarda l’architettura informativa, certo, e lo schema delle pagine, ovviamente, ma anche la collocazione dell’ambiente in un ecosistema più ampio, nel quale la piattaforma si colloca come attore al pari degli altri. In alcuni casi certe funzionalità della piattaforma andranno completamente riscritte, in altri casi sarà affiancata da altre applicazioni che si integreranno ad essa. A volte metà della home sarà occupata dal motore di ricerca, in altri casi la presenza di CRM, wiki o sistemi di e-learning dovrà rubare posto ad altri elementi. Per non parlare delle pagine interne o di applicazioni verticali come il cercapersone. In questo Sharepoint o i suoi fratelli non ci possono aiutare e lo dimostrano le tante aziende che si sono portati a casa queste tecnologie per poi ritrovarsi ai dire ” e mo” che facciamo?”.

Anche la migliore piattaforma, in definitiva, resta qualcosa di più astratto del peggior design perché, mentre quest’ultimo si confronta comunque con i reali problemi dei dipendenti di un’organizzazione, la prima definisce uno standard buono per tutti e per nessuno, a cui bisognerà, nel migliore dei casi, “rimettere mano”.

Ciò non toglie, ovviamente, che molte intranet si assomiglino tra di loro, ma questo avviene meno per la presenza di piattaforme che uniformano i contenuti e più per il ricorrere di problemi comuni alle aziende, che, fortunatamente, possono essere trasformati in pattern di design. oggi i menù di navigazione principali tendono ad essere collocati in alto e il design tende ad essere a due colonne; sappiamo dove mettere il motore di ricerca e come, grossomodo, deve essere fatta la scheda di un dipendente.

Questo rende più semplice, ma non elimina il problema del design. Che eccede sempre le piattaforme per collocarsi in un territorio neutro nel quale tecnologie, pratiche, esigenze e pattern diventano progetto concreto.

P.S. Scusate lo stile fortemente ipotattico, ma mi sono accorto di essere ancora in modalità libro. Tornerò in modalità blogger dopo un sano periodo di disintossicazione :-)

gen
3

Microblogging fai-da-te con Socialcast

Sto provando ad utilizzare Socialcast, un servizio online per gestire il lifestreaming aziendale e  e devo dire che è un’applicazione di microblogging interno che promette bene. Il modello di business è il solito: puoi utilizzarla gratuitamente, con funzionalità limitate,  con la mail aziendale tua e dei tuoi colleghi;  se vuoi delle funzionalità aggiuntive (come il question and answers) devi fare richiesta inserendo la tua carta di credito (e questo è un po’ inconsueto in effetti). Per le funzionalità a livello enterprise c’è un prezzo da pagare.

Le funzionalità e l’interfaccia, ovviamente, scimmiottano un po’ i social network mainstream, ma nel complesso è interessante. C’è qualcuno che vuole fare una prova un po’ più intensiva con un gruppo di colleghi un po’ numeroso? Sarebbe interessante…

giu
26

Altre risorse sui wiki interni

Recentemente Matthew C. Clarke ha pubblicato su Boxes and Arrows un bel caso di studio che raconta il loro percorso di adozione dei wiki interni nella sua società, la Corvu.  Stiamo parlando di migliaia di persone che si occupano di Software per aziende (performance management).

Il loro problema era trovare un sistema per ottimizzare la redazione di documentazione tecnica che poi viene rilasciata al cliente, su ciascuno dei prodotti commercializzati così come sui prodotti in fase di sviluppo.

L’articolo si intitola significativamente Control and Community: A Case Study of Enterprise Wiki Usage, e vi consiglio caldamente una lettura attenta, perché entra nel merito di molte questioni concrete quali i permessi, le revisioni, il controllo, le motivazioni individuali che stanno dietro ad un progetto collaborativo di questo tipo.

Wiki Workflow Diagram

Segnalo solo alcuni spunti:

  • Il senso di appartenenza come veicolo per una anarchia sostenibile nei wiki pubblici
  • La moderazione come elemento importante nei wiki aziendali, per gestire l’alto numero dei contributori che spesso non hanno vincoli reciproci
  • La necessità nei wiki interni di gestire le risorse centralmente, evitando il proliferare di wiki autonomi di singoli settori (questo è un problema loro; in Italia, ma quando mai?)
  • Il vantaggio di creare una navigazione familiare e comprensibile (nel loro caso era l’elenco dei prodotti)
  • L’opportunità di segnalare in evidenza chi è l’autore primario della singola pagina, ovvero il creatore
  • in alcuni casi la necessita di avere pagine che solo un gruppo scrive (nel loro caso gli ingegneri di Ricerca & sviluppo) e gli altri possono solo commentare
  • La ricerca costante di sponsorship al più alto livello possibile
  • Lavorare con i champions
  • Identificare le persone-chiave che devono contribuire dando cose di qualità e dando anche autorevolezza allo spazio
  • Nel loro caso, l’importanza di coinvolgere dei revisori finali del materiale che poi va in mano ai clienti
  • L’importanza dell’integrazione con LDAP e del single sign-on
  • Ovviamente le funzionalità WYSIWYG
  • La possibilità di aggiungere allegati documentali alle pagine
  • L’importanza della creazione di una massa critica di contributori e di contenuti
  • L’importanza di imparare a spedirsi link invece di contenuti. Se qualcuno chiede qualcosa via mail la persona risponde creando una pagina wiki e poi mandando il link

Insomma, leggetevi l’articolo perché nel vale la pena.

Risorse Wiki

Steward Mader elenca una serie di prodotti per enterprise wiki che rispettano i requisiti necessari per creare wiki in azienda. Il problema è che sono tutti proprietari. A parte uno, ovvero  Mindtouch – Deki, l’unico prodotto distribuito anche in open source e che è abbastanza solido (per Mader) per le necessità aziendali.

Andatevi comunque a leggere la scheda dedicata a Mindtouch su Wikimatrix.

Altri articoli interessanti (tutti tratti da FutureChanges)

E per finire…

una bella presentazione su Slideshare dedicata al progetto wiki della John Hopkins University

giu
24

Pacchettizzare il social networking

E’ buffo, perché mentre qui da noi si discute molto se fare o non fare social network interni, quali opportunità ci sono, se davvero è una cosa che può funzionare, e poi magari in questo momento non è il caso eccetera eccetera, ci sono, da altre parti, fior di società che ormai questo tema lo hanno assmiliato, metabolizzato, digerito e trasformato in offerta commerciale.

Quando mi imbatto nei siti di queste socieltà rimango a bocca aperta, vendendo che molte delle funzionalità che a volte vengono solo ipotizzate sono diventate delle features installabili nativamente.

Guardate per esempio Cubetree, e la sua gestione dei profili dei dipendenti, oppure Selectminds, con la sua offerta per il talent management. Insomma, c’è una grande attenzione ma anche una certa maturità dell’offerta.

Per concludere vi sognalo questo bell’articolo scritto dal CEO di un altro vendor (Mindtouch) che parla delle differenze tra i social network esterni e i social network collaborativi.

é interessante riportare le due tabelle esposte nell’articolo

Social Networks’ Characteristics Collaborative Networks’ Characteristics
One to one Group to group
Social interaction centered Objective and content centered
Achieving personal objectives Achieving group objectives
Individual enrichment Operational excellence
Results immeasurable Results measurable
Social Networks Solve Collaborative Networks Solve
Who wants to meet at the club? Who can give me access to financials, market reports and customer profiling?
What’s your favorite Mexican restaurant? What are the expectations of this project?
Why did they unfollow me? Why did we see a drop in Q3 revenue?
Dude, where is the company picnic? I thought we already did this work, where are those documents?
How was “Casablanca”? How do we cut costs and increase revenue?

mag
20

Il caso Honda Italia all’european Plone symposium

L’altra settimana io e Cristiano abbiamo presentato all’european Plone Symposium il caso della progettazione della intranet di Honda Italia, alla quale abbiamo partecipato come consulenti di metodologia.

In poche parole noi abbiamo seguito prevalentemente la parte che precede lo sviluppo, utilizzando il più possibile tecniche di user centered design.

Le belle slide preparate da Cristiano illustrano l’approccio che abbiamo seguito

mag
2

Navigando tra i bandi di gara

Quest’anno ho deciso di fare meno formazione e più consulenza, tanto per provare ad esplorare territori nuovi (e anche perché sono stato tirato in mezzo, ma la vita è così: una via di mezzo tra scelte, necessità e appropriazione consapevole delle proprie necessità).

beh, insomma, comunque non avevo calcolato che questo avrebbe implicato la lettura sistematica di bandi di gara pipposissimi unita a presentazioni dall’esito incerto a clienti mediamente disinteressati e confezionamento di offerte lanciate sul mercato come messaggi nella bottiglia.

In questa attività un po’ disarticolata mi sono imbattuto, grazie al solito tam tam, nel bando del comune di Firenze per la fornitura della piattaforma intranet (per i fanatici, il capitolato tecnico è scaricabile in .doc da qui).

Ora, fermo restando che ho una nostalgia immensa di quando la home page del Comune di Firenze era la peggiore pagina web italiana (e batteva davvero ogni record) mi sono reso conto di quanti passi avanti siano stati fatti nei requisiti che le organizzazioni definiscono su progetti di questo tipo.

Leggendo il bando infatti troviamo, oltre a cose più canoniche quali autenticazione, integrazione applicazioni, creazione dinamica form ecc, che:

- Deve costare poco (e questo taglia fuori i grandi vendor)

- Deve essere tutto open source (idem)

- Deve essere personalizzabile dall’utente (fine del Grande Portale)

- Deve avere gli Rss con aggregatore integrato (idem)

- Deve avere il wiki

- Deve avere chat, folder personale, agenda condivisa

- Deve avere forum, sondaggi, questionari

- Deve avere un sistema di project management

e tante, tante altre cosucce mica male.

Guardate che non sono cose da poco: qualche anno fa credo proprio non avremmo trovato neanche la metà di requisiti di questo tipo in un bando come quello (credo).

Insomma, direi proprio che si stanno affermando una serie di nuovi standard anche solo dal lato dei requisiti tecnologici.

E questa è certamente una buona notizia.

apr
2

Wikimatrix!

Grazie al buon Antonio Volpon vi segnalo una risorsa secondo me molto utile: wikimatrix, ovvero come selezionare tra decine e decine di piattaforme quella che fa al caso nostro.

E’ sufficiente andare sui criteri di ricerca per filtrare le caratteristiche che ci interessano.

Buon wiki a tutti!

mar
24

Fatti il tuo wiki con Foswiki

I ragazzi di GNUvox ci fanno sapere che è uscita la versione 1.0.4 di Foswiki, un software open source per realizzare wiki dentro le organizzazioni.

Non ho mai provato Foswiki (realizzato in Perl), ma sembra una alternativa promettente ai tanti software proprietari che oggi stanno arrivando anche sul mercato italiano.

La grande quantità di plugin a disposizione sembra poter garantire un buon livello di customizzazione per le diverse esigenze.

Di seguito il video introduttivo.


Hear about Foswiki’s advantages and see the Rich Text Editor from Foswiki Community on Vimeo.

mar
17

Risorse per smanettoni

Come al solito Cristiano mi passa sempre delle risorse interessanti. Quest’utlima, tratta dal noto Boxesandarows, affronta il tema delle interfacce e della User experience negli ambienti di collaborazione 2.0.

L’autore (Mattew C. Clarke) ammette che ad oggi non esistono indicazioni precise, e che il suo è solo un contributo ad un dibattito in corso, ma il tema è interessante (e controverso), perché dalla soluzione di questo dibattito dipenderà la costruzione di ambienti veramente performanti per la collaborazione online tra colleghi e gruppi di lavoro.

I suoi consigli finali sull’uso di metafore coerenti, sull’architettura aperta delle applicazioni, sull’uso massiccio di script dinamici e su una focalizzazione spinta sui meccanismi di recupero della “storia” della collaborazione possono essere presi come indicazioni-quadro per lo sviluppo delle prossime interfacce collaborative.

Ma la cosa interessante dell’articolo, che Mattew dà per scontata ma che scontata non è (almeno per me), sono i suoi riferimenti a risorse e directory online verso strumenti di colalboration e CMS vari.

CMS Matrix. Questa la conoscenvo anche io: la più completa directory di CMS, con possibilità di fltraggio sulle singole caratteristiche. Da studiare attentamente prima di comprare qualunque cosa, MOSS in primis.

La directory di Capterra, che elenca quasi 200 applicazioni per la collaboration, sia web based che da scaricare. E c’è veramente dei tutto: action planning, brainstorming, cooperative Writing, document Management, calendari, task Management…

Beh, buon lavoro a tutti!

p.s. già che ci siamo, qualcuno ha provato Kentico?

mar
15

Stai fresco con Alfresco

Uno dei migliori sistemi documentali open source. Con (più di) un occhio ai processi di collaboration formali e informali. Ecco una bella presentazione:

feb
20

Customizzo? E come customizzo?

Vi segnano uno degli utlimi articoli di Step Two, che esamina la difficile questione della customizzazione dei CMS in intranet, e in particolare del problematico rapporto con le singole applicazioni che in genere vengono costruite, integrate, o assemblate al’interno dell’ambiente.

Come al solito le immagini sono illuminanti. Vi dico subito che tra le tre soluzioni proposte io ho sempre sostenuto con decisione la prima, ma ultimamente mi sono alquanto ricreduto sul tema, e dove posso cerco di operare con la soluzione due, anche se le variabili da considerare sono sempre tante.

L’articolo esamina a fondo i pro e i contro di ogni soluzione.

immagine customizzazione cms dal sito steptwo

immagine customizzazione cms dal sito steptwo

immagine customizzazione cms dal sito steptwo

feb
17

MOSS, il documentale che spacca (i maroni)

Del Report di Nielsen sulle migliori intranet del 2009 ne riparliamo quando avrò un po’ di tempo per scrivere un post articolato. Per ora voglio solo riportarvi una testimonianza che mi ha alquanto sorpreso.

Moltissime intranet vincenti usano Sharepoint 2007 (in gergo MOSS 2007), customizzato in modo più o meno pesante. Sentite con cosa se ne esce uno degli intranet manager intervistati:

“Un’altra lezione appresa in COWI riguarda le difficoltà degli utenti nell’uso del sistema documentale di Sharepoint. “Non è intuitivo, e alcune operazioni molto elementari come salvare un allegato di posta direttamente nel repository sono molto difficoltose”, Dice Johansen. “Stiamo ulteriormente considerando di introdurre un prodotto di terze parti per rendere la gestione dei documenti più facile”.

Ma come? Non ci posso credere! Ma non era un punto di forza di MOSS? Addirittura un prodotto di terze parti, capito? Ora, o quelli di COWI (che, per la cronoca, è una società di consulenza ingegneristica, non un gruppo di frati benedettini che produce birra doppio malto), beh, o loro sono tutti degli idioti o qualche problemino obiettivo esiste, voi che dite?

dic
17

Sharepoint apre le portlet. Che spifferi…

E così ce lo ritroveremo tra i piedi ovunque..:-)

Insomma, la notizia è che Microsoft ha reso disponibile un kit per esportare le portlet di Sahrepoint su altre applicazioni, presumibilmente dei concorrenti, usando lo standard WSPR . E così ci ritroveremo tra i piedi portlet a dir poco strepitose come quella per il wiki o per i blog o per le news.

Lettore, se non hai capito niente di questo post ti prego di non farne un dramma: trattasi di cose da smanettoni che ogni, tanto, non so perché, mi ostino a publicare.

nov
26

Il video che ci piace

Come sapete sono sempre molto scettico quando si parla di Web Tv aziendale. Poca interazione, contenuti istituzionali, costi enormi, palinsesti bulgari (in memoria di Sandrone, ciao Sandro ci mancherai), un sacco di gente che si crede importante, tutto calato dall’alto.

Grafici, pubblicitari e “pr” che riacquistano colore e possono  posono finalmente esprimersi al meglio nella loro opera di impacchettamento dei messaggi del Vertice. Nal complesso una noia mortale.

Questo giudizio negativo mi ha impedito di pensare seriamente all’utilizzo dei video in azienda, ma fortunatamente il Mondo non va avanti basandosi su quello che io ritengo importante o marginale, per cui ecco che arrivano le piattaforme di condivisione video e podcast in azienda.

Quella che vi propongo me la segnala Cristiano, che mi chiedo quando comincerà a scrivere anche lui su questo blog così chiudiamo ‘sto cerchio. Si tratta di Academy mobile di Microsoft. Ok, come vedete non è una cosa nuova e se devo segnalare una cosa interessante non mi faccio problemi anche se viene da Redmond.

In questo video, Paolo Tosolino spiega di che cosa si tratta (segnalazione via Mcclips).

Microsoft Academy Mobile spiegato da Paolo Tosolini

In realtà a me non interessa tanto che la soluziuone sia Academy o qualcosa d’altro: quello che mi interessa è che cominci a delinearsi un modello sociale di utilizzo dei video interni che fuoriesca dal quello angusto e piuttosto assordante della tv azidendale per toccare il tema dei saperi aziendali e dei processi operativi.

Credo che su queste basi possiamo cominciare a ragionare.

ott
25

Radiografia del vendor

Interessante questo esperimento: qualcuno ha usato Wordle per analizzare la frequenza dei termini sui siti dei vendor di prodotto Enterprise 2.0. Questo è il risultato (via ITsinsider)

mappa parole dei vendor enterprise 2.0

Come vedete la parola chiave è “Puoi“. Inoltre spiccano parole come ”social”, “informazione”, “Contenuto”, “Community”, “Ricerca”. Molto più in piccolo troviamo le parole riguardanti i tools e gli oggetti tecnologici (blog, wiki, tags, feed, ecc).

Credo che la cosa sia rivelatrice, ma vi confesso che non ho ancora messo bene a fuoco di che cosa…:-)

ott
17

Chi cerca trova

Per chi fosse interessato, segnalo questa risorsa sui motori di ricerca in ambito enterprise. In realtà la versa sergnalazione è al PDF da scaricare (dopo essersi registrati), con tanti interventi autorevoli a riguardo. E Buona ricerca a tutti.

ott
8

Dubbi e certezze su Sharepoint

Mi fanno sempre sorridere le marchette aziendali che DataManager ci propone da anni. Questa si intitola nientemeno che: “SharePoint, il Web 2.0 diventa cultura aziendale“, e tesse le lodi di Sharepoint come ambiente adatto per l’enterprise 2.0. Ora io sono non ho alcun dubbio che il buon Gigi, citato nell’articolo, stia facendo un ottimo lavoro nella sua realtà (ne sono realmente sicuro) , ma da qui a considerare questo prodotto il nonplusultra per tagging, RSS, blog e Wiki ce-ne-pas-sa.

Ok, lo posso integrare con altra roba, ma allora che me ne faccio di una – costosa – suite? Insomma ho parecchi dubbi, a differenza del’entusiasta redattore di DataManager.

A scanso di equivoci dico subito che non sono un esperto: ho solo visto SP in azione e ho partecipato a qualche riunione di progetto. Anche nella verisone 2008 resta un buon documentale (specialmente se usi roba Microsoft in azienda) e un buon strumento per creare team site. Per il resto (dal CMS alle funzionalità 2.0) se avete un’esisgenza un po’ particolare (e *tutti* hano un’esisgenza particolare): ”ehi tutto si può fare”. Basta avere tempo, soldi e server potenti. Auguri, se siete in tanti.

Ok, e adesso via con le critiche e i controesempi..

lug
15

Per monolochattare

Volete sentirvi soli, ma soli veramente? Apritevi una stanza su Lively. Extraterrestre, portami via, voglio tornare, indietro a casa miaaaaa….:-)