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feb
7

Se nelle intranet arriva WordPress

Credo che una delle cose più interessanti che stanno avvenendo nel panorama delle tecnologie per le intranet e gli spazi collaborativi sia una sorta di polarizzazione che vede da una parte il quasi scontato affermarsi di Sharepoint come piattaforma di CMS di base (a cui agganciare però molti altri strumenti che fanno attività specializzate) ma dall’altra il per nulla scontato arrivo di WordPress come piattafforma di riferimento per progetti anche di una certa complessità.

Questa è davvero una buona notizia, per molti motivi: WordPress è economico, versatile, ha una comunità gigantesca dietro e soprattutto è facile da usare.

Le conferme di questa tendenza in atto cominciano a manifestarsi, a partire dai casi riportati quest’anno da step two .

 

Virtuos Homepage

Ma c’è di più: all’interno della comunità c’è anche chi, come Luke Oatham, ha sviluppato un tema specifico   in WordPress per le intranet di enti pubblici inglesi. VI segnalo il video in cui ne parla e le slide che ha presentato.

Se siete interessati Luke ha creato una versione demo del tema e soprattutto ha messo in piedi una comunità di utilizzatori in cui trovate consigli utili e tutte le istruzioni del caso.

Comunicatori senza budget, It manager senza sponsor, volenterosi senza committment, vale la pena provare anche questa strada, che dite? :-)

 

ott
23

Cumulus, ripensare i processi collettivamente (e senza consulenti)

Se è vero, come viene ripetuto da più parti, che nelle iniziative social interne conta più la proposta (purpose) che la tecnologia che la abilita bisogna davvero fare i complimenti al team di  Automation Anywhere, un’azienda di consulenza per l’automazione aziendale che ha creato una piattaforma (n.b. basata su Yammer) per identificare collettivamente e dare una priorità ai processi interni che potrebbero essere automatizzati (senza scomodare costosi analisti esterni da 1000 euro al giorno che non cito perché tanto li conosciamo :-).

La piattaforma si chiama Cumulus e non le manca niente (ecco un articolo che ne parla).

Si tratta come ovvio di una variante nella vasta galassia di piattaforme di crowdsourcing, ma ve la voglio segnalare perché a mio parare va nella direzione nella quale tutte le iniziative social interne si dovrebbero muovere (e si stanno, di fatto, muovendo), ovvero nell’uso della rete (di colleghi) per risolvere problemi specifici e/o soddisfare esigenze esplicite, lontani da suggestioni modaiole passeggere.

set
24

Il cercapersone? Adattivo e scaricabile come piace a noi

Jasper Bylund è l’intranet manager della municipalità di Malmo, una delle organizzazioni che hanno vinto il contest 2011 di Steptwo, grazie ad un progetto intranet davvero valido (ha vinto il premio per l’alta profilabilità dell’ambiente).

Jesper ha anche un blog dove racconta le evoluzioni del progetto e le sue considerazioni sulle intranet e i progetti interni. In uno degli ultimi post si sofferma sul design del nuovo cercapersone, costruito secondo gli standard  emergenti in questo campo, tra i quali ricordiamo (lo ricordo perché questo è un blog di servizio):

  • instant search
  • tag che dicvetano link
  • expertize
  • fotografia editabile
  • giusto mix tra campi campi editabile, campi precompilati ma editabili,  campi non editabili
  • salita e discesa gerarchica nell’organigramma

b

e

Non mi soffermo ulteriormente sulle funzionalità, evidenziate nel post, se non per dire che – attenzione – il design è altamente adattivo per poter essere fruito da dispositivi mobili e questa caratteristica, ricordatevelo bene, dovrà essere un aspetto scontato nei progetti dei prossimi anni.

In ogni caso, la cosa davvero interessante è che il cercapersone, così come tutta la intranet, sono costruiti in Rails e che tutto il progetto è interamente e gratuitamente scaricabile.

Che dite, ci facciamo un pensierino? :-)

mag
3

Pleio, il civil hacking delle intranet

Solo una piccola segnalazione, giusto per fare sapere come in Olanda un gruppo di persone della Pubblica amministrazione olandese abbia creato una piattaforma intranet open source, chiamate Pleio, a disposizione degli enti pubblici che ne abbiano bisogno.

Ecco di seguito alcuni esempi di realizzazioni:

https://mijndeelsite.pleio.nl/file/download/201048

Fico eh? La piattaforma è stata creta adattando la nota piattaforma Elgg, e ad oggi conta circa 31.000 utilizzatori nel Paese. Ecco un approfondimento e anche una presentazione con Prezi.

 

 

Che dici, Ernesto,  lo possiamo chiamare Civil Hacking? A quando qualcosa del genere anche da noi? Pensate ai risparmi in termini di riuso. E al salto di qualità che farebbero in media le amministrazioni.

apr
2

Valutare il social software: un webinar

Cari lettori, la webinar-mania sta crescendo dappertutto e come al solito voglio segnalarvi le cose che mi sembrano più interessanti. Stavolta si tratta di un webinar gratuito organizzato da Real story group (una società indipendente di ricerca in ambito di software aziendali e CMS) dedicato ai punti critici nei processi di valutazione delle tecnologie per la collaborazione (sembra una cosa da smanettoni ma non lo è, almeno non del tutto).

E’ programmato per il 10 aprile alle ore 18 (ora italiana). Il titolo è: Evaluating Collaboration and Social Software: Challenges and Best Practices e credo che ci sia davvero molto da imparare in questo campo

Buona visione a tutti :-)

feb
11

Sharepoint 2013 al microscopio

Per i tanti – e in numero crescente – professionisti alle prese con l’implementazione di una intranet con Sharepoint segnalo i materiale del webinar tenuto la settimana scorsa da StepTwo (seminario a cui ho tentato invano di partecipare: putroppo è stato raggiunto molto presto il numero massimo di ospiti) dedicato a “sharepoint 2013 per intranet e digital workplace”.

 

 
Se vi interessa sono disponibili anche le slide dell’intervento.
 

 
Buona visione :-)

apr
13

Un webinar su “Sharepoint e governance”

Da un po’ di tempo sono entrato nel tunnel dei webinar gratuiti che diverse società di consulenza propongono sulle intranet, i progetti enterprise 2.0 e le community.

Sono fatti in genere molto bene, focalizzati di volta in volta su aspetti specifici della materia. Un ottimo esempio di come farsi promozione onestamente attraverso contenuti di qualità.

Il prossimo, organizzato dalla Prescient digital di Toby Ward, è dedicato alla governance dei progetti Sharepoint. E’ previsto per il 24 aprile alle 18.30 (ora italiana).

Che dite, ci imbuchiamo?

gen
24

Creare social intranet con Drupal

Per chi fosse interessato ad aggiungere funzionalità social alla intranet usando software open  source segnalo Commons 2.0, il modulo di streamng di Drupal, rilasciato dai tipi di Acquia (ecco il link per il download).

Ovviamente dovete essere capaci di operare su Drupal :-)

Ecco il video screenacast

Il video screencast di commons

gen
23

Q & A senza barriere

Come ho detto spesso, l’uso dei sistemi di forum o micro-blogging per creare ambienti di domanda & risposta tra colleghi è uno dei più promettenti e produttivi:

  • perché chiedere qualcosa è tecnicamente facile;
  • perché le persone sono abituate a chiedere qualcosa ai colleghi;
  • perché chiedere qualcosa o dare una risposta è un’attività che riconoscono e per cui possiedono una rappresentazione che può essere portata online;
  • infine, perché l’atto di chiedere qualcosa, o di rispondere a una domanda di lavoro, non è  vissuto come una perdita di tempo da nessuno, neanche online.

Tutto bene dunque. Tuttavia a pensarci bene ci possono essere molte barriere psicologiche  nell’adozione di questi sistemi: le persone potrebbero pensare che la loro domanda sia stupida, o che farà perdere tempo agli altri, o che la risposta sarà aggressiva, o che in qualche modo la domanda non sia una “buona” domanda (chi fa formazione sa che questo succede anche in classe).

Insomma bisogna creare un buon clima anche per questo tipo di ambiente; per questo vi segnalo un post di  Scott Ginsberg in cui ci dà alcuni consigli per creare una ambiente favorevole alle domande.

E, se non avete ancora implementato alcun ambiente di Q & A nella vostra intranet date un’occhiata a Coordino, un sistema open source per creare in intranet un sistema di Q & A simile alla nota piattaforma per smanettoni StackOverflow.

Oppure a OSQA, un altro sistema open source con funzionalità simili.

Ok, vi ho segnalato qualche risorsa per abbattere le barriere culturali e vi ho segnalato qualche altra risorsa per abbattere le barriere tecnologiche.

Che dite, ce la facciamo questa volta?

gen
20

Ombud, la piattaforma social per valutare le altre piattaforme

Ok, se per valutare la piattaforma che ci serve per le nostre attività aziendali decidiamo di non affidarci ai roboanti report di Forrester del post precedente, cominciano a emergere un po’ di problemi, legati più che altro alla immensa varietà di scelte che abbiamo a disposizione.

Possiamo aiutarci con il noto CMS matrix, o con l’analogo Wiki Matrix nel caso di tecnologie wiki, o con la nota directory dei software Capterra. Sono tutte interessanti applicazioni che consentono di filtrare le piattaforme in base a tantissime caratteristiche.

Ma oggi esiste anche un’altra piattaforma, Ombud, che consente la valutazione sociale aggregata dei prodotti enterprise. Al momento sono mappati circa 200 prodotti e le cose cominciano a farsi interessanti. Si possono vedere le schede dei prodotti, dare commenti e feed back, e comparare le funzionalità.

scheda prodotto ombud

 

Esperimento ancora in fieri, ma davvero molto promettente.

gen
18

L’onda di Forrester sul pianeta Terra

Ogni tanto arriva dall’iperspazio qualche società di consulenza internazionale che ci dice quali sono i software migliori in circolazione per gestire i contenuti aziendali. E’ il caso di Forrester, un’azienda che vive su Marte e che ogni tanto sforna i suoi mitici report.

Uno degli ultimi, relativo ai sistemi di Enterprise content management (ECM), ha il roboante di titolo di “the Forrester wave: Enterprise content management Q4 2011“.

Ora la mia domanda è semplicemente questa: perché nelle parti “fighe” di questi report (quelle in alto a destra per intenderci) devo sempre trovare prodotti che, quando me li ritrovo installati nelle aziende, suscitano, nel migliore dei casi, moti di ribrezzo nella maggior parte dei dipendenti?

Schema forrester ECM 2001

Le risposte possibili che mi sono dato per spiegare lo scarto valutazioni teoriche e esperienza quotidiana sono le seguenti:

1) il software è buono, ma in azienda è stato implementato male (da società di consulenza simili a Forrester)

2) il software è buono, ma per fare un’altra cosa rispetto a come viene usato (m siccome il software stava nel quadrante alto lo abbiamo preso lo stesso)

3) il software è “troppo” buono, e mentre ai dipendenti servono 3 cose lui ne fa 300 (e le 257 inutili sono tutte in primo piano rispetto alle 3 che servono)

4) il software è buono, funziona bene, ma si innesta su processi aziendali noiosissimi, e le persone associano la noia al prodotto, e non al processo (ok, questa è seria)

5) il software è buono ma solo in America

6) i Vendor pagano Forrester pr finire in questi report marziani

7) Ormai hanno messo quei nomi e si vergognano a toglierli.

Se vi interessa qui trovate il PDF da scaricare.

gen
5

Anche Ibm ci prova col co-editing

La necessità di co-editare i documenti è una delle più frequenti in ambito lavorativo, e una di quelle dove i sistemi online spesso si scontrano con un muro fatto di abitudini consolidate e di diffidenze il più delle volte ingiustificate.

Oggi scopo (in un articolo fin troppo celebrativo) che Ibm sta tentando una sua strada verso il co-editing a livello aziendale, con la piattaforma Lotus live. L’evoluzione rispetto ai sistemi come Google docs è notevole, almeno guardando la demo.

 

dic
23

Il modellatore di intranet (con Sharepoint)

Per chi volesse cimentarsi con la creazione di wireframe relativi ad un progetto intranet con Sharepoint, segnalo lo sharepoint modeler, messo a disposizione da IntranetFactory.

Una volta registrati potete accedere al tool di disegno e creare i wirerame componendoli con le tante webpart già a disposizione.

Non è semplicissimo, almeno all’inizio, ma poi ci si fa la mano.

wireframe intranet con sharepoint

dic
23

Monitorare la intranet? Rendetevi la vita facile

In questo divertente post Ellen van Aken racconta come la sua esigenza di avere un buon sistema di statistiche per la intranet sia diventata, in mano ai consulentoni dalla slide facile, un mega progetto costosissimo che alla fine ha partorito un topolino.

il consiglio finale è di accontentarsi, quando non ci siano esigenze particolari ben definite, dei sistemi di statistiche nativi.

E se questi sistemi non ci sono? Io ho cominciato a utilizzare, per le staistiche di uso delle intranet, Piwik, un sistema open source (ovviamente da installare sul server interno e configurare) e mi trovo bene: non ha pretese, ma la maggior parte delle esigenze che emergono internamente non sono certo pretenziose.

Ecco l’articolo, intitolato “KISS: Keep Intranet Statistics Simple“.

dic
17

Cisco ci prova con Quad

Confesso che fino ad oggi Cisco per me ha significato solo una cosa: un aggeggio installato sul mio PC (il silente e misterioso “Client Cisco”) che mi permette di collegarmi in remoto con alcune intranet che seguo. Ok, so che è un’azienda hi tech, legata ai router e così via ma, insomma, non l’avevo mai legata ad applicazioni social di collaborazione.

Da qualche mese si è invece proposta anche come fornitrice di una piattaforma, Cisco Quad, che mi ha davvero colpito, come può essere colpito qualcuno che guarda delle funzionalità senza usarle veramente, come nel caso delle demo. Peraltro l’azienda ha lanciato la piattaforma dopo averla sperimentata con success al suo interno, come è raccontato, tra gli altri, da Toby Ward.

http://www.intranetblog.com/wp-content/uploads/2011/11/cisco-quad-intranet-messaging-2011.jpg

 

La cosa che mi ha maggiormente colpito della piattaforma è la sua capacità di integrare i sistemi di comunicazione con il sistema di networking: ad esempio passando con il mouse su di un nome appare un pop up con i dati essenziali della persona e la possibilità di accedere subito alle forme di comunicazione possibili, sincrone e asincrone.

 

Qui trovate il caso di studio relativo all’uso interno in Cisco. Riuscirà ad imporsi anche in italia in qualche progetto di community? Vedremo. In genere sono refrattario a parlare di piattaforme in sé, ma in questo caso ho fatto un’eccezione perché mi sembra davvero promettente.

 

ott
5

Il microblogging interno tra fantasia e realtà

E’ uscito recentemente un bell’articolo di Catherine Grenfell dedicato al microblogging interno e alle sue tante implicazioni e conseguenze. Vi consiglio di leggerlo perché affronta diversi temi legati a questo tipo di tecnologie in azienda.

Ci sono in effetti tanti aspetti da considerare, che si trasformano in altrettante domande: è bene lasciare che le persone usino liberamente queste piattaforme o  il loro uso va regolato?  E se va regolato in che modo è utile farlo per evitare che l’iniziativa venga ignorata? Quali sono le funzionalità in più necessarie a trasformare queste piattaforme in strumenti utili all’attività lavorativa? La crescita va sostenuta da una qualche forma di community management? Sono strumenti adatti a tutti i contesti?

Le domande potrebbero proseguire, ma leggendo alcuni casi, ad esempio il caso (interessante) dell’uso di Yammer in Capgemini o di quello sull’introduzione di Yammer tra gli impiegati di Ragan, alcuni elementi cominciano a chiarirsi, dando degli abbozzi di linee guida.

 

Che utilizziate strumenti commerciali come Yammer o il recente Tibbr (su quest’ultimo ecco un approfondimento di Ross Dawson) oppure strumenti open source come Elgg o Identi.ca (su quest’ultimo ecco un approfondimento) ci sono alcune regole di base che stanno emergendo e che alcuni tra articoli che ho citato definiscono piuttosto chiaramente. Proviamo ad elencarle:

- Integrazione LDAP: la piattaforma deve essere integrata facilmente con i sistemi di directory aziendali, sia per le questioni di autenticazione sia per le profilazioni nello streaming di publishing

- Tassonomie: la libertà e la facilità di  publishing dovrebbe poter essere compensata con un sistema tassonomico flessibile ma definito a monte, che permetta alle persone di pubblicare e iscriversi a streaming differenziati a seconda degli interessi professionali. Guardate i “channels” nello screenshot che ho pubblicato sopra.

- Policy: vanno definite in modo chiaro, così da indirizzare il tipo di comportamenti che si svolgeranno online tra i colleghi nei contenuti, nello stile, nelle possibilità offerte (ad esempio quella di aprire un nuovo gruppo).

- Notifiche: vanno utilizzate in modo intelligente le possibilità di notifica via email, sia dei post che degli eventuali digest per chi vuole collegarsi solo saltuariamente.

- Lavoro con i champions: vedendo i casi pubblicati è chiaro che vi sarà una differenziazione di comportamenti tra i colleghi: solo il 5% sono in media utenti attivi, mentre la maggior parte restano, in genere, spettatori. Ok, no problem, va bene anche così, ma ricordiamoci di coinvolgere e valorizzare i colleghi più attivi e di fargli fare da apripista.

- Uso da parte del management: il management dovrebbe essere in prima fila nel promuovere questo modo di condivisione.

Credo che questo tipo di tecnologia diventerà, almeno in una forma base (come semplice piattaforma SaaS) uno standard nei progetti e nelle piattaforme enterprise dei prossimi anni. Ed è bene attrezzarci fin da subito per capire che cosa possiamo e che cosa non possiamo aspettarci.

set
28

Rischi e vantaggi di Sharepoint 2010: un white paper

Mark Morrell, attivo intranet manager di BT, ha scritto un white paper di 12 pagine basato sulla sua esperienza con Sharepoint 2010. Non l’ho ancora letto, ma intanto ve lo segnalo. Buona lettura.

set
13

Pillole di Alfresco

Tanto per continuare sull’argomento CMS & affini, vi segnalo questa presentazione (ovviamente autopromozionale) che illustra i benefici dell’integrazione di due sistemi open source, ovvero Liferay e Alfresco, due piattaforme che in genere vanno a braccetto come Stanlio e Ollio. Insieme possono costituire una valida alternativa open source a piattaforme per portali intranet molto più blasonate.

E tanto per non dimenticarci mai dell’aspetto irrazionale, per non dire schizofrenico, con cui a volte vengono affrontate queste scelte vi segnalo un bell’articolo di Janus Boye sulle 8 caratteristiche di un CMS che i clienti vogliono ma che poi non usano.