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nov
4

Intranet management in pratica, il mio corso il 15 dicembre a Roma (e molto altro)

Scusate se vi assillo con le mie segnalazioni in parte autopromozionali, ma voglio davvero segnalarvi due bei progetti (al di là della mia presenza), entrambi legati al tema della user experience e dello user experience design.

Il primo, a Roma, nasce  dalla vulcanica mente di Stefano Dominici, si chiama UX university e vuole colmare un vuoto legato alla formazione su questi temi. Propone corsi brevi a molto pratici, focalizzati su singoli temi. Il 15 dicembre parte anche il mio corso “Intranet management in pratica”, e sul sito trovate tutte le informazioni.

Il secondo progetto, a Milano, è più ambizioso ancora, ed è organizzato dagli amici di Architecta:  si tratta del primo master italiano in Architettura dell’informazione e user experience design, presso lo IULM di Milano. Anche qui troverete una mia lezione,  verso maggio 2015.

Insomma, non avete più scuse per non saperne nulla :-)

ott
24

La tortuosa job description dell’intranet manager

Lo ripeto sempre nei miei corsi: l’intranet manager è innanzitutto un mediatore culturale tra le diverse anime dell’azienda e le varie culture interne (IT, comunicazione, design, HR, Organizzazione, Project management eccetera). La cosa è confermata indirettamente anche da un post di James Robertson uscito ieri e intitolato “Five hats for global intranet teams” (il post si riferisce però all’intero team di una intranet).

Se le cose stanno così (e stanno così) è comprensibile che trovare la persona giusta sul mercato sia un’impresa sempre difficoltosa, dato che in genere manca sempre “qualche pezzo” che permetta di comporre la figura perfetta.

 

Intranet manager job description

Il blog di Thougtfarmer ci viene in aiuto in questo senso, fornendoci due esempi di job description per il perfetto intranet manager. Come vedete si tratta di una miscela di competenze piuttosto eterogenee, ma così va la vita. Buona ricerca a tutti!

lug
16

Di cavalli che diventano cammelli

A volte i progetti sulla intranet si modificano strada facendo a causa dello scontro di interessi contrapposti. Il risultato di compromesso che ne viene fuori è spesso una mediazione che non accontenta nessuno, tantomeno i poveri e ignari utenti; ai quali, anzi, vengono presentate queste inspiegabili “soluzioni” frutto di bizantinismi insondabili e che i malcapitati sono in genere costretti ad archiviare come “l’ennesima cazzata”. Succede spessissimo nei siti della PA e succede, purtroppo spesso, nelle intranet.

Tutto questo è ben raccontato dal buon Luke Oatham, intranet manager al Ministero di Giustizia britannico, in un divertente e amaro post intitolato: System status and vanity intranet pages.

Qual è il problema? Provo a riassumerlo per punti:

  • Luke si accorge che sarebbe utile riportare un alert in intranet sulle applicazioni che non funzionano in quel momento, in modo da eviare chiamate verso IT (all’interno hanno circa 230 applicazioni);
  • disegna lo schema di una semplice pagina, che riporta, in modo dinamico, l’elenco dei sistemi che in quel momento non funzionano (in genere 4 o 5 ogni giorno), con un colore rosso;
  • il dipartimento IT non è d’accordo, perché così si evidenziarebbero solo le cose negative (e ciò non è bello);
  • perciò il reparto IT disegna una pagina diversa, che riporta tutte le 230 applicazioni, in modo che le lucine “verdi” siano di più di quelle “rosse”;
  • ma in questo modo la pagina diventa una specie di “control room” della NASA, e poi non si capisce a quali casi d’uso dovrebbe rispondere una pagina che mi dice “cosa va bene”, visto che sulla pagina ci si dovrebbe andare solo quando qualcosa “va male”; in caso contrario, ovviamente, le persone usano le loro applicazioni senza porsi alcun problema (e senza andare preliminarmente a vedere “se funzionano”);
  • ma IT dice che secondo i loro studi questo corrisponde ai bisogni degli utenti (?!);
  • il risultato di compromesso è una pagina che riporta le 30 applicazioni più usate con a fianco una luce che può essere verde, rossa o “ambra”.

E io cosa faccio se l’applicazione che sto usando non è tra quelle 30? E se l’applicazione è color ambra? Ma lo scopo non era ridurre le chiamate verso IT? Pazienza.

Questa storia simpatica racconta molto su come funzionano le organizzazioni, su quale (purtroppo) sia, molto spesso, il ruolo di IT al loro interno, su quale sia il reale peso degli interessi degli utenti in un progetto web.

E tutte le volte che vi capita di vedere qualcosa del genere in un’applicazione interna, ovvero scelte incomprensibili che cozzano contro il buon senso di chiunque (che poi è il buon senso tout court), sappiate che 9 volte su 10 si tratta del famoso cammello, che, come è noto, è un  “cavallo disegnato dal gruppo di lavoro”.

Il gruppo di lavoro che litiga.

dic
28

La difficile arte dell’intranet content manager

Chi si occupa di contenuti per la intranet, che questa sia sociale o no, ha di fronte a se un lavoraccio quotidiano: trovare risorse, rendere presentabili risorse altrui, aggiornare testi e documenti, trasformare il formato di contenuti originari in qualcosa di digeribile e così via.

Ma allo stesso tempo deve gestire l’aspetto umano e organizzativo della questione: deve farsi dare contenuti da persone di altri settori, gestire i problemi della redazione distribuita, fare rispettare standard e policy editoriali, contattare IT per tutti i malfunzionamenti e i fine tuning tecnologici, riportare ai manager.

E molto, molto altro. Oltre a celebrare questo mestiere (a volte dileggiato da colleghi che entrano nella tua stanza con un sorrisetto che dice tra le righe “qui state giocando”) vorrei oggi segnalare alcune risorse pescate in giro che affrontano da diversi punti di vista questa attività.

Ad esempio Malcom Davidson, un web writer inglese, spiega in questo post come non sia possibile, ma neanche desiderabile, ottenere una “voce unica” in ciò che viene scritto per intranet. Per varie ragioni ciò che viene pubblicato è sempre molto eterogeneo, affidato a sensibilità diverse che non sempre rispettano gli standard. Ma in intranet possiamo fare a meno di queste sottigliezze.

Tuttavia la buona scrittura è una competenza che dovrebbe essere diffusa tra tutti i publisher: ecco un post che spiega come fare buoni titoli per intranet e un altro, molto interessante, che fornisce qualche consiglio per chi organizza corsi di scrittura tra i redattori intranet.

Una delle tante attività del content manager è quella di pubblicare o editare documenti: ecco qualche consiglio da Janice Redish, tratto dal suo libro “Letting go of the words“, su come gestire i PDF, una delle tanti croci che affliggono i content manager. In particolare vi segnalo il punto in cui l’autrice specifica come dare due versioni, una in PDF e una in una sere di pagine html, sia a volte la soluziojne preferibile (ad esempio per il contratto di lavoro).

 

figure 5-14

 

Un’altra risorsa interessante è questo post che spiega come le narrazioni siano un contenuto fondamentale per le intranet. L’autore lo ha capito conversando con il CEO di un’azienda, il quale gli ha confidato che per capire che cosa succede in azienda la cosa migliore è chiederlo ai fumatori: sono infatti quelli che più si raccontano storie mentre sono in cortile a fumare. La morale della storia è che tutto quello che riesce a “mimare” questo strato narrativo è il benvenuto in intranet.

Infine, un articolo che non riguarda direttamente le intranet ma che spiega bene quali elementi considerare per creare un buon content mix in un progetto web.

 

Buona lettura (e scrittura).

dic
23

Monitorare la intranet? Rendetevi la vita facile

In questo divertente post Ellen van Aken racconta come la sua esigenza di avere un buon sistema di statistiche per la intranet sia diventata, in mano ai consulentoni dalla slide facile, un mega progetto costosissimo che alla fine ha partorito un topolino.

il consiglio finale è di accontentarsi, quando non ci siano esigenze particolari ben definite, dei sistemi di statistiche nativi.

E se questi sistemi non ci sono? Io ho cominciato a utilizzare, per le staistiche di uso delle intranet, Piwik, un sistema open source (ovviamente da installare sul server interno e configurare) e mi trovo bene: non ha pretese, ma la maggior parte delle esigenze che emergono internamente non sono certo pretenziose.

Ecco l’articolo, intitolato “KISS: Keep Intranet Statistics Simple“.

lug
2

Uno spiraglio nel firewall

A chi non l’avesse ancora fatto suggerisco di iscriversi al Worldwide Intranet Challenge (WIC), un gruppo su Linkedin promosso dal vulcanico Andrew Wright e dedicato interamente ai temi riguardanti le intranet; raccoglie moltissimi specialisti internazionali della materia, le discussioni sono molto pertinenti e avete modo di entrare in contatto con temi e problemi comuni in tutto il mondo.

Credo che nel nostro campo ogni iniziativa del genere sia una boccata d’aria fresca: dobbiamo cominciare a fare rete in tutti i posti disponibili, perché le intranet e i progetti Enterprise 2.0 stanno dietro i firewall aziendali e questo rende le cose molto, molto più complicate.

Tra le ultime segnalazioni del gruppo vi evidenzio la discussione riguardante il design della home page e quella sulle applicazioni killer della intranet. Inoltre qualche giorno fa Kevin Cody ha segnalato un PDF dedicato ai fallimenti dei progetti intranet. Potete scaricare il PDF da qui.

Buona lettura e buona iscrizione :-)

mag
26

Barcamp innovatori P.A.: ariecchime

Grazie al buon Gigi e ai ragazzi di theblogTV abbiamo anche i video delle interviste al Barcamp della P.A.

In questa ci sono anche io (sono decisamente sovraesposto mediaticamente in questo periodo). L’argomento non ve lo dico ma ve lo potete immaginare (purtroppo non è che mi capiti spesso di parlare d’altro in pubblico…)

mag
20

Intranet manager: un cocktail di attività

Ho parlato spesso del mestiere dell’intranet manager, mestiere che si è arricchito con l’arrivo dei social media, senza tuttavia cambiare in sostanza la sua fisionomia (alcune cose che ho scritto a riguardo le trovate qui, qui, qui, qui, qui )

Ora i ragazzi di CRM TV ne hanno ricavato un breve video, nel quale appare anche il sottoscritto

Giacomo Mason immagine intervista

feb
1

Che cos’è una intranet?

Qualcuno vuole aggiungere qualcosa a questa definizione di intranet di Richard Dennison? Io in genere comincio sempre le mie lezioni con questa domanda. Che per me resta aperta. Ma sono voltuto sare al gioco.

gen
28

TLC in presa diretta

Per chi è interessato all’introduzione delle nuove tecnologie e delle intranet in aziende di telecomunicazioni vi segnalo il blog Inside out di Richard Dennison, che racconta le esperienze quotidiane di un intranet manager in BT.

E per oggi proprio nun posso fà deppiù….-)

Ciao

gen
16

Lettera aperta al futuro intranet manager

Caro neo-laureato, che a volte mi scrivi per chiedermi consigli e che ti domandi, tu che hai studiato Scienze politiche, Lettere moderne, Sociologia, Filosofia eccetera, che ti domandi, dicevo, che cacchio di lavoro potrebbe mai essere quello di occuparti di intranet aziendali e se non sarebbe alla fine uno snaturamento e un ripiego rispetto al tuo talento e alle tue competenze.

Tu che hai combattuto mille battaglie e che vuoi dare il tuo contributo in questo Paese, tu che non sopporti quello che vedi in giro e che pensi che se andrai a lavorare in un ufficio comunicazione interna ti venderai al nemico.

Ho scritto questa lettera per te, per farti capire i vantaggi e le possibilità che offre occuparsi di intranet nella tua vita.

E’ un’esperienza che capita spesso agli umanisti (ed è capitata anche a me) quella di dover affrontare il mondo professionale legato al web e di pensare che sia una cosa da ingegneri o da informatici smanettoni, e poi scoprire che questo mondo ha tanti lati e che ciascuno può, un po’ magicamente, trovare una sua collocazione.

Questo è tanto più vero nel caso delle intranet, nella quali aspetti di comunicazione, informatica, design, gestione Risorse Umane, organizzazione del lavoro, community management, giornalismo, tendono a collassare (ed è per questo, caro neo-laureato, che è così raro trovare persone che sappiano portare avanti progetti di questo tipo: manca sempre qualche pezzetto).

Personalmente credo che questo tema sia destinato a crescere nei prossimi anni, ovviamente modificando progressivamente la sua fisionomia: le intranet del 1999 non sono le intranet di oggi e alcuni fenomeni esterni legati alla Grande rete influenzano anche le scelte che vengono fatte all’interno delle aziende.

E’ insomma un tema in grande fermento, e può essere un’ottima scelta per vari motivi:

1) E’ una palestra di project management. Gestire un progetto intranet richiede il coordinamento contemporaneo di diverse competenze, lo svolgimento in parallelo di diverse attività, la gestione di risorse umane, organizzative ed economiche. E’ quindi una crescita in ogni caso.

2) E’ facile valorizzare il proprio sapere e il proprio talento. Ci sono molti aspetti: applicativi, giornalistici, grafici, comunicativi, di relazione, di valorizzazione delle persone, di organizzazione. E’ quindi facile ritagliarsi un ruolo che rispecchi le proprie inclinazioni.

3) Costringe ad aggiornarsi. Non è possibile occuparsi di intranet se non ci si tiene costantemente aggiornati su vari versanti, dal web marketing alla sociologia del lavoro. E’ quindi un tema che, volenti o nolenti, ci tiene sul mercato.

4) Ci si misura con la parte più avanzata dei modelli organizzativi. Sempre di più il tema delle intranet si fonderà con quello dell’organizzazione del lavoro e dei nuovi modelli di azienda. Occuparsi di intranet significa allora affrontare di petto il tema del cambiamento organizzativo e quindi degli aspetti “hard” dell’attività aziendale.

5) Gli investimenti stanno crescendo. Sempre più aziende decidono che è arrivato il momento di passare ad intranet o di ristrutturarla. Certo, loro magari usano altri termini, ma il succo è lo stesso. Ed è necessario che ci siano persone che sanno come fare, perché è finita l’epoca in cui con la supercazzola ce la si cavava in qualche modo.

6) Gli oggetti di confine sono interessanti. Occuparsi di intranet ti dà modo di occuparti di molti “oggetti di confine” che sono a loro volta molto interessanti. Ne cito alcuni:

– L’-e-learning
– Il knowledge maangement
– L’e-commerce
– La Qualità interna
– Il giornalismo
– Il marketing e la pubblicità
– L’ergonomia cognitiva
– La sociologia del lavoro

7) E’ più facile sperimentare. Al contrario che in altri settori, maggiormente maturi e strutturati, su intranet c’è molta più possibilità di sperimentare e mettere alla prova le proprie idee. Cambiare le abitudini di un ufficio stampa o di un settore Relazione Esterne può essere relativamente difficile e frustrante. Fare passare l’idea di un blog interno, tanto per fare un esempio legato all’attualità, può essere relativamente più facile. Anche se non facilissimo (vedi punto successivo).

8) E’ una battaglia culturale. Il tema della intranet, che lo si voglia o no è un tema di frontiera e chiunque lo affronti sa che dovrà combattere.  Ma è anche uno dei terreni più promettenti per combattere una battaglia culturale nelle organizzazioni. Una battaglia per dare valore alla conoscenza, per valorizzare i talenti, per aumentare l’autonomia e la responsabilità individuale, per abbattere le gerarchie, per eliminare le “caste”. Intranet non è solo un argomento da ingegneri del software, ma un modo pratico e incisivo con il quale le nuove generazioni possono assolvere il loro compito storico, che è poi il compito di ogni generazione: uccidere i propri padri.

E i nostri padri, nelle aziende di oggi, si chiamano gerarchia, nepotismo, immobilismo, paura.

In bocca al lupo per tutto.

Ciao.

gen
7

Internal blogging rules

Toby Ward ha raccolto in giro un po’ di policy per il corporate blogging. elenca alcune di esse in modo esplicito

  • No all’anonimato. Ogni post deve avere il nome dell’autore, con un link alla sua mail
  • Ci vuole una frase che dica che il blog e i suoi contenuti sono frutto del punto di vista della persona e non solo e non necessariamente dell’impiegato.
  • Nel footer del blog ci deve essere un link alle policy relative alla privacy e alla confidenzialità delle informazioni, con implicita adesione di tutti
  • Ogni impiegato dovrebbe avere il consenso preliminare del suo capo per mantenere il blog
  • Il rispetto reciproco per la compagnia, i suoi clienti e impiegati è un fattore critico e dovrebbe riflettersi in quello che viene scritto
  • No al linguaggio insignificante: sviluppate una guida di stile che dia le linee guida rispetto al tono da usare (per esempio: professionale, ufficiale, conversazionale, senza gergo tecnico, ecc)

Ok ok, credo che alcune di queste siano discutibili, ed è anche vero che questi set di regolette per il corporate blogging stanno crescendo come funghi, ma è certo che, anche per il blog interni, una policy purchessia sia necessaria.

Quale potrebbe essere? Proviamo a elencare alcuni punti

- Se fai un blog interno ogni post avrà un link alla tua scheda sul cercapersone. Sei rintracciabile in ogni momento e tutti sappiamo chi sei.
- Se fai un blog interno spiega esattamente qual è il suo scopo, i suoi confini organizzativi, le sue modalità. Sia che parli di arti marziali perché sei un appassionato o del nuovo prodotto che segui come professional del marketing, comunque spiegalo fin da subito.
- Se fai un blog interno ti impegni ad aggiornarlo con regolarità, a fronte delle novità che capitano.
- Se fai un blog interno ti impegni a rispondere ai commenti dei colleghi. Anche quelli idioti, anche quelli di quelli che tu (e solo tu) reputi dei cazzoni.
- Se fai un blog interno avvisa i tuoi lettori che offese, illazioni e sarcasmi da quattro soldi potranno essere brutalmente cancellati. Siamo in azienda e siamo qui per collaborare. Se qualcuno vuole fare a botte, c’è il cortile esterno. Se qualcuno vuole
- Se fai un blog interno ti impegni ad essere completo: non solo testi ma anche foto, documentazione di progetto e tutto il materiale a supporto. Magari per te sono cose scontate, ma per i tuoi colleghi no
- Se fai un blog interno e qualcuno vuole partecipare come autore tu lo accetti con gioia e non ti metti a fare lo snob. Capito?
- Se fai un blog interno ti impegni ad usare un linguaggio adeguato al tuo pubblico di riferimento: se sono dei tecnici che appartengono alla tua tribù puoi usare il tuo gergo specifico, se sono un pubblico più vasto cerca di non usare gergo tecnico incomprensibile.
- Se fai un blog interno cerca sempre di specificare se quello che dici è un tuo punto di vista, da semplice collega o appassionato, o una posizione ufficiale dell’azienda. Se sei delle Risorse Umane e mi dici che quest’anno il budegt per la formazione si è ridotto, vogliamo sapere se è una voce di corridoio o un dato ufficiale.
- Se fai un blog interno ti impegni ad essere il più possibile trasparente e sincero verso le informazioni che dai sui progetti o le novità interne all’azienda che pubblichi. Se le cose fanno male lo dici, se le cose vanno a rilento ci spieghi perché. Eccetera.
- Se fai un blog interno e ti metti a fare polemiche con i colleghi lettori invece di aiutarli o a trattarli da idioti perché non ne sanno quanto te, la redazione ti chiude il blog senza che tu te la prenda
- Se fai un blog interno e a nessuno frega niente di quello che dici, la redazione ti chiude il blog senza che tu te la prenda.

dic
5

Quando il Wiki interno lo deve usare la mamma

Questo articolo, scritto da un dipendente, racconta come stanno andando le cose con il il wiki della Janssen-Cilag, di cui si è parlato recentemente.

Leggetelo con attenzione, perché racconta in prima persona i problemi e le sfide che si trova ad affrontare un’organizzazione reale alle prese con un sistema ad alto tasso di apertura e collaborazione come il Wiki.

Alcuni dati:

solo il 70% delle persone ha contribuito (e mi sembra comunque tanto)
l’80% delle pagine ha un solo contributore.

Il problema , insomma, sembra essere questo: il wiki è vissuto alla fine come una intranet tradizionale, nella quale c’è chi pubblica e chi legge. Inoltre, sembra ci sia una certa resistenza a pubblicare qualche cosa che non sia “finito”: le persone hanno resistenze a pubblicare work in progess.

Infine, c’è un problema di usabilità e il fatto che molti dicano di non aver tempo per pubblicare ha alle spalle una difficoltà d’uso percepita.

Ci sono comunque dei fatti positivi: le news, i progetti e le idee contenute nel wiki hanno nel tempo conquistato credibilità presso i dipendenti. Ma si tratta comunque di un utilizzo che rispecchia una mappa mentale degli utenti legata ancora in modo stretto ad una mentalità non apertamente collaborativa.

Guardate, questi sono problemi seri. Tuttavia il simpatico autore dell’articolo non vuole perdersi d’animo, e il gruppo di lavoro sta cercando di trovare delle soluzioni per favorire un accesso più semplice (ad esempio single sign-on e editnig immediato e facile) e incentivare la partecipazione.

Tra l’altro nell’articolo è presente il primo esempio di twitter interno (ebbene si), che è adesso in beta testing.

twitter_interno

Ecco due brani dall’articolo

“Il successo è determinato da quello che fai, non da quello che hai l’opportunità di fare. Implementare un wiki non è un successo, costruire un’organizzazione che prenda decisioni collettive e scriva contenuti in modo collaborativo lo è. La tecnologia può creare opportunità per cambiare il comportamento e allontanare il discorso da scuse (“è troppo difficile”) e ragioni (“è troppo rischioso”).”

“La formazione all’uso dei sistemi è importante, ma solo dopo che abbiamo fatto il possibile per creare un design a “zero training”. In un’intranet, l’utilizzatore finale è una persona come la tua mamma: disegnala pensando a lei!”

Che dire? In bocca al lupo ai questi ragazzi…

apr
20

Il ROI delle intranet? Eccolo.

Volete la prova che state lavorando bene e che state creando contenuti interessanti sulla intranet? Potete stabilire complicatissime metriche, ma la prova più certa e immediata è l’arrivo in rerdazione di mail come questa:

“Visto l’avvicinarsi della pensione mi chiedevo se è possibile da casa accedere al sito e continuare a seguire e interagire quanto di interessante state facendo. Complimenti e buon lavoro.”

apr
6

La roadmap di Intranetmanagement

Credo che, ogni tanto, si debba postare anche qualche cosa che giustifichi l’esistenza di questo spazio e il tempo che i suoi lettori generosamente gli dedicano.

E’ il caso di questa Roadmap che ho appena creato in vista di un progetto intraent che dovrò seguire totalmente dall’inizio. Ci sono, come è noto, precedenti illustri e questa roadmap ne tiene conto (così come tiene conto delle indicazioni di Nielsen). Ma è tuttavia rielaborata in modo originale, secondo la mia esperienza e la mia personale visione delle cose.

In essa trovate descritte tre dimensioni progettuali che corrono in parallelo: organizzazione, contenuti, tecnologia. Chi mi segue da un po’ di tempo sa bene che per me queste sono le tre macro-variabili da considerare in un porgetto intranet.

La roadmapa è oganizzata un po’ come le linee della metropolitana:

Linea azzurra: organizzazione

Linea rossa: contenuti

Linea verde: Design e tecnologie

In orizzontale trovate descritti alcuni strumenti o output da considerare. Le linee tratteggiate aiutano a scandire la dimensione tempoarle e i rapporti reciproci fra le tre dimensioni.

Intranet_roadmap

E’ ovvio che ciascun item della mappa ha una sua precisa dinamica e molto aspetti specifici da considerare (alcuni dei quali, a dire il vero, assai elaborati). Tuttavia, vista dall’alto, la mappa contiene (credo) quantomeno tutte le variabili e gli aspetti del progetto e vi potrà aiutare a costruire una intranet dall’inizio: dalle timide riunioni iniziali fino al suo lancio in “pompa magna”. Potete anche scaricare il PDF da qui.

Spero che possa esservi utile e, siccome mi è costata almeno tre miliardi di neuroni, aspetto fiducioso un vostro feedback…

:-)

mar
4

Intranet manager? Un lavoraccio, parola di Steptwo

Un bel paper, sul sito australiano steptwo, dedicato ai ruoli e responsabilità principali dell’intranet manager “medio”. Il paper elenca due tipi di ruoli:  Strategici e operativi. Vale la pena riportare i ruoli e le funzioni operative per intero

Contenuti

  • Scrittura, creazione, mantenimento, verifica, revisione, migrazione da altri sistemi da altri sistemi e meta dati.
  • Coordinare l’aggiornamento dei contenuti che arrivano da più parti.

Tecnologie

Responsabilità di coordinamento di grafici, sviluppatori HTML e di altre tecnologie web avanzate

CMS

Seleziona, implementa , controlla, gestisce e testa gli aggiornamenti del Content Management System, adattandoli alle esigenze specifiche

Comunità distribuita dei redattori

  • Supporto, addestramento, consigli, costruzione delle professionalità
  • Trovare i nuovi fornitori di contenuti e autori.

Analisi dei bisogni

Normali attività di rilevazione, sessioni di usabilità, stimolatore di cambiamenti migliorativi.

Design

  • Architettura delle informazioni
  • Layout delle pagine,
  • Design dei menabò

Policy

per la creazione, l’impaginazione, i processi di approvazione i workflow e controllo, i contenuti della hme page.

Contratti con i fornitori

controllare, negoziare ed implementare.

Day by day

Progettazione ed amministrazione quotidiane delle mansioni.

Gestione progetti

progettazione, amministrazione ed esecuzione delle iniziative Intranet.

Gestione del team

Bisogni quotidiani delle persone, sviluppo, recruiting, formazione.

Metriche di uso dell’intranet

Analisi degli usi e delle tendenze sul sito, rivedendo contenuti e qualità.

Ecco l’articolo. Da leggere attentamente (è anche scaricabile in PDF)

gen
9

Contro il neo-determinsimo tecnologico

Ma perché la discussioni che vorrei si sviluppassero sul mio blog attecchiscono invece sempre nei blogghe dell’altri?

Mistero. Ad ogni modo, vi invito a seguire questa discussione (post e commenti) perché credo che sia istruttiva. Le posizioni mi sembrano abbastanza composite ma chiare. Personalmente ripeto quello che ho sostenuto lì, ovvero: non credo al potere salvifico delle tecnologie in quanto tali, ancorché tecnologie 2.0.

Certo, devo ammettere che un wiki, rispetto ad un mega-portale, consente una maggiore “flessibilità interpretativa” da parte delle comunità di utilizzatori, ma il punto non è questo. Il punto è che a essere deterministi, con la tecnologia, si rischia di fare veramente i conti senza l’oste.

dic
29

Intranet e politica (interna)

Un bell’articolo di Toby Ward su intranet e politica. Politica interna, ovviamente, quella continua guerra di posizione tra i vari settori che spesso succhia più energia della produzione stessa. Questa situazione esplode rapidamente con una intranet, che riguarda tutti i settori dell’organizzazione.