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Feb
7

Creare contenuti per intranet: una mini guida da scaricare

Come tutti ormai sappiamo creare contenuti per la intranet (news, avvisi, pagine informative, segnalazioni, guide, FAQ ecc) è una di quelle attività un po’ prosaiche e routinarie, ma che nel lungo periodo assicurano utilità e continuità di accesso a questo strumento.

Per questo è molto importante darsi e dare a tutti i redattori distribuiti degli standard di scrittura e di editing,  attraverso guide, manuali, tutorial e sessioni formative. Anche se queste guide e questi standard coincidono per lo più con i buoni standard di scrittura professionale e di editing per il web, ogni tanto escono dei prodotti specifici e oggi voglio segnalarvi una bella mini guida per creare contenuti per intranet, redatta in tandem da Sam Marshall e da Wedge.

 

Writing guide collage

Dovete solo lasciare nome e mail per ottenere il link da cui scaricare la guida. Buona lettura a tutti.

Mag
14

Scrivere nei social media: i miei appunti

Vi segnalo solo alcuni appunti che ho pubblicato ieri su Slideshare relativamente alla scrittura professionale nei social media (blog, Facebook, twitter). Sono tratte da una lezione-laboratorio molto più lunga che ho fatto l’anno scorso per la redazione web di un ministero.

Credo sia sempre molto difficile dare delle “regole” per strumenti così fluidi, vicini all’oralità e molto legati allo “stare dialogante” (se si capisce cosa voglio dire), ma ci ho provato a partire dalla mia esperienza e dalla (poca) letteratura specifica.
Buona lettura :-)

Dic
29

Correva l’anno 2003

Nel 2002, anche su consiglio di Luisa (che ringrazio ancora per questo), scrissi il mio primo libro, che si intitolava “intranet”, e si basava quasi interamente sulla mia esperienza, alquanto avventurosa di content manager in una grande azienda. Il libro uscì nel 2003, con una bibliografia ridotta al minimo e un impianto metodologico un po’ scricchiolante (c’era davvero poca letteratura all’epoca).

Copertina di IntranetE’ inutile ribadire quanto tempo sia passato da allora e quanti cambiamenti siano avvenuti nel frattempo. Tuttavia, sfogliandolo recentemente mi sono reso conto di come alcune intuizioni che avevo avuto all’epoca abbiamo resistito alla forza del tempo.

Il libro è fuori catalogo da tantissimo tempo, ho chiesto all’editore se aveva intenzione di farci qualcosa e non ho avuto risposte chiare. Ora, dato che capita ancora che qualcuno me lo chieda e dato che alcune parti, relativamente agli aspetti di governance, restano a mio parere ancora valide, ho deciso di metterlo a disposizione dei miei lettori (sempre che l’editore non si manifesti bellicosamente).

Non ho il PDF dello stampato, ma solo il testo grezzo che ho mandato all’editore, quindi dovrete accontentarvi :-)

Ecco il PDF del libro, buona lettura.

Nov
15

Intranet 2.0: il libro è disponibile, e ora viene il bello :-)

copertina del libro intranet 2.0Cari amici, lettori, blogger complusivi, donne e uomini di azienda, questa è una comunicazione di servizio per avvisarvi dell’uscita in libreria della mia nuova fatica editoriale, ovvero “Intranet 2.0. Gestire la collaborazione e creare community interne con forum, blog, wiki e social network“, edito da Tecniche Nuove.

Il libro raccoglie tutte le mie riflessioni sul tema, a partire da ciò che ho scritto in questi anni su questo blog (i lettori assidui possono quindi astenersi dal comprarlo), arrichite di esempi nazionali e internazionali che ho raccolto sul campo oppure che ho ottenuto grazie all’immensa cortesia di tanti amici e di tante organizzazioni che mi hanno dato una mano in vari modi.

Voglio ringraziare, in ordine sparso: Roberto Bernabò, Ernesto Capozzo, Gigi Cogo, Milco Forni, Massimo Mortini, Francesco Paradiso, Alessandra Pelagallo, Anna Pizzolato, Luca Ribani, Tamara Scapin, AUSL di Bologna, Assifero, Camst, Enel, Honda Italia, Iks-Coreconsulting, Polizia di Stato, Sea, Telecom Italia, Zambon, Cristiano Siri, Michele Melis, Anna Lapenna, Giuliana Mason, Luisa Carrada, Fausto Liberini, Beatrice Monacelli, Marco Lotito.

Un grazie riconoscente ad Alberto Mucignat ed Emanuele Quintarelli, per aver arricchito il libro con le due preziose appendici in calce al volume.  Un grazie a Patrizio Di Nicola e Marco Stancati per aver accettato di scrivere, rispettivamente, la prefazione e la postfazione al volume.

Per chi fosse interessato, ho creato una pagina dedicata al libro (che contiene la quarta di copertina e l’indice) e una pagina di dettaglio con tutti i link citati nel libro.

Per i più avventurosi c’è anche una pagina su Facebook dedicata al libro (non ci siamo fatti mancare niente).

Il libro è un manuale di gestione: non troverete quindi indicazioni tecnologiche specifiche, e nemmeno (troppi) grafici e indicazioni di scenario.  Spero invece che il libro possa darvi una mano a realizzare concretamente questi progetti dentro la vostra organizzazione.

Un saluto a tutti, e fatemi sapere che ne pensate :-)

Giu
28

Il wiki nella piccola impresa italiana? Si può fare!

Cari lettori, amici, compulsivi frequentatori del mio blog, eccomi di ritorno dalla lunga maratona per la scrittura del mio libro. Il mio blog stava facendo la muffa e forse molti di voi lo avevano già dato per spacciato, ma non è così. In questi mesi sono successe un sacco di cose, ovviamente (riporto unicamente il fatto che presto diventerò papà, e questa è già una notizia) che non ho potuto raccontare vista la sovrumana concentrazione necessaria per scrivere il testo (ma chi me l’ha fatto fà),  che uscirà a fine settembre, mi dicono.

Ma veniamo a noi: per il libro mi sono arrivati molti esempi (di cui ringrazio davvero tutti) e oggi voglio parlarvi del caso di una piccola azienda del Veneto, la AZ spa, che produce macchine utensili (il suo gioiello sono i sistemi per rettificare gli alberi a gomito). Roba hard, insomma, niente a che vedere con gli inafferrabili servizi da terziario avanzato:  sono cose solide e voluminose che esporta in tutto il mondo (circa 30 dipendenti interni più una rete di rivenditori freelance sparsi in 105 Paesi, una “multinazionale tascabile” come l’ha definita la mia referente).

Perché ve ne parlo? Perché l’azienda, sulla carta, rientrerebbe tra quelle escluse a priori dall’uso di sistemi intranet innovativi: pochi dipendenti, settore manifatturiero, lontana da suggestioni metropolitane. E invece proprio qui hanno cominciato ad usare con successo un wiki interno per condividere informazioni e ricostruire alcuni processi operativi.

Lascio parlare direttamente la persona dell’azienda che ha seguito il progetto dall’interno:

Abbiamo deciso di implementare un wiki in azienda inizialmente per questi 3 motivi:

•    la gestione flessibile ed efficiente della documentazione relativa alla ISO9001-2008
•    la gestione delle informazioni non strutturate
•    il risparmio cartaceo e la sensibilità all’ambiente

Con l’implementazione di Wiki,  oltre a gestire in maniera estremamente flessibile la documentazione relativa alla qualità ISO9001-2008, che possiamo considerare interna al flusso dei processi aziendali, ci siamo resi conto di quante informazioni “non strutturate” vi siano in azienda che escono dai normali flussi aziendali e con gli strumenti elencati precedentemente non trovano posto: con il wiki siamo è riusciti a trovare una collocazione a qualsiasi eccezione.

Sono rimasti solamente 3 moduli cartacei che seguono fisicamente il prodotto nella fase di montaggio, tutto il resto è solo su wiki (incredibile risparmio di carta); Ogni funzione aziendale è responsabile delle modifiche e validazioni della parte di wiki di sua competenza: ad ogni aggiornamento di wiki, il responsabile e le persone coinvolte ricevono automaticamente una email di avviso; le revisioni sui documenti sono automatiche. Ogni ufficio è responsabile di un certo numero di procedure e di permessi;

la certificazione non è più il fine da raggiungere ma è diventato uno strumento aziendale e un modo di pensare organizzato e snello. Tutto questo è stato possibile raggiungerlo solo grazie al wiki.

Esempio di wiki interno - Az spa

Esempio di wiki interno 02 - Az spa

Dice ancora la persona dell’azienda:

Aver raccolto tutte le istruzioni aziendali in un unico punto ci permette di essere operativi in poche ore con qualsiasi dipendente o esterno che lavori con noi anche per brevi periodi in quanto su wiki trova qualsiasi procedura e informazione di cui ha bisogno.

Questo è un utilizzo del wiki dentro il flusso, ovvero per supportare e riconfigurare gli abituali processi di lavoro (per inciso, sono quelli veramente importanti, anche se meno appariscenti). Ma, come sappiamo in letteratura esiste un altro tipo di wiki interno, ovvero quello “fuori da flusso“, come supporto esterno ai processi (ad esempio un enciclopedia interna o un indice di acronimi aziendali). Anche in questo caso il wiki viene in aiuto all’azienda:

Tutte le leggi e normative che purtroppo sono l’incubo di molte piccole aziende non avendo una persona dedicata che le possa seguire, sono state risolte col wiki.

Tutte queste informazioni erano mille post-it e appunti sparsi per tutte le scrivanie senza un preciso responsabile. Un esempio è la gestione dei rifiuti, la quale comporta più persone coinvolte, più enti esterni, scadenze e documentazione. Anche in questo caso, tutta la documentazione relativa all’analisi dei rischi la stiamo completamente portando in wiki in modo che il responsabile ad ogni controllo possa facilmente fare le dovute verifiche e modifiche.

Ad ogni aggiornamento della legge viene semplicemente modificata questa pagina dove c’è una lista completa dei rifiuti prodotti, il responsabile da chiamare, la scadenza dei controlli e tutte quelle informazioni eccezionali che erano normalmente scritte su un post-it attaccato sotto il monitor dell’amministrazione.

Esempio di un wiki interno 03 - AZ spa

In sintesi, per questa piccola azienda il wiki oggi è:

  • un editor sostitutivo a Word
  • un sistema di backup
  • un sistema di versioning dei documenti
  • un sistema di condivisione delle informazioni
  • un enciclopedia aziendale
  • una bacheca aziendale
  • un manuale d’istruzione
  • un manuale della qualità
  • un repository di offerte commerciali
  • un gestore di progetti
  • un calendario
  • un gantt di progetto
  • un blog
  • un server condiviso

Dulcis in fundo: ci si è messo anche il titolare, che sta usando il wiki per scrivere un libro:

Il titolare stesso , l’anima dell’azienda, sta scrivendo un libro interamente su wiki. Questo libro che avrà anche uno scopo promozionale, sarà un manuale sulla rettifica per alberi a gomito. La fase attuale è raccogliere in un unico punto tutte le informazioni tecniche, le domande frequenti, i testi, i link, gli spunti da parte dei dipendenti e tutto quello che può servire per la futura stesura dello stesso.

Una volta finita la raccolta, il wiki è pronto per essere passato al curatore del libro.

Credo che questo progetto, nella suo tutto sommato modesto ambito applicativo, ci dimostri molte cose (e ringrazio ancora Ernesto Capozzo, che ha seguito la realizzazione, per avermelo segnalato): che si può fare innovazione anche nel piccolo e che si possono guardare in faccia i problemi aziendali e provare a risolverli in modo nuovo anche al di fuori dell’hype che a volte contraddistingue questi progetti: la referente dell’azienda con cui ho parlato era allegramente stupita che ci fosse attenzione attorno a questo tema; mi chiedeva curiosa se c’erano altre aziende si erano regolate in questo modo; non sapeva che ci fosse una letteratura, e tantomeno una retorica al riguardo. Avrei voluto abbracciarla.

Poco alla volta, senza clamori, senza riempirsi la bocca di termini alla moda, senza fare faraonici piani di comunicazione che non portano da nessuna pare, senza comprare costose e frustranti portaerei editoriali e soprattutto senza unirsi al coro degli entusiasti paladini del 2.0 a qualsiasi costo, alcune aziende sperimentano, innovano, coinvolgono i dipendenti, cambiamo il loro modo di lavorare, portano a casa dei risultati.

E’ una bella notizia.

Apr
1

In cerca di screenshot per il mio nuovo libro

Cari amici e lettori, so che non sto aggiornando questo blog che pure mi ha dato tante soddisfazioni e che non dovrei trascurare quantomeno per educazione,  ma sono alle prese con il mio nuovo libro, che dopo mesi e mesi di titubanza mi sono deciso a scrivere, e sto in apnea compulsiva come da copione. Il libro si intitolerà (ma guarda un po’) “Intranet 2.0” ed è una specie di manuale di gestione dei processi e dei tool collaborativi in azienda, con un occhio alle community, alla governance, alle funzionalità.

Vi dico subito che ho attinto a piene mani dalle cose che ho pubblicato in questi 6 anni sul blog quindi, lettore, se sei un mio fedele seguace puoi evitare di comperare il libro.  :-))

In realtà ho iniziato a scriverlo anche perché ho un buco lavorativo in parte cercato da me e in parte provvidenziale. Del resto, lavorare per non essere pagato, cosa che mi capita sempre più di frequente, non era la mia principale aspirazione come freelance.

Ma veniamo a noi. Mentre qui fuori stanno potando i miei ulivi e io qui dentro scrivo il mio libro sono alle prese col problema di trovare screenshot adeguati per supportare le cose che vado dicendo nel libro. Ho preso molto materiale dai miei contatti e dalla letteratura internazionale, ma sarebbe molto bello poter corredare il volume con qualche altro esempio italiano rilevante. Per questo vi chiedo, o lettori, se avete degli screeenshot interessanti tratti dalle vostre intranet che riguardano le funzionalità che elenco sotto e siete in grado di condividerli io sono qui.

Le immagini che inserirò, nell’eventualità, saranno corredate da una didascalia con l’indicazione “Per cortese concessione di nome persona – nomeazienda)

Di seguito elenco le funzionalità intranet per cui sto cercando screenshot:

  • Profilazione spinta (riconoscimento utente e visualizzazioni diverse
  • Commenti alle news
  • Commenti ai documenti
  • Voti di utilità ai contenuti
  • Personalizzazione: links
  • Personalizzazione: widget in home
  • “my page” con propri contenuti e iscrizioni
  • Rss dei contenuti
  • Notifiche via mail sui contenuti
  • Tagging sui contenuti
  • Comportamenti emergenti sui contenuti (più visti, più commentati, più votati ecc)
  • Profilo personale “arricchito” (vedi i miei post relativi)
  • Forum tecnici trasversali (es. pc help)
  • Forum tecnici settoriali
  • Forum di help desk con esperti
  • Forum con il Vertice
  • Forum Vita & lavoro
  • Funzionalità forum: galleggiamento, sticky post, segnala un abuso
  • Esempi di blog del vertice
  • Esempi di blog di esperti
  • Esempi blog di progetto
  • Esempi di blog della redazione
  • Esempi di wiki fuori da flusso (enciclopedie, glossari..)
  • Esempi di wiki dentro il flusso (gruppi di lavoro)
  • Funzionalità interne wiki: permessi, edit, wysywyg…
  • Social network interni
  • Microblogging
  • Virtual team
  • Calendari condivisi
  • task management
  • web conference
  • Idea box
  • Brainstorming online
  • Slidecast formativi
  • Video pillole formative
  • Web game formativi
  • Piattaforme di e-learning interne
  • Community ludiche (dopolavoro, recensioni, ricette ecc)
  • Bacheca vendo compro
  • community solidarietà
  • Condivisione foto

E’ tanta roba lo so: è tutto quello di cui parlo nel libro. Se pensate che la cosa possa interessarvi e pensate di avere materiale utile, mi servono in formato TIF (per la stampa). Potete usare la mia mail. Darete una mano a me, darete un po’ di visibilità a qualche vostro progetto, ma sopratutto aiuterete i decisori di questo Paese a capire che si può fare…(tra l’altro un grazie a chi, come Gigi, Roberto e Marco, mi hanno già dato molto materiale utile…)

Grazie a tutti e ci rivediamo alla fine dell’apnea.

Apr
1

Le interviste colte di IntranetManagement: Giuseppina Pellegrino

Cari lettori, nell’area “Articoli” di questo blog trovate una sorpresina: una lunga intervista a Giuseppina Pellegrino – sociologa italiana che si occupa del rapporto tra individui, organizzazioni, tecnologie – intervista che mi ha rilasciato ormai più di un anno fa ma che non avevo mai pubblicato per problemi tecnici (e anche di tempo).

L’intevista si intitola “Tecnologie situate“, ed è centrata sul suo libro “Il cantiere e la bussola“, una ricerca sul campo condotta nel 2004 su due intranet – una italiana e una inglese – e sul complesso insieme di dimensioni che questo tipo di progetti solleva: dimensioni culturali, sociali, tacnologiche, organizzative.

Ne emerge un quadro piuttosto ambivalente, nel quale, unitamente alle tecnologie, si mescolano aspettative micro-organizzative, retoriche sociali, gruppi di pressione, routine culturali e nel quale si incrina la riposante visione deterministica che dalle tecnologie dovrebbe portare, senza soluzione di continuità, a cambiamenti di qualche tipo seondo la visione di qualche élite organizzativa.

Putroppo le cose non stanno sempre così e questa ricerca ce ne mostra le conseguenze sul piano delle concrete pratiche organizzative e sociali delle persone che lavorano.

Il libro non è molto agevole (ed entra nel tecnico di riferimenti piuttosto ostici a una prima occhiata) e l’intervista – lunga, lunghissima, lo so – ne rispecchia la complessità.

Tuttavia credo che ci sia oggi un estremo bisogno, nella nostra disciplina, di un allargamento di orizzonti e di uno sguardo capace di gettare qualche ombra sulle nostre ingenue euforie.

La consapevolezza a volte fa male, ma è un ottimo antidoto all’ottusità, sia delle pratiche che delle teorie.

Buona lettura.

Feb
8

Eccolo.

(bieca informazione pubblicitaria)

Ok, l’ho visto su IBS e allora ci credo (IBS rappresenta per me il fondamento ontologico della realtà editoriale). Insomma, ecco qui il mio terzo libro, scritto assieme ad un filosofo della scienza amico mio (Paolo Artuso), nonché compagno di tante battaglie e frustrazioni varie in quel di Alcatraz..

E’ un libro sulla comunicazione interna nella aziende e, a dire il vero, pubblicarlo è stato difficilissimo (non ci filava essuno). Alla fine Franco Angeli (chissà perché) ci ha detto sì.

A scanso di equivoci, e per non generare false aspettative, ci tengo a precisare di che cosa non parla questo libro:

  • Non è un libro di management aziendale
  • Non un libro di consgli su come fare una buona campagna di comunicazione interna
  • Non contiene decaloghi o elenchi puntati che diano passo passo le indicazioni per fare qualcosa
  • Non contiene tecniche o consigli pratici
  • Non contiene casi di studio, veri o finti che siano.

Che cos’è non è chiaro nemmeno a me: probabilmente una serie di sassolini che mi portavo dentro da tempo, uniti a una serie di riflessioni che ho maturato in 2 o 3 anni di attività e di studio. Sicuramente è il libro più – passatemi il termine – filosofico che ho scritto fino ad ora (e forse sarà anche l’unico).

Il risultato è forse un po’ disomogeneo, ma tant’è…In ogni caso riporto l’indice, che è una cosa che mi rassicura sempre.

La nuova comunicazione interna
Reti, metafore, conversazioni, narrazioni

Introduzione. Comunicazione interna in cerca di cure

Parte I. Malattie


1) Tutti comunicatori. Misticismi e mistificatori sulla comunicazione interna
(Uomini per tutte le stagioni; Mestieri, pratiche, competenze; Tassonomia provvisoria)

2) Tirannia del codice. Dal modello trasmissivo al modello inferenziale
(Egemonia del pacco postale; Problemi del modello trasmissivo; Indizi, inferenze e interpretazioni; Menzogne e fraintendimenti; I vantaggi del modello inferenziale)

3)Discorsi in cerca d’autore. La scomparsa dei soggetti
(Metterci la faccia; Anonimi mittenti, anonimi destinatari; Conversazioni calde e comunicazioni fredde; I marziani dell’internal marketing)

4) Metafisiche influenti. Metafore, cambi di prospettiva e trappole concettuali
(Metafore organizzative; Questioni di coerenza; Metafore e cambiamenti concettuali; Metafore legate al lavoro; La metafora dell’azienda come sistema olistico; Uscire dalle trappole)

5) Sintomi rivelatori. Pratiche in cerca di cura
(L’illusione del controllo; L’enfasi sugli strumenti; Dimenticare l’house organ; Abbandonare la Carta Valori; Disertare le convention)

Parte II. Terapie

6) Reti. Tecnologie non neurali
(Reti di colleghi; Network, organizzazione e coda lunga; Comunione fàtica; Il posto delle tecnologie; Comunicazione, conoscenza, rappresentazioni; I dilemmi del knowledge management)

7) Pratiche. Comunità e rappresentazioni
(Il fattore Gino; Caratteristiche della Comunità di Pratica; Epistemologia delle Comunità di Pratica; coltivare le comunità)

8) Storie. Racconti, vissuti, oralità
(Raccontarsi delle storie; Verità narrative; Imparare dalle storie)

9) Aperture. Curare la comunicazione interna
(Carenze di codifica, eccessi di codifica; Dal pacco postale alla caccia al tesoro; Dai dipartimenti alle persone-che-lavorano; Il nuovo ruolo del comunicatore; Il nuovo ruolo della comunicazione interna)

Conclusione. Quanta comunicazione possiamo permetterci

Bibliografia

Un ringraziamento a Claudio, Cristiano e Veronica per la loro lettura e il loro incoraggiamento. Un grazie particolare a Luisa che, come sempre, ha saputo darci molto più di qualche consiglio.

Ott
15

Eccomi

Ho appena consegnato il libro all’editore, e di conseguenza si conclude questa lunga, e un po’ nauseante, fase di immersione. Un rigraziamento a Luisa, a Fraktal e a Cristiano, che mi hanno dato delle belle indicazioni.

Ora questo blog, che ho assai trascurato, potrà proseguire, così come la mia vita. E ne ho accumulate di cose da fare: ad esempio andarmi a fare togliere le multe che mi arrivano a mitraglia perché il criminale a cui ho venduto la macchina l’anno scorso non ha fatto la trascrizioine al PRA e io ricevo multe a ripetizione nonostante abbia fatto la perdita di possesso per indisponibilità del mezzo (visto come mangeggio la terminologia tecnico-burocratica? E’ il frutto di lunghe file al comando dei vigili di Roma – Ostiense. Ah, ma non potevo restare beatamente ignorante di tutta sta roba?). Ora posso solo sperare:

a) che la macchina si rompa in mille pezzi (cosa che spero ogni santo giorno della mia vita)

b) che i vigili lo becchino in flagrante e mi arrivi a casa il suo nominativo (ebbene sì, non so come si chiama quello a cui ho venduto la macchina. Vi assicuro che è possibile)

c) Che io lo becchi per strada

d) che si ravveda e diventi un automobilista modello

e) che decida di provare ad andare a fari spenti nella notte

Nel frattempo vado a fare la mia consueta coda al comando dei vigili, che quando mi vedono si fanno delle matte risate.

Bella lì.

Set
10

Apnea compulsiva

Lo so, non aggiorno tanto in questo periodo, ma sono in totale apnea per finire la prima stesura del mio prossimo libro (li mortacci del mio prossimo libro). Come sa bene chiunque si sia dedicato a scrivere in modo strutturato (dalla tesi di laurea in avanti, per intenderci), il processo di scrittura non comincia e non finisce davanti a una tastiera, ma continua a macinare anche negli altri momenti della giornata. Il che equivale a dire che scrittori sono degli ossessivo-compulsivi.

Ad ogni modo, per non lasciarvi senza avervi dato qualche cosa, vi segnalo l’ultimo numero di UsabilityNews, ovvero la pubblicazione di quei pazzi della Wichita University che da un po’ di anni fanno esperimenti di tutti i tipi sezionando il capello in quattro sulla percezione dei font e altre amenità.

in questo numero va segnalata una ricerca sul rapporto tra tipi di font e percezione dell’ethos di un sito e una ricerca sulla percezione dei diversi tipi di “carrelli” nei siti di e-commerce.

Ciao ciao e ci risentiamo quando riemergo dall’apnea.

P.s. Per la cronaca, il mio libro si intitolerà qualcosa come:

“Critica della comunicazione interna. Malattie, terapie, conversazioni”.

Mar
22

Carta, penna e CMS

Ecco perché gli scrittori professionali non amano i CMS

(via ColumnTwo)

Gen
20

La seconda persona singolare è demodé

copertina Lingua italiana e mass mediaOk, proseguiamo questa serie di post marcatamente autoreferenziali (dovete avere pazienza: è un periodo un po’ particolare per me e il fatto di essere da 20 giorni fuori dalla mia vecchia azienda-alcatraz mi agita più del previsto…).

Leggo il bel libro, curato da Ilaria Bonomi e da altri, sugli usi e le variazioni della lingua italiana nei diversi media. Utile, interessante e scientifico (sono convinto che possiamo apprendere molto dai linguisti, non tanto nel merito delle singole analisi, quanto per il ricchissimo e collaudato apparato metodologico che hanno a disposizione, beati loro…).

Beh, insomma, arrivato alla parte “Lingua e web” ti becco, nero su bianco, l’analisi di una mia frase scritta in un articolo pubblicato sul sito di Luisa. Sono saltato dalla sedia. Quella frase l’avevo scritta di getto, l’avevo riletta e via, pubblicata. E ora viene sezionata e attentamente analizzata (peraltro in maniera impeccabile, mi sembra). Quando accade in Rete non fa lo stesso effetto. Che è successo? Credo che questo sia un esempio perfetto del noto congelamento sartriano della soggettività. Brrrr.

Voglio dire: questo mi fa capire come, quando si parla di stile, si affronta una delle cose a noi più prossime. Lo stile è veramente una cosa che appartiene a noi, che è noi: è espressione, e non mera conseguenza, di quello che sentiamo di essere. A rigore, non è una cosa che usiamo, ma dalla quale siamo usati, se mi permettete il gioco di parole.
E’ una dimensione, insomma, che mal si presta ad essere oggettivata e sezionata. Al pari del nostro corpo, che è innanzitutto corpo visstuto e solo ad uno “sguardo secondo” diviene corpo-oggetto-di-scienza.

Uno stile oggettivato, ovvero un insieme di regole totalmente esplicito, trasparente e manipolabile, che ci guardasse e stesse totalmente al di fuori di noi (mi sembra lo scrivesse Pavese) sarebbe insomma la morte dello stile, perché significherebbe la trasformazione di una cosa viva in una morta. Ed è per questo che lo stile rivela noi stessi al di là delle nostre – limitate – intenzioni. Ed è per questo che lo stile può essere studiato con profitto da altri.

Per la cronaca sembra che abbia usato una costruzione che andava qualche decennio fa.
Parola di linguista.

Gen
18

Libera cultura, liberi e-book

La casa editrice StampaAlternativa, nota per i suoi famosi “libri Millelire” e promotrice in questi anni di interessanti volumi (come i libri di Roy Harris) ha cominciato a pubblicare online parte del suo catalogo. Il progetto si chiama Libera Cultura, Libera conoscenza e ha già in catalogo alcuni testi di tutto rispetto (come i due volumi dei saggi di Stallman da scaricare).

Ora, la questione per me è: accetto o no di pubblicare in e-book assieme a loro il mio nuovo libro? (creative commons, off course…) Il libro, per la cronaca, si chiama “L’oralità del web” (ma non l’ho mica ancora scritto, e solo un’idea…) e forse già dal titolo si capisce che online ci starebbe assai bene ma il mio imprinting di autore tradizionale mi pone delle resistenze. Mah…

Mi piacerebbe, cari sparuti lettori, avere un vostro spassionato parere. Che faccio? Vado?

Gen
3

Riunione di famiglia (del pacchetto Office)

Mai libro fu meglio pubblicizzato in rete: sull’ottimo (e un po’ visionario) sito excelling.it, creato da Gianclaudio Floria e dedicato nientemeno che alle best practices sull’uso di Excel (proprio così, non è incredibile?),  trovate la presentazione del mio libro sulle slide. Insomma, Powerpoint è andato a trovare suo cugino a casa sua…:-)

In realtà c’è molto di più: alcune immagini tratte dal libro, l’indice, una serie di link e risorse per approfondire e (udite udite) un template efficace da scaricare, creato dal sottoscritto. Magari ditemi che cosa ne pensate: è stato il mio servitore fedele per tanti anni. E buone slide a tutti!

Ott
14

Se non puoi batterli, unisciti a loro

Sembra sia questo il (machiavellico) pensiero che ha guidato i redattori del sito Microsoft/PMI, lo spazio/magazine dell’azienda di B. Gates dedicato alle imprese e al lavoro con la tecnologia (microsoft, ovviamente). Beh, questi ragazzotti hanno pubblicato alcuni capitoli del mio libro dedicato alle slide. E sì che non ci vado molto tenero con il loro programmino, ma tant’è, tutto fa brodo (per tutti, anche per me, ovviamente…)

Ago
25

Ancora Undernet

Ok ragazzi, sono tornato, abbronzato e depresso, nel vuoto pneumatico di Alcatraz. Perché?

In attesa che la risposta mi si manifesti in un benevolo episodio di seredipity autoterapeutica vi segnalo, casomai ve la foste persa, (cosa più che probabile; me l’ero persa anch’io) questa mia intervista sul Sole 24 ore di novembre, riportata senza tagli dal suo curatore, Stefano Gulmanelli, sul sito Nomads. Il tema erano le undernet aziendali: sovversione sotterranea o spontaneismo effiicientista?

Ago
2

Necessità e letteratura

Mauro Mongarli ha pubblicato il mio pezzo pipposissimo in risposta alla domanda: “Fa sognare di più la pubblicità o la letteratura?” Se vi va, leggetevelo: ci sono comunque altri interventi (più) interessanti. Ciao.

Lug
18

Il dilemma dell’autore semi-sconosciuto

La saga del mio terzo libro, ancora in cerca d’editore, continua. Casa editrice famosa: nessuna risposta. In compenso casa editrice semi-famosa dice: si, siamo molto (ma proprio molto) interessati (???). Ma ce devi dà tutto, ma proprio tutto er libro da lègge, e pure in formato word, ce lo devi dà…” Che fare? Voglio dire: rischio? Mah…

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede