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apr
1

Le interviste colte di IntranetManagement: Giuseppina Pellegrino

Cari lettori, nell’area “Articoli” di questo blog trovate una sorpresina: una lunga intervista a Giuseppina Pellegrino – sociologa italiana che si occupa del rapporto tra individui, organizzazioni, tecnologie – intervista che mi ha rilasciato ormai più di un anno fa ma che non avevo mai pubblicato per problemi tecnici (e anche di tempo).

L’intevista si intitola “Tecnologie situate“, ed è centrata sul suo libro “Il cantiere e la bussola“, una ricerca sul campo condotta nel 2004 su due intranet – una italiana e una inglese – e sul complesso insieme di dimensioni che questo tipo di progetti solleva: dimensioni culturali, sociali, tacnologiche, organizzative.

Ne emerge un quadro piuttosto ambivalente, nel quale, unitamente alle tecnologie, si mescolano aspettative micro-organizzative, retoriche sociali, gruppi di pressione, routine culturali e nel quale si incrina la riposante visione deterministica che dalle tecnologie dovrebbe portare, senza soluzione di continuità, a cambiamenti di qualche tipo seondo la visione di qualche élite organizzativa.

Putroppo le cose non stanno sempre così e questa ricerca ce ne mostra le conseguenze sul piano delle concrete pratiche organizzative e sociali delle persone che lavorano.

Il libro non è molto agevole (ed entra nel tecnico di riferimenti piuttosto ostici a una prima occhiata) e l’intervista – lunga, lunghissima, lo so – ne rispecchia la complessità.

Tuttavia credo che ci sia oggi un estremo bisogno, nella nostra disciplina, di un allargamento di orizzonti e di uno sguardo capace di gettare qualche ombra sulle nostre ingenue euforie.

La consapevolezza a volte fa male, ma è un ottimo antidoto all’ottusità, sia delle pratiche che delle teorie.

Buona lettura.

feb
8

Eccolo.

(bieca informazione pubblicitaria)

Ok, l’ho visto su IBS e allora ci credo (IBS rappresenta per me il fondamento ontologico della realtà editoriale). Insomma, ecco qui il mio terzo libro, scritto assieme ad un filosofo della scienza amico mio (Paolo Artuso), nonché compagno di tante battaglie e frustrazioni varie in quel di Alcatraz..

E’ un libro sulla comunicazione interna nella aziende e, a dire il vero, pubblicarlo è stato difficilissimo (non ci filava essuno). Alla fine Franco Angeli (chissà perché) ci ha detto sì.

A scanso di equivoci, e per non generare false aspettative, ci tengo a precisare di che cosa non parla questo libro:

  • Non è un libro di management aziendale
  • Non un libro di consgli su come fare una buona campagna di comunicazione interna
  • Non contiene decaloghi o elenchi puntati che diano passo passo le indicazioni per fare qualcosa
  • Non contiene tecniche o consigli pratici
  • Non contiene casi di studio, veri o finti che siano.

Che cos’è non è chiaro nemmeno a me: probabilmente una serie di sassolini che mi portavo dentro da tempo, uniti a una serie di riflessioni che ho maturato in 2 o 3 anni di attività e di studio. Sicuramente è il libro più – passatemi il termine - filosofico che ho scritto fino ad ora (e forse sarà anche l’unico).

Il risultato è forse un po’ disomogeneo, ma tant’è…In ogni caso riporto l’indice, che è una cosa che mi rassicura sempre.

La nuova comunicazione interna
Reti, metafore, conversazioni, narrazioni

Introduzione. Comunicazione interna in cerca di cure

Parte I. Malattie


1) Tutti comunicatori. Misticismi e mistificatori sulla comunicazione interna
(Uomini per tutte le stagioni; Mestieri, pratiche, competenze; Tassonomia provvisoria)

2) Tirannia del codice. Dal modello trasmissivo al modello inferenziale
(Egemonia del pacco postale; Problemi del modello trasmissivo; Indizi, inferenze e interpretazioni; Menzogne e fraintendimenti; I vantaggi del modello inferenziale)

3)Discorsi in cerca d’autore. La scomparsa dei soggetti
(Metterci la faccia; Anonimi mittenti, anonimi destinatari; Conversazioni calde e comunicazioni fredde; I marziani dell’internal marketing)

4) Metafisiche influenti. Metafore, cambi di prospettiva e trappole concettuali
(Metafore organizzative; Questioni di coerenza; Metafore e cambiamenti concettuali; Metafore legate al lavoro; La metafora dell’azienda come sistema olistico; Uscire dalle trappole)

5) Sintomi rivelatori. Pratiche in cerca di cura
(L’illusione del controllo; L’enfasi sugli strumenti; Dimenticare l’house organ; Abbandonare la Carta Valori; Disertare le convention)

Parte II. Terapie

6) Reti. Tecnologie non neurali
(Reti di colleghi; Network, organizzazione e coda lunga; Comunione fàtica; Il posto delle tecnologie; Comunicazione, conoscenza, rappresentazioni; I dilemmi del knowledge management)

7) Pratiche. Comunità e rappresentazioni
(Il fattore Gino; Caratteristiche della Comunità di Pratica; Epistemologia delle Comunità di Pratica; coltivare le comunità)

8) Storie. Racconti, vissuti, oralità
(Raccontarsi delle storie; Verità narrative; Imparare dalle storie)

9) Aperture. Curare la comunicazione interna
(Carenze di codifica, eccessi di codifica; Dal pacco postale alla caccia al tesoro; Dai dipartimenti alle persone-che-lavorano; Il nuovo ruolo del comunicatore; Il nuovo ruolo della comunicazione interna)

Conclusione. Quanta comunicazione possiamo permetterci

Bibliografia

Un ringraziamento a Claudio, Cristiano e Veronica per la loro lettura e il loro incoraggiamento. Un grazie particolare a Luisa che, come sempre, ha saputo darci molto più di qualche consiglio.

ott
15

Eccomi

Ho appena consegnato il libro all’editore, e di conseguenza si conclude questa lunga, e un po’ nauseante, fase di immersione. Un rigraziamento a Luisa, a Fraktal e a Cristiano, che mi hanno dato delle belle indicazioni.

Ora questo blog, che ho assai trascurato, potrà proseguire, così come la mia vita. E ne ho accumulate di cose da fare: ad esempio andarmi a fare togliere le multe che mi arrivano a mitraglia perché il criminale a cui ho venduto la macchina l’anno scorso non ha fatto la trascrizioine al PRA e io ricevo multe a ripetizione nonostante abbia fatto la perdita di possesso per indisponibilità del mezzo (visto come mangeggio la terminologia tecnico-burocratica? E’ il frutto di lunghe file al comando dei vigili di Roma – Ostiense. Ah, ma non potevo restare beatamente ignorante di tutta sta roba?). Ora posso solo sperare:

a) che la macchina si rompa in mille pezzi (cosa che spero ogni santo giorno della mia vita)

b) che i vigili lo becchino in flagrante e mi arrivi a casa il suo nominativo (ebbene sì, non so come si chiama quello a cui ho venduto la macchina. Vi assicuro che è possibile)

c) Che io lo becchi per strada

d) che si ravveda e diventi un automobilista modello

e) che decida di provare ad andare a fari spenti nella notte

Nel frattempo vado a fare la mia consueta coda al comando dei vigili, che quando mi vedono si fanno delle matte risate.

Bella lì.

set
10

Apnea compulsiva

Lo so, non aggiorno tanto in questo periodo, ma sono in totale apnea per finire la prima stesura del mio prossimo libro (li mortacci del mio prossimo libro). Come sa bene chiunque si sia dedicato a scrivere in modo strutturato (dalla tesi di laurea in avanti, per intenderci), il processo di scrittura non comincia e non finisce davanti a una tastiera, ma continua a macinare anche negli altri momenti della giornata. Il che equivale a dire che scrittori sono degli ossessivo-compulsivi.

Ad ogni modo, per non lasciarvi senza avervi dato qualche cosa, vi segnalo l’ultimo numero di UsabilityNews, ovvero la pubblicazione di quei pazzi della Wichita University che da un po’ di anni fanno esperimenti di tutti i tipi sezionando il capello in quattro sulla percezione dei font e altre amenità.

in questo numero va segnalata una ricerca sul rapporto tra tipi di font e percezione dell’ethos di un sito e una ricerca sulla percezione dei diversi tipi di “carrelli” nei siti di e-commerce.

Ciao ciao e ci risentiamo quando riemergo dall’apnea.

P.s. Per la cronaca, il mio libro si intitolerà qualcosa come:

“Critica della comunicazione interna. Malattie, terapie, conversazioni”.

mar
22

Carta, penna e CMS

Ecco perché gli scrittori professionali non amano i CMS

(via ColumnTwo)

gen
20

La seconda persona singolare è demodé

copertina Lingua italiana e mass mediaOk, proseguiamo questa serie di post marcatamente autoreferenziali (dovete avere pazienza: è un periodo un po’ particolare per me e il fatto di essere da 20 giorni fuori dalla mia vecchia azienda-alcatraz mi agita più del previsto…).

Leggo il bel libro, curato da Ilaria Bonomi e da altri, sugli usi e le variazioni della lingua italiana nei diversi media. Utile, interessante e scientifico (sono convinto che possiamo apprendere molto dai linguisti, non tanto nel merito delle singole analisi, quanto per il ricchissimo e collaudato apparato metodologico che hanno a disposizione, beati loro…).

Beh, insomma, arrivato alla parte “Lingua e web” ti becco, nero su bianco, l’analisi di una mia frase scritta in un articolo pubblicato sul sito di Luisa. Sono saltato dalla sedia. Quella frase l’avevo scritta di getto, l’avevo riletta e via, pubblicata. E ora viene sezionata e attentamente analizzata (peraltro in maniera impeccabile, mi sembra). Quando accade in Rete non fa lo stesso effetto. Che è successo? Credo che questo sia un esempio perfetto del noto congelamento sartriano della soggettività. Brrrr.

Voglio dire: questo mi fa capire come, quando si parla di stile, si affronta una delle cose a noi più prossime. Lo stile è veramente una cosa che appartiene a noi, che è noi: è espressione, e non mera conseguenza, di quello che sentiamo di essere. A rigore, non è una cosa che usiamo, ma dalla quale siamo usati, se mi permettete il gioco di parole.
E’ una dimensione, insomma, che mal si presta ad essere oggettivata e sezionata. Al pari del nostro corpo, che è innanzitutto corpo visstuto e solo ad uno “sguardo secondo” diviene corpo-oggetto-di-scienza.

Uno stile oggettivato, ovvero un insieme di regole totalmente esplicito, trasparente e manipolabile, che ci guardasse e stesse totalmente al di fuori di noi (mi sembra lo scrivesse Pavese) sarebbe insomma la morte dello stile, perché significherebbe la trasformazione di una cosa viva in una morta. Ed è per questo che lo stile rivela noi stessi al di là delle nostre – limitate – intenzioni. Ed è per questo che lo stile può essere studiato con profitto da altri.

Per la cronaca sembra che abbia usato una costruzione che andava qualche decennio fa.
Parola di linguista.

gen
18

Libera cultura, liberi e-book

La casa editrice StampaAlternativa, nota per i suoi famosi “libri Millelire” e promotrice in questi anni di interessanti volumi (come i libri di Roy Harris) ha cominciato a pubblicare online parte del suo catalogo. Il progetto si chiama Libera Cultura, Libera conoscenza e ha già in catalogo alcuni testi di tutto rispetto (come i due volumi dei saggi di Stallman da scaricare).

Ora, la questione per me è: accetto o no di pubblicare in e-book assieme a loro il mio nuovo libro? (creative commons, off course…) Il libro, per la cronaca, si chiama “L’oralità del web” (ma non l’ho mica ancora scritto, e solo un’idea…) e forse già dal titolo si capisce che online ci starebbe assai bene ma il mio imprinting di autore tradizionale mi pone delle resistenze. Mah…

Mi piacerebbe, cari sparuti lettori, avere un vostro spassionato parere. Che faccio? Vado?

gen
3

Riunione di famiglia (del pacchetto Office)

Mai libro fu meglio pubblicizzato in rete: sull’ottimo (e un po’ visionario) sito excelling.it, creato da Gianclaudio Floria e dedicato nientemeno che alle best practices sull’uso di Excel (proprio così, non è incredibile?),  trovate la presentazione del mio libro sulle slide. Insomma, Powerpoint è andato a trovare suo cugino a casa sua…:-)

In realtà c’è molto di più: alcune immagini tratte dal libro, l’indice, una serie di link e risorse per approfondire e (udite udite) un template efficace da scaricare, creato dal sottoscritto. Magari ditemi che cosa ne pensate: è stato il mio servitore fedele per tanti anni. E buone slide a tutti!

ott
14

Se non puoi batterli, unisciti a loro

Sembra sia questo il (machiavellico) pensiero che ha guidato i redattori del sito Microsoft/PMI, lo spazio/magazine dell’azienda di B. Gates dedicato alle imprese e al lavoro con la tecnologia (microsoft, ovviamente). Beh, questi ragazzotti hanno pubblicato alcuni capitoli del mio libro dedicato alle slide. E sì che non ci vado molto tenero con il loro programmino, ma tant’è, tutto fa brodo (per tutti, anche per me, ovviamente…)

ago
25

Ancora Undernet

Ok ragazzi, sono tornato, abbronzato e depresso, nel vuoto pneumatico di Alcatraz. Perché?

In attesa che la risposta mi si manifesti in un benevolo episodio di seredipity autoterapeutica vi segnalo, casomai ve la foste persa, (cosa più che probabile; me l’ero persa anch’io) questa mia intervista sul Sole 24 ore di novembre, riportata senza tagli dal suo curatore, Stefano Gulmanelli, sul sito Nomads. Il tema erano le undernet aziendali: sovversione sotterranea o spontaneismo effiicientista?

ago
2

Necessità e letteratura

Mauro Mongarli ha pubblicato il mio pezzo pipposissimo in risposta alla domanda: “Fa sognare di più la pubblicità o la letteratura?” Se vi va, leggetevelo: ci sono comunque altri interventi (più) interessanti. Ciao.

lug
18

Il dilemma dell’autore semi-sconosciuto

La saga del mio terzo libro, ancora in cerca d’editore, continua. Casa editrice famosa: nessuna risposta. In compenso casa editrice semi-famosa dice: si, siamo molto (ma proprio molto) interessati (???). Ma ce devi dà tutto, ma proprio tutto er libro da lègge, e pure in formato word, ce lo devi dà…” Che fare? Voglio dire: rischio? Mah…

giu
22

Il dottore è (sempre) fuori stanza

Terzo libro scritto. A quattro mani. Proposta spedita a editore. Editore latita. Segretaria gentile. Bisogno di una risposta. Segretaria paziente. Ansia. Segretaria ritrova mia mail. Domani sottopone a SuperDirettore. Ottimismo. Ansia. Editore famoso. Che presuntuoso. Scaramanzia. Dita accartocciate. Ottimismo. La vita è un’avventura. Ci siamo. Tristezza.

mar
6

Ebbene sì…

E’ uscito. Alla fine è uscito veramente. Il titolo, imperativo e austero, è “Come si presenta con le slide“, edito da Tecnichenuove.Quando l’ho visto credevo di svenire: davvero io ho scritto questo?  Come il protagonista di “Fight club” cerco di capire dove è iniziata tutta questa storia delle slide e di Sliderman, e alla fine capisco che io e Sliderman siamo la stessa persona. Me lo dice il titolo del libro e l’indicazione dell’autore. Non ridete: il libro esiste ed è in vendita in tutte  le librerie italiane. se volete potete scaricare l’indice, in formato PDF, da qui.

A parte gli scherzi, spero davvero che possa essere di aiuto a tutti coloro che hanno a che fare in modo massiccio con questo strumento. Ragazzi, avete la mia solidarietà.  Ho inserito tutto quello che ho capito di questo mondo fatto di grafici, frecce, triangoli, eccetera. Tutti gli errori e gli orrori possibili sono spietatamente catalogati, insieme ai trucchi ed ai consigli per evitarli.  Non è un libro tecnico: non troverete indicazioni su quali bottoni premere e come usare i menù a tendina del programma.  E’ invece, nel bene e nel male, un libro di comunicazione che lascia da parte i dettagli tecnici e si tuffa direttamente nel “cuore” del problema: come realizzare una presentazione che non faccia impazzire chi la crea e addormentare chi la subisce. Ambizioso eh?

f.to Sliderman

nov
13

Apnea

Cari amici, i tempi stringono. La mia casa editrice (soprannominata amichevolmente Torquemada) mi ha imposto tempi da galera romana per la consegna del secondo libro. Ho accettato di tenere altri corsi per i quali mi devo anche preparare. In più, il seminario di armonia Jazz si sta facendo tosto e ci devo dare dentro. E ora sono anche alle prese con il flauto traverso che seeembraaaava facile (e devo proprio smettere di fumare). Ah, e devo anche lavorare in ufficio (dimentico sempre…) Insomma, credo proprio che fino a fine dicembre avrò un po’ di problemini ad aggiornrare il blog (che già aggiorno poco). Portate pazienza…Un saluto ai miei lettori e soprattutto alle mie lettrici :-)

nov
10

Autore accademico

Incuriosito da uno dei commenti al mio post provocatorio su “Scienze della comunicazione” sono andato a scavare è ho scoperto l’atroce verità: il mio libro è stato inserito come testo (facoltativo) all’esame di comunicazione interna alla Sapienza. Sarei ipocrita se negassi di essere onorato della scelta, (l’università è sempre l’univerisità) anche se i piccoli problemucci che percepivo restano. Mi raccomando ragazzi: fotocopie, come da tradizione (ops)…

ott
3

La nemesi di sliderman :)

Li ho evitati, mi sono rintatato in un grotta, ho smesso di scrivere, di telefonare. Ho cambiato nome, città, continente, partita IVA, marca di sigarette, abitudini alimentari. Mi sono eclissato. Ma mi hanno scovato lo stesso. Con tanto di bozza copertina pronta. Non ho potuto tirarmi indietro. Ebbene sì: presto Sliderman scriverà un libro sulle slide. Forse è un incubo, forse mi presto mi sveglierò in un universo parallelo in cui Powerpoint non è mai sato creato e gli uomini comunicano con i biglietti dei baci Perugina. Ok, ok, non drammatizziamo. Il sistema va smontato dall’interno. Sta di fatto che, per il momento, Powerpoint si infila subdolamente nella mia attività di scrittore e io, un po’ a malincuore, lo lascio entrare, mi rimetto il mantello e mi metto al lavoro. Sperando che poi mi lasci in pace.

mag
21

Niente resterà impunito… :-)

Qualcuno ha fatto, qui, il resoconto molto personale della mia presentazione di “Intranet” alla libreria Mel-bookstore, con tanto di recensione del libricino. Un grazie al mitico Zotware (a.k.a. IntranetMan) per l’attiva presenza e l’attenzione…