Diciamo che questa è una mappa-standard per un’azienda-stadard con esigenze-standard, ovvero per qualcosa che non esiste nell’esperienza empirica (si tratta quindi di un prototipo).
Credo, al di là delle necessarie varianti e integrazioni, che possa comunque servire come base per la progettazione di massima.
Ho individuato (come faccio sempre) 10 tipi di contenuti:
- Notizie e informazioni
- Documenti
- Servizi
- Instant content
- Formazione
- Multimedia
- Spazi “vita & lavoro”
- Iniziative speciali
- Comunicazione e collaborazione
- Applicazioni 2.0
Che cosa ne pensate? Ho dimenticato qualcosa?
P.S. Quasi dimenticavo di darvi il PDF da scaricare (ricordate però la Creative Commons). Buon lavoro.
Lo so, sono stato assai latitante in questo periodo; non ho scusanti se non una vaga sensazione di inutilità che atttraversa costantemente il mio rapporto con questo blog unita ad un forsenntato avvicendarsi di attività, non tutte edificanti a dire il vero.
Ad ogni modo, oggi voglio mostrarvi un lavoro che, a tempo perso, sto cercando di portare avanti, ovvero una griglia di analisi dei testi per il web della Pubblica Amministrazione. Io lavoro molto con la P.A. e spesso i miei corsi di web writing si concentrano sugli spazi web di qualche Amministrazione. E ho quindi deciso di formalizzare tutti gli aspetti che nel tempo ho collezionato e di racchiuderli in una mappa mentale, quella che vedete sotto.
Il mio progetto è questo: utilizzare questa griglia (con opportuni parametri di pesatura e normalizzazione degli item) per analizzare circa 350 siti della Pubblica Amministrazione e identificare quindi pratiche buone e meno buone da mettere poi a fattor comune in un manuale di web writing dedicato alla P.A.
Ma sono molto combattuto (è un lavoraccio, e poi magari le persone si dalla P.A. alla fine se la prendono a male, e poi un lavoro del genere serve veramente? Mah…)
Insomma, questi parametri non sono niente niente di nuovo, ovviamente, ma sono comunque contento di questo lavoro perché mi ha permesso di fare un po’ d’ordine nei miei appunti mentali.
Potrei sbagliarmi, mi sembra che in questo periodo il tema delle mappe mentali stia subendo un’accelerazione sia nelle riflessioni teoriche che nelle pratiche diffuse: Umberto Santucci ne parla da tempo, e anche Luisa, da sempre affascinata dalle forme e dai risvolti pittorici del testo, dedica a loro più di un post.
Per non parlare di chi, come Roberta Buzzacchino, ne ha fatto il centro della sua riflessione online.
Insomma, sono lieto che questo tema si sia di recente intersecato con quello delle intranet, grazie al sempre pregevole lavoro di James Robertson e di Column two: ecco qundi una splendida mappa mentale dedicata allo sviluppo di intranet.
Ed ecco il link al post originale. Potetre scaricare la mappa ad una risoluzione più accettabile.
Uno guarda i referrer, poi va sulla pagina di Google relativa ad una delle ricerche che lo hanno condotto da lui, e scopre un interessante articolo sulla didattica costruttivista, scritto da un certo Filippo Trasatti (e chissà chi è). Bello. Il senso è che le mappe mentali, concetto assai battuto dai teorici “a la page” (forse anche il sottoscritto, sigh)non sono mai “innocenti” ma nascondono uno sfondo ideologico non perfettamente esprimibile (come tutti gli sfondi ideologici che si rispettino…). Ottima anche la bibliografia e, naturalmente, incipit tratto da un noto aforisma wittgensteiniano. Bateson a manetta, ragazzi…
Il guru capellone ne ha combinata un’altra delle sue: ha usato la tecnica dell’analisi del network sociale per creare una mappa del potere in Italia, studiano le relazioni intercorrenti tra i membri dei vari consigli di amministrazione. Interessante, anche se le aziende in questione erano forse prevedibili….
Vi segnalo un interessante sito dedicato alla metodologia delle mappe mentali, molto usate in ambito aziendale per raccogliere idee e individuare l’immaginario condiviso attorno a progetti, eventi, situazioni. Personalmente mi è capitato, qualche volta, di partecipare a sessioni di questo tipo, e devo dire che i risultati hanno vinto il mio scetticismo iniziale. Nel sito trovate molte indicazioni su come e quando usarle, come costruirle, come leggere i risultati. E alcuni esempi (come quello qui sopra) molto suggestivi.
mi hanno aperto gli occhi
T. Todorov, F. De Saussure, S. Freud, E. Goffman, G. Mosse, R. Rorty, E. Cassirer, T. Kuhn, H.M. Enzensberger, L. Wittgenstein, M. Walzer, R. Barthes, K. Marx, E. Durkheim, I. Kant, M. Heidegger, G. Frege, R. Jakobson, G. Preti, I. Prigogine, W. Benjamin, M. Bachtin, Z. Bauman, J. Bruner, C. Geertz, F. Jameson, C.S. Peirce, J. Austin, i miei amici
mi hanno rivoltato come un calzino
J.P. Sartre, Platone, R. Musil, G. Bateson, T. Adorno, P.K. Dick, E. Canetti, L.F. Celine, Luther Blissett, M. Houellebecq, G.W.F. Hegel, R. Laing, M. Richler, D. Hofstadter, M. Selvini Palazzoli, J.D. Salinger, M. Scorza, K. Kraus, G. Pontiggia, H. Boll, P. Roth, C. Locke, P. Gourevitch, A. Kojeve, W. Ong, E. Havelock, H. Marcuse, i miei ex amori
mi hanno solleticato la mente
G. Perec, H. Kureishi, D. Hume, K. Vonnegut, R. Quenau, E. Ionesco, I. Calvino, J. Cortazar. N. Hornby, R. Rucher, L. Tolstoj, G. Flaubert, J. Noon, C. Palaniuk, i situazonisti, M. Augè, A. Nothomb, E. Flaiano, D. Fo, G. Deleuze, le discussioni all'università
Hanno lavorato sul mio lato oscuro
F. Nietzsche. A. Gehlen, N. Luhmann, C. Popper, D. La Rochelle, J. Fodor, F. Dostoevskij, J.K. Huysmans, J. London, Thomas Bernhard, G. Parise, F. Kafka, De Sade, M. Vargas Llosa, C. Sini, J. Derrida, J. Lacan, J. Baudrillard, alcuni programmi Mediaset