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Gen
25

11 principi per spiegare l’enterprise 2.0 ai nostri manager

Era un po’ che volevo segnalare questo post che mi ha inviato Cristiano, perché mi sembra un’ottima sintesi dei principi che stanno dietro e attraversano i progetti intranet innovativi ed enterprise 2.0 in generale.

L’autore sintetizza il passaggio di prospettiva in questi progetti attraverso 11 principi oppositivi (anche se il titolo dice 10) . Praticamente una slide perfetta (o anche 10 slide perfette, se usate un approccio “zen” ortodosso nelle presentazioni) per chi si occupa di consulenza o formazione:

Eccoli:

– Conversazione vs. Broadcast
– Bottom up vs. Top-down
– Reputazione vs. gerarchia
– Emergenza vs. Struttura
– Folksonomie vs. Tassonomie
– Agilità Vs. Burocrazia
– Trasparenza vs. Sicurezza
– Reti intrecciate vs. Silos funzionali
– Semplicità vs. Complessità
– Tecnologie user-oriented vs. IT Governance
– Fiducia vs. Controllo

Niente di speciale, nulla di realmente dirompente: poche parole semplici che devono solo aiutare i manager a capire di che cosa stiamo parlando.

Può servire.

Vale la pena, già che ci siamo, segnalare anche la sua presentazione su Slideshare dedicata al tema.

Lug
26

I social network interni secondo Ross Dawson

Continua la pubblicazione a puntate del libro di Ross Dawson dedicato all’enterprise 2.0. Da qualche giorno è disponibile un assaggio del capitolo 11, dedicato ai social network dentro le organizzazioni. Come sempre gli schemi di Ross sono molto belli e chiari:

Intranet_social_network_schema

Il testo è pubblicato su Scribd

IE2 Sample Chapter 11

_______________

Purtroppo il volume intero costa 195 dollari ma sono molto tentato di acquistarlo (e in ogni caso se lo fate voi, o lo fate fare alle vostre aziende,  mi raccomando fatemelo sapere, mi raccomando…:-)

Mag
20

Il caso Honda Italia all’european Plone symposium

L’altra settimana io e Cristiano abbiamo presentato all’european Plone Symposium il caso della progettazione della intranet di Honda Italia, alla quale abbiamo partecipato come consulenti di metodologia.

In poche parole noi abbiamo seguito prevalentemente la parte che precede lo sviluppo, utilizzando il più possibile tecniche di user centered design.

Le belle slide preparate da Cristiano illustrano l’approccio che abbiamo seguito

Apr
28

Progettare siti web della P.A. con metodi “user centred design”

Non so a quanti sia arrivato all’orecchio, ma il CNIPA, fornitore ufficiale di documentazione pallosissima (e in genere disattesa)  per regolare l’informatica nella Pubblica Amministrazione, ha da poco pubblicato delle “Linee Guida di progettazione e sviluppo per i siti delle pubbliche amministrazioni“.

In preda ad una insana compulsione me lo sono letto e devo dire che si trova tracciata una metodologia coi fiocchi, che stabilisce in modo netto step, attori, documentazione da produrre in ogni fase del progetto, seguendo un approccio rigorosamente da User centred design.

Interessante anche il modello operativo (ben 170 pagine) che descrive servizi e funzionalità possibili, con un occhio al web 2.0 e alle nuove tendenze.

In complesso due strumenti regolatori abbastanza utili (anche se non esaustivi) per avvicinarsi in modo serio a un progetto web nella P.A.

Lug
28

Enterprise 2.0 blueprint

Nella sua meticolosa pretenziosità ha un suo fascino. Come direbbe Leuca, gli esseri umani (e io tra questi) non possono proprio fare a meno di cercare di mettere sempre al loro posto tutti i pezzettini. Qui c’è il post originale (da cui potete scaricare il pdf in formato leggibile) e questo è il blog da qui l’ho pescata. (e anche questo)

Enjoy!

Apr
21

User centred intranet

L’ho detto più volte, e lo ripeto: per progettare una intranet coi fiocchi bisogna guardare innanzitutto ai bisogni e ai processi agìti concretamente dalle persone. Fate attenzione, perché guardare ai bisogni e ai processi:

– NON significa intervistare per una mezz’oretta il capo di IT;

– NON significa tirare a indovinare perché tanto, noi, l’azienda la conosciamo bene;

– NON significa partire da astratte indagini di mercato o trend generali per poi andarle ad applicare come automi in uno specifico organizzativo;

– NON significa fare il blog o il wiki perché è fico farlo;

– NON signifca (solo) andare a pranzo con l’A.D. per farsi dire quali sono le priorità.

In queste due presentazioni il buon James Robertson ci dà qualche elemento metodologico in più.

Qualche tempo fa il buon Alberto, in birreria, mi diceva pressappoco questo: “Ma porca miseria, noi ci danniamo per usare queste metodologie con gli utenti per i siti esterni, e voi che le persone le avete a disposizione dentro gli ufifci non le fate. Ma perché?”
Già, perché?

Feb
12

Dentro l’alveare

Molto interessate la prima parte di questo paper, appena pubblicato da StepTwo, dedicato alla metodologia di implementazione delle intranet e intitolato significativamente Exploring the Intranet Hive (part 1)”

Descrive 6 componenti da gestire nel prgetto, dando 6 consigli per ciascuna componente (gli americani ce l’hanno su col 10, mentre gli australiani con il 6. Noi europei, viste le influenze greco-giudaico-cristiane, siamo ancora afffezionati al 3. Da Aristotele ad Hegel. Chiusa parentesi).

Le componenti individuate sono:

  • Strategia
  • Design
  • Contenuti
  • Cambiamenti
  • Tecnologia
  • Team

Vi riporto un brano significativo

Intranets are never finished

An intranet is always a work in progress. Although initial intranet builds follow a reasonably linear path, once implementation has taken place there is no single path forward and the next steps will largely depend on a combination of organisational imperative and the constraints the team is operating under.

Dallo stesso sito vi segnalo anche il recente articolo dedicato ai tempi necessari a selezionare un CMS. Hei, capisco che ci siano dei passaggi indispensabili (e anche io sono in genere cauto), ma secondo me se la prendono comunque un po’ comoda, che dite?  ;-)

Gen
14

Il social network al microscopio

Non so se lo conoscete già, perché è in giro da qualche mese, ma ve lo segnalo comunqe (io l’ho beccato tramite Daily bit). Si tratta di un breve saggio, scritto a quattro mani da Gianandrea Giacoma e Davide Casali.

Il titolo è molto promettente, e il contenuto, almeno ad un primo sguardo, molto interessante: “Elementi teorici per la progettazione di social network“. Come link vi rimando al post di Davide Casali. Chi volesse integrare il testo o intervenire può farlo sul wiki dedicato.

Bravi ragazzi!

Dic
18

Finalmente il card sorting

Ogni tanto si trova qualche cliente illuminato, con il quale è possibile applicare delle metodologie evolute (va beh, diciamo delle metodologie e basta) alla progettazione della intranet.

In questo caso abbiamo avuto carta bianca praticamente su tutto, e forse è un segno dei tempi: abbiamo fatto i focus group, il brainstorming e anche, udite udite, ben 6 sessioni di card sorting con i dipendenti.

Da una parte c’eravamo io, Cristiano e qualcuno della Direzione, e dall’altra, di volta in volta, gruppi di 3 o 4 dipendenti. In mezzo, un insieme eterogeneo di contenuti, descritti da cartoline bianche, da raggruppare e ai quali dare un nome con le cartoline gialle.

Ecco la situazione di partenza:

Card_sorting_01

Ecco parte dei risultati

Card_sorting_02

Card_sorting_03

Card_sorting_04

Card_sorting_05

Inutile dire che i risultati sono stati molto interessanti e ci hanno dato parecchie indicazioni sulla progettazione delle sezioni e delle etichette della intranet.

Ecco alcune indicazioni di sintesi per chi volesse realizzare dei card sorting al proprio interno.

1) Due tipi di gruppi. Create due tipi di gruppi: quelli omogenei professionalmente e quelli che appartengono a settori diversi. Nel primo caso riuscirete ad avere una mappa mentale abbastanza precisa dei diversi gruppi profesisonali, mentre nel secondo caso potrete rilevare più facilmente i punti di frizione e i contenuti ambigui.

2) Voce alta. E’ importante il risultato, ma anche quello che avviene durante il card sorting. Fate in modo che esprimano a voce alta i loro processi di pensiero, in modo da cogliere i passaggi mentali che li portano a fare deterimnate scelte.

3) Colaborazione tra i partecipanti. E’ importante che le persone, durante il card sorting, diascutano tra loro e cerchino un accordo. Evitate che ciascuno faccia il suo compitino individualmente. Le scelte del gruppo sono mediamente più intelligenti e interessanti.

4) Focalizzazione su di sè. A volte c’è la tendenza da parte dei partecipanti a immedesimarsi nei panni del “collega-tipo”. Cercate di farli lavorare rispetto alle loro specifiche esigenze e alle loro idee particolari, evitando che si mettano “dall’altra parte” improvvisandosi designer.

5) Durata breve. Non più di 40-50 minuti

6) Nomi dei gruppi. E’ importante che le persone non solo raggruppino i contenuti, ma diano loro anche un nome. Dare un nome ad un insieme costringe i partecipanti a verificare la tenuta delle loro scelte e ad accorgersi di incongruenze o sovrapposizioni. Spesso nella fase di creazione dei nomi si fanno spostamenti anche consiestenti tra le carte raggruppate.

Ecco, adesso non avete proprio più scuse…

Nov
28

L’architettura intranet secondo Nielsen

L’ultima newsletter di Jacob Nielsen, dedicata all’architettura informativa per le intranet, è una delle più interessati degli ultimi tempi.

Ovviamente lo scopo è vendere il suo voluminoso report che analizza in dettaglio 56 intranet nei più diversi settori, ma le informazioni che regala sono comunque interessanti. Provo a riassumere alcuni punti salienti

1) Creare un’architettura purchessia è sempre meglio di lasciare che la intranet cresca così come viene

2) Anche se non ci sono specialisti di IA in azienda, e il team deve fare più cose contemporaneamente (caso tipico), l’utilizzo di semplici metodi (questionari, card sorting, analisi della navigazione), anche caserecci, può dare grandi risultati in termini di informazioni utili per costruire la navigazione

3) Non c’è un rapporto stretto tra dimensioni dell’azienda e complessità dell’architettura

4) Anche se c’è molta variabilità specifica, ci sono alcune voci abbastanza comuni a tutte , e cioè

– Risorse Umane

– Informazioni sull’azienda

– News

– Informazioni sui dipartimenti

5) I tool di personalizzazione sono poco usati e complicati. In genere li usano solo gli smanettoni

6) Un’ottima pratica è definire la navigazione trasversale (ovvero i link correlati) su ogni pagina)

7) E’ meglio progettare basandosi sui task che sui dipartimenti (anche perché i dipartimenti cambiano)

8) Non fate decidere ai manager le etichette dei menù, per non rischiare di ritrovarsi con label “alla moda” ma incomprensibili ai dipendenti.

Spero di entrare in possesso del report e darvi info più dettagliate.

Ciao

Nov
14

Il redesign di Canon

Solo per dovere di cronaca riporto la notizia del re-design della intranet di Canon. Quello che vedete sotto è il wireframe rifatto

Wireframe_intranet_canon

Ok, è solo un wireframe, ma francamente non mi piace molto, voi che ne dite?

In ogni caso il redesign è stato affidato a Steptwo, che non solo proprio dei pincopallino qualunque, e a quanto dice Toby Ward, il lavoro di analisi è stato intenso (Interviste, Workshop, analsi dei task, eccetera).

Siccome sto per cominciare anche io un’attività di analisi seria per la futura intranet un’azienda italiana, sono più interessato a questi aspetti metodologici, anche se spero che quello a cui arriveremo noi sia un po’ più accattivante. Mah..

Nov
14

Fare la intranet con i Lego

E’ uscita l’ultima parte dei quattro articoli di Joe Lamantia sul design a blocchi per portali intranet o applicazioni di business intelligence interne. Il modello è quello dei Lego (che anche io vado proponendo da tempo nella mia beata ingenuità) e i risultati sono molto interreessanti.

Schema_blocchi_per_intranet

Blocchi_contenuto

Joe sarà in italia il 16 novembre allo IA summit. Un altro appuntamento che putroppo mi perderò.

Ott
26

(auto)organizzare la collaborazione

Sempre per la serie “vecchi articoli dimenticati nei bookmark” ecco un bel post di Dave Pollard dedicato alle strategie di collaborazione e all’introduzione di metodi 2.0 nelle aziende.

il metodo è interessante per vari aspetti:

1) identifica come strategica la creazione di figure di “animatori” (i champions) che possano far crescere viralmente il modello di collaborazione aperto

2) Richiede meccanismi di auto-organizzazione e non di governo dall’alto

3) Fa leva sull’entusiasmo, le passioni e le competenze individuali, da mettere in gioco fin da subito.

Modello_collaborazione_2.0

Ecco il post completo con l’illustrazione della metodologia.

Ott
16

Segnalazioni

Il redesign della intranet di Canon Australia (By Steptwo)

Come usare i social media per coinvolgere gli impiegati. Primo capitolo del report scaricabile gratuitamente da qui (by Melcrum )

L’architetto dell’informazione come agente del cambiamento dentro le organizzazioni (By Boxes and arrows)

Un bellissimo articolo sulle intranet dento le organizzazioni no-profit (by Techsoup)

Un altro caso di studio sulla creazione di un wiki-intranet (By Headshift)

Ago
1

Appunti sul perimetro dei blog in intranet

In questo periodo, tra le altre cose, sto lavorando sui blog in intranet. Una delle dimensioni che mi interessa maggiormente è quella della perimentrazione (ovvero chi scrive e chi legge sul vari blog) perché credo che sia una delle variabili più importanti da considerere per il loro successo.

Se pensiamo al “blog” come oggetto monolitico facciamo un errore: dire “blog in intranet” può significare molte cose diverse e ciascuna di esse richiede una strategia di perimetrazione diversa: il blog del Vertice aziendale è diverso dal blog del gruppetto di colleghi sparsi sul territorio che condivide i verbali delle riunioni. In intranet possono convivere tutte quete dimensioni in una sorta di “coda lunga” della comunicazione online. Personalmente vedo quatttro perimentrazioni possibili:

1) IO scrivo, tutti leggono/commentano

Ad esempio il blog del Vertice, ma anche il blog dello specialista del Marketing o dell’appassionato che parla di cose potenzialmente interessanti per tutti. In questo caso c’è una sola persona che tiene il blog e tutti gli altri che leggono e commentano.

Perimentro_blog_primo_caso

2) NOI scriviamo, tutti leggono/commentano

Ad esempio il blog relativo ad un progetto tenuto dal team di quel progetto, o il blog di un Dipartimento tenuto, da alcuni owner del Dipartimento stesso. In questo caso esiste un team che scrive e tutta l’organizzazione può leggere/commentare.

Perimentro_blog_secondo_caso

3)  IO scrivo, NOI leggiamo/commentiamo

Ad esempio il blog di un singolo all’interno di uno specifico settore, oppure il blog di un esperto o appassionato di qualche cosa che si rivolge unicamente ad altri colleghi “omogenei” professionalmente.

Perimentro_blog_terzo_caso

4)  Noi scriviamo, NOI leggiamo/commentiamo

Ad esempio il blog di un piccolo gruppo di lavoro o di un Dipartimento chiuso all’esterno. In questo caso tutti i membri scrivono e aggiungono informazioni, oltre che leggere e commentare.

Perimentro_blog_quarto_caso

Esistono altre dimensioni, ovviamente (il tempo di vita di un blog, le caratteristiche tecniche e le possibilità, il ruolo dell’amministratore, il tipo di contenuti e così via). Ma credo che questa del perimentro sia una dimensione fondamentale  rendere lo strumento flessibile rispetto alle diverse esigenze ed evitare il più possibile dei fallimenti.

Prendete questa classificazione come un work in progress, ci stiamo lavorando…:-)

Mag
22

Come aumentare il traffico

Che la intranet sia un sistema guidato dall’utente è risaputo. E’ proprio del web quello di essere “plasmato” dagli utilizzatori e di vivere della loro presenza attiva.

Intranet non fa eccezione, anzi, il suo non utilizzo è un peccato ancora più grave che il non uso di un normale sito web. Una intranet che viene usata raramente è una intranet scadente. Una intraent che viene usata solo da pochi è una intranet elitaria e inefficace. una intranet che non viene usata tutti i giorni è una intranet morta, e per quanto ci possiamo sforzare di renderla gradevole è evidente che dobbiamo ripensare le nostre strategie.

Il Buon Toby Ward prova ad elencare alcuni consigli per rendere lo spazio vivo e per aumentare il traffico.

1) Mettere la home page della intranet come defalut del browser dei dipendenti (questo è un po’ violento come consiglio, e ha anche il fiato corto, ma tant’è…)

2) Affiancare alla intranet una newsletter che arrivi per mail (ok, ce l’ho)

3) Coinvolgere il CEO con storie e webcast o altre forme di comunicazione (ottimo)

4) Premi, gare, quiz. Ad esempio, tanto per stare sul semplice, instant poll sulla home tutti i giorni

5) Servizi “appiccicosi”. In questo senso Ward vede tutto quello che riguarda il rapporto vita/lavoro (bacheche annunci in primis).

Possiamo aggiungere qualche altro consiglio?

6) Qualche cosa di nuovo tutti i giorni, in automatico. Ad esempio l’aforisma del giorno, i compleanni del giorno, la Borsa, il meteo ecc. Queste cose sono “instant content” che non vi costanto nulla editorialmente ma che rendono lo spazio fresco e “visitabile” sempre.

7) Servizi “killer”  come lo statino paga, le timbrature, il cercapersone

8) Abilitare i commenti dei dipendenti alle news

9) Abilitare i feed RSS alle news

10) Incrementare gli spazi di community e di autopublishing (foto in primis)

11) Mettere la foto di ciascun dipendente nel cercapersone

12) Creare meccanismi di ranking dei contributi che vengono pubblicati sulla intranet

13) Creare un ranking dei contributori sui forum (dal basic al topo level)

Sono tutte cose nelle quali entra in gioco l’azione concreta delle persone. E le persone vanno nei posti che un pochino li rispecchiano.

Mag
1

Per fare una passo avanti fatene due indietro

Vi segnalo un articolo *bellissimo* di James Robertson, dedicato al processo di design dell’architettura dell’informazione per le intranet.

La tesi dell’autore (che condivido pienamente) è che il processo di costruzione, per una intranet, comincia due passi indietro rispetto al design tradizionale. Mentre nei siti web esterni si comincia con lo studio dell’utilizzo del sito da parte degli utenti, in intranet ci sono due passi preliminari fondamentali:

  • l’analisi dei bisogni
  • la definizionie degli scopi e della strategia

Processo_design_architettura_intranet

Vi sugggerisco di leggere il caso di studio riportato, relativo ad un call center: gli architetti dell’informazione erano partiti con in testa alcune idee: identificare le domande più frequenti dei clienti, portare tutta la carta su intranet,  e così via.

Due giorni di “full immersion” nei processi lavorativi concreti sono stati sufficienti a capire che i bisogni erano altri: consultare rapidamente le vecchie brochure, capitalizzare le informazioni che arrivavano via mail eccetera.

Il caso è interessate, perché porta alla luce che lo studio di una intranet è innanzitutto uno studio etnografico e solo successivamente diventa un processo di design tecnologico. Spesso la “cattiva architettura” manifesta è solo un sintomo.

Ecco l’artcolo. Da leggere attentamente.

Apr
19

Piccole segnalazioni

Tutte in inglese, tutte centrate sul rapporto tra intranet, contenuti e organizzazione

Notable quotes on the impact of the intranet on the organisation

Building innovative intranets

The Impact of Information Technology (IT) on Businesses and their Leaders

The big 3 ingredients of a winning intranet

Intranet teams must cover the three purposes

(Ir)responsible content

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede