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Giu
14

T. Pincio su Dick

Tommaso Pincio ci parla di uno degli autori più importanti e controversi dell’ultimo mezzo secolo. Uso la parola autore senza nessun’altra specificazione, perché nel caso di Philip Dick ogni declinazione farebbe torto ad una figura che è stata capace non solo di dipingere ma, letteralmente, di riscrivere il nostro immaginario. Un bell’articolo, pubblicato sul Manifesto e ripubblicato su I miserabili

3 Commenti

  1. emanreiv ha detto:

    Dick mi piace, ma letterariamente a volte ha scritto cose un po’ sottotono. Adoro Ubik, L’uomo nell’alto castello e pochi altri.

    Che ne pensi di “Do androids dream of electric sheep?”? Non mi è piaciuto molto…

  2. 02068449 ha detto:

    credo che il suo meglio stia in Ubik, Un oscuro scrutare, La svastica sul sole, le tre stimmate di P. Eldrich.

    E’ vero: a volte è sottotono, ma tieni conto che lui si manteneva con la scrittura, per cui dovette scrivere moltissimo e fare parecchie “marchette”…

  3. utente anonimo ha detto:

    E’ vero che la qualità delle opere di Dick è mutevole, ma consideriamola nella sua completezza ed avremo un quadro sociologico che illustra gli aspetti pìù rilevanti del capitalismo. Comunque sono d’accordo sui titoli che avete scelto, aggiungerei Noi Marziani, a mio avviso uno dei suoi libri migliori.

    Fabrizio di Ateneo Impresa, allievo di Giacomo.

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede