mar
21

Affinità e divergenze tra la intranet e noi

Oggi è venerdì e vi voglio lasciare con qualcosa di leggero e terribilmente vero: il diagramma delle cose che in genere gli utenti vogliono dalla intranet incrociato con quello che la intranet in genere presenta in home.

La regola aurea del minimum viable product dice di cominciare sempre con quello che sta all’intersezione tra i due cerchi. Quindi, buon appetito a tutti :-)

Fonte: clearbox

 

Collegamento permanente dell'immagine integrata

 

 

feb
10

il WIC pubblica le migliori intranet 2013: sorpresa, c’è l’Italia

Il Wolrdwide Intranet Challenge (WIC) ha pubblicato l’elenco delle migliori intranet del 2013, secondo l’opinione degli utenti stessi (vi ricordo che l’iniziativa è una survey – gratuita – a livello globale che viene sottoposta ai dipendenti stessi delle organizzazioni, per poi confrontare i risultati).

La cosa interessante di quest’anno è che per la prima volta è risultata prima un’organizzazione italiana, ovvero la Camera di  commercio di Milano. Qui trovate un approfondimento del caso.

Home Page

 

Un complimento da parte mia a tutto il team della camera di Commercio, e spero che il caso possa darvi delle suggestioni; in ogni caso è sempre possibile partecipare alla survey del WIC. Ci volete provare anche voi?

feb
7

Creare contenuti per intranet: una mini guida da scaricare

Come tutti ormai sappiamo creare contenuti per la intranet (news, avvisi, pagine informative, segnalazioni, guide, FAQ ecc) è una di quelle attività un po’ prosaiche e routinarie, ma che nel lungo periodo assicurano utilità e continuità di accesso a questo strumento.

Per questo è molto importante darsi e dare a tutti i redattori distribuiti degli standard di scrittura e di editing,  attraverso guide, manuali, tutorial e sessioni formative. Anche se queste guide e questi standard coincidono per lo più con i buoni standard di scrittura professionale e di editing per il web, ogni tanto escono dei prodotti specifici e oggi voglio segnalarvi una bella mini guida per creare contenuti per intranet, redatta in tandem da Sam Marshall e da Wedge.

 

Writing guide collage

Dovete solo lasciare nome e mail per ottenere il link da cui scaricare la guida. Buona lettura a tutti.

feb
7

Se nelle intranet arriva WordPress

Credo che una delle cose più interessanti che stanno avvenendo nel panorama delle tecnologie per le intranet e gli spazi collaborativi sia una sorta di polarizzazione che vede da una parte il quasi scontato affermarsi di Sharepoint come piattaforma di CMS di base (a cui agganciare però molti altri strumenti che fanno attività specializzate) ma dall’altra il per nulla scontato arrivo di WordPress come piattafforma di riferimento per progetti anche di una certa complessità.

Questa è davvero una buona notizia, per molti motivi: WordPress è economico, versatile, ha una comunità gigantesca dietro e soprattutto è facile da usare.

Le conferme di questa tendenza in atto cominciano a manifestarsi, a partire dai casi riportati quest’anno da step two .

 

Virtuos Homepage

Ma c’è di più: all’interno della comunità c’è anche chi, come Luke Oatham, ha sviluppato un tema specifico   in WordPress per le intranet di enti pubblici inglesi. VI segnalo il video in cui ne parla e le slide che ha presentato.

Se siete interessati Luke ha creato una versione demo del tema e soprattutto ha messo in piedi una comunità di utilizzatori in cui trovate consigli utili e tutte le istruzioni del caso.

Comunicatori senza budget, It manager senza sponsor, volenterosi senza committment, vale la pena provare anche questa strada, che dite? :-)

 

dic
10

Il master in UX di Roma riapre i battenti

Quasi fuori tempo massimo vi segnalo la nuova edizione del master di I livello in UX – User experience. Come sapete questa disciplina è un elemento indispensabile nella pesante e variegata cassetta degli attrezzi del progettista intranet.

Questo master è tra i più seri che conosco, è biennale, è coordinato da una persona in gambissima come Alessandra Talamo ed è un percorso che costruisce delle professionalità di cui ci sarà sempre più bisogno (anche nel nostro Paese). Esiste la possibilità di finanziare il Master UX con i fondi professionali Fondimpresa.

Le iscrizioni si chiudono domani (lo so, siamo al limite, ma anche io l’ho saputo tardi).

 

nov
25

Tutte le presentazioni di Intranets2013

Dove stanno le migliori risorse e i migliori eventi sulle intranet? In Australia. Che da un lato è una fortuna per chi si occupa professionalmente di queste cose in Italia (la concorrenza vera, cioè quella di gente che ci capisce veramente qualcosa, è lontana), ma dall’altro implica che se vuoi fare parte della allegra combriccola ti devi organizzare dei viaggioni che non sono una passeggiata (ma che se avessi i soldi, il tempo, la baldanza comunque organizzerei).

Comunque, abbiamo internet e possiamo provare a surrogare la situazione con qualche link interessante. E  il link più interessante di tutti è certamente, sicuramente, indubbiamente innegabilmente (non ho finto gli avverbi, vi avverto, ho deciso di limitarmi a questi perché mi piace risparmiare) l’elenco delle presentazioni fatte a maggio a Intranet2013, la conferenza organizzata da StepTwo.

Troverete delle vere chicche, come ad esempio l’intervento di Alex manchester sul design della social intranet

 
Oppure un intervento sui segreti delle intranet di successo con Sharepoint

 

O ancora un intervento pieno di screenshot sul design delle homepage

 

Insomma, un sacco di roba che vi consiglio caldamente, anche se so che tutti voi, come tutti noi, preferireste, già che siete a Sidney, non rinchiudervi certo in una sala conferenze, ma che dobbiamo fa.

nov
24

Arriva l’intranet article index

Oggi vi voglio segnalare una risorsa davvero utile: il vulcanico Andrew Wright, animatore del Wordwide intranet challenge, (la survey/benchmark gratuita per le intranet di tutto il mondo) ha organizzato il più vasto indice di articoli e risorse sulle intranet che la storia (assai breve) delle intranet ricordi.

Per farlo ha usato un’istanza online si Sharepoint (e vabbé) e il risultato è una collezione di almeno 450 articoli classificati in vario modo che arrivano dalle più interessanti e autorevoli fonti del mondo.La raccolta si chiama, guarda un po’, Intranet Article Index e vale davvero la pena darci un’occhiata. Inoltre potete contribuire segnalando articoli che avete trovato in rete sul tema intranet.

Enjoy!

nov
8

Il community manager? Non è un optional

Vi voglio segnalare il lavoro di un giovane studente della business school di Warwik (tra l’altro notate che sito spettacolare), Kostas Kastrisios, che esplora la figura del community manager interno, ovvero della o delle persone che organizzano, animano, gestiscono, supportano e fanno crescere le community e i social network interni alle organizzazioni.

Lo scopo della sua tesi è dimostrare, basandosi su casi di studio reali (con l’ausilio di aziende come Yammer e Jive) come queste figure siano essenziali (capito? Essenziali) affinché una community interna abbia successo. Il lavoro è accademico, ma lo stile è anglosassone quindi attenzione: la tesi è breve, chiara e talmente strutturata che ne esiste anche una versione tabellare alla fine.

Il lavoro è diviso in tre parti

  • perché nei progetti di community aziendali emerge oggi la necessità del community management;
  • il communty management in pratica;
  • i benefici riscontrabili per l’azienda e per le persone.

Uno spettacolo.

Ecco l’articolo in cui sintetizza i risultati della ricerca, ed ecco il link al PDF da scaricare. Buona lettura a tutti i community manager nostrani :-)

ott
24

La tortuosa job description dell’intranet manager

Lo ripeto sempre nei miei corsi: l’intranet manager è innanzitutto un mediatore culturale tra le diverse anime dell’azienda e le varie culture interne (IT, comunicazione, design, HR, Organizzazione, Project management eccetera). La cosa è confermata indirettamente anche da un post di James Robertson uscito ieri e intitolato “Five hats for global intranet teams” (il post si riferisce però all’intero team di una intranet).

Se le cose stanno così (e stanno così) è comprensibile che trovare la persona giusta sul mercato sia un’impresa sempre difficoltosa, dato che in genere manca sempre “qualche pezzo” che permetta di comporre la figura perfetta.

 

Intranet manager job description

Il blog di Thougtfarmer ci viene in aiuto in questo senso, fornendoci due esempi di job description per il perfetto intranet manager. Come vedete si tratta di una miscela di competenze piuttosto eterogenee, ma così va la vita. Buona ricerca a tutti!

ott
23

Cumulus, ripensare i processi collettivamente (e senza consulenti)

Se è vero, come viene ripetuto da più parti, che nelle iniziative social interne conta più la proposta (purpose) che la tecnologia che la abilita bisogna davvero fare i complimenti al team di  Automation Anywhere, un’azienda di consulenza per l’automazione aziendale che ha creato una piattaforma (n.b. basata su Yammer) per identificare collettivamente e dare una priorità ai processi interni che potrebbero essere automatizzati (senza scomodare costosi analisti esterni da 1000 euro al giorno che non cito perché tanto li conosciamo :-).

La piattaforma si chiama Cumulus e non le manca niente (ecco un articolo che ne parla).

Si tratta come ovvio di una variante nella vasta galassia di piattaforme di crowdsourcing, ma ve la voglio segnalare perché a mio parare va nella direzione nella quale tutte le iniziative social interne si dovrebbero muovere (e si stanno, di fatto, muovendo), ovvero nell’uso della rete (di colleghi) per risolvere problemi specifici e/o soddisfare esigenze esplicite, lontani da suggestioni modaiole passeggere.

set
30

Torna il mio corso sulle intranet, e raddoppia. A Roma il 3 e 4 dicembre 2013

Cari amici, dopo le esperienze positive delle edizioni precedenti torna il mio corso “Progettare e gestire intranet che funzionano“, arrivato in scioltezza alla 5° edizione, il 3 e 4 dicembre e Roma.

In questa edizione ci saranno alcuni cambiamenti importanti a partire dalla durata, su due giornate.  Inoltre la seconda giornata sarà condotta in tandem con Raffaella Roviglioni, e sarà dedicata interamente alle metodologie di user centered design.

Approfondiremo quindi le principali metodologie e tecniche di progettazione, per aumentare il taglio operativo e dare ai partecipanti tutti gli strumenti che servono a fare un buon lavoro di progettazione o riprogettazione.

Potete scegliere di iscrivervi anche a una sola giornata:  ecco come di consueto la scheda del corso con tutti i dettagli.

Vi aspetto ;-)

 

Comunicazione di servizio: purtroppo a causa di improvvisi e problemi di salute, Raffaella non potrà essere presente. La sua lezione sarà quindi tenuta dalla ottima Maria Cristina Lavazza. Facciamo a Raffaella i nostri migliori auguri di buona guarigione.

set
30

La intranet mobile di Coca Cola

Per chi fosse interessato, ecco il video che illustra la fichissima versione mobile della intranet (già fichissima di suo) di Coca Cola enterprise:

 

 

Non ho ancora letto il report di StepTwo che ne parla in dettaglio ma sappiamo da altre fonti che è fatta in html5, con un design responsivo rispetto alla versione desktop. Da notare come ci sia stata un’attenzione particolare nel concentrarsi sulle kille application interne. Secondo James Robertson:

Gold award winner Coca-Cola Enterprises’ mobile intranet iConnect allows employees to carry out key HR processes such as view payslips and book annual leave from a smartphone. Initial feedback has been so positive that features from the mobile version of iConnect may be incorporated into the traditional desktop version.

Ricordate: il futuro delle intranet non è legato al grado di socialità che prometteranno, ma a quello di mobilità che garantiranno. Buona visione a tutti.

set
27

15 consigli per una community interna coi fiocchi

Nell’affollatissimo panorama di post che danno buoni consigli su come aumentare la partecipazione, l’adozione  e l’engagement dei dipendenti ai progetti social interni (bastino ad esempio articoli come  Employee engagemente and intranets di Steptwo oppure Social intranet Adoption di IBF o ancora For Enterprise Social Networks, how much adoption is enough? di Yammer e così via per decine e decine di post) spicca un post recente apparso sul blog di Thougtfarmer.

Il post, oltre a dare 15 buoni consigli per coltivare una community interna cerca anche di formalizzare un po’ il fenomeno “community”, distinguendo (come anche io faccio più o meno negli stessi termini e come ormai vedo che viene fatto abitualmente in  letteratura) tra gruppi funzionali, team di lavoro, comunità di pratica e comunità di interessi (io in genere aggiungo un quinto livello che è quello dei veri e propri network o “ecosistemi”, ad esempio nelle iniziative di idea management).

 

4-types-intranet-groups

 

Insomma, il post (che è in realtà il risultato di un workshop tenuto di recente) è un po’ più “solido” di quelli che si trovano in giro abitualmente, e pertanto lo segnalo volentieri.  Per comodità traduco anche almeno i titoli dei 15 consigli:

  1. Avere un responsabile della community
  2. Darsi da fare proattivamente per aggiungere membri
  3. Coltivare relazioni offline
  4. Raccogliere i bisogni dei membri
  5. Permettere ai nuovi arrivati di eseguire operazioni semplici (es. “presentati agli altri”)
  6. Fornire supporto e aiuto
  7. Mostrare quale è il “tono” della community
  8. Costruire un minimo di palinsesto
  9. Essere regolari con gli aggiornamenti, avere un ritmo
  10. Mantenere aggiornato il materiale ufficiale
  11. Trovare qualcosa di interessante per mantenere alta l’attenzione
  12. Valorizzare i partecipanti
  13. Collegarsi agli altri contenuti della intranet
  14. Includere informazioni di servizio della inranet
  15. Trasformare gli interventi della community in materiale strutturato.

Si potrebbe andare avanti ore e ore a elencare consigli come questi, e chi ha un po’ di dimestichezza con le community interne se che ci sono molti aspetti da considerare. In ogni caso trovo questi particolarmente di buon senso e tutto l’articolo è molto interessante.

Concludo il post con la canonica Call to action bloghereccia: e voi quanti ne avete adottati nella vostra azienda?

Ce ne sono altri che vi sentireste di dare? :-)

set
24

Il cercapersone? Adattivo e scaricabile come piace a noi

Jasper Bylund è l’intranet manager della municipalità di Malmo, una delle organizzazioni che hanno vinto il contest 2011 di Steptwo, grazie ad un progetto intranet davvero valido (ha vinto il premio per l’alta profilabilità dell’ambiente).

Jesper ha anche un blog dove racconta le evoluzioni del progetto e le sue considerazioni sulle intranet e i progetti interni. In uno degli ultimi post si sofferma sul design del nuovo cercapersone, costruito secondo gli standard  emergenti in questo campo, tra i quali ricordiamo (lo ricordo perché questo è un blog di servizio):

  • instant search
  • tag che dicvetano link
  • expertize
  • fotografia editabile
  • giusto mix tra campi campi editabile, campi precompilati ma editabili,  campi non editabili
  • salita e discesa gerarchica nell’organigramma

b

e

Non mi soffermo ulteriormente sulle funzionalità, evidenziate nel post, se non per dire che – attenzione – il design è altamente adattivo per poter essere fruito da dispositivi mobili e questa caratteristica, ricordatevelo bene, dovrà essere un aspetto scontato nei progetti dei prossimi anni.

In ogni caso, la cosa davvero interessante è che il cercapersone, così come tutta la intranet, sono costruiti in Rails e che tutto il progetto è interamente e gratuitamente scaricabile.

Che dite, ci facciamo un pensierino? :-)

set
4

La survey italiana sulla social collaboration

Con un certo ritardo, legato al periodo estivo e di scarsa connettività, vi segnalo la bella iniziativa promossa da Emanuele Quintarelli per provare a rilevare lo stato della social collaboration in Italia.

Per farla breve, Emanuele e Stefano Besana hanno creato un questionario dedicato alle aziende italiane focalizzato su 4 dimensioni centrali per la diffusione della social collaboration: cultura, organizzazione e processi, tecnologia, misurazione.

Ecco il link diretto al questionario. Intranet manager, community manager in erba, fatevi avanti :-)

 

mag
21

Test di usabilità, questi sconosciuti

Ripetete con me: usabilità significa test di usabilità. Non opinioni su che cosa sia l’usabilità, non patetiche intenzioni di design. L’usabilità si misura nei fatti, ovvero là dove gli utenti incontrano le nostre interfacce. E per passare dalle parole ai fatti esiste solo un modo: i test. Per parlare di questo oggi ospito sul mio blog, con molto piacere, un post di Raffaella Roviglioni, esperta di usabilità e User experience, nonché mia collaboratrice su progetti intranet. Se volete saperne di più la scheda di Raffaella è più sotto (oltre che nella sezione “collaboratori“).

L’usabilità delle intranet: testarla per migliorarla

di Raffaella Roviglioni

Una intranet usabile è quella che consente alle persone di svolgere facilmente e velocemente i loro compiti quotidiani e le loro attività online. Rispetto ai siti web le intranet dovrebbero essere molto più usabili, per una serie di motivi: abbiamo un controllo completo sull’ambiente digitale a disposizione (piattaforma e pc), conosciamo in dettaglio gli utenti (nostri colleghi) e riscontriamo in modo diretto il vantaggio di investire sull’usabilità per guadagnare in efficienza.

E invece non è così, come ci racconta Nielsen. Come mai? Spesso le intranet scontano problemi legati da una parte a un’architettura obsoleta, non pensata per i veri utilizzatori della piattaforma, e dall’altra a una navigazione difficoltosa per la presenza di tanti applicativi sviluppati con tecnologie che non si parlano tra loro (o, se lo fanno, complicano ancora di più le cose).

Che cosa possiamo fare in questa situazione? La cosa migliore è sempre quella di pianificare una serie di test con gli utenti sia per monitorare la situazione attuale (ed eventualmente decidere di intraprendere un percorso di riprogettazione) sia per affiancare un lavoro di progettazione ex-novo.

test di usabilità

Primo passo: i compiti da svolgere
In entrambi i casi, una delle prime cose da fare è individuare i compiti da far svolgere alle persone durante i test. Non dobbiamo inventarli di sana pianta, ma piuttosto “ricavarli” a partire dalle azioni quotidiane che le persone svolgono sulla Intranet. Ecco, a titolo puramente indicativo, alcuni esempi di azioni:

  • Hai bisogno rapidamente del numero di Roberto Rossi per chiamarla al telefono.
  • Devi organizzare una riunione con 5 partecipanti (te compreso) dalle 10:00 alle 11:00 di venerdì prossimo (20 aprile).
  • Ti arriva un avviso sull’e-mail perché un tuo collaboratore ha richiesto una settimana di ferie. Segui il link fino a questa pagina e procedi.
  • Tuo figlio si è ammalato e vuoi avere informazioni sul congedo per malattia.

Se non avete ancora questo elenco buttate giù una lista a partire da quello che è possibile fare sulla vostra intranet: richiedere delle ferie, scaricare il modulo per il rimborso spese, verificare la busta paga, cercare un collega per avere il suo numero  interno, e così via. Sottoponete poi questo elenco ai vostri colleghi per verificarlo e completarlo, e a partire da ciascun elemento scrivete un caso d’uso verosimile.

I risultati migliori si hanno quando si riesce a descrivere un compito sotto forma di storia, in cui la persona è protagonista dell’azione da svolgere.

Secondo passo: le persone
Una volta elaborati i compiti, bisogna trovare le persone giuste su cui testarli. Normalmente una sessione con 5-6 persone è sufficiente per far emergere i problemi di usabilità principali. L’importante è che siano un campione rappresentativo della popolazione aziendale: scegliete persone con ruolo, anzianità aziendale, sesso e nazionalità diversi.

Test di usabilità su carta

Terzo passo: il setting
I test possono essere svolti  direttamente presso le postazioni dei colleghi, utile soprattutto se state valutando la intranet attuale, oppure in una postazione ad hoc allestita in una sala riunioni in cui farete accomodare di volta in volta i partecipanti. Questa seconda modalità è usata in particolare quando si testano prototipi cartacei durante un processo di progettazione (ecco un video che ne illustra uno).

Se volete essere rigorosi sarebbe meglio registrare la sessione in video, inquadrando sia il viso delle persone che lo schermo o il prototipo con cui stanno interagendo. In caso non sia proprio possibile registrate almeno l’audio e usate un osservatore che prenda appunti dettagliati su cosa fa il partecipante in ciascun compito.

Quarto passo: i ruoli
Nello svolgimento del test è utile ricordare il vostro molteplice ruolo:

  • Osservatore: non dovete interferire con il compito del partecipante, quindi lo osserverete in totale silenzio, senza mai suggerire alcunché (nemmeno con il linguaggio non verbale!). Segnatevi su un quaderno eventuali domande da fare alla fine del test, se volete chiarimenti o spiegazioni.
  • Moderatore: sta a voi tenere il tempo, quindi eventualmente fermare un compito che si dilunga troppo o saltare al successivo se il partecipante si blocca e non riesce a finirlo. Siete anche voi a mimare le interazioni della piattaforma qualora stiate svolgendo un test su carta.
  • Facilitatore: tenete sempre a mente che è il partecipante che si sentirà sotto esame anche se voi state testando un applicativo e non le sue capacità. Rassicuratelo all’inizio e durante tutto il test, e accompagnate le sue osservazioni annuendo e prendendo appunti.

Quinto passo: l’analisi dei risultati
L’analisi dei risultati può essere più o meno schematica, a seconda dei casi e delle necessità. Anche quando volete ottenere dati sintetici, il mio consiglio è di non saltare alle conclusioni basandovi sulle proprie impressioni a caldo: spesso la memoria ci inganna, specie se siamo noi i progettisti. Pur non essendo un test quantitativo, a volte è utile ricorrere ad alcuni indicatori numerici come punto di partenza:

  • Il successo nel completamento del compito, che può essere espresso come 0/1 o come scala, per esempio da 0 a 3 (non completato, completato con molta frustrazione, completato con alcuni ostacoli e difficoltà, completato senza problemi).
  • Il tempo di svolgimento del compito, magari confrontato con un riferimento valutato in precedenza, o per testare le vostre aspettative.

Le conclusioni che si possono trarre dai test sono molteplici: potete essere fiduciosi che un compito che nessuno dei partecipanti è riuscito a svolgere sia un campanello d’allarme di qualcosa che va risolto e alla svelta. Se invece solo alcune persone hanno incontrato delle difficoltà specifiche, il problema forse si presenta solo per alcuni tipi di utenti o in situazioni particolari.

Anche se meno prioritario del caso precedente può comunque essere d’impatto per l’usabilità della vostra intranet, quindi sondate ulteriormente ripetendo test mirati, con altre persone, fino a che non l’abbiate compreso in profondità.

Ecco, per finire, qualche libro utile per approfondire l’argomento:

Buona lettura e buoni test a tutti :-)

 

Raffaella Roviglioni

Raffaella Roviglioni

[Raffaella Roviglioni]

Si è occupata di web e progettazione, nell’ultimo decennio, prima in veste di curatrice di contenuti e in seguito come architetto dell’informazione, web project manager e infine come User Experience Designer. Arriva a questa professione da un percorso non esattamente ortodosso, ma che rappresenta per lei un arricchimento e una spinta a non smettere mai di imparare e di mettersi in discussione.
E’ convinta di contribuire a rendere il mondo un posto migliore grazie a una progettazione che mette al centro le persone. Attualmente lavora come consulente freelance progettando portali e applicazioni intranet, siti web, app e giochi, oltre a interessarsi di sistemi più complessi di service design.

Mail: raffaella@roviglioni.it
LinkedIn: http://it.linkedin.com/in/raffirovi
Web: http://roviglioni.it
Twitter: @raffiro

mag
14

Scrivere nei social media: i miei appunti

Vi segnalo solo alcuni appunti che ho pubblicato ieri su Slideshare relativamente alla scrittura professionale nei social media (blog, Facebook, twitter). Sono tratte da una lezione-laboratorio molto più lunga che ho fatto l’anno scorso per la redazione web di un ministero.

Credo sia sempre molto difficile dare delle “regole” per strumenti così fluidi, vicini all’oralità e molto legati allo “stare dialogante” (se si capisce cosa voglio dire), ma ci ho provato a partire dalla mia esperienza e dalla (poca) letteratura specifica.
Buona lettura :-)

mag
3

Pleio, il civil hacking delle intranet

Solo una piccola segnalazione, giusto per fare sapere come in Olanda un gruppo di persone della Pubblica amministrazione olandese abbia creato una piattaforma intranet open source, chiamate Pleio, a disposizione degli enti pubblici che ne abbiano bisogno.

Ecco di seguito alcuni esempi di realizzazioni:

https://mijndeelsite.pleio.nl/file/download/201048

Fico eh? La piattaforma è stata creta adattando la nota piattaforma Elgg, e ad oggi conta circa 31.000 utilizzatori nel Paese. Ecco un approfondimento e anche una presentazione con Prezi.

 

 

Che dici, Ernesto,  lo possiamo chiamare Civil Hacking? A quando qualcosa del genere anche da noi? Pensate ai risparmi in termini di riuso. E al salto di qualità che farebbero in media le amministrazioni.