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Gen
18

Libera cultura, liberi e-book

La casa editrice StampaAlternativa, nota per i suoi famosi “libri Millelire” e promotrice in questi anni di interessanti volumi (come i libri di Roy Harris) ha cominciato a pubblicare online parte del suo catalogo. Il progetto si chiama Libera Cultura, Libera conoscenza e ha già in catalogo alcuni testi di tutto rispetto (come i due volumi dei saggi di Stallman da scaricare).

Ora, la questione per me è: accetto o no di pubblicare in e-book assieme a loro il mio nuovo libro? (creative commons, off course…) Il libro, per la cronaca, si chiama “L’oralità del web” (ma non l’ho mica ancora scritto, e solo un’idea…) e forse già dal titolo si capisce che online ci starebbe assai bene ma il mio imprinting di autore tradizionale mi pone delle resistenze. Mah…

Mi piacerebbe, cari sparuti lettori, avere un vostro spassionato parere. Che faccio? Vado?

12 Commenti

  1. utente anonimo ha detto:

    Giacomo,

    lavorando tutto il giorno con davanti un pc i libri preferisco leggerli a letto o in poltrona, e avere in mano dei fogli A4 non è il massimo. D’accordo per l’ebook ma che non vada a discapito della profumata carta. A riguardo ti chiedo anche questo , cosa ne pensi di questa associazione che da qualche tempo mi spaventa : digitalizzazione=smaterializzazione?

    Ciao

  2. utente anonimo ha detto:

    “Solamente” in e-book ? Perché se così fosse voterei per la versione cartacea, vuoi mettere? Un libro si sottolinea, se fornisce spunti si riempie di foglietti e annotazioni, ti segue in treno e sul divano, non ti distrugge gli occhi come un monitor ed è più agevole da scorrere quando si cerca di fretta quel bel passaggio che vorresti proprio citare.

    Ciao e auguri.

  3. 02068449 ha detto:

    avete ragione e anche io, di primo acchito, ho avuto questo tipo di reazione e di obiezioni, ma tenente anche conto che:

    – in rete puoi ampliare il tuo discorso fornendo link…in rete. Vuoi mettere con la semplice bibliografia?

    – in rete la discussione può continuare con i lettori stessi, che diventano così co-autori. E il mio libro, in fondo, tratta proprio di questo.

    – Il libro sarebbe comunque scaricabile interamente in PDF.

    lo so, lo so, non è la stessa cosa, ma sono tenato (e tra l’altro mi ha anche chiamato un editore “tradizionale” che mi ha detto “OK!”). Mah…

  4. 02068449 ha detto:

    dimenticavo l’associazione digitalizzazione=smaterializazione.

    Il discorso (e te pareva) mi sembra complesso: in fondo, si potrebbe sostenere, la smaterializzazione non riguarda il digitale ma i processi stessi di produzione. Le idee non sono mai state “materiali”, e oggi le idde hanno molto più peso che in passato, nell’economia dei processi produttivi.

    Anche Il libro è un oggetto materiale, ma la sua materialità è in qualche modo “annullata” dall’idea che trasmette con l’alfabeto (è un tema che ossesiona i filosofi, da Platone a Derrida, da quando è stata inventata la tecnologia dell’alafabeto)

    Poi, però, c’è una questione irriducibile, ovvero il corpo. Il corpo erotico, il corpo deisiderante per intenderci (Faucault, Deleuze eccetrera).

    Insomma è una fior di questione…

  5. utente anonimo ha detto:

    Secondo me pubblicarlo on line non è una scelta che influirà più di tanto sulle vendite. Mi risulta difficile pensare che la gente scarichi libri da internet e li stampi in A4, credo li usi più che altro per consultare on line delle parti. Questo è un pubblico che difficilmente comprerebbe il tuo intero libro in un punto vendita come la libreria. Quindi con questo pubblico l’on-line del tuo libro è fondamentalmente un’operazione di relazioni pubbliche che rafforza la tua immagine (già più che buona mi pare).

    Chi invece compra libri vorrà la sua copia in carta e quindi andrà in libreria o l’ordinerà su Internet. Anzi niente esclude di linkare la versione on line a un sito da cui comprare la versione cartacea.

  6. utente anonimo ha detto:

    Fossi in te curerei più la grammatica (idde), ehm … e lascerei perdere i riferimenti a schiovere su Deleuze, dammi retta.

  7. 02068449 ha detto:

    Grazie del suggerimento, farò del mio meglio.

    (però ci sarebbi rimasto un po’ male, eh…)

    Che significa “schiovere”?

  8. utente anonimo ha detto:

    Giacomo,

    credo che la risposta te la sei già data quando hai citato il fatto della tua frase ripresa dal “sito di laura”.

    Internet è così, i contenuti che immettiamo prendono vita, metaforicamente crescono, si sposano e fanno figli.

    Se penso ai diritti d’autore, mi torna alla mente una frase di Gibran dal Profeta, “Voi siete l’arco, i figli sono le frecce, prendete la mira e scagliateli più lontano possibile”.

    Giacomo, prendi il frutto della tua mente e del tuo cuore, il prodotto del tuo stile e del tuo pensiero e scaglialo nella rete, un giorno, inaspettato, busserà alla tua porta per farsi riconoscere.

  9. 02068449 ha detto:

    cavolo, di fronte a tali alte immagini non posso che convenire.

    Perdincibacco.

    :-))

  10. tolli ha detto:

    Vada per i “Rapporti Orali” sul Web, bisogna provare Tutto, No?

  11. utente anonimo ha detto:

    Io appoggio la pubblicazione anche sul web.

    Tanto un libro di carta è un libro di carta, uno di bit è di bit.

    S.Tesista in spinning..je la pozzo fààà

  12. 02068449 ha detto:

    L’allegro tesista è alla frutta…

    Tolli, la vedo difficile…ma non impossibile

    ;-))

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede