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Giu
9

I tristi problemi(?) dello specialista freelance

Come sapete me ne sono adato da Alcatraz per iniziare una nuova vita di disoccupato/consulente/musicista/formatore. Me ne sono andato senza sapere che cosa avrei trovato dall’altra parte, alla bella età di 39 anni, perché credevo che dalla vita si potesse chiedere di più che buoni-pasto e frustrazioni.

L’ho fatto senza pensarci, e ho potuto farlo solo perché in realtà ci stavo pensando, costantemente, da dieci anni. Ma ogni decisione è, per definizione senza fondamento. In caso contrario sarebbe una conseguenza e non una decisione.

Beh, è giunto il momento di tirare delle somme parziali, provando ad elencare alcuni piccoli inconvenienti delle professione.

– Lavori a gennaio e magari a giugno non ti hanno ancora pagato. Però le tasse tu, intanto, le hai già dovute pagare.

– Non sai mai quanto stai guadagnando perché hai delle fatture in giro da pagare, ogni tre mesi paghi l’IVA, ma poi questa ti ritorna sotto forma di IRPEF, che però tu pagherai decurtando le spese e il disavanzo lo metterai nella gestione INPS che però hai fatto pagare per un quarto al cliente e questo quarto non entra nel calcoo IRPEF e il tutto avviene scaglionato in 6 momenti distinti durante l’anno.

– Non riesci più a capire se quello che fai è svago, lavoro, riflessione, comunicazione (questo vale in special modo per chi lavora nel terziario avanzato).

– Hai molto più tempo libero, ma a volte non sai se questo sia un buon segno o no.

– Entri in cottatto con persone e situazioni che mai avresti voluto vivere (tipo: imbroglioni, perditempo, venditori di fumo, avventurieri). Sarà un caso, ma questi li incontro in special modo a Milano, che difatti è una piazza che frequento sempre meno. Mi scuso con i Milanesi che non apartengono alle categorie sopraindicate.

– A volte è necessaria una forte dose di autostima e di equilibrio interiore per imparare a vivere le situazioni come semplici fasi di un processo.

Ok, sono tutti problemi superabili e francamente li preferisco comunqe a fare cose tipo spiegare come si scarica un allegato a una persona che guadagna 10 volte più di te e si crede pure più fico. Beh, questi me li sono proprio lasciati alle spalle. A volte me li ritrovo di fronte, è vero, ma per breve tempo e facendomi pagare 10 volte più di prima (tiè).

A onor del vero va detto che ci sono anche vantaggi, e molti: puoi vedere concretamente se quello se che fai è apprezzato e sei costretto a rimetterti in discussione continuamente. Se qualche cosa non ti piace basta fare “canc”. Mediamente incontri persone interessanti e con le quali hai molte cose in comune. Vedi le cose che fai dall’inizio alla fine e impari che cosa vuol dire “costruire qualche cosa”. Puoi inserire nel tuo lavoro cose molto più personali e coinvolgenti, mettendo a frutto veramente quello che sei e la tua storia. Personalmente faccio molta più filosofia oggi, come formatore freelance, di quanta ne faessi come schiavo aziendale. Capisci molte cose su di te, su come sei fatto e hai modo di lavorarci su. I vantaggi potrebbero continuare, ma vi terrò agiornati. Per il momento vi segnalo, a proposito del tema, una interessante inziativa.

8 Commenti

  1. liseuse ha detto:

    Complimenti per il coraggio e il piglio umoristico :-) Io non so cosa darei per tornare in azienda. Penso comunque sia questione di forte carattere, disciplina e grande senso organizzativo: se hai questi, il freelancetume pagherà assai!

  2. utente anonimo ha detto:

    Io invece non ho avuto tutto lo stesso tuo coraggio.

    Da dipendente pubblico full-time sono passato consulente 50%. Così non pago l’INPS, andrò in pensione a 58 anni (se ci arrivo e se ci saranno ancora le pensioni!). In compenso lavoro 1,5 volte perché i clienti del consulente sono molto esigenti.

    Una considerazione sui milanesi. Tendono a considerare tutti colo che vivono al di sotto del parallelo di Rozzano dei semi infermi mentali da tenere sotto costantemente sotto controllo. Ricordo che in un progetto internazione della durata stimata di tre anni hanno cominciato a chiedermi “Stiamo rispettando i tempi?” sin dal secondo giorno…

    Gianluca

  3. 02068449 ha detto:

    Ah, così ti hanno chiesto? :-D

    E’ vero, tendono a considerarli così. Mi chiedo perché. E’ un po’ come se una donna un po’ “racchia” si atteggiase a Top model. In genere le persone includono i feedback altrui nella misura del proprio comportamento e della propria immagine di sé. Loro invece no (ma non bisogna MAI generalizzare).

    Interressante la tua formula di lavoro…

  4. utente anonimo ha detto:

    aggiungo fra i vantaggi: giri molte meno cartacce, alla burocrazia fiscale ci pensa il caaf. Non passi mattinate a compilare rimborsi/relazioni del cavolo/piacevolezze varie o in riunioni soporifere su strategie aziendali che ti passano cmq sopra la testa.

    Se non hai da fare te ne puoi andare in montagna senza chieder ferie, recuperi, incastri con le ferie dei colleghi. Idem se devi andare dal medico o per i cavoli tuoi: ti organizzi tu.

    Quando non sei dal cliente lavori all’ora che preferisci: io a notte fonda quando nessuno scassa i cosidetti.

    Impari un casino di piu’ che in azienda, ma davvero molto!

    Non devi mercanteggiare per mesi col capo per avere il portatile nuovo o perche’ compri il tal applicativo che quando arriva non ti serve piu’. In compenso te li devi pagare tu.

    E’ tutto piu’ veloce: scelte, decisioni, operativita’.

    Fai tu le tue scelte… e ne paghi le conseguenze.

    “Svantaggi”: a volte mi sento sola, nessun collega col quale dividere le rogne, che sono tutte mie, discutere, confrontarmi, parlar male del capo o dell’amministratore delegato.

    Ho sempre la testa li’, e spesso anche il culo visto che io ho lo studio collegato all’appartamento. Non c’e’ piu’ stacco fra casa e lavoro.

    Per fortuna non ho figli ne’ mutui da pagare ne’ coniugi separati da mantenere, ne’ grosse scadenze, quando ho pensato al gatto ho circa finito con le responsabilita’: a volte resto senza incassare un cent per periodi luuuuuunghiiiiiiiiii!

    fran free lance

  5. 02068449 ha detto:

    da quello che dici si vede che sei una freelance di lungo corso..

    io ancora sono un po’ intimidito dall’andarmene bellamente in vacanza…percò suono molto di più…

    :-)

  6. utente anonimo ha detto:

    ehmmm… intendevo andarmene a camminare in montagna, che so, un mercoledi’, quando non c’e’ in giro nessuno e gli altri LAVORANO :P Doppio piacere :)

    Ferie… peta che guardo sul DeMauro.

    fran

  7. utente anonimo ha detto:

    …scusate ma…perchè una racchia non può atteggiarsi a Top Model? ;o)

  8. 02068449 ha detto:

    forse ho scelto un esempio un po’ del cavolo…comunque si, può farlo, ovviamente.

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede