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Feb
15

Internal blogging? Si, a patto che…

Su iriospark si parla di blogging interno alle aziende. La domanda è: quali benefici? L’autore ne elenca alcuni, io ne ho aggiunti altri. Proviamo a vedere se qualcuno, in Italia, si sveglia.

Per la cronaca, ribadisco la mia idea sui blog interni.

1) L’asimmetria tra chi scrive e chi commenta mi suggerisce di utilizzarli per fare parlare capi-progetto, esperti di qualche cosa (anche di cose non strettamente operative) o “leader cognitivi” (in primis il CEO). Per discussioni più paritarie credo sia sempre meglio il buon vecchio forum, mantre per informazioni meno specifiche e meno legate a singole persone può bastare, forse, una semplice notizia in intranet (imho)

2) La loro “cronologicità” mi suggerisce di utilizzarli per seguire progetti specifici aziendali che durano nel tempo. In questo caso si rivelano molto più utili di semplici notizie su intranet o spazi documentali.

3) La loro “dialogicità” mi suggerisce di utilizzarli solo da persone che sono disposte a entrare in gioco e conversare veramente con gli utenti, oltre che per contenuti che richiedono dei feed back dalla comunità alla quale si rivolgono.

Riassumendo, se i presupposti da cui partiamo sono: alta densità di contenuti specifici, contenuti che evolvono nel tempo, contenuti che richiedono la collaborazione e i feed back degli utenti, allora il blog può diventare uno strumento mooolto utile; se però non ci sono questi presupposti strutturali, secondo me, possiamo evitare di aprire blog e usare altri strumenti interni.

Sono ovviamente solo mie opinioni eh! (E ci mancherebbe…)

4 Commenti

  1. utente anonimo ha detto:

    Caro Giacomo,

    In “risposta” al tuo commento ti faccio una proposta……..se mi fai sapere.

    Un abbraccio.

    Pier Luca Santoro

  2. utente anonimo ha detto:

    Temo che per attuare progetti del genere di acqua sotto i ponti ne passerà ancora parecchia. E non sono certo neanche che basterà tutta. Purtroppo.

  3. Nonostantetutto ha detto:

    Nella mia personale esperienza il blog deve essere inserito in un contesto di eLearning unitamente ad altri strumenti a disposizione degli utenti, per ragioni che rispondano, molto direttamente, ad una precisa strategia di apprendimento.

    Consiglio quindi di NON aprire un blog in assenza di tale presupposto perché si rischia di fare un grosso buco nell’acqua.

    Nel mio caso il blog Contact Center Zen mi sta servendo per abituare gli utenti ad un paradigma diverso di pubblicazione.

    Cioè sono loro sia con post scritti direttamente, sia commentando quelli fatti da altri, ad abituarsi, gradualmente, ad essere dei content manager di uno strumento in pratica creato da loro e non dall’azienda in quanto entità astratta.

    Tutto questo prelude all’introduzione di un nuovo strumento tipo wikipedia, che è in fase di progettazione, in cui utilizzeremo gli utenti che più di altri stanno partecipando all’iniziativa del blog, per trasformare in conoscenza esplicita disponibile a tutti, tutta quella parte di conoscenza che è oggi poco utilizzata, in quanto tacita di ciascun operatore, che deriva dalla customer interaction.

    Un caro saluto.

    Rob.

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede