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Apr
9

Fatevi i vostri test

Per scacciare l’angoscia del presente, il rimpianto del passato, la paura del futuro, niente di meglio che parlare di usabilità.

Ecco un insieme di risorse niente male per farvi da soli tutte le vostre analisi di usabilità. Non manca niente: diagrammi di affinità, card sorting, interviste, test di laboratorio e molto altro.

Come ho fatto a finire qui? Io ricordo solo che ero un ragazzo; non giocavo a ramino e non fischiavo alle donne, e forse è questo il problema. Però andavo al parco e mi facevo le canne e c’era sempre la chitarra (o l’armonica, o la birra, o le diverse combinazioni di questi elementi).  Era tutto molto semplice allora, anche se ci sembrava tutto terribilmente complicato. Sembra incredibile, ma cantavo canzoni come questa. A volte a squarciagola.

Non so dove mi sono perso. Sono anni che cerco di capirlo. Quando lo avro capito la mia storia e la mia età finalmente si incontreranno, e avranno un sacco di cose da dirsi.

Scusate, ma le feste mi riducono sempre così.

3 Commenti

  1. utente anonimo ha detto:

    …cribbio…

    Barbi

  2. utente anonimo ha detto:

    Secondo me la colpa è proprio di Claudio Lolli. Anche io a 18 anni suonavo e cantavo “Quelli come noi” e “Quello che mi resta” (che è anche un capellino più triste). Ai tempi le radio passavano Always, Serenata Rap, The rhythm is magic… Perché io suonavo Lolli?

    A presto

    Roquentin

  3. 02068449 ha detto:

    eh, Claudio Lolli lascia il segno, c’è poco da fare.

    “Quello che mi resta

    dei tuoi giorni

    è la triste sicurezza

    che non mi è mai importato nulla

    di chi di noi avesse torto.

    Quello che mi resta

    dei tuoi giorni

    è solo il senso

    d’esser morto”.

    Ecco.

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede