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Nov
29

Nuove features per la intranet 2.0

Il questo post, all’interno di un blog di una giovane società di progettazione web, vengono proposte alcune idee di features dei nuovi sistemi 2.0 nelle intranet.  Su alcune concordo pienamente (usare gli strumenti 2.0 esterni, flessibilità e decentramento del publishing), su altri meno (come la personalizzazione), almeno per esperienza.

In ogni caso ribadisco che una intranet è “2.0” per natura, e la tecnologia può solo abilitare o meno un processo che avviene in strati “profondi” dell’organizzaizone materiale delle cose di un’impresa. Dobbiamo lavorare molto su questo strato, quotidianamente, con tenacia, affrontando ostacoli, burocrazia, ignopranza, presunzione. E paura. Se superiamo tutto questo faremo la “intranet 2.0” anche con semplici pagine html. Mano sul fuoco, su questo.

6 Commenti

  1. utente anonimo ha detto:

    Anche io ho riflettuto molto sullo scarso utilizzo di strumenti di personalizzazione avanzata da parte degli utenti (almeno della gran parte), pero’ ritengo che siano la vera differenza tra una intranet intesa come bacheca di pubblicazione, che spesso si confonde con il sito aziendale e una applicazione che deve rispondere alle esigenze di molte tipologie di utenti diversi.

    PS Grazie per la segnalazione :-)

  2. Nonostantetutto ha detto:

    Sono d’accordo sull’essere contrari alla personalizzazione.

    Il vero ostacolo che incontro io è quello che la prevalenza dei siti aziendali non ha alcuno strumento di sindacazione (feed). Nel nuovo portale che stiamo progettando per gli operatori di call center, faremo un uso massivo di feed RSS, ma finchè siamo solo noi, è difficiale applicare certi razionali.

    In ogni caso c’è una moda in questo momento sulle tag cloud e sulle personalizzazioni tramite il sistema di widget che mi lascia alquanto perplesso.

    Tutto dovrebbe essere concepito in funzione di una precisa strategia di apprendimento, mentre invece rilevo che, anche con gli strumenti del web 2.0, il rischio è di partire dalle soluzioni e correre dietro a certe scelte tecnologiche, senza correlare le stesse alle reali esigenze degli end users, ma tu sai assai meglio di me a cosa ed a chi posso riferirimi.

    Ci vedremo domenica al BarCamp e mi fa piacere ho visto che ti sei iscritto, o, come dicono a Roma, te sei segnato pure te.

    Un saluto.

    Rob.

  3. 02068449 ha detto:

    Roby, sai bene quanto sono d’accordo con te su tutto quello che hai detto.

    Speriamo di incontrarci (ma credo di sì…) ciao

  4. utente anonimo ha detto:

    Eheh ho giusto postato oggi sull’importanza dei feed :-)

    http://www.artbits.it/?p=26

  5. utente anonimo ha detto:

    Non per essere fuori dal coro, ma credo che il problema non siano i tag cloud o il web 2.0 più o meno disatteso; penso che (almeno nella situazione professionale che sto vivendo) ci sia davvero ancora un problema “culturale” di una gran parte del management medio e alto. La mancanza di una cultura della intranet come processo di rilevanza strategica e non di soluzione “tecnicista”; progetto che ridisegna i processi e non accessorio tecnologico per la “automazione” delle banalità. Ben vengano i tag cloud e le folksonomie se fanno parte di un progetto e non sono solo l’introduzione dell’ultimo accorgimento tecnologico. Credo che le intranet “vive” siano quelle che riescono anche a trasmettere nuove forme di conoscenza concettuale, di approccio e di elaborazione; che siano, cioè, da stimolo alle persone che le utilizzano oltre la loro essenza di “essere supporto di…”. Ecco, proprio nel concetto di “stimolare” vedo una nuova prospettiva che le intranet non possono disattendere se vogliono giocare fino in fondo il ruolo di “portatrici di innovazione” di cui le organizzazioni hanno estrema necessità.

    Buona serata a tutti.

  6. 02068449 ha detto:

    Grazie del tuo commento.

    Anche se in questo spazio siamo piuttosto tutti “accordati” sul tuo pensiero…:-))

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