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Mag
28

Visioni mistiche: creare COP con la “work affinity”

Allora, seguite il mio ragionamento: una delle cose più interessanti di Anobii (e credo francamente che sia anche una sua “killer application”) è il grado di compatibilità tra utenti, creato attraverso un algoritmo automatico che controlla e miscela una serie di variabili: i libri a cui abbiamo dato lo stesso voto, i libri nella stessa edizione, gli autori in comune e così via.

affinità_su_anobii_01

affinità_su_anobii_02

Questo meccansimo è molto interessante perché crea una dinamica di serendipity tra le persone: ovviamente sono portato a visitare, contattare, fare rete con le persone con le quali il sistema mi dà un’alta compatibilità.

Peraltro, parlando di libri, tocchiamo una sfera particolarmente sensibile, dove le affinità su gusti e autori rappresentano una buona “radiografia” delle rispettive personalità.

Ok, adesso proviamo ad applicarlo internamente all’azienda: Luca, come tutti i dipendenti di Grande Azienda, è mappato sul cercapersone. Quindi l’azienda mette a disposizione del suo profilo, in modo automatico, settore, mail, telefono, repsonsabile, indirizzo e altri dati organizzativi.

Inoltre, il settore Formazione mette a disposizione del suo profilo i corsi a cui ha partecipato e le attività formative svolte.

Inoltre Luca ha compilato le parti del suo profilo di sua competenza: i progetti seguiti, le competenze su alcune aree di interesse aziendale, gli interessi personali, la conoscenza di alcune specifiche materie (informatica, lingue straniere ecc)

Infine: il profilo mostra i gruppi e i forum interni a cui Luca partecipa, la documentazione che ha caricato (e scaricato), con relativi tag, le pagine che ha creato con relativi tag.

Ok, adesso il sistema ha tutti gli elementi per creare una “work affinity” con gli altri colleghi dell’azienda: in altre parole, Luca è in grado di vedere, all’interno dell’azienda, tutti gli altri colleghi che, in base al magico algoritmo, hanno una qualche affinità, maggiore o minore, con lui.

Per esempio Luca scopre che ci sono altri colleghi, in altre sedi in italia, che smanettano su PHP, si sono occupati nel tempo di supporto alla vendita, suonano uno strumento e conoscono il tedesco. Questa, come direbe Etienne Wenger, è una Comunità di Pratica allo stato potenziale. O, per usare termini più alla moda, un social network basato sugli skills (e mi sorprende che Linkedin non ci abbia ancora pensato, ma forse sono ignorante io…),

A questo punto non resta, a Luca e amici, di creare un proprio gruppo online sulla intranet dove poter condividere le proprie conscenze e le proprie esperienze. Qunado ci sarà da risolvere un problema in PHP, tradurre un termine tecnico dal tedesco o mettere su un gruppo musicale beh, Luca avrà qualche canale in più per risolvere questi problemi. Al di fuori dei confini gerarchico-organizzativi.

E vissero felici e contenti.

Ok, il primo che la realizza faccia un fischio a tutti gli altri.

7 Commenti

  1. michelemelis ha detto:

    sarebbe fantastico un sistema del genere (e non solo con finalità collaborative), mi stupisce che sia presente solo su Anobii attualmente… il fatto che lo abbiano realizzato scalza la scusante che sia prematuro pensare applicazioni simili, della serie si può fare ma nessuno l’ha mai realizzato in altri contesti?

    mi sa che te le dovresti rivendere queste idee Giacomo.. : )

  2. 02068449 ha detto:

    Eh, ma io me le rivendo, infatti, quando c’è qualcuno disposto a comperarle…:-)

    Il fatto è questo: tra lanciare un’idea e realizzarla in un’azienda c’è di mezzo un mare di casini, di lavoro sui fianchi manageriale e di scelte operative grandi e piccole. In questo mare nuoto io…:-D

    Credo che una delle prime applicazoni che dovrebbero nascere su Linkedin sia proprio una cosa del genere. Staremo a vedere…

  3. utente anonimo ha detto:

    Eh.. certamente lo scenario è affascinante. Ma credo che senza la “consapevolezza” dello strumento da parte degli utilizzatori queste cose rischiano di diventare un buco nell’acqua.

    Un’altro fattore da tenere in considerazione è che generalmente un social network funziona quando tutto viene condiviso on-line. Spesso in azienda sono le relazioni e i collegamenti informali che contribuiscono a creare la propria rete personale. Se è vero che in una grande organizzazione, con più filiali lontane tra loro (anche geograficamente), una cosa di questo genere può diventare davvero utile; è altrettanto vero che al’interno dello stesso ufficio fatica a prendere piede. E spesso sono proprio le relazioni tra colleghi dello stesso reparto che hanno bisogno di essere nutrite.

    Resta valida la considerazione finale: chi lo realizza faccia un fischio ;)

  4. 02068449 ha detto:

    Grazie del commento.

    Si, si, naturalmente sto pensando, in questo caso, ad aziende medio-grandi e sparse sul territorio (500, 1.000, 10.000 persone e così via), ed è ovvio che una cosa del genere in aziende di 30 persone non avrebbe alcun senso.

    Ciao

  5. utente anonimo ha detto:

    Personalmente ho realizzato qualcosa di molto simile in una grande azienda di elettrodomestici italiana. Il focus è sulla condivisione delle informazioni di profilo sia di carattere ufficiale che personale (es. skills, interessi, progetti seguiti, ecc.) con la possibilità di effettuare delle ricerche sulle persone a partire proprio da queste caratteristiche (es. tutti i colleghi che condividono l’iteresse per il Plain Air). In corso di realizzazione la possibilità di creare dei veri network liberi, per creare degli spazi di condivisione della comunità di pratica.

  6. 02068449 ha detto:

    Molto interessante, grazie. Immagino che di screenshot no se ne parli vero? :-)

  7. utente anonimo ha detto:

    Purtroppo per ora no.

    Quando avrò la possibilità di utilizzare i contenuti, vedrò di pubblicarli.

    Grazie.

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