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Nov
28

Chi sono io? Chi sei tu? Ancora sull’identità in intranet

Credo che ci sia un tema che, sia nei suoi risvolti strettamente tecnologici che nella visione strategica che ne costituisce lo sfondo, attraversa tutti i progetti intranet di nuova generazione.
Credo che questo tema sia la vera chiave di volta che segna il passaggio ad una nuova visione dei rapporti professionali, del nostro stare in azienda come portatori di saperi, del modo con cui ci inseriamo nei processi produttivi, della maniera con cui creiamo valore ogni giorno, degli equilibri tra ciò che siamo come persone e ciò che siamo come lavoratori.
Questo tema è senza dubbio l’identità, e se ci torno sopra è perché credo che si debba fare chiarezza una volta anche, in modo da partire con il piede giusto nella progettazione di sistemi di knowledge sharing, di enterprise 2.0 e di social network interni, ovvero che i progetti con cui ci confrontiamo oggi.
Fino ad oggi, e Jacob Nielsen ce lo ha ripetuto fino alla nausea, una delle killer application dei progetti intranet è stata il cercapersone, o directory aziendale, che assolve il ruolo di rubrica del telefono o rubrica dei contatti dei dipendenti.
Questa applicazione è ovviamente fondamentale, perché risolve una serie di problemi oeprativi che tutte le persone hanno durante la loro giornata: trovare il numero di telefono del collega, il suo capo, il suo settore, la sua mail eccetera. Non mi stancherò mai di ripetere che questa è veramente un’applicazione fondamentale.
Ma veniamo al punto: se mi limito a tracciare questi elementi, che cosa ne sarà della mia identità perofessionale? In sostanza verrò rappresentato, alla fine, in una specie di scheda elettronica entro la quale sono descritti i miei riferimenti organizzativi, la mia collocazione in azienda, in poche parole il mio ruolo.

sheda cercapersone povera

E’ tutto qui? Credo proprio di no. Chiunque, guardando una scheda del genere, riconoscerà solo una parte di sé. Nella nostra giornata lavorativa, in fondo, facciamo molte cose: mettiamo in gioco competenze, saperi, relazioni, expertize. Produciamo documenti, chiediamo consigli, diamo risposte. Premiamo e veniamo premiati. Siamo noi.
La nostra identità professionale è qualcosa di più della rappresentazione impoverita che ce ne dà il cercapersone: è un gioco dinamico tra alto e basso, tra personale e lavorativo, tra contenuti e relazioni. È questo che dobbiamo rappresentare. È questo che ci serve.

rappresentazione identità professionale in intranet

In questa nuova visione l’identità si compone di diversi elementi, generati peraltro in modi assai eterogenei:
Alcuni sono generati dall’alto (informazioni organizzative)
Alcuni sono generati dalla persona (informazioni personali, foto, fotogallery, documenti e materiali pubblicati, skill inventory)
Alcuni sono generati dalla community (rating e ranking sulla bontà dei contenuti prodotti)
Alcuni sono generati dal sistema (link ai contenuti prodotti, elenco contatti..)
Come vedete, in questa rappresentazione le informazioni organizzative sono solo una parte del gioco, che in realtà è giocato a tutto campo tra informazioni aziendali, informazioni personali, expertize, contributi dati alle community, progetti seguiti, colleghi con cui faccio rete, qualità dei miei contributi. Il risultato è qualcosa di simile a questo:

scheda profilo identità professionale in intranet 2.0

Come vedete è qualcosa di ben diverso dalla scheda del cercapersone: comincia ad essere qualcosa in cui posso riconoscermi, e nel quale possono riconoscermi anche i miei colleghi. Non solo: comincia ad essere un oggetto che entra in gioco nei processi operativi con cui le persone si cimentano ogni giorno.
Non è un gioco: è l’architrave di un nuovo modo di lavorare degerachizzato, relazionale, personale e professionale al tempo stesso.
Per inciso, ho visto per esperienza che questo tipo di informazioni diventano rapidamente le più viste nei progetti di enterprise 2.0 a cui ho partecipato.
Questo oggetto non è un oggetto separato dagli altri nella intranet, anzi: ogni contenuto prodotto è collegato ad esso. Ogni articolo, ogni documento, ogni post nei forum, ogni attività che viene compiuta sulla intranet è legata a doppio filo a questa identità dinamica rappresentata da questo profilo arricchito.
Se volete progettare un social network interno o una intranet di nuova generazione, ricordate sempre che il primo passo che dovete fare è chiedervi: in questo particolare contesto organizzativo, come rappresento l’identità delle persone? Come la rappresento nel sistema? Come la metto in gioco nella generazione dei contenuti?
Se saprete rispondere a queste domande nel modo corretto avrete una intranet di nuova generazione successo. Utile, divertente, innovativa. Se sbagliate a rispondere o, peggio, non vi ponete neanche la questione, le cose si faranno molto, molto difficili.

18 Commenti

  1. utente anonimo ha detto:

    condivido gli argomenti e anche la passione.

    Che significa degarachizzato?

    Ciao

    Francesca

  2. 02068449 ha detto:

    Soliti errori di battitura…Grazie ciao

  3. pendodeliri ha detto:

    non l’avevo mai vista così “a monte”. bel post.

    a

  4. 02068449 ha detto:

    Grazie, sono davvero onorato…

  5. utente anonimo ha detto:

    Molto molto ben fatto, Giacomo!

    Grazie.

    Ciao.

    Marcello.

  6. gigicogo ha detto:

    Già, già…….già.

    Mi sto sbattendo su questo tutti i santi giorni.

    Non è tecnologico, assolutamente. Sulla piattaforma che adoperiamo noi c’è tutto, e il “people search” è una libidine unica.

    Il problema è che molti giocano a nascondino :-(

    Giacomo, sull’enterprise 2.0 ti romperò le balle, preparati :-)

  7. inscialla ha detto:

    mmmm, mi piacerebbe sapere di più sul fenomeno “nascondino” di cui parla gigi, dove nasce e dove si manifesta maggiormente la diffidenza?

  8. gigicogo ha detto:

    Il fenomeno nascondino parte da un concetto che, per lo meno dove lavoro io, viene chiamato SOTTOESPOSIZIONE.

    Nel senso che prevale un antica logica che asserisce in pratica questo concetto: CHI SI SOVRAESPONE PRIMA O POI SI BRUCIA.

    Pensa te. Anche se devo far la guerra, e lo so perfettamente, trovo sempre degli strateghi incredibili dall’altra parte del campo di battaglia.

  9. campobaseweb ha detto:

    Avevo un account su Splinder! E chi se lo ricordava più!

    Quando l’ho fatto mi chiamavo campobaseweb .. adesso non so ancora come voglio chiamarmi .. e infatti provo a darmi un’identità usando il blog trovamiunnome.

    Mi sembra inutile porsi il problema di rappresentare l’identità delle persone in comunità aziendali, se prima non abbiamo acquistato un’identità come e-persone in reti sociali, a monte di ruoli nel business, nell’amministrazione pubblica, eccetera.

    Usiamo (male) e-mail ed e-commerce da una vita. Parliamo in modo inconcludente di e-learning, e-governement, e-democracy. Tutte cose che hanno un senso solo in un mondo (realtà) popolato di e-persone.

    Non siamo ancora capaci di essere e-persone.

    Se io potessi essere un e-nonno dovrei poter avere un rapporto interlocutorio con e-figli ed e-nipoti (tutti coloro che possono chiamarsi tali per età anagrafica) e dovrei poter comunicare con loro su argomenti che non sono stato capace di fare oggetto di comunicazione con i miei figli reali .. e che sto rischiando di non riuscire a fare oggetto di comunicazione con i miei nipoti reali.

    Un casino eh?

    Sto pensando a come esprimere meglio la cosa.

    Come diceva Woody Allen di se stesso come amante .. mi esercito molto da solo :-)

    Luigi (Bertuzzi) .. baretootsy in the UK

  10. maria34 ha detto:

    nell’ambito dell’unitre di rivoli abbiamo formato un gruppo di persone che amano leggere e scrivere e confrontarsi tra loro…vuoi partecipare?invia un tuo scritto a e-mail mmastrocola@alice.it

  11. maria34 ha detto:

    non sono pratica e non trovavo il blog creato aquesta mattina ora ce l’ho fatta e spero di ricordare come per poter esprimere ciò che mi piace far sapere

  12. maria34 ha detto:

    Buon giorno a chiunque raggiunge questo commento. Ho già detto che sono una principiante e non so proprio come funziona e se qualcuno legge questo commento. Un cenno?se lo ricevo, scriverò qualche lavoro del “laboratorio” di Rivoli…grazie

  13. maria34 ha detto:

    il giornalino con i lavori già consegnati è pronto. Sarà consegnato al prossimo incontro

  14. 02068449 ha detto:

    Buono a sapersi maria!

    Visto che sei nuova ti dò una dritta: inserire messaggi autopromozionali e non attinenti sui blog degli altri in gergo si chiama “spam”, ed è una cosa che in genere non si fa. Ok? Ciao ciao

  15. maria34 ha detto:

    rispondo a 02068449. Visto che hai capito che sono nuova, voglio anche spiegarti che credevo di aver aperto qualcosa di diverso. Grata a chi mi spiega qualcosa visto che vorrei capire. Non è mai troppo tardi!!! grazie…

  16. 02068449 ha detto:

    02068449 è il proprietario dello spazio in cui stai scrivendo, ovvero il sottoscritto, ovvero io me medesimo.

    Per farti capire: in questo momento è come se tu fossi entrata nel salotto di casa mia e stessi scrivendo sui muri. Chiaro?

    Tu invece hai un *tuo* spazio, analogo a questo, ed esattamente a questo indirizzo:

    http://mar123ia45.splinder.com/

    E’ quello il *tuo* salotto e se comicerai a scriverci qualcosa saremo tutti lieti di venirti a commentare..

  17. maria34 ha detto:

    grazie molto per la tua gentile spiegazione, sono molto imbranata ma spero di aver capito. Visto che sono nel tuo salotto puoi anche offrirmi un caffè… grazie e scusa il disturbo. E’ un salotto accogliente!!!

  18. maria34 ha detto:

    Aiuto!!! non voglio continuare a sporcare i muri del tuo salotto ma non ne vengo fuori. Digito quanto mi hai detto ma continuano a rispondermi che non trovano nienteMi sai dire dove diavolo debbo digitare? Per disfarti di me…aiutami!!!

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede