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Nov
18

Usare i blog per le beta-versioni

Come sapete ho parlato abbastanza spesso dei blog interni, e uno degli usi per cui li ho sempre consigliati è quello di condividere con gli utilizzatori le betaversioni di un progetto (informatico e non).

I blog, infatti, come è risaputo, sono un oggetto tecnologico:

– Asimmetrico (differenza tra chi scrive e chi commenta)
– Cronologico (andamento temporale)
– Dialogico (scambio bidirezionale tra i lettori)
– Asincorono (permanenza del testo)

Queste caratteristiche, come ho già deto, lo rendono un oggetto ideale per tutte le sitiuazioni nelle quali “qualcosa” si muove nel tempo e ha un owner che ha bisogno di feed-back e idee. ovvero i progetti, e nelle aziende moltissime cose si muovono per progetti.

Ora, sono davvero contento di aver potuto vedere, nei giorni scorsi, una splendida realizzazione concreta di questa che, per il momento, era solo poco più di un’intuizione. E vi assicuro che vederla in azione mi ha emozionato come un bambino.

La situazione è questa: il capo progetto di un settore tecnico deve realizzare l’interfaccia utente (GUI) di un sistema informatico di gestione di alcuni flussi di dati riguardanti la clientela. Per farlo crea un blog, nel quale inserisce, come prima cosa, la versione “zero” delle schermate che ha pensato  nel sistema.

A questo punto chiama a raccolta i colleghi che saranno i futuri utilizzatori e chiede loro di esaminare le varie funzionalità e di proporre delle correzione e dei suggerimenti.

Dai colleghi piovono sugerimenti a valanga oltre che domande di chiarimento e altre considerazioni. La cosa va avanti per qualche tempo, fino a che il capo progetto crea un altro post, dove inserisce la nuova versione dell’interfaccia, che recepisce tutti i miglioramenti proposti.

il ciclo si ripete, e i colleghi danno ulteriori suggerimenti migliorativi.

Dopo 5 post fatti in questo modo, nell’arco di 2 mesi, la nuova interfaccia del sistema è pronta. Senza riunioni, senza telefonate, coinvolgendo direttamten gli utilizzatori, mettendo a fattor comune le esperienze di tutti, adattando il progeto sulla base dei feed-back.

Fine del progetto, chisura del blog, tutti contenti.

Non vi sembra una figata pazzesca? Ecco, per gentile concessione dei miei amici di GrandeAzienda, lo sreenshot del blog, opportunamente oscurato nei punti sensibili per garantire la riservatezza di dati e persone (ma tanto a noi interessa il senso generale della cosa)

home blog di progetto interno

Ed ecco uno stralcio dei commenti al primo e all’ultimo post di questo blog di progetto

home blog di progetto interno

home blog di progetto interno

Alcuni dettagli tecnici, che possono servire per chi realizza progetti del genere di blogging interno:

– Sia l’autore che i commentatori devono avere la possibilità di allegare documentazione
– I post e i commenti sono votabili dagli altri
– Esiste un sistema di notifiche che mi permette, se lo desidero, di tenere sotto controllo commenti e post

Questo progetto è interessante per più di un motivo: molte persone considerano ancora la comunicazione interna e gli strumenti ad essa associati (1.0 o 2.0 che siano) come qualcosa che sta ai margini dei processi operativi.

Progetti come questo dimostrano al contrario che è possibile portare questi strumenti, la partecipazione, la comunicazione dentro i processi operativi. Ed è questa la vera posta in palio della nuova comunicazione interna e della nuova intranet e dell’enterprise 2.0.

Un grazie a tutti i colleghi che lo hanno reso possibile.

4 Commenti

  1. inscialla ha detto:

    Giac, come ti dicevo, ho linkato questo articolo nella intranet a cui stiamo lavorando e il post ha ricevuto diverse letture…spero che semini bene!

    domanda impertinente: come si torna alla tua home dopo aver letto uno dei tuoi preziosi articoli? …sempre così il calzolaio va con le scarpe rotte! ;-)

  2. 02068449 ha detto:

    eh, bosigna andare sulla sidebar, nell’archivio dei post, e cliccare “oggi”.

    Pensa un po’ te (i vecchi template di Splinder)

  3. utente anonimo ha detto:

    Ciao Giacomo, perfettamente d’accordo l’enterprise 2.0 non è qualcosa di slegato dalla vita reale e concreta dell’azienda.

    Si tratta al contrario di un arricchimento tramite modalità informali delle strutture formali che già esistono. A volte questo cambiamento di quantità, muta addirittura la forma verso una maggiore apertura, trasparenza, flessibilità, reattività.

    Nel merito del post, l’idea in questione può essere più in generale fatta ricadere all’interno dell’activity centric blogging proposto da Rod Boothby qualche anno fa e di cui ho parlato nel capitolo Enterprise 2.0 del libro a cui ho partecipato per ilSole24Ore:

    “Questo approccio…. prevede l’utilizzo di diverse tipologie di blog dedicate ad un obiettivo specifico in modo interconnesso. Ogni persona sarà innanzitutto rappresentata da un blog che ne riassuma costantemente il profilo, le responsabilità, la posizione, l’esperienza e le competenze. I blog personali (bio blog) costituiscono la base per le altre tipologie di blog centrati invece sul progetto (engagement blog), sul cliente (client blog), su un prodotto (product blog), su un’area di competenza (expert page blog). Supponendo di dover creare un nuovo servizio per un certo cliente, si potrà allora consultare le più recenti tecnologie, leggi ed opportunità nell’area di riferimento tramite il relativo expert page blog, verificare gli altri progetti già completati per lo stesso cliente nel suo client blog, identificare risorse appropriate coinvolgendo esperti in materia o consulenti tramite i bio blog ed infine seguire passo passo lo sviluppo del servizio nel product blog dedicato. Aggiungendo una soluzione di ricerca capace di legare insieme tutte le componenti, si sarà in questo modo costruito un patrimonio di conoscenza di valore incalcolabile, capace di rendere più efficiente il lancio di nuovi progetti e l’impiego delle competenze presenti in azienda”

    Cosa ne pensi?

  4. 02068449 ha detto:

    Mi sembra interessante, anche se secondo me confonde blog (progetti) e social network (bio blog e in parte expeert page). La sua prospettiva non può secondo me funzionare solo con i blog, ma dovrebbe essere un sistema integrato delle due cose.

    Man mano che passa il tempo questa cosa mi si è chiarita

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede