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Mar
30

La intranet content map

Cari lettori, ho deciso di condividere con voi una mappa globale dei contenuti tipici di una intranet di successo. E’ ovvio che parlare di contenuti “tipici” è un po’ un ossimoro, visto che ogni azienda è un caso a se.

Diciamo che questa è una mappa-standard per un’azienda-stadard con esigenze-standard, ovvero per qualcosa che non esiste nell’esperienza empirica (si tratta quindi di un prototipo).

Credo, al di là delle necessarie varianti e integrazioni, che possa comunque servire come base per la progettazione di massima.

Ho individuato (come faccio sempre) 10 tipi di contenuti:

– Notizie e informazioni
– Documenti
– Servizi
– Instant content
– Formazione
– Multimedia
– Spazi “vita & lavoro”
– Iniziative speciali
– Comunicazione e collaborazione
– Applicazioni 2.0

Che cosa ne pensate? Ho dimenticato qualcosa?

P.S. Quasi dimenticavo di darvi il PDF da scaricare (ricordate però la Creative Commons). Buon lavoro.

9 Commenti

  1. utente anonimo ha detto:

    Domanda: Ma tutto quello che rappresentano applicazioni di Business Intelligence, Business performace management e quindi reportistica sia standard pronti per la navigazioni e report creati ad uso e consumo del singolo utente non dovrebbero essere considerati dentro una mappatura della intranet?

  2. giacomo mason ha detto:

    Si, io li ho messi sotto “servizi evoluti” e sotto “informazioni operative”

  3. Daniela Milanesi ha detto:

    wow! Ero giusto alla ricerca di spunti come questo per chiarirmi un po’ le idee per la tesi!

  4. Giacomo Mason ha detto:

    You are welcome :-)

  5. darmix ha detto:

    scusa l’OT, ma volevo porre una riflessione su qualcosa che mi è passata per la mente dopo che ho visto (con piacere ed entusiasta) che sei il docente di uno dei Seminari per una NuovaPA, precisamente del corso INTRANET E KNOWLEDGE MANAGEMENT. PROGETTARE SISTEMI DI COMUNICAZIONE INTERNA NELLA PA che si terrà a Roma, mercoledì 17 giugno 2009, dato che bazzico spesso questo sito sia per lavoro che per piacere :-) E con dispiacere ho potuto prendere atto delle, chiamiamole così difficoltà a partecipare.
    Mi domandavo quanto fosse giusto, so che evidentemente non sei tu a deciderlo e non dipende da te, dico in assoluto, che un corso del genere costi una certa cifra alla p.a. e una cifra “molto” maggiore per un dipendente privato (o comunque anche pubblico ma che non vengaiscritto dalla sua amministrazione). Non pensi che questo penalizzi oltre misura, chiunque non ci possa andare mandato dalll’ente di appartenenza (e per motivi tra i più vari che possono andare dalle ristrettezze economiche, dal provenire da un piccolissimo ente che mai se lo potrebbe permettere, al non essere simpatico al proprio dirigente etc etc) che eventualmente dovrebbe fatturare, e che invece volesse in qualche modo anche lui partecipare ad un percorso di formazione di qualità sui temi di attualità e di maggior interesse?
    E non pensi che questo penalizzi oltre misura quelle porzioni del mondo del lavoro che sentono la necessità di partecipare con il proprio personale impegno ai cambiamenti adeguandosi ai nuovi processi della conoscenza?

    ciao grazie

    p.s.: qualche anno fa (prendendomi un anno sabbatico, a mie spese) decisi di fare due esperienze contemporanee nell’anno:
    Mi sono iscritta ad un corso allo Ied di roma, (penso conoscerai costi e funzionamento) e sono poi andata negli usa (per migliorare il mio inglese, iscrivendomi ad un college privato). Ho potuto così notare che l’unica cosa che mi hanno chiesto è stata se ero lì per lavoro o per vacanza (e chi ci stava per lavoro aveva degli sconti sulla retta legati unicamente al proprio reddito, se poi a pagare era l’azienda pubblica o privata non cambiava la cifra). Notando quindi come la tanto vituperata america dell’istruzione costosissima e privatissima permetta, in realtà, a chiunque lo voglia, aiutandolo in tanti modi (appena fatta l’iscrizione davanti ad una telecamerina, nel giro di poche ore, con il mio bel tesserino pronto, mi è stata offerta la possibilità di un lavoro part-time all’interno del campus, di un alloggio poco costoso e una serie di benefit che vanno dai posteggi gratuiti agli sconti reali in qualsiasi negozio, alla carta di credito), di potersi qualificare e riqualificare a tutti i livelli durante la propria vita lavorativa in modo continuo (e la cosa riguarda anche il sistema che adottano per le lauree).

    Ah per il resto volevo dire che sono sicula :-) e, altro problema (che pesa in modo considerevole sui costi da affrontare), non è tra le cose più facili, eventualmente, farlo dalle mie parti, dato che per altri discutibili motivi viene spesso escluso da molte iniziative.

    1. NuovaPA ha detto:

      Gentilissima,
      credo che non abbia letto attentamente le condizioni di partecipazione, che le dettaglio. Ma prima mi permetta una considerazione generale e relativa alla scelta aziendale di privilegiare come suo target elettivo il settore della pubblica amministrazione. Scelta che si riflette in un differenziale di costo delle iniziative di formazione a favore dei dipendenti della pubblica amministrazione e delgi enti che in generale afferiscono al settore pubblico.
      Ciò detto, ai dipendenti pubblici che intendano partecipare a titolo individuale, viene sempre e comunque riconosciuta e applicata la tariffa riservata ai dipendenti pubblici. L’unica differenza è che in questo caso non è possibile applicare l’esenzione IVA. Ma questo non siamo noi a deciderlo, bensì le leggi di questo nostro paese.
      Un cordiale saluto

  6. darmix ha detto:

    rimango abbastanza sorpresa dalla risposta di NuovaPa. Primo perché non era mia intenzione criticare l’iniziativa di nessuno, anzi riconosco implicitamente (con piacere ed entusiasta) l’alto livello della formazione da loro proposto, e se avessi voluto chiarimenti da loro a loro avrei mandato una email. La mia voleva essere una riflessione più ampia sul sistema “complessivo” della formazione professionale in Italia, non indirizzata esclusivamente a chi (i dirigenti) può parteciparvi senza problema alcuno. Perché, mi permetto un filo di polemica, chi ha risposto evidentemente vive su un altro pianeta, non prendendo minimamente in considerazione il fatto che una giornata anche di eleveta formazione possa arrivare a costare 430+Iva+spese viaggio per arrivare a Roma e tornare dalla sicilia et similia, escludendo a priori le spese per l’albergo, legge o non legge che lo impone (e non era mia intenzione ripeto criticare i seminari, anzi), a chiunque guadagni tra i 1158 i 1278 euro al mese, mi porta a continure a domandarmi se vivano su questo pianeta o su un altro e se si rendano conto che l’offerta formativa (non solo loro) esclude, purtroppo a priori, l’ampia fascia a cui mi riferivo (e per motivi tra i più vari che possono andare dalle ristrettezze economiche, dal provenire da un piccolissimo ente che mai se lo potrebbe permettere, al non essere simpatico al proprio dirigente etc etc) che forse, ripeto, vorrebbe anche parteciparvi, ma che per motivi tra i più vari (lasciavo sul vago) alla fine ne è impossibilitata. Senza polemica, comunque avrei preferito la risposta e l’opinione in proposito del tenutario di questo blog, al posto del suo silenzio sostituito dalla risposta istituzionale (NuovaPa).

  7. Giacomo Mason ha detto:

    Ciao, davvero vuoi una risposta da me? :-)

    Il fatto è che io ho mai dovuto pormi il problema di scelte di questo tipo: vengo chiamato in genere per corsi organizzati da altri. Se sto in silenzio è perché non ho niente di significativo da dire.

    Non so perché vengano fatte certe scelte lato amministrazione (Es: chi mandare), quali siano i meccanismi, quali i vincoli, i budget, le abitudini ecc perché non ho mai lavorato nella P.A. E’ ovvio che hai ragione, e che l’accesso alla formazione dovrebbe essere considerato, oggi, un’opportunità per tutti, vista l’obsolescenza dei saperi e il loro valore organizzativo, E’ altrettanto ovvio che riprodurre forme di digital divide non è il modo migliore per affrontare l’innovazione. Come è ovvio che la formazione attecchisce di più laddove c’è motivazione individuale eccetera.

    Ma queste non sono certo opinioni originali: sono dati di fatto.
    Così come non sono certo risposte (che io ripeto, non sono in grado di dare).

    Se devo guardare le cose dal mio lato è ovvio che la mia speranza è che tali iniziative vengano replicate il più possibile, estendendo le opportunità (altra banalità).

    Devo dire che molti corsi a cui partecipo come docente hanno costi sbalorditivi, molto più alti di quello in questione (anche il doppio o il triplo, per non parlare dei master, che arrivano anche a cifre a 4 zeri). Cosa che mi ha sempre lasciato perplesso oltre che inquietarmi non poco.

    Personalmente posso solo dire che quello che scrivo sul mio blog, in genere, finisce nei miei corsi e che cerco, ogni volta che posso, di dare strumenti utili a tutti, in certi casi con un discreto dispendio di energie :-)

    P.s. Ci avrei scommesso che l’intervento di NovaPa avrebbe creato qualche malumore: non sempre le ciambelle riescono col buco, anche se cucinate con le migliori intenzioni..:-)

  8. darmix ha detto:

    thx

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