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Lug
9

La vera sfida dei wiki è entrare nel flusso

Un bell’articolo pubblicato sul blog di Stewart Mader fa il punto sulle dinamiche organizzative tipiche dei wiki interni, e si focalizza su una questione – a dire il vero – assai dibattuta tra gli smanettoni che si occupano di ‘sta roba, ovvero la distinzione tra “fuori-dal flusso” e “dentro-il-flusso”.

L’articolo si intitola significativamente “In-the-Flow & Above-the-Flow: Two Types of Wikis at Work” ed è stato scritto da un vicepresident si Socialtext, un big vendor del settore.

Di che si tratta? E’ presto detto: il senso dell’articolo è che se consideriamo i wiki unicamente come oggetti che si pongono al di fuori dei normali flussi di lavoro (ad esempio come enciclopedie, indici, repository o altri spazi di publishing  destinati a una conoscenza incrementale sganciata dall’operatività) la dinamica di questi oggetti sociali rischia di assestarsi su una bassa percentuale di partecipanti molto motivati, lasciando da parte tutti gli altri.

Cito dall’articolo:

Above-the-flow wikis are used lightly (when at all) by large groups of people. Many are encouraged to participate, but participating is rarely an urgent or critical-path activity. Lurking is extremely common, and the bulk of content comes from <5% of users who are either personally invested in the success of the project or just love to publish. Wikipedia works because of the law of large numbers: A small percentage of a huge number is still a large number.

Diverso è il caso dei wiki usanti dentro i flussi di lavoro: qui troviamo piccoli tema di persone che invece di usare la mail o cartelle di rete condivise utilizza uno strumento di colalboration per portare avanti le normali attività. Senza troppi clamori.

La differenza è sostanziale, e può essere rappresentata – classicamente – in questo modo

due tipi di wiki

Nel primo caso abbiamo wiki con grande partecipazione di – tutto sommato – poche persone, mentre nel secondo caso avremo tanti wiki a cui partecipano poche persone ciascuno (i membri di un team interfunzionale, di un dipartimento eccetera) e che nel complesso coprono però gran parte dell’azienda.

Questa è la vera sfida, ed è naturalmente molto più complicata della creazione di un’enciclopedia interna, perché

  • richiede la partecipazione di tutti, a diverso titolo
  • cambia il modo di lavorare di tutti, a diverso titolo
  • inaugura dinamiche solo parzialmente prevedibili

E’ una differenza sostanziale,  e voglio aggiungere una cosa: le grandi rivoluzioni avvengono quanto tante persone, in modo più o meno coordinato passano individualmente ad utilizzare nuove tecnologie spesso per scopi eterogenei ed individuali (pensate alle mail) e credo che potremo dire di avere fatto un reale passo in avanti davvero solido solo quando saremo riusciti a catturare la coda lunga dei processi operativi all’interno delle nuove dinamiche collaborative.

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede