Ho già parlato ampiamente del tema degli house organ e della loro insufficienza nel mio libro del 2008. Torno sul tema solo perché un articolo di James robertson ricorda a tutti che cosa significa il passaggio dalla carta al digitale nelle pubblicazioni interne. Come sappiamo noi interpretiamo sempre i nuovi media alla luce dei vecchi, e d’altra parte reinterpretiamo i vecchi alla luce nei nuovi. I nuovi media permettono di vedere i limiti dei vecchi, ed è per questo che oggi possiamo vedere l’insufficienza delle vecchie pubblicazioni cartacee interne.
In particolare per Roberson questi limiti sono:
- aggiornamenti sporadici;
- laboriosità realizzativa;
- difficile trovabilità dei contenuti;
- comunicazione a una via;
- competizione a perdere con altri media interni
- difficile targhettizzazione
Che cosa significa, dunque, passare come dice Robertson dalle newsletter (cartacee) alle news (online)?
- maggiore trovabilità;
- flessibilità dei tempi di pubblicazione;
- maggiore varietà possibile;
- Velocità e risparmio nel publishing;
- commentabilità;
- targhettizzazione e personalizzazione;
- supporto ai device mobili;
- integrazione con le email (aspetto push).
Tutte queste mancate possibilità della carta, ripeto, potevano emergere solo con l’arrivo di nuove tecnologie.
Ora ci sono: usiamole.















