comin' back

Ok, ho tenuto fermo questo blog da così tanto tempo che oramai anche i parenti fanno fatica a riconoscermi. Questo è post meramente fàtico e serve a comunicare alla blogosfera che sono ancora vivo (vivo significa “capace di digitare qualche cosa sulla tastiera”).  Inoltre serve a comunicare che ho capito che una macchina da 500 euro fa quasi le stesse cose di una da 50.000. Le cose che non fa sono cose che comunque non andrebbero fatte.

Poi ho capito che bisogna avere pazienza nella vita, e che dobbiamo tutti imparare qualche cosa dai camminatori in montagna. Poi ho capito che per imparare una frase di Charlie Parker suonata a 300 di metronomo te la devi studiare a 40 di metronomo, anche se ti sembra di saperla fare a 120 di metronomo. E per induzione ho capito che dovremmo pensare alla nostra vita a 40 di metronomo, anche se ci sembra di saper pensare a 120 di mentronomo.

Poi ho capito che ci son un sacco di semiologi, sociologi, antropologi ecc, che aggiungono la parola “Web” o “nuovi media” ai loro libri e per il resto non si smuovono di una virgola dai loro recinti disciplinari. E questo è male. Poi sono andato a vedere l’allegro tesista che si laureava con una tesi sulla intranet che ho creato io e mi sono sentito un po’ eminenza grigia, un po’ capello grigio, un  po’ di umore…indovina un po’.

Poi ho lavorato, nella mia nuova attività, e ho capito che aprire una nuova attività richiede molto più lavoro ed energia (ma guarda un po’…).

Poi ho riletto libri, ho rifatto cose, ho rivisto gente e mi sono preoccupato. E ho creato una presentazione sul tema delle presentazioni efficaci che spacca. Davvero. E ho pensato che dobbiamo, tutti, allenarci a leggere le cose alle quali attribuiamo una finalità nella loro nuda meccanicità, così come dobbiamo sforzarci, al contrario, di conservare il nostro sguardo incantato sulle contingenze di ogni giorno. Che non hanno senso. E proprio per quiesto aspettano quiete la nostra storia diventare fatti.

Ok, ho finto, ciao a tuttil.