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Gen
29

Spericolati ermeneuti

Una persona che mi è vicina e che ha, seppur a malincuore, gettato la spugna su tecnologia e affini (beato lui che se lo può permettere…) mi invita a volgere il mio sguardo verso altre direzioni, meno laiche di quanto la mia inclinazione mi consenta abitualmente.

Testualmente cita, dal Vangelo di Matteo: “Ma la vostra parola sia: Sì, Sì; No, No”. Per lui è la quintessenza della comunicazione perchè implica sincerità, massima concisione, univocità senza ombre e dubbi, coraggio e lealtà. Come diceva Borges, ogni grande autore produce i suoi precursori. Beh, può darsi che abbiamo trovato il più antico e autorevole precursore della comunicazione web nientemeno che nel Vangelo (Matteo 5,37). L’ermeneutica non ha confini, e spesso infatti sconfina…

3 Commenti

  1. ardovig ha detto:

    Ciao, e avvisare che hai un’intranet? :-) Ardovig

  2. ardovig ha detto:

    Poiché molti han posto mano a stendere un racconto degli avvenimenti successi tra di noi, come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni fin da principio e divennero ministri della parola, così ho deciso anch’io di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato, illustre Teòfilo, perché ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto. (Luca 1:1-4).

    Nell’introduzione al suo vangelo Luca, il giovane medico discepolo di Paolo, ci spiega il metodo che ha seguito nello scrivere.
    1. Motivazione: “Poiché molti…”, in greco l’espressione denota che scrivere della vita di Gesù era diventato quasi una moda, e molti, come possiamo verificare nei vangeli apocrifichi, avevano lavorato di fantasia;
    2. Credenziali: “come ce li hanno trasmessi coloro che ne furono testimoni”, Luca dichiara fin dal principio di non esser stato un discepolo diretto di Gesù;
    3. Metodo: “di fare ricerche accurate su ogni circostanza fin dagli inizi e di scriverne per te un resoconto ordinato” quanto spesso, di questi tempi, si preferisce lo scoop all’accuratezza, salvo poi a rettificare!
    4. Destinatario: “illustre Teofilo”, bella la scelta del nickmame, come diremmo noi: teo-filo, amico di Dio.
    5. Scopo: “perché ti possa rendere conto della solidità degli insegnamenti che hai ricevuto”, motivo pratico, non ricerca di fama editoriale.
    Un’introduzione che dovrebbe essere ricordata da chiunque scrive, per mestiere, per diletto, a scuola, in un blog.

    Cosa ne pensi?
    Ciao, Ardovig

  3. 02068449 ha detto:

    mi sembra un buon proseguimento di questa, peraltro estemporanea, “archeologia” della comunicazione …:-)

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede