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Archetipi fantascientifici

Spesso, parlando di fantascienza, si tende frettolosamente a far collassate all’interno del genere posizioni, stili, universi estetici molto distanti tra loro. Personalmente, da amante del genere trovo questa pratica quantomeno approssimativa: parafrasando Hegel diciamo che ci si muove grossolanamente nel genere come in una “notte in cui tutte le astronavi sono nere”. Ovviamente lo cose non sono così semplici: in letteratura, ad esempio, c’è molta differenza tra un Dick, Asimov ed Heinlein così come c’è tra sociologia, fiaba ed epica western.

Quanto ai film…basti pensare a due archetipi che hanno segnato la mia (e di molti altri) infazia-adolescenza. Questi due modelli, incarnati dal capitano Kirk e dal capitano Koenig, rappresentano due poli antitetici di altrettanti possibili universi estetico-politici, che usano il genere come uno sfondo di possibilità narrative alquanto diverse.

Da una parte un mondo etnocetrnico, ottimista, solare, pieno di fede nell’avvenire, normativo, razionale, umanista. Un mondo che vuole andare oltre frontiera, che possiede un modello da esportare, che non si lascia contaminare dall’”Altro”. Dall’altra un mondo frammentato, pessimista, lunare (appunto…), disilluso, anarchico, irrazionale, alieno. Un mondo che non sa più dove siano le frontiere, che non ha più modelli, continuamente in bilico sulla propria identità.

Da una parte una specie di sogno americano con tanto di morale finale, dall’altra una specie di incubo europeo, con strascichi di angoscia. (Non a caso le due produzioni sono rispettivamente americana ed europea…).

Nell’eterna lotta tra bene e male il capitano Kirk sa sempre da che parte stare, ovveroc con la democrazia, il confronto, i valori umani. Koenig, al contrario, non ha più alcun punto di riferimento se non la mera difesa della propria sopravvivenza. Tanto è sicuro Kirk, tanto incerto Koenig, Tanto fiero kirk, tanto tormentato koenig. Koenig è l’archetipo dell’esule, Kirk, al contrario, è l’archetipo del conquistatore.

Non so perché ma scrivendo questo post mi è tornato alla mente “la conquista dell’America” di T. Todorov, un libro dove si parla di frontiere, di diversità culturali, di conquiste, di etnocentrismo.

5 Commenti

  1. simona1982 ha detto:

    Hem… Mi trovi poco preparata sull’argomento fantascientifico… Non sono mai stata appassionata del genere e le cose più fantastiche che ricordo le lego ai tempi del liceo e ai Classici come le avventure delle Argonautiche o rimembranze dell’infanzia come I Viaggi di Gulliver!! Non riesco a comprendere fino in fondo il parallelo che fai tra i 2 capitani. Mi vengono in mente solo le codardate di Giasone , qualche eroe mitologico o qualche eroe cavalleresco (Tipo l’Orlando impazzito che finisce sulla luna) … Questo è il mio top di fanatstico! Al fantaScientifico ci devo ancora approdare! Come sono antica!

  2. tolli ha detto:

    Startrek è l’archetipo dell’America, c’è anche una punta dove viene rievocata esplicitamente l’epopea della Rivoluzione Americana. Dovunque portano la democrazia, il rispetto dei diversi, l’antirazzismo, in mondo che ancora sono preda di dittature. Startrek è una bella serie ma l’ideologia di fondo è questa, si può condividere?

  3. simona1982 ha detto:

    Si puo’ condividere eccome ma che gli Americani siano “diffusori” di pace , democrazia , antirazzismo e tolleranza mi sembra una gran caz****…. Vabbeh in fondo è fatto in America quindi se la cantano e se la suonao da soli!

  4. utente anonimo ha detto:

    incredibile!
    volevo fare un post molto simile proprio in questi giorni (nella mia rubrica “Anima Mia”).
    ma lo farò lo stesso e ti linkerò.

  5. utente anonimo ha detto:

    me la voglio creare io la fantascienza; quella che c’è la trovo tecnologicamnete forse un pò fantascientifica, ma non troppo, ma sul lato del comportamento degli esseri che animano le storie, siamo altro che alla fantascienza,spesso siamo alla preistoria. E poi ci serve una fantascienza funzionale al reale, che ci aiuti a progredire nel vero senso della parola, non a perpetuere i mali attuali, magari ingigantendoli… . Ci stò pensando da un pochino…

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede