Home » Bauman e le comunità guardaroba

Lug
19

Bauman e le comunità guardaroba

E’ tempo di tornare al lavoro, ma non prima di avervi regalato una bella citazione da uno degli ultimi lavori di Zygmunt Bauman, “Intervista sull’identità“, un libro piccolo ma preziosissimo, illuminante e profondo come tutti i suoi lavori. Tra le righe, e nemmeno tanto, si parla anche di noi blogger e delle comunità virtuali, ma il libro va molto al di là, affontando i problemi relaitivi alla crisi dello stato-nazione e al crescente bisogno di appartenenza non soddisfatto dai tradizionali meccanismi sociali propri delle “società della prossimità”. Buona lettura

I luoghi in cui era tradizionalmente affidato il sentimento di apartenenza (lavoro, famiglia, vicinato) o non sono disponibili o, quando lo sono, non sono affidabili, e perciò quasi sempre incapaci di placare la sete di socialità o calmare la paura della solitudine e dell’abbandono.
Di qui nasce la crescente domanda per quelle che potrebbero essere chiamate comunità guardaroba, quelle comunità che prendono corpo, anche se solo in apparenza, quando si appendono in guardaroba i problemi individuali, come i cappotti e i giacconi quando si va a teatro. L’occasione può essere fornita da qualsiasi evento scioccante e superpubblicizzato: un’eccitante partita di calcio, un crimine ingegnoso o efferato, o un matrimonio, un divorzio o altra sventura di una celebrità in quel momento alla ribalta. Le comunità guardaroba vengono messe insieme alla bell’e meglio per la duarata dello spettacolo e prontamente smatellate non appena gli spettatori vanno a riprendersi i cappotti appesi in guardaroba. Il loro vantaggio rispetto alla “roba autentica” sta proprio nel breve arco di vita e nella trascurabile quantità di impegno necessario per unirsi ad esse e godere (sia pur brevemente) dei loro benefici. Ma tra queste comunità e il calore sognato e la comunità solidale c’è la stessa differenza che corre tra le copie in serie in vendita nei grandi magazzini e gli abiti originali dei gran di stilisti…
Zigmunt Bauman – Intervista sull’identità – Laterza

7 Commenti

  1. BisteBest ha detto:

    Punti di vista differenti.
    Continuo a pensarla diversamente ma, forse, questo è dovuto alla diversa età o semplicemente alla diversa interpretazione di quello che Sara scrive.

    In ogni caso è stato uno scambio d’idee stimolante e piacevole.

    A presto,
    Angelo

  2. simona1982 ha detto:

    Ah 6 troppo colto , sai troppe cose io non ti sto più dietro…
    Ogni volta che leggo sto blog e citi gente di cui non sapevo nemmeno l’esistenza mi sento un’idiota… IO NON CI PASSO PIù QUà MI VENGONO I COMPLESSI!!!

  3. 02068449 ha detto:

    ma piantala scricciolo, non mi far sentire alieno più di quanto non mi senta già… tra l’altro scopro che un blogger mi ha linkato scrivendo “il blog più noioso del mondo”…

    sob….

    ;-)

  4. utente anonimo ha detto:

    Parlando di identità ti consiglio (se non lo conosci già) In memoriam to identity di Kathy Acker.

    Saluti da una spezzina come te.

  5. tolli ha detto:

    Noioso, no,,,,solo un po’ palloso a volte, ma sempre una full immersion di cultura umanistica, con un approccio scientifico, una specie di Umberto Eco Blogger, come il grande Umberto Giacomo ama suonare uno strumento musicale(in questo caso il sax), ha iniziato lavorando in una grande azienda di Telecomunicazioni(Eco alla Rai, Giacomo alla Telecom), amano tutti e due alternare il registro seriosissimo a quello sfrenatamente e orgiasticamente ludico….un giorno Giacomo scriverà un romanzone, edito da Bompiani, si intintolerà “Quel pendolino verso Via dei Filodrammatici”, narrerà le vicende di un gruppo di giovani manager un po’ frustrati, un po’ erotomani, dovremo comprarlo tutti se no saremo out, io avrò una copia autografata che lui mi firmerà dopo averla regolarmente comprata alla Feltrinelli di Piazza Piemonte…

  6. 02068449 ha detto:

    che sagoma che sei Tolli. Solo che io nella grande azienda ci sto da *12 anni*. Quando finisce????

    ;-)

  7. 02068449 ha detto:

    grazie del consiglio carissima. Ma no: “te sen anche tu de speza…”

    ;-)

Lascia un commento

Questa pagina utilizza i cookies, come le pagine di mezzo mondo. I cookies sono una cosa che fa parte della vita, ok? Don't worry http://www.intranetmanagement.it/cookies/

Questa pagina utilizza i cookies, come le pagine di mezzo mondo. I cookies sono una cosa che fa parte della vita, ok? Don't worry

Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede