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Set
15

L’etica hacker dell’apprendimento

Noi forse non ci pensiamo mai, ma il mondo che conosciamo oggi, e le conoscenze “brevettate” che utilizziamo, sono frutto di una ricerca “open source” che non ha mai smesso di fare da motore allo sviluppo.

Ora, uno degli insegnamento più belli – e anche più produttivi per i temi della conoscenza nelle organizzazioni – che si può ricavare dal bellissimo libro di Pekka Himanen: “L’etica Hacker e lo spirito dell’età dell’informazione“, è certamente quella relativa all’idea di apprendimento collettivo. Se ne parla tanto, in sede pedagogica, ma questo modello è già in atto, da tempo, nella serie di pratiche collaborative legate al mondo “hacker”. Leggetevi questo bell’articolo sul tema, tratto dal magazine Form@re.

L’idea è semplice: l’etica hacker dell’apprendimento assume il più puro spirito dell’antica accademia platonica e della sua successiva incarnazione nell’ambito della ricerca scientifica.

6 Commenti

  1. Nonostantetutto ha detto:

    Sul tema della cooperazione in rete, secondo me, mentre su internet le comunità virtuali funzionano e alla grande, e non solo quelle degli hacker per fortuna, nelle intranet, viceversa, il modello stenta a decollare.

    Perché?

    Già perché?

    Perché forse la vera passione delle persone non sempre risiede nell’attività professionale.

    Scarsa fiducia da parte del managment.

    Competitività di certi ambienti.

    Però non in tutti gli ambienti organizzativi, ho qualche feel goods da dare a questa comunità.

    Io gestisco un forum per uno dei più grandi call center italiani ed allora ho notato che quando esiste un’urgenza nella ricerca dell’informazione la cooperazione funziona alla grande.

    Forse chissà l’elemento di forte pressione unito ad inquadramenti bassi e salari non proprio esaltanti, costituiscono secondo me, e la cosa non deve stupire, un fattore abilitante la condivisione delle conoscenze. Secondo me le tecnologie possono comunque fare ancora passi in avanti. Tu hai già dato visibilità ai wlikypedia ed ai blog come strumento di cooperazione.

    Bisognerà convincere i manager.

    Me perché no?

    Un saluto.

    Rob.

  2. 02068449 ha detto:

    Ti faccio un’anticipazione: ho già messo in cantiere sia la piattaforma blog che Wikipedia, per la mia azienda. Chissà che cosa succederà.

    Ci sono community di relazione, di transazione, di passione…queste sono community del bisogno. E il bisogno aguzza l’ingegno vé…

  3. Nonostantetutto ha detto:

    eccellente idea sig. Mason, eccellente … chissà poi in quale azienda lavorerà mai ;-)

    Rob.

  4. utente anonimo ha detto:

    Ciao Giacomo, ti leggo da parecchio tempo. All’inizio per semplice interesse verso le tematiche che tocchi in questo blog, ora fortunatamente anche per ragioni professionali che mi hanno permesso di entrare nel grande mondo della progettazione/gestione di intranet aziendali.

    Riguardo l’apprendimento e l’etica hacker di Himanen parlo diffusamente nella mia tesi di laurea in Sociologia dei processi culturali “Weblog: prove di intelligenza collettiva”.. Se sei interessato dai un’occhiata.

    Ciao e grazie.

  5. 02068449 ha detto:

    e ‘ndo sta, sta tesi?

    :-)

  6. utente anonimo ha detto:

    Nel commento di prima il titolo la linka, ma forse stai navigando con qualche interfaccia che non lo mostra.

    La trovi a questo indirizzo:

    http://www.onino.it/Siri%20Cristiano%20-%20Weblog,%20prove%20di%20intelligenza%20collettiva.pdf

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