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Feb
27

Redazioni anomale

Una delle cose difficili da trasmettere, quando parlo di intranet a lezione o in veste di consulente, è il ruolo della redazione in intranet. Si, perché tutti ci immaginiamo, almeno all’inizio, un simpatico gruppo di redattori che scrivono, scrivono, scrivono. Dei proto-giornalisti interni che scrivono articoli e realizzano servizi all’interno del web aziendale. Sbagliato.

La prima cosa che dovete pensare, quando pensate ad una redazione intranet, è che la redazione non scrive un accidente. E allora che cosa fa? Edita, edita, edita. Edita il contenuto altrui, che arriva da tutte le parti dell’organizzazione. In intranet abbiamo a che fare con un coro di voci: settori, persone, dirigenti, operatori…Sono le voci “vive” di intranet, che la alimentano e la arricchiscono.

E la redazione è al centro, con un ruolo di regia e facilitatore. Facilitatore di che cosa? DI un processo che avviene in tutta l’azienda, un processo fatto di documenti, informazioni, proposte, servizi. Un dialogo, nel quale i contenuti arrivano da una rete informale di collaboratori. I contenuti non stanno nella vostra stanza: stanno negli open space, nelle riunioni di progetto, nelle scrivanie di anonimi colleghi che portano avanti il lavoro. Sono lì che stanno, i contenuti. Il vostro ruolo è valorizzare i contenuti, valorizzare i progetti, valorizzare le persone.

Ed è per questo che lo “skill” del content manager intranet si pone sempre all’intersezione di tre componenti: informatica, comunicazione, gestione risorse umane.

skill del content manager

Dimenticate una di queste componenti e avrete perso di vista il vostro ruolo: ho visto informatici, giornalisti e comunicatori cadere sulle intranet perché avevano dimenticato le altre componenti. Non dovete solo scrivere, non dovete solo gerstire un’infrastruttura tecnologica, non dovete solo gestire del personale. Dovete fare tutte e tre queste cose contemporaneamente.

E, contemporaneamente, dovete farvi da parte.

6 Commenti

  1. utente anonimo ha detto:

    Ottimo, come sempre! Arnaldo

  2. utente anonimo ha detto:

    Sottoscrivo con il sangue (vale anche per le community). Giacomo, hai letto Wisdom of Crowds? (mafe)

  3. 02068449 ha detto:

    No, non l’ho letto: val la pena? Immagino di si…

  4. utente anonimo ha detto:

    Ciao Giacomo, è verissimo. Ma come fare se si progetta una intranet in una grande pubblica amministrazione, s’individua una redazione che fa tante cose (oltre a com interna) e poi si va in giro x l’azienda a dire “ecco c’è intranet” e poi si aspetta che tutti partecipino attivamente, aspettando sulla sponda del fiume che passi chi passa? :-(((

    Ritanna

  5. 02068449 ha detto:

    se po’ fa..

    :-)

  6. utente anonimo ha detto:

    io ho pensato e realizzato una intranet in una PA con circa 500 persone e 300 macchine con gli usi piu disparati.

    il dramma piu assurdo e’ riuscire ad educare gli utenti (anche se da me per forza la laurea o simili devono avere )

    cpme risolvere?

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede