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Gen
30

Il nuovo “portal-mondo”

Siccome ho smesso di fumare e mi devo tenere impegnato, oggi sono stato qui (ero incuriosito dal roboante titolo:  “Content 2.0 – La gestione dell’informazione, la sfida organizzativa e i modelli evolutivi nell’era del Web 2.0 – rumore di tuoni in lontananza”).

E chi non si sarebbe incuriosito con un titolo del genere? (Ma sarò fesso?)

Insomma, mi metto la maschera del giornalista freelance e parto verso il nuovo mondo della gestione ”enterprise” dei contenuti.

E’ stato un viaggio brevissimo. E non solo perché la sede era a centro metri casa mia (se no col cavolo che ci andavo).

La sala era zeppa di superspecialisti incravattati delle maggiori aziende, pronti a illustrarci il nuovo mondo del contenuto digitale e della sua gestione tramite i CMS di nuova generazione.

All’inizio ero a disagio lì in mezzo a tutti questi specialisti del content management; e poi ho anche lasciato il mondo aziendale, e chissà che passi avanti hanno fatto mentre io non c’ero eh…

Ho dovuto ricredermi: affrontare questo tema non è affatto difficile anche se, guardando le slide, sembrerebbe il contrario.

Le slide, come nelle migliori tradizioni consulenziesi, erano illeggibili e piene di schemi a blocchi complicatissimi. Chiunque, di fronte a quelle slide tipo “astronave di Vega” , non può che sentirsi un cretino.  Ma siccome sono abbastanza allenato, sono in grado di fornirvi un modello comune semplificato:

Schema_CMS

E poi non dite che questo non è un blog di servizio.

Decine di slide par raccontare le infinite varianti di questo schema. Stavo per svenire sulla sedia.

Eppure avrei dovuto capire tutto fin da quando il secondo relatore ha chiesto se qualcuno conosceva (udite udite) You Tube. Il suo tono era apocalittico: aveva capito che siamo nel mezzo di una rivoluzione.

Poi qualcuno parla di blog. Ehi, dico, la mattinata si anima finalmente. Poi chiede chi tra i presenti ha un blog: zero mani alzate. Chiede se qualcuno legge ogni tanto un blog: p. Pochissime mani alzate.

Ok, da questo capisco che in questa sala si sta veramente facendo la Storia.

Qualcuno parla di 2.0. Un bell’intervento su dati e metadati, una slide tipo astronave di vega per parlare dell’interoperabilità dei vari linguaggi e poi i CSS e l’XML e AJAX e mia nonna in carriola.

Poi fa vedere un esempio di sito costruito con il loro superfico CMS superaccessibile.

Ok, tenetevi, perché il sito è questo.

E con questo la mattinata è finita in bellezza. Mi sembrava di essere nel 1997.

E pensare che se non mi spacciavo per giornalista, questa roba me la facevano pagare 1200 euri.
Chiaro?

27 Commenti

  1. utente anonimo ha detto:

    Morta :-)

    (mafe)

  2. 02068449 ha detto:

    troppo buona, milady…

    :-)

  3. max1957 ha detto:

    Spettacolare.

    Avrei riso se non avessi

    pianto essendo uno di quelli che

    deve far funzionare l’aggeggio che costa uno zilione di Euro (e che ne richiede un altro all’anno per stare in piedi).

    M

  4. utente anonimo ha detto:

    ma tu sei un giornalista, cazzo! i 1.200 euri faglieli pagare agli spacciatori di notizie. e fagli un corso (a 2.400 euri) di presentazioni efficaci. un amico tibetano

  5. utente anonimo ha detto:

    La mia impressione, e non solo per questo specifico evento, è che il modello della conferenza sia profondamente in crisi, e che a questo si debba (possa) sostituire un approccio più partecipativo, stile workshop per intenderci.

    Ne ho parlato con uno degli analisti IDC, il secondo, quello che ha fatto una presentazione meno ingessata, una voce fuori dal coro, e concordava, magari un giorno il palchetto non svetterà a un metro e mezzo da terra, e ci saranno microfoni in sala, chissà.

  6. ardovig ha detto:

    Io dico che LA notizia è che hai smesso di fumare! :-) Tieni duro, Ardovig

  7. 02068449 ha detto:

    @Roberto

    Già mi ero dimenticato del palchetto tipo conferenza stampa presidenziale. E’ un setting necessario per dare risalto ai punti-elenco.

    Microfoni in sala? Per farsi dire che non conoscono youtube e i blog? O per commentare le slide-astronavi di vega?

    Credo che qui ci sia da fare un repulisti delle forme, ma anche dei contenuti.

    Mettiamo i microfoni in sala, ma cerchiamo anche di elevare il livello degli oratori, perché se no i microfoni amplificheranno solo un grande ZZZZZZ…

    Così, è un’idea come le altre…

    @ Ardovig

    Grazie Ardovig, speriamo bene

  8. utente anonimo ha detto:

    La domanda chiave è: perché spacciarsi per un giornalista?

    Il tempo trascorso in azienda dovrebbe essere stato sufficiente per capire che questi eventi sono organizzati per spillare soldi alle aziende che inviano lì i dipendenti che prenderanno le decisioni al riguardo.

    Una volta usciti dal brodo primordiale aziendale, si entra a far parte della schiera dei consulenti che cerca di spillare soldi alle stesse aziende che prima corrispondevano lauti (?) emolumenti.

    I quella stessa azienda che foraggia molte delle società che hanno pagato per poter mandare un loro rappresentante a tenere un intervento, io ho trascorso dodici anni. Ho proposto inutilmente di pubblicare, per la sua casa editrice, un libro che poi ho avuto la fortuna di veder pubblicare (senza cacciare una lira) da un importante editore italiano, mentre distribuiva gratuitamente libercoli di nessun valore redatti da dirigenti di nessun spessore che qualche mese dopo sarebbero andati a far danno altrove.

    Insomma, per farla breve, a certi eventi, costassero pure 100 euro non si prende parte. Punto. Anche perché, forse, se tutti si decideranno a farlo prima o poi si otterrà che, almeno su questo fronte, cambi qualcosa.

    Ad maiora

    LM

  9. utente anonimo ha detto:

    Beh, sui contenuti il mio approccio nel costruire l’intervento è stato: ho visto delle cose, ho fatto qualche esperienza, voi che ne pensate? Un invito a guardare insomma, più che ascoltare, certo non una lezione..

  10. 02068449 ha detto:

    si, infatti mi era sembrato di vedere Robert Redford e Paul Newman in lontananza…

  11. utente anonimo ha detto:

    Quegli eventi sono tanto inutili quanto costosi… e siccome ho partecipato a uno come relatrice, so anche che la pura fuffa che viene spacciata per innovazione non serve a nulla….

    Certo se il buffet è buono… e ci si va a gratis…

    Tieni duro con l’astinenza da sigarette!

    Claudia

  12. 02068449 ha detto:

    Si, anche se mi sono astenuto anche dal buffet, oltre che dalle sigarette, per non passare per l’imbucato di turno…

    :-)

  13. utente anonimo ha detto:

    …è come quello che sta a dieta e gli si ricorda sempre quanto è bravo a non mangiare… e parlate d’altro, mondo cane :-)

  14. utente anonimo ha detto:

    Solo nel 2000 avrei pensato la stessa cosa, anche perchè il futuro dei prodotti open source era roseo. Ora, dopo qualche anno di esperienza, devo ammettere, anche se a malincuore, che uno di quei prodotti che vengono presentati in questi incontri è stato un successo.

    Pensavo che fosse entusiasmante scrivere da zero le proprie soluzioni, ora che devo assicurare dei livelli di servizio sono contento di poter contare su un supporto, anche se costoso. Il mio parere quindi è che qualche volta da questi incontri qualcosa di buono emerge, anche se spesso l’80% delle persone presenti sono commerciali che il mese prima vendevano pneumatici al dettaglio. E non facciamo sempre i superiori, spesso si deve adattare il livello della comunicazione e dei contenuti ad una platea molto eterogenea.

    Ciao.

  15. utente anonimo ha detto:

    da anonimo #14 ad anonimo #15: cambia spacciatore. il pneumatico che ti sei fumato era tossico e, soprattutto, tu non sei superiore. neanche al tuo cane.

  16. 02068449 ha detto:

    Anonimo #15, quello che dici è molto saggio e lo condivido. Vorrei solo sottolineare dei semplici fatti

    1) Il portale del Comune di Roma è orribile e chi lo spaccia per un caso di successo non confida in una platea eterogenea, ma in una platea di idioti

    2) Ci sono buone soluzioni in giro? Ne sono convinto, ma dalle slide presentate da questi signori non si capiva. Erano presentazioni strapiene di “supercazzola” se così vogliamo dire. E non è un buon servizio, per nessun tipo di platea, a parte quella che è venuta solo per parlare e non ha nessuna intenzione di ascoltare. Io invece ero andato solo per ascoltare, e volevo veramente capire qualche cosa di più dai vari signori di IBM, Oracle, Adobe ecc. Non ci sono riuscito: devo pensare che è colpa mia? Non ero abbastanza eterogeneo?

    3) Il titolo della conferenza era ingannevole: non c’entrava nulla il 2.0

    4) Chi si occupa di tecnologie e di comunicazione di Rete dovrebbe avere una uqalche idea di quello che si sta combinando in Rete. Se alla parola “blog” metà dei presenti ha la faccia interrogativa e l’altra metà (compresi i relatori) ha sguardi di sufficienza, questo è come minimo preoccupante e denota sì un atteggiamento di superiorità, ma da parte loro. Da quanto tempo non ascoltano?

    5) Non combatto nessuna crociata, a parte quella contro la cattiva comunicazione.

    hug.

    :-)

  17. utente anonimo ha detto:

    In questo tipo di incontri la super-cazzola è sempre in agguato. Se ti aspetti di capire come funzionano i prodotti e quali vantaggi puoi averne non vai a queste presentazioni. Al limite, e dico al limite, molli la conferenza e vai a fare il giro degli stand dove di solito stanno i poveri tecnici/consulenti che ti mostrano i prodotti live. Purtroppo la conferenza ha sempre un taglio marketing e tende a non comunicare informazioni utili a chi non ‘deve’ avere informazioni utili, ma solo lasciarsi abbagliare dagli specchietti per le allodole (le astronavi come dice Giacomo).

    A volte un giro in internet, con la propria testa funzionante, è più fruttuoso.

    Claudia

  18. utente anonimo ha detto:

    Ciao, è molto tempo che consulto le tue preziosissime pagine, ma solo oggi ti lascio il primo commento. Proprio perché parli di questi fantastici eventi, e della rispettiva utenza media.

    Bene, mi occupo di progettazione e sviluppo di sistemi per la P.A. Sto per rilasciare il portale di un Comune Italiano, accessibile (seguendo passo per passo le direttive ministeriali), usabile, open-source, anche con qualche pennellata di Web 2.0. Tra i vari elementi, ho messo anche una Tags Cloud che evidenzia i lemmi più popolari nel corso della vita del portale. Stamattina mi chiama il responsabile URP del Comune e mi chiede: “Ehi, credo ci sia un errore di visualizzazione in Home Page, ci sono tutte parole di dimensioni diverse sulla fascia laterale”. Parallelamente il sindaco ci fa sapere che non è il caso di enfatizzare gli RSS e la multidimensionalità dell’informazione nella conferenza stampa perché non ci capirebbe niente nessuno.

    Carissimo, siamo ancora ufficialmente fermi al 1997!

    Per il bel sito che vi hanno mostrato, poggia su WebSphere Portal, Oracle, etc… una infrastruttura costosissima, datata 2005, che sembra però del 1997 (appunto), e che spaccia per accessibili contenuti NON ACCESSIBILI.

    Un saluto, e tantissimi complimenti per il tuo blog

    Roquentin

  19. utente anonimo ha detto:

    Dunque, vediamo un po’.

    Qualcuno va ad una conferenza solo perché (anche perché) c’è scritto 2.0 nel titolo. Poi rimane deluso perché non ha visto in giro le belle idee del barcamp. Su questo si scatena la guerra tra i fautori di sistemi un po’ datati, ed i fautori dell’open source e del 2.0 spinto.

    Mi occupo di internet professionale, sì quelle fregnacce tipo prenotazione di viaggi, mail di conferma scritte con l’antichissimo standard RFC832, connessioni sicure, ecc. E sono ben contento che esistano prodotti affidabili e sicuri, dietro i quali si nascondono grandi aziende che ti aiutano a risolvere i problemi, magari prima che si evidenzino. Ma è nella logica della vita scendere a compromessi. In fin dei conti anche una Ferrari da Gran Premio ha motori che durano si e no 1000 chilometri. Chi la comprerebbe con il proprio stipendio?

    Poi l’esperienza mi ha insegnato che si possono fare delle bellissime cose anche senza utilizzare prodotti all’avanguardia tecnologica. Per questo è importante quello che ci proponiamo di fare noi, dove volgiamo arrivare, da dove vogliamo partire e che strada vogliamo percorrere.

    Per quanto riguarda Roquentin, il sindaco ha ragione. Quello che a noi tecnici appare estremamente scontato non lo è altrettanto per gli utenti. E noi progettisti tendiamo a pensare che siano gli altri, gli stupidi. Ma davvero credete che i tecnici del comune di Firenze siano convinti di avere realizzato quell’opera d’arte che tutti sbeffeggiamop? Sono sicuramente convinti che sia il massimo ottenibile. Così, magari se leggessimo più approfonditamente l’articolo segnalato proprio su questo blog (Web 2.0 how to)otterremmo dei risultati migliori. Ma avete mai provato a stare due ore alle spalle di un navigatore “MEDIO” per guardare come si comporta, come si muove? Non dico leggere ricerche, ma sperimentare con i propri occhi.

    Infine, un’ultima annotazione. Il sito del comune di Torgiano, potrà essere forse semplice, ma il sito del comune di Roma (che ha tanti abitanti quanti ne l’Irlanda) non può essere semplice in termini di contenuti, ma deve essere semplice in termini di raggiungibilità e ricerca delle informazioni. Ecco la sfida che dobbiamo vincere. Altrimenti Internet farà la fine dei telecomandi della TV o dei controlli del telefonino, che nessuno sa usare perché non sanno cosa significhino.

    Un saluto a tutti i lettori ed una formale scusa al proprietario di questo blog, che ho forse impropriamente invaso.

    Gianluca M.

  20. 02068449 ha detto:

    @ Claudia

    mi occupo di comunicazione e lavoro come formatore e consulente . Farmi capire è un mio dovere e faccio di tutto per riuscirci. All’università, con un po’ di impegno, riuscivo a spiegare la logica del primo ordine, il teorema di Godel e la dialettica hegeliana.

    Il primo dovere di chi comuncia (come diceva Carver) è farsi capire e trovo sconfortante che tutti noi diamo per scontato che in questi incontri non si capisca nulla, perché dovrebbero essre fatti per questo e quando mi invitano a parlare (raramente) io ci vado per quello.

    @anonimo 19

    si era capito, e torno a ripetere che IL-SITO-DEL-COMUNE-DI_ROMA-

    E’-UNO-SCANDALO-E-MIA-ZIA-Di-76-ANNI-SAPREBBBE-ANCHE-LEI-COME-MIGLIORALO-

    @gianluca

    Personalmente non ho nessuna guerra da fare. Non amo l’avanguardia tecnologica, e in altre sedi ho cercato di smorzare gli entusiasmi facili (vedi il mio intervento “Contro il neo-determionismo tecnologico”) Ma se avessi la possibilità di mettere le mani sul sito del Comune di Roma sono sicuro (scusa la presunzione) che potrei stupirti. E indipendentemente dalla piattaforma (io poi tecnicamente sono una pippa)

    io si, sono stato alle spalle del navigatrere medio: provaci tu a stare alle spelle di uno che va sul sito del comune di Roma perché deve pagare la TARSU o perché gli hanno rimosso la macchina. Ma turati le orecchie

    :-))

    va beh, mi sa che ci stiamo incartando su tanti fronti, ma alla fine stiamo dicendo tutti la stessa cosa, và…

    :-)))

  21. 02068449 ha detto:

    sempre per anonimo 19

    mi ero dimenticato di farti gli auguri per le tue attività e di farti i complimenti per il tuo blog!

    Peratro Roquentin e la Nausea sono stati, all’età di 16-17 anni, gli artefici delle mie scelte successive, nel bene e nel male. Non leggo la Nausea da allora, e credo non la leggerò più…

  22. utente anonimo ha detto:

    Anche per me il sito del comune di Roma è uno schifo. Non solo per i contenuti (devono comunque sempre accontentare i committenti!) ma anche per la costruzione. Se provi ad aprire le varie sezioni ti trovi confuso tra interfacce diverse, font troppo piccoli (si capisce che non sono più troppo giovane), difficoltà interpretative, sottositi annunciati e non sviluppati, ecc. ecc… Quindi ben lungi da me elogiare il comune di Roma. E complimenti a tua nonna. In ogni caso un giretto sul sito del Comune di Torgiano

    lo farei…

    Per quanto riguarda le annotazioni sul tecnoentusiasmo e l’osservazione degli utenti, lo “spionaggio” non era certo rivolto a te, di cui credo di intuire le posizioni, ma a qualcun altro (magari all’interno dei comuni ;-) ). Del resto mi sembra che diciamo le stesse cose.

    Gianluca M.

  23. utente anonimo ha detto:

    Credo che in sostanza siamo tutti d’accordo. Io rimango perplesso sull’assioma grande azienda=ottimo prodotto. Ne ho visti troppi di baracconi ambulanti, che fanno da zavorra all’innovazione.

    Quanto all’avanguardia tecnologica, non ne vado matto. Ma Web 2.0 non è solo tecnologia. E in pubblica amministrazione poi la questione accessibilità limita positivamente l’uso di tecnologie avanzatissime. Ci avete fatto caso che per il 70% dei portali P.A. “accessibilità” vuol dire mettere i loghi del W3C?

    Mi scuso anche io per i commentoni lunghissimi.

    A presto

    Roquentin

    PS: anche io ho scoperto La Nausea e Sartre verso i 17 anni, e se devo essere sincero, ancora influenza le mie scelte, nel bene e nel male :-)

  24. 02068449 ha detto:

    >Ci avete fatto caso che per il 70% dei portali P.A. “accessibilità” vuol dire mettere i loghi del W3C?

    :-DDDD

  25. utente anonimo ha detto:

    Favoloso questo post che ha dato il via a una sequela di invettive su vari fronti.

    E’ vero che siamo tutti d’accordo sul punto fondamentale: non sempre tecnologia all’avanguardia, open source o commerciale che sia, significa vera usabilità e utilità (rispetto al contesto).

    Quello che volevo dire nel mio intervento è che spesso i grandi sistemi commerciali sono ‘comunicati’ male volutamente!

    E se se ne vuole scoprire le potenzialità, che pure ci sono, non sono sempre le conferenze il posto giusto.

    Sia detto per inciso, nonostante il mio stile comunicativo sia il più possibile divulgativo, sono stata più volte ripresa perché non uso abbastanza termini inglesi e roboanti nel presentare la grande astronave. Far capire a cosa serve sembra sminuirne la grandiosità (..e il prezzo)!

    Roquentin ha smosso le mie poche certezze a 17 anni, ma poi quando cresci capisci meglio il finale ed impari che hai due strade: o rifuggi la realtà in cui vivi o lotti per cambiarla dall’interno pezzo a pezzo (alla faccia degli amministratori delegati anglofoni ;).

    Claudia

  26. 02068449 ha detto:

    @Claudia

    E nel secondo caso passi da Roquentin a Mathieu (questa è una citazione colta eh…)

    :-))

    Ciao e grazie

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