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set
13

Pillole di Alfresco

Tanto per continuare sull’argomento CMS & affini, vi segnalo questa presentazione (ovviamente autopromozionale) che illustra i benefici dell’integrazione di due sistemi open source, ovvero Liferay e Alfresco, due piattaforme che in genere vanno a braccetto come Stanlio e Ollio. Insieme possono costituire una valida alternativa open source a piattaforme per portali intranet molto più blasonate.

E tanto per non dimenticarci mai dell’aspetto irrazionale, per non dire schizofrenico, con cui a volte vengono affrontate queste scelte vi segnalo un bell’articolo di Janus Boye sulle 8 caratteristiche di un CMS che i clienti vogliono ma che poi non usano.

 

lug
26

Segnalazioni su collaborazione, conoscenza e altre amenità

Ecco un po’ di segnalazioni in ordine sparso di articoli, post e interventi su diversi aspetti collegati al tema delle intranet e della collaborazione (ne ho tantissime, questa è solo una prima parte)

L’enterprise 2.0 va bene solo per i wkowledge worker? Un bell’articolo che spiega come diversi tipi di strumento e diversi tipi di iniziative possano, a diverso titolo, riguardare tutta l’organizzazione e non solo le èlite interne.

spectrum of social software participation

Otto buone ragioni di business per adottare una intranet. Un bell’articolo e un bello schema riassuntivo

CIBA intranet model

Esiste qualcosa come “il miglior CMS per il mio settore merceologico”?. Un bell’articolo di Tony Byrne prova a spiegare perché questa è una domanda fuori luogo. Le specifiche di un CMS hanno un rapporto solo marginale con il tipo di attività e di prodotti dell’azienda, e ne hanno uno molto più stretto con i processi interni della specifica organizzazione.

44 guiedline per la vostra intranet. Senza pretese, un articoletto con un po’ di punti chiave da tenere a mente.

- I punti di contatto tra Enterprise 2.0 e Enterprise content Management. Oscar Berg prova ad affrontare una questione che emerge sempre più potentemente all’interno del discorso teorico sull’adozione di questi strumenti

- Quando usare i PDF e quando i form in una intranet. Un bell’articolo che spiega come impostare un uso sostenibile dei (tanti) PDF che affollano le nostre intranet.

- Enterprise 2.0 come volano. La metafora del volano applicata ai progetti enterprise 2.0. E’ citato anche il caso della Toyota (ma è di qualche anno fa) con tanto di PDF.

- Quando l’1.5 è meglio del 2.0. Un post che prova a problematizzare la tematica dei contenuti generati dagli utenti. A volte una forma di supervisione e di controllo è assolutamente necessaria. E questo è un tema davvero pertinente per tutti i progetti interni.

Buona lettura.

:-)

mag
2

Navigando tra i bandi di gara

Quest’anno ho deciso di fare meno formazione e più consulenza, tanto per provare ad esplorare territori nuovi (e anche perché sono stato tirato in mezzo, ma la vita è così: una via di mezzo tra scelte, necessità e appropriazione consapevole delle proprie necessità).

beh, insomma, comunque non avevo calcolato che questo avrebbe implicato la lettura sistematica di bandi di gara pipposissimi unita a presentazioni dall’esito incerto a clienti mediamente disinteressati e confezionamento di offerte lanciate sul mercato come messaggi nella bottiglia.

In questa attività un po’ disarticolata mi sono imbattuto, grazie al solito tam tam, nel bando del comune di Firenze per la fornitura della piattaforma intranet (per i fanatici, il capitolato tecnico è scaricabile in .doc da qui).

Ora, fermo restando che ho una nostalgia immensa di quando la home page del Comune di Firenze era la peggiore pagina web italiana (e batteva davvero ogni record) mi sono reso conto di quanti passi avanti siano stati fatti nei requisiti che le organizzazioni definiscono su progetti di questo tipo.

Leggendo il bando infatti troviamo, oltre a cose più canoniche quali autenticazione, integrazione applicazioni, creazione dinamica form ecc, che:

– Deve costare poco (e questo taglia fuori i grandi vendor)

– Deve essere tutto open source (idem)

– Deve essere personalizzabile dall’utente (fine del Grande Portale)

– Deve avere gli Rss con aggregatore integrato (idem)

– Deve avere il wiki

– Deve avere chat, folder personale, agenda condivisa

– Deve avere forum, sondaggi, questionari

– Deve avere un sistema di project management

e tante, tante altre cosucce mica male.

Guardate che non sono cose da poco: qualche anno fa credo proprio non avremmo trovato neanche la metà di requisiti di questo tipo in un bando come quello (credo).

Insomma, direi proprio che si stanno affermando una serie di nuovi standard anche solo dal lato dei requisiti tecnologici.

E questa è certamente una buona notizia.

mar
17

Risorse per smanettoni

Come al solito Cristiano mi passa sempre delle risorse interessanti. Quest’utlima, tratta dal noto Boxesandarows, affronta il tema delle interfacce e della User experience negli ambienti di collaborazione 2.0.

L’autore (Mattew C. Clarke) ammette che ad oggi non esistono indicazioni precise, e che il suo è solo un contributo ad un dibattito in corso, ma il tema è interessante (e controverso), perché dalla soluzione di questo dibattito dipenderà la costruzione di ambienti veramente performanti per la collaborazione online tra colleghi e gruppi di lavoro.

I suoi consigli finali sull’uso di metafore coerenti, sull’architettura aperta delle applicazioni, sull’uso massiccio di script dinamici e su una focalizzazione spinta sui meccanismi di recupero della “storia” della collaborazione possono essere presi come indicazioni-quadro per lo sviluppo delle prossime interfacce collaborative.

Ma la cosa interessante dell’articolo, che Mattew dà per scontata ma che scontata non è (almeno per me), sono i suoi riferimenti a risorse e directory online verso strumenti di colalboration e CMS vari.

CMS Matrix. Questa la conoscenvo anche io: la più completa directory di CMS, con possibilità di fltraggio sulle singole caratteristiche. Da studiare attentamente prima di comprare qualunque cosa, MOSS in primis.

La directory di Capterra, che elenca quasi 200 applicazioni per la collaboration, sia web based che da scaricare. E c’è veramente dei tutto: action planning, brainstorming, cooperative Writing, document Management, calendari, task Management…

Beh, buon lavoro a tutti!

p.s. già che ci siamo, qualcuno ha provato Kentico?

feb
20

Customizzo? E come customizzo?

Vi segnano uno degli utlimi articoli di Step Two, che esamina la difficile questione della customizzazione dei CMS in intranet, e in particolare del problematico rapporto con le singole applicazioni che in genere vengono costruite, integrate, o assemblate al’interno dell’ambiente.

Come al solito le immagini sono illuminanti. Vi dico subito che tra le tre soluzioni proposte io ho sempre sostenuto con decisione la prima, ma ultimamente mi sono alquanto ricreduto sul tema, e dove posso cerco di operare con la soluzione due, anche se le variabili da considerare sono sempre tante.

L’articolo esamina a fondo i pro e i contro di ogni soluzione.

immagine customizzazione cms dal sito steptwo

immagine customizzazione cms dal sito steptwo

immagine customizzazione cms dal sito steptwo

nov
26

Segnalazioni nutrienti

Articoli da leggere perché ne vale la pena

Usare “avvocati” dei personaggi per sviluppare portali intranet centrati sull’utente. Un articolo molto interessante sulla metodologia dei personagi in intranet e il loro uso tramite persone reali. Qui un altro articolo – classico – sul tema. Se non sapete che cosa sono i personaggi scopritelo qui (e qui).

Chiedere o non chiedere alle persone che cosa vogliono dalla intranet? Secondo Allen Huish il medico non ci chiede: “Che medicina vuoi?”, ma: “Che problema hai?”

Che cosa i CMS possono imparare dai wiki. Un post di Column two.

Pattern ricorrenti nelle strategie e nella governance delle intranet. Interessante, a mio giudizio, l’osservazione che gli standard e le linee guida producono valore solo se riusciamo a farle rispettare.

Le intranet sono stagnanti? Se lo chiede Shiv Singh.

Produttività 2.0. Come le nuove regole al lavoro stanno cambiando il gioco. Interessante e divertente il raffronto tra “vecchia scuola” e la “nuova scuola” rispetto a temi quali la visione, la pianificazione, la documenazione, la produttività…

Un esperimento di microblogging in azienda. Grazie a Jitter, la piattforma twitteristica di Janssen-Cilag.

I sette principi del Knowledge management. By Cognitive edge.

Quando un wiki e quando un blog? Un articolo che mette le cose in ordine. Su questo tema leggete anche questo.

Un approccio basato sugli scenari per valutare il social software. Interessante la distinzione dei vari scenari d’uso interni e la conseguente scelta del mix di strumenti.

Attivio risolverà il conflitto tra dati strutturati e non strutturati? Staremo a vedere.

set
20

Alcune segnalazioni

- Il difficile rapporto tra CMS e contenuti generati dagli utenti (By Column two)

– Come possono essere costruite delle policy per il knowledge sharing (by Green Chameleon)

– Il progetto di intranet-wiki di Avenue A | Razorfish (by The workplace)

– Il progetto di intranet-wiki di Janssen-Cilag (by e-gineer)

Intervista a Marco Stancati sulle intranet (by 7floor)

Andrew McCafee a Berlino (by DigitalMarketingLab)

Ciao

apr
26

I CMS nell’era del 2.0

Seth Gottlieb & Brice Dunwoodie hanno scritto un articolo molto interessante (scovato via Columntwo) su come dovrebbero camabiare i CMS delle intranet nell’era del 2.0.
La prima parte dell’articolo spiega, in modo molto chiaro, che cos’è il 2.0 (vale la pena di leggerla anche se sono argomenti conosciuti) mentre la seconda parte prova a elencare quali caratteristiche dovrebbe avere un CMS di nuova generazione per allineare le sue funzionalità a quelle ormai presenti nei nuovi spazi 2.0 nella Grande Rete.

Sono indicazioni importanti, che mostrano, peraltro, come il 2.0 fosse in parte nel DNA delle intranet molto prima del suo arrivo sulla scena della Rete.

Oggi abbiamo le tecnologie, i format e la cultura per soddisfare nel modo milgiore delle esigenze che in intranet seintivamo da anni. Non dovremmo fare altro che usarle.
Ecco una sintesi dele caratteristiche elencate:
- Avere un’interfaccia semplice e senza fronzoli, facile da usare e focalizzata sui contenuti. A persone
abituate a postare sui blog o a inserire video su  Youtube non si può poi chiedere di usare il CMS di mia nonna con 10.000 passaggi anti-intuitivi.
- Permettere immediatezza di pubblicazione, proprio come nei migliori siti 2.0, senza complicatissimi workfolw approvativi che ci considerano “colpevoli fino a prova contraria”.
- Permettere l’uso di applicazioni “ricche”, costruite con le nuove tecnologie come Ajax, in modo da
permettere all’utente un’interazione ricca con  l’interfaccia amministrativa del CMS.
- Permettere classificazioni evolute dei contenuti come le classificazioni a faccette o sistemi di labeling multidimensionale, evitando le soporifere tassonomie  aziendali. Permettere agli impiegati di trovare le informazioni in modi diversi dal solito organigramma-style.
- Permettere il social bookmarking e il social tagging interno.
- Permettere, oltre all’inserimento dei dati da parte dei contributori, anche il facile inserimento di
“metadati” da parte degli impiegati (ovvero cose come “vota”, “commenta”, “tagga”, “annota”, “Segnala”).
- Permettere a ciascun dipendente/partecipante di creare un proprio profilo sulla intranet (my page), in modo da farsi conoscere e porre le basi di vere community professionali, e non di silos creati a tavolino.
- Permettere ai maggiori contributori di diventare “moderatori” di una parte della community in intranet.
- Permettere una facile ricognizione e gestione dei contributi inappropriati o malvagi.
- Permettere una fruizione multicanale (es via palmare) de contenuti della intranet.
- Permettere la ripubblicazione dei contenuti in formati RSS in modo da lasciare agli utenti la possibilità di filtrare e ricevere i contenuti tramite i loro device.

apr
12

CMS overview

Scegliere un CMS non è una cosa facile: i prodotti sul mercato sono tantissimi e la scelta rischia di essere particolarmente difficile. Peraltro è una scelta strategica, che influenza una gamma molto vasta di scelte, opzioni e decisioni successive.

Scopro oggi (sempre grazie al “solito” Steptwo) che esistono dei siti carini che possono aiutarci a fare una scelta così delicata.

Tra i vari siti segnalati, vale forse la pena di evidenziare CMSMatrix , che permette di confrontare tra loro in modo rapido fino a dieci CMS diversi, valutando le loro diverse funzonalità.

Opensourcecms invece offre una panoramica dei CMS open source, divisi per categorie di utilizzo.

Peccato che non esista nulla, a quanto ne sono, riferito allo specifico mercato italiano.

mar
22

Carta, penna e CMS

Ecco perché gli scrittori professionali non amano i CMS

(via ColumnTwo)

gen
30

Il nuovo “portal-mondo”

Siccome ho smesso di fumare e mi devo tenere impegnato, oggi sono stato qui (ero incuriosito dal roboante titolo:  “Content 2.0 – La gestione dell’informazione, la sfida organizzativa e i modelli evolutivi nell’era del Web 2.0 – rumore di tuoni in lontananza”).

E chi non si sarebbe incuriosito con un titolo del genere? (Ma sarò fesso?)

Insomma, mi metto la maschera del giornalista freelance e parto verso il nuovo mondo della gestione ”enterprise” dei contenuti.

E’ stato un viaggio brevissimo. E non solo perché la sede era a centro metri casa mia (se no col cavolo che ci andavo).

La sala era zeppa di superspecialisti incravattati delle maggiori aziende, pronti a illustrarci il nuovo mondo del contenuto digitale e della sua gestione tramite i CMS di nuova generazione.

All’inizio ero a disagio lì in mezzo a tutti questi specialisti del content management; e poi ho anche lasciato il mondo aziendale, e chissà che passi avanti hanno fatto mentre io non c’ero eh…

Ho dovuto ricredermi: affrontare questo tema non è affatto difficile anche se, guardando le slide, sembrerebbe il contrario.

Le slide, come nelle migliori tradizioni consulenziesi, erano illeggibili e piene di schemi a blocchi complicatissimi. Chiunque, di fronte a quelle slide tipo “astronave di Vega” , non può che sentirsi un cretino.  Ma siccome sono abbastanza allenato, sono in grado di fornirvi un modello comune semplificato:

Schema_CMS

E poi non dite che questo non è un blog di servizio.

Decine di slide par raccontare le infinite varianti di questo schema. Stavo per svenire sulla sedia.

Eppure avrei dovuto capire tutto fin da quando il secondo relatore ha chiesto se qualcuno conosceva (udite udite) You Tube. Il suo tono era apocalittico: aveva capito che siamo nel mezzo di una rivoluzione.

Poi qualcuno parla di blog. Ehi, dico, la mattinata si anima finalmente. Poi chiede chi tra i presenti ha un blog: zero mani alzate. Chiede se qualcuno legge ogni tanto un blog: p. Pochissime mani alzate.

Ok, da questo capisco che in questa sala si sta veramente facendo la Storia.

Qualcuno parla di 2.0. Un bell’intervento su dati e metadati, una slide tipo astronave di vega per parlare dell’interoperabilità dei vari linguaggi e poi i CSS e l’XML e AJAX e mia nonna in carriola.

Poi fa vedere un esempio di sito costruito con il loro superfico CMS superaccessibile.

Ok, tenetevi, perché il sito è questo.

E con questo la mattinata è finita in bellezza. Mi sembrava di essere nel 1997.

E pensare che se non mi spacciavo per giornalista, questa roba me la facevano pagare 1200 euri.
Chiaro?

gen
8

Cose da (veri) smanettoni

Io non sono un esperto di software e piattaforme: mi sono sempre limitato ad utilizzarle o a dare indicazioni a chi le sviluppava per avere un prodotto funzionale e adatto alle tante esigenze di una intranet.

Ad ogni modo ho sentito in questi anni molti nomi di prodotti e ho raccolto qua e là qualche parere estemporaneo. Oggi voglio fare qualche segnalazione per quelli che ci capiscono veramente qulache cosa e vogliono cimentarsi nella creazione di una intranet con pprodotti open source.

Questi prodotti open source sono rivolti a un target abbastanza preciso:

1 )chi non ha soldi da spendere
2) ma ha discrete capacità di sviluppo al proprio interno

Se avete queste carattersitiche di base, questi sono prodtti che fanno per voi.

Il più classico è Joomla, sviluppato in PHP e che sta ormai diventando quasi uno standard. Spero di potervi dire qualche cosa di più quando lo vedrò (presto) in azione.

Un altro prodotto di cui sento paralre da più parti e Drupal. Sembra sia molto buon per i sistemi di classificazione  multidimensoinale che consente (vedi ad esempio questio articolo di Roberto Cobianchi e questo altro, segnalatomi da Maxx, sulla creazione  di classificazioni a faccette con Dupral) e per la creazione di ambienti di community.

Un terzo prodotto che mi sembra ottimo è  Metadox (sul sito trovate anche delle belle demo sulle funzionalità). Qui trovate una breve recensione al prodotto.

Sempre via Maxx, ecco un articolo comparativo tra Joomla, Dupral e un altro prodotto che non ho mai sentito (scusate l’ignoranza), ovvero Plone.

Ok, ho finito: ricordatevi: questi prodotti costano zero solo se sapete programmare. Se no avrete comunque bisogno dell’assistenza (che vi costerà comunque meno della mega-piattaforma all included)

;-)

mag
18

Davide batte Golia 1-0

A volte la Storia ci dà torto, a volte ci dà ragione. Io ho lavorato come Intranet manager per anni all’interno di una grande azienda, Alcatraz. In questa azienda non ero l’unico a occuparmi della cosa: C’erano anche tanti altri settori e professionisti, gente con molto potere e molti soldi da spendere. E quando si parla di intranet viene sempre fuori la questione delle piattaforme, ovvero quegli oggetti che servono a gestire i contenuti. Ora, queste volpi dei Dirigenti IT volevano a tutti i costi stupirci con effetti speciali e con nuovi strabilianti oggetti.

Ed ecco che salta fuori la nuova super-piattaforma, chiamiamola “Macigno-costoso”. Ad ogni riunione si partiva magnificando le caratteristiche di Macigno-costoso, la Grande Piattaforma Universale dalla performance strabilianti. Certo, ci volevano 18 server e un team di gestione di 40 persone, ma la piattaforma era ottima. Solo che crashava ogni 4 minuti. Dopo due anni giravano le barzellette come con i carabinieri. Ad ogni riunione erano sempre tutti più incazzati. Specialmente noi, specialmente io, che nel tempo avevo costruito una piattaforma alternativa, chiamiamola “economica-piuma”. Io di piattaforme chiavi-in-mano ne avevo già fatta fuori una e mi sono sempre arrangiato costruendo e facendo costruire degli oggetti su misura.

Certo niente di stravolgente, ma stava su di un solo server e se qualche cosa non funzionava si cambiava e via. Niente: ci voleva Macigno-costoso. E giù a spiegare che noi eravamo dei dilettanti, che le aziende serie usavano piattaforme serie. “Certo”, dicevano, “oggi Macigno-costoso“ ha dei problemi, ma domani avremo l’integrazione universale dei dati. E poi ha molti vantaggi in più. Quali? Non si è mai saputo.

Ma intanto non funzionava neanche a calci nei polmoni, e anche la versione 6.0, quella che doveva risolvere tutto, si è trasformata nell’ennesimo buco nell’acqua. Ma non si poteva dire, perché se no i Dirigenti si arrabbiavano e si intristivano. Tre anni. Tre anni di schermaglie nelle quali mi sono giocato la carriera per dire cose che stavano sotto gli occhi di tutti. Ok, storia passata, io me ne sono andato e voi tenetevi Macigno-costoso.

Oggi vengo a sapere che il responsabile IT di Alcatraz (non un pisquano qualunque, ho detto il responsabile IT di un’azienda di 100.000 persone) ha riconosciuto che Macigno-costoso era una cazzata. Sembra che abbia detto: quelli di economica-piuma hanno delle performance migliori e non potremo mai competere: tanto vale che andiamo tutti su economica-piuma abbandonando macigno-pesante.

E tutti i Dirigenti e quadri, nel frattempo, quelli che dicevano cose come “Ma dove vuoi andare oggi, se non hai una cosa come Macigno-costoso” a dargli ragione,  a dire “e beh, ma questa cosa non è accettabile adesso basta non ne possiamo più e così via”. Gli stessi con i quali litigavo all’epoca. Domanda: ma perché abbiamo perso tre anni a litigare? Perché avete speso milioni di euro (milioni) e fatto perdere tempo a decine di persone e reso inefficiente un oggetto che doveva servire a 100.000 colleghi? Qualcuno pagherà per questo?

Va beh, oggi è un grande giorno per me. Ciao

ott
14

La legge di murphy dei cms

A Marsiglia a spiegare al gruppo di lavoro come funziona il sistema di inserimento dei contenuti nella intranet. introduzione teorica: tutto ok. grande piacioneria. Osservazioni della platea. tutto ok. grande simpatia e scioltezza. Bene. Ora però cominciamo ad accedere al sistema per inserire *concretamente* contenuti. Ehm…Page not found. Ok, no problem, ora sistemiamo…
error 404.
You are not autorized.
error asp 408 on line 42 “eyeis” on level 2.

Avete presente? Ok, la piacioneria ci salverà, parlo in inglese, in francese, in tecnichese, in cunsulenzese, e dopo un po’ i sorrisi della platea mi dicono: “ok, sono italiani…”

Come potevo spiegarli che erano beta tester della nostra ultima visionaria creazione?

Che l’olimpo degli smanettoni ci protegga…

lug
29

Intranet 4.0 (sic…)

Come ho più volte sottolineato, in questo blog e in altre sedi, intranet non è un prodotto ma un processo. Non si esaurisce con il suo “lancio” anzi, comincia a vivere e a modificarsi proprio allora.

Non stupiamoci quindi se, anche dopo magari due o più anni di vita, sorga ancora la necessità di cambiamenti radicali, revisioni, ampliamenti. E’ il caso della mia intranet, che oggi vara la sua 4° versione (credo). Non solo. Proprio ieri ben due settori abbastanza cospicui dell’azienda mi hanno fatto richiesta ufficiale di apertura di una nuova sezione dedicata a loro.

Io li aspettavo come un ragno aspetta la mosca e loro, senza particolari sforzi da parte mia, sono cascati nella “rete”. Alla domanda fatidica “Quanto ci costerebbe?” ho potuto rispondere “Nulla. E’ tutto fatto all’interno”. Grande entusiasmo nei corridoi (si fa per dire…)

Ora, cosa sarebbe successo se invece di avere un sistema flessibile, duttile, scalabile, personalizzabile , economico e facile da usare avessi avuto una di quelle portaerei editoriali che andavano tanto di moda qualche anno fa? Risposta: avrei avuto molti, molti, ma veramente molti problemi. Morale da trarre da tutto questo:

1) La tecnologia costosa e sofisticata, quando non è indifferente al coinvolgimento dei dipartimenti aziendali, le è addirittura dannosa
2) Su intranet il lavoro non manca mai
3) Le cose fatte su richiesta vengono sempre molto ma molto meglio e sono più soddisfacenti
4) Arriva per *tutti* il momento della intranet, basta aspettare e tenersi pronti