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Gen
24

O mia bella madunina

Quando lavoravo ad Alcatraz, sede romana, mi proposero di tornare a Milano. Mi strizzavano l’occhio, come a dire “eh, te ne torni a casa eh!” e non capivano la mia faccia terrorizzata e gli strani segni di scongiuro.

Ancora oggi, quando per lavoro mi chiamano a Milano, metto le dita a croce, e faccio due ore di training autogeno. Ma perché?

I motivi sono davvero tanti, ma vorrei illustrarne solo uno. E per illustrare intendo proprio illustrare, dato che all’epoca feci un mini-reportage fotografico sui miei luoghi d’origine (assieme a una mia amica di sventura dell’epoca)  per togliere quello sguardo ammiccante dalla faccia dei miei colleghi.

Credo sia l’unico luogo al mondo che è stato in grado di creare il nulla dove prima c’era qualche cosa. Un luogo che esiste per sottrazione, insomma. Per un terzo fabbriche, per un terzo palazzoni, per un terzo villette. Ogni tanto salta un negozio. Sulla strada: cuboni commmerciali. Dentro le case: caloriferi accesi per 8 mesi l’anno.

Parchetti nella nebbia e persone sulle panchine. Per molti anni anche io sono stato su quelle panchine. Cappuccio e cornetto oggi costano 2 euro e10. Se stai fermo per troppo tempo in un punto, dopo un po’ o arriva la polizia o vengono a rapinarti. Quando avevo 17 anni dovevo prendere l’autobus per andare da qualunque parte. Un autobus ogni ora: a mezzanotte, fine.

Ecco il reportage. E questa è casa mia.

E sempre grazie, mia cara Roma, per avermi offerto una chance.

9 Commenti

  1. utente anonimo ha detto:

    Tutto vero, tutto banale. Che dire del Tiburtino terzo.

    Grazie Milano per avermi riaccolta. Banalità per banalità.

    Gabriella

  2. 02068449 ha detto:

    e io che credevo di avere finalmente rivelato il lato oscuro delle nostre metropoli.

    Mi sa che come giornalista ne ho di strada da fare, eh…

    :-)

  3. manenji ha detto:

    Mamma mia…che trauma vedere Trezzano e la sua urbanistica sotto quella luce..mi ricordo una della prime macchine digitali…

    però sei veramente ingrato con la tua città natale…e poi in quel palazzo che si vede dal ponte,ci abita mia madre,ci abitò mio padre…e così via..sei un pò ingiusto,con la Lombardia!

    Ci sono ancora delle belle persone in questa città!Che sopravvivono,e magari non si vedono perchè il loro stile di vita è ben al di sotto “della milano da bere”,ma ci sono!!

    Comunque grazie per il bel tuffo nel passato,che mi hai fatto fare stamattina..

    Sto pensando seriamente di trasferirmi!(davvero:per la precisione in Emilia Romagna)

    A presto,

    Fausta

  4. 02068449 ha detto:

    No, non parlo delle persone, me ne sono guardato bene.

    Di quello potrei parlare ma non lo faccio di certo.

    Credo si possa ancora parlare dei posti, bene o male, senza che le persone che ci abitano pensino subito ad un referendum pro o contro di loro. Credo.

  5. manenji ha detto:

    Si lo so che non parlavi delle persone,diciamo che io parlavo di “urbanistica emozionale”(inventata di sana pianta in questo momento),quindi legata alle persone..

    in quanto allo squallore “duro e puro”dei luoghi fotografati,sono pienamente d’accordo con te.

    A presto.

  6. 02068449 ha detto:

    Cara Fausta, capisco che cosa dici…

    :-)

    E’ qui il punto: putroppo non ho grandi emozioni associate a quei posti (lo sai…) tranne forse qualche bacio rubato..

    :-)

  7. manenji ha detto:

    Allora Roma avrà “dell’urbanistica emozionale”mille volte migliore di Milano!Giusto?

  8. manenji ha detto:

    Meglio farsi qualche giro a Roma di tanto in tanto!

    Ciao!

    A presto

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede