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Feb
24

Lettera aperta al redattore di Italia.it

Caro redattore di Italia.it
mi rivolgo a te personalmente perché in questi giorni sarai stato certamente sotto pressione.

Dicono che questo portale sia costato 45 milioni di euro. Caro Redattore di Italia.it, sono sicuro che solo un’infima parte di questo denaro sarà finito nelle tue tasche, caro redattore, e di questo mi dispiaccio, perché sono sicuro che tu fai il tuo mestiere e sono anche certo che in riunione più di una volta ti sarà venuto da vomitare.

Quanto fango, caro redattore, sarai stato costretto ad ingoiare mentre qualcuno diceva “si, wow, l’introduzione con Simil-Pavoarotti”, “si, le animazioni in flash in ogni pagina”, “si, il data base degli alberghi”, “si, gli spazi della home occupati da sfilate di moda e sci italiano!!!”.

Caro redattore di Italia.it, che tristezza deve essere stata per te riempire di contenuti top down l’ennesimo portatone turistico mentre ovunque si parla di contenuti generati dagli utenti, di 2.0, di social tagging, di feed RSS, di podcasting, di architettura a faccette.

Caro redattore di Italia.it, so che ti rendi perfettamente conto che se sono tedesco e ho un camper e voglio arrivare a Palermo non ci riuscirò tanto facilmente consultando il tuo sito, che se ho un cane o sono gay avrò qualche difficoltà a trovare un agriturismo adatto a me, e che se oltre a dormire voglio anche mangiare è meglio che mi porti la colazione al sacco.

Caro Redattore di Italia.it non è certo colpa tua se molti dei contenuti sono lacunosi o vaghi, o se le informazioni sono vecchie e non aggiornate, ma tu capisci che è un problema se molti dei cinema che segnali sono chiusi da anni.

Caro redattore, io vedo e, ti assicuro, apprezzo veramente lo sforzo che hai fatto per segnalare tutti gli alberghi possibili e immaginabili sul nostro territorio, ma ti informo che io, personalmente, non mi baso solo sulle stelle dell’hotel per decidere dove dormire, ma guardo ad esempio dove è collocato rispetto al centro città e cerco anche di farmi un’idea di come sono fatte le camere e cerco anche di capire chi c’è dall’altra parte. Caro redattore, io non sono una macchina che fa il filtro nel data-base. E in genere cerco la qualità, e non la quantità.

Caro redattore, sono sicuro che anche tu capirai che ho delle difficoltà a percepire la differenza tra “Visita l’Italia”, “Organizza il tuo viaggio” e “Itinerari” E che etichette come “Unesco” dentro la sezione: “Visita l’Italia” potrebbero non dirmi assolutamente nulla sui contenuti che troverò all’interno.

Caro redattore, se sono un utente spagnolo e voglio andare a Sarzana a vedere il marcato dell’antiquariato, ma non so che Sarzana si trova in Liguria e in provincia di La Spezia, mi spieghi cortesemente come faccio ad arrivarci?

Caro redattore di Italia.it, ma non ti viene il mal di mare a vedere tutta sta roba che si muove sul sito? Perché a me, caro redattore, dopo 5 minuti è venuta un po’ di nausea, e te che ci lavori da mesi penso non starai tanto bene.

Caro Redattore di Italia.it, ti faccio i miei auguri e ti do la mia sincera solidarietà, anche se ti devo proprio dire che questo sito che avete messo in linea un po’ mi ha offeso e mortificato. E come me tanti altri professionisti che, nel nostro Paese, cercano di portare un po’ di innovazione onestamente, tenendosi aggiornati e cercando di fare quotidianamente un buon lavoro, rispettando gli altri. Gli utenti prima di tutto. A volte ci riusciamo, a volte meno.

In ogno caso, in bocca al lupo per tutto.

6 Commenti

  1. utente anonimo ha detto:

    Caro governo Prodi, grazie per avere regalato questo gioiello. Grazie Rutelli per averlo presentato mentre il governo andava a pezzi.

  2. ardovig ha detto:

    Critica crudele ma realistica. Non vorrei essere il redattore a cui tu ti rivolgi. Ardovig

  3. catepol ha detto:

    meno male che io con firefox continuo a non poter entrarci in profondità ;-)

  4. utente anonimo ha detto:

    Perché prendersela con il governo Prodi e con Rutelli? Questa inutile e costosa iniziativa (anche se 45 milioni di euro potrebbero non essere poi troppi) sono il frutto di una decisione del secondo governo Berlusconi appena insediato in pieno conflitto di interessi, giacché l’appalto fu concesso su licitazione privata, guarda un po’, a IBM.

    E poi perché ostinarsi a parlare di Web 2.0? È un’invenzione di Tim O’Reilly, ovviamente per ragioni commerciali, che non ha riscontro tecnico. A ben vedere, il Web dovrebbe essere, più o meno, alla 4.1, se non alla 5.2 se proprio vogliamo sequire questo schema.

    Peraltro, cosa aspettarsi da chi non ha mai visto una riga di codice, tirato su un server Web, progettato un database in vita sua? Sono anni che si formano redattori e content manager, che si pubblicano libri inutili e non si fa vera cultura tecnologica.

    Quanto ai politici, il massimo l’ha fatto Fioroni con il suo blog, d’accordo, ma neanche Di Pietro e Hillary Clinton hanno scherzato. Il Web nuovo mezzo di comunicazione e poi ci mettono su una videointervista realizzata secondo i canoni della televisione.

    Io aspetto sempre di vedermi proporre una videoconferenza, che so, su Skype (ma andrebbe bene anche un vecchio newsgroup, do you remember newsgroup?) in cui i politici interagiscono personalmente e senza altre mediazioni con i cittadini, mettendoci la faccia.

    Ma siamo ancora ai commenti anonimi e pseudonimici…

    Luigi Muzii

  5. stprimouno ha detto:

    Dunque ci siamo.

    Dopo tanto parlare e tanta attesa, abbiamo la nuova versione di italia.it.

    Sembra che questo però abbia scatenato delle discussioni sulla rete e in particolare su questo blog che frequento da un po’ di tempo in quanto l’autore inserisce cose interessanti.

    Intanto vanno notate alcune cose, dal punto di vista dell’organizzazione e dal punto di vista della comunicazione.

    Dal punto di vista dell’organizzazione

    E’ un sito istituzionale e ciò che compare sopra deve avere il crisma dell’ufficialità. Se dico che un albergo fa schifo o che una località non è degna di essere visitata non è una libera espressione della redazione o di un singolo internauta, ma è la valutazione UFFICIALE del Governo. Questo mi sembra che non sia chiaro a tutti e, soprattutto, non sia tenuto in debito conto

    E’ la prosecuzione del sito dell’ENIT, già impiantato nell’anno 2000 con il vecchio logo (il nuovo devo concordare che fa schifo) e quindi ne riutilizza tutti i contenuti. Forse non è secondario far notare che l’attuale presidente o direttore generale di questa struttura sia di provenienza MICROSOFT. Scelta discutibile per due motivi. Primo perché si pensa alla promozione turistica solo in termini di informatica mentre di per sé è quanto di più multicanale possa esistere. Secondo, per l’opportunità di selezionare una persona proveniente da una specifica azienda. Se il precedente Ministro Stanca ha assegnato gli appalti ai suoi amici della IBM, è forse prevedibile che i futuri appalti vengano assegnati a Microsoft? Chi vivrà vedrà

    Il progetto (quello dei 45 miliardi) è partito alcuni anni fa e non è mai stato realizzato. Forse non per colpa dell’ultimo governo. La cosa sconcertante è che cercando “italia” su google, questo sito non viene ancora mostrato, mentre continua ad essere mostrato quello dell’ENIT. In prima posizione, c’è invece la voce “italia” di wikipedia. Le cose vanno un po’ meglio con “Italy”, ma bisognerebbe provare ad accedere dall’estero. Non sarebbe stato meglio smontare quello dell’ENIT semplicemente reindirizzandolo su italia.it?

    Il benchmarking per la scelta del sito è stato fatto solo in termini tecnologici, andando a confrontare i siti degli altri paesi. Non sono invece stati presi in considerazione i sistemi turistici degli altri paesi come globalità del servizio e della promozione. Da questo pun to di vista basta fare un confronto tra il sistema di promozione italiano quelli, solo oper fare esempi, spagnolo e francese. Poi si punta tanto sul mercato individuale dei cinesi. Dimenticando che questi, per motivi linguisitici, culturali e politici si muovono prevalentemente in gruppo. Si strombazza e si fanno missioni faraoniche in India e poi? Non sarebbe stato meglio e più lungimirante prevedere una sezione anche per l’India?

    Dal punto di vista della comunicazione

    Si strombazza il Web 2.0 e poi si incontrano decine di blog con contenuti sconclusionati, aggiornati casualmente, senza un minimo di originalità (molti si limitano a fare dei link verso siti americani o comunques esterni. E’ con questa forma che vogliamo pre3sentarci all’estero e fare in modo che le intenzioni di viaggio si traducano in viaggi? Tenere una volta tanto presente la FirstLife (dove sono importanti gli scopi e gli obiettivi delle proprie attività) sarebbe forse meglio che tenere d’occhio la SecondLife (dove i problemi della vita reale vengono bypassati).

    Ho visto degli attacchi furiosi alla gestione tabellare e all’introduzione flash. Bene. Avete mai provato a visualizzare un sito con contenuti dinamici, tipo quello fichissimo del comune torino tutto-Web-2.0? Forse è opportuno prevedere (un giretto a Barcellona forse sarebbe stato utile) questa problematica per il futuro. Riguardo a flash, alcuni anni fa, sentivo delle fesserie che pronosticavano che tutti i siti sarebbero stati trasformati entro breve tempo utilizzando questa tecnologia. Che fine hanno fatto i tecnoentusiasti autori di queste sconclusionate profezie?

    In un precedente commento, qualcuno ha correttamente parlato di progettazione di database. Evidentemente è un tecnico che che si confronta tutti i giorni con coloro che corrono dietro all’ultima moda. E che dire delle applicazioni? E dei tempi di risposta? E della sicurezza? E dell’organizzazione della redazione? E dell’organizzazione dei collegamenti con le altre organizzazioni coinvolte? E della gestione e dell’armonizzazione del tutto? Forse è troppo semplice pensare a siti di questa complessità come al sito della pincopallo sas e bisognerebbe essere più costruttivi e conoscere meglio tutte le sfaccettature dei problemi.

    scusate per la lunghezza del commento

    Gianluca Marroni

  6. utente anonimo ha detto:

    Il problema principale secondo me non è ne web 2.0 ne tantomeno flash ne tantomeno la progettazione del DB..quanto pagare (circa 25 milioni di euro alle Regioni da quello che ho saputo in giro) alle varie regioni coinvolte nel progetto per l’aggiornamento e gestione dei dati. Quali Dati? Se faccio una ricerca su google e metto Roma trovo molte più informazioni,più dettagli rispetto quello che il sito Italia.it mi da. Forse il problema maggiore è questo..l’informazione. Del web 2.0 o flash ma a chi interessa se non a tecnici che sono subito pronti a sputare su un progetto? Quanti tecnici vanno su italia.it? Quante persone normali vanno su Italia.It?

    Sentiamole le opinioni di persone normalissime che di web 2.0,table,div,css,query,procedure,tabelle,posizionamento poco ne sanno e…con tutto il cuore..poco interessa!

    M.Dell’Orco

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