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Lug
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Il diavolo fa le mensole ma non i pomelli

All’Ikea hanno capito la differenza tra sostanza e interfaccia. All’Ikea hanno capito un sacco di cose. Hanno capito che è possibile avere delle strutture banali e prosaiche (l’armadio Pax, i pensili Vattern..) ma che, aggiungendo una adeguata facciata, si trasformano in qualche cosa di tuo. In quello che hai sempre voluto.

Questa cosa mi spaventa: come avete fatto a capire chi sono? Come avete fatto a capire che il vetro semitrasparente mi fa sentire molto lounge, che i copridivani intessuti a mano mi fanno sentire amico del terzomondo, che lo specchio ondeggiante mi fa sentire giovane e che i calici di vetro mi fanno sentire intellettuale parigino?

Chi siete? Io non vi ho mai incontrato ma sembra che sappiate tutto di me. Sapete che sono disposto a portarmi i mobili a casa da solo e a montarmeli senza fiatare. Le vostre istruzioni di montaggio sono talmente chiare che le capirebbe un analfabeta della foresta amazzonica. Sapete quanto sono disposto ad aspettare in coda e che dopo tanta fatica non ci starebbe male un panzerotto e una birra.

Mi fate fare una fatica immonda a prelevare da solo le cose dagli scaffali ma riuscite a trasformare tutto questo in un’inebriante avventura. I vostri impiegati sono professionali e cortesi e hanno le risposte prima che io formuli le domande. Non guardano nel computer, ma in una sfera di cristallo dentro la quale ci sono io, ci sei tu, ci siamo tutti.

Ogni cosa è dannatamente al suo posto. Mi date il metro, la matita, il foglietto, mi indicate la strada e le scorciatoie e le mie domande più segrete trovano risposte esplicite e pubbliche in cartelli, etichette, fogli illustrativi. Chi ve le ha dette tutte queste cose? Siete riusciti anche a fare lavorare gli abusivi che ti mettono i mobili in macchina, facendoci sentire tutti più buoni e benefattori. Da voi non si comprano mobili, ma pezzi di sé positivo, ripulito, rilassato.  Alla fine, che lo vogliamo o no, diventiamo persone migliori. Ikea people.

Che io sia giovane, di mezza età, gay, professionista, impiegato, terzomondista, individualista, che viva da solo o con trenta persone, che abbia un monolocale al prenestino o un attico ai Parioli da voi mi sento a casa. Voglio lavorare da voi, voglio fare l’amore che il vostro negozio, voglio sentirmi su, voglio godere ancora e ancora e ancora. Eccomi, sono io.

Sono vostro.

Dicono che il diavolo stia nei dettagli. E l’altro giorno non sapevo come attaccare il pomello  all’anta del bagno. Nessun buco, nessuna fessura preimpostata. Alla fine bisognava trapanare, ma non era indicato bene in che punto.

Niente paura: anche questo minuscolo brivido di libertà, questa frattura nella macchina, questa piccola scelta personale di second’ordine era prevista.

8 Commenti

  1. ardovig ha detto:

    “Tropa roba” Giacomo, lo segnalo subito ad una mia amica fanaaatica dell’Ikea! Ardovig

  2. utente anonimo ha detto:

    entusiasta dell’ikea? guardati questo video di un johnny palomba strepitoso :-DDD http://it.youtube.com/watch?v=2OUk17hsTO0

    un amico

  3. 02068449 ha detto:

    Grandissimo Johnny Palomba!!!!

    (tra l’altro l’ho anche conosciuto, perché io e Leuca conosciamo sua sorella).

    Effettivamente è molto diverso andarci la domenica pomeriggio o lunedì alle otto e mezzo di sera…

  4. MLuisaC ha detto:

    Descrizione fantastica. Non tralasci nulla. Mio marito dice che l’Ikea è il mio luna park e benedice il giorno in cui ha aperto da noi. E’ vero che c’è il rischio di avere tutti in casa Billy, Bonde, Lack, Pax… ma trovo che le possibilità di personalizzazione dei pezzi siano tante.

    Per esempio, io uso lo scolapiatti di legno come porta riviste e 2 pacchi degli economici specchi ondulati li ho attaccati in un grande pannello arancione in salotto.

    Vi suggerisco di leggere il libro “Soffro di Ikea”(http://www.internetbookshop.it/ser/serdsp.asp?isbn=8888361510) e la recensione riportata sul blog Inpuntadipenna (http://www.inpuntadipenna.com/257/soffro-di-ikea-il-libro-perfetto-per-riderci-e-per-pensarci/). Meritano!

  5. Caterina70 ha detto:

    come si dice dalle mie parti: OSTREGA!!!

    Io Ikea dipendente ho arredato la mia casina calcolando prezzi e misure a catalogo!!!

    Ci vuole un’ora e mezzo per raggiungere da quì il negozio Ikea ma pure per me è il mio luna park!!!

    Cate

  6. radiocococo ha detto:

    conosco un ragazzo che lavorava in uno degli IKEA di Roma, e mi raccontava che la domenica, 2h prima dell’apertura, c’rano orde di gente che arrivava dalle città del Sud dove l’IKEA non c’era ancora.

    W la torta DAIM!!!!!

  7. 02068449 ha detto:

    incredibile…

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede