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Dic
18

Finalmente il card sorting

Ogni tanto si trova qualche cliente illuminato, con il quale è possibile applicare delle metodologie evolute (va beh, diciamo delle metodologie e basta) alla progettazione della intranet.

In questo caso abbiamo avuto carta bianca praticamente su tutto, e forse è un segno dei tempi: abbiamo fatto i focus group, il brainstorming e anche, udite udite, ben 6 sessioni di card sorting con i dipendenti.

Da una parte c’eravamo io, Cristiano e qualcuno della Direzione, e dall’altra, di volta in volta, gruppi di 3 o 4 dipendenti. In mezzo, un insieme eterogeneo di contenuti, descritti da cartoline bianche, da raggruppare e ai quali dare un nome con le cartoline gialle.

Ecco la situazione di partenza:

Card_sorting_01

Ecco parte dei risultati

Card_sorting_02

Card_sorting_03

Card_sorting_04

Card_sorting_05

Inutile dire che i risultati sono stati molto interessanti e ci hanno dato parecchie indicazioni sulla progettazione delle sezioni e delle etichette della intranet.

Ecco alcune indicazioni di sintesi per chi volesse realizzare dei card sorting al proprio interno.

1) Due tipi di gruppi. Create due tipi di gruppi: quelli omogenei professionalmente e quelli che appartengono a settori diversi. Nel primo caso riuscirete ad avere una mappa mentale abbastanza precisa dei diversi gruppi profesisonali, mentre nel secondo caso potrete rilevare più facilmente i punti di frizione e i contenuti ambigui.

2) Voce alta. E’ importante il risultato, ma anche quello che avviene durante il card sorting. Fate in modo che esprimano a voce alta i loro processi di pensiero, in modo da cogliere i passaggi mentali che li portano a fare deterimnate scelte.

3) Colaborazione tra i partecipanti. E’ importante che le persone, durante il card sorting, diascutano tra loro e cerchino un accordo. Evitate che ciascuno faccia il suo compitino individualmente. Le scelte del gruppo sono mediamente più intelligenti e interessanti.

4) Focalizzazione su di sè. A volte c’è la tendenza da parte dei partecipanti a immedesimarsi nei panni del “collega-tipo”. Cercate di farli lavorare rispetto alle loro specifiche esigenze e alle loro idee particolari, evitando che si mettano “dall’altra parte” improvvisandosi designer.

5) Durata breve. Non più di 40-50 minuti

6) Nomi dei gruppi. E’ importante che le persone non solo raggruppino i contenuti, ma diano loro anche un nome. Dare un nome ad un insieme costringe i partecipanti a verificare la tenuta delle loro scelte e ad accorgersi di incongruenze o sovrapposizioni. Spesso nella fase di creazione dei nomi si fanno spostamenti anche consiestenti tra le carte raggruppate.

Ecco, adesso non avete proprio più scuse…

2 Commenti

  1. utente anonimo ha detto:

    vogliono usare lo stesso metodo anche in facoltà..

    http://www.comunicazione.uniroma1.it/testo.asp?id=733

    .domenico

  2. […] spesso sanno che cosa cercano ma non sanno chi l’ha prodotta. 13.    Usate sessioni di card sorting per determinare l’architettura informativa di primo livello. 14.    Non superate le 8-10 voci […]

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede