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Lug
23

Il dilemma del progettista

Jane McConnell, parlando del ruolo chiave dell’uomo HR nei progetti intranet, descrive nel contempo due esempi di diverso approccio nella promozione dei tools intranet all’interno dell’organizzazione:

1) “Rendi disponibile il tool e lascia che le persone che lo useranno guidino la strategia”

2) “Carca di capire bene come le persone lavorano e dai loro ciò che gli serve”

L’alternativa, insomma è: apertura o metodologia? Comportamenti emergenti o User Centred Design? Jane non prende posizione per l’una o per l’altra, ma si limita a rilevare come entrambe possano giocare un buon ruolo nell’evoluzione della intranet (per inciso: Jane attribuisce ad HR un compito fondamentale in questo, e io sono d’accordo).

Confesso che propendo, per inclinazione personale prima ancora che per metodologia adottata, a privilegiare la seconda soluzione, anche se la prima conserva un suo fascino, subordinato tuttavia alla capacità dell’organizzazione di adattarsi in modo rapido ai diversi utilizzi emergenti dei software. Direi che, in estrema sintesi, la prima soluzione può funzionare, a mio parare, in contesti più maturi dal punto di vista culturale e organizzativo.

Sia come sia, quello che è sicuro è che non c’è una terza alternativa a questo dilemma (ci possono esseere semmai dei compromessi), e in particolare non funziona – mai – questa terza possibilità (che Jane, curiosamente, non prende in considerazione):

3) “Metti in piedi il tool perché è di moda e i consulenti ti hanno detto che è fico e costruiscilo secondo la tua personale idea di come dovrebbero andare queste cose e fregatene delle persone che lo useranno tanto tu ti stai divertendo un casino e ai Capi piace come gli hai venduto ‘sta cosa e quindi tutto va a gonfie vele. E poi comunque è gia tutto realizzato per cui…”.

Ecco, questo proprio no.

7 Commenti

  1. Nonostantetutto ha detto:

    Nel progettare TUO abbiamo preteso che una mia persona ed i consulenti di MX si recassero un paio di giorni in call center anzi in più di uno e vedessero che tipo di applicativi usavano, il tempo a loro disposizione per poter cercare le informazioni, le fonti che utilizzavano etc.

    E’ da lì che si è avvalorata l’idea della default page che hai visto.

    Insomma gli utenti di un call center non hanno molto tempo per fare gran parte delle cose che le applicazioni 2.0 promettono di fare.

    Noi avevamo anni fa implementato, ad esempio, l’idea di fare votare le videolezioni.

    Beh normalmente su circa 1.300 / 1500 accessi collettivi ad esempio abbiamo verificato che votavano al massimo 30 / 40 persone.

    Ecco io continuo ad avere l’idea che se la defalut page funzionerà sarà quella la killer application e non, ad esempio, approcci troppo strutturalisti sulla my page che va bene per utenti che hanno maggiore tempo a disposizione per poter navigare in quel modo.

    Anche se una pagina profilo è stata comunque sviluppata in coerenza con gli obiettivi che ci siamo detti.

    Ci tenevo a dirti questa cosa e questo post mi sembra il luogo adatto per farlo.

    Con stima.

    Rob.

  2. 02068449 ha detto:

    Che le perone esaminino il posto di lavoro è sacrosanto (anzi, ci aggiungerei senza paura anche i focus group, le interviste strutturate e i brainstorming con gli interessati). Questo, ovviamente, prima di aver messo in piedi anche una sola riga di codice.

    Sul rating: nessuno deve avere la pretesa che *tutti* votino *tutto* (non a caso esiste la regola dell’1-9-90, che in intranet si arricchisce di uno strano fattore x, detto fattore “sora Lella”, di perone che neanche leggono). L’importante è che si crei una dinamica che evolve nel tempo (e ovviamente che contenuti siano interessanti e importanti per le persone, se no non c’è niente da votare e lo spazio perde di interesse).

    Sulla my page: tempo al tempo. In rete a volte succedono strane cose…:-)

  3. Nonostantetutto ha detto:

    I focus group li avevamo fatti noi già … e avevamo consegnato le risultanze a MX …

  4. 02068449 ha detto:

    Ma come sono questi di MX? Bravi?

  5. Nonostantetutto ha detto:

    La default page è realizzata pensando agli end users e non alle mode del momento, in questo siamo stati bravi sia noi che loro, perché abbiamo creato una soluzione ad hoc, e non importato un modello preconfezionato.

    Se la defalut page funzionerà noi non creeremo uno strumento di Knowledge Management ma uno strumento di Customer Relationship Management, che a sua volta influenzerà il lavoro della redazione ed il progressivo avvicinarsi dei contenuti non alle esigenze degli end users ma a quelle dei clienti.

    Un vero e proprio salto di paradigma per dirla in breve.

    Io non penso ad interfacce altre che non siano la buca di ricerca e due nuvole di tag una popolata dalle chiavi di ricerca sollecitate dalle domande dei clienti e l’altra con i contenuti più cliccati.

    Se questo strumento funzionerà non avremo bisogno di altro credimi. Infondo in internet funziona così quando cerchiamo qualcosa o no?

    Almeno quando l’utente è in risposta al cliente.

    Su questo sono arci convinto.

    Peraltro è la cosa più chiara che è emersa dai focus groups.

    Un saluto, torno al lavoro.

    Rob.

  6. 02068449 ha detto:

    *Per tutti i lettori del mio blog*: se non state capendo un accidente di quello che state leggendo è perché io e nonostantetutto stiamo usando lo spazio dei commenti per dirci cose che andrebbero scritte per mail.

    Così è la vita:-)

  7. inscialla ha detto:

    grazie per il riguardo, giac! è vero non capisco molto, ma intuisco molto e questo, a volte, è importante tanto quanto capire. perciò, vi prego, continuate a parlarvi così, non per e-mail!!! ;-) per me questa conversazione è stata una finestra aperta sul vostro mondo in diretta…preziosa. molto preziosa. anzi, scusatemi per l’intrusione! ;-)

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede