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Ott
3

La tolleranza del content manager

Come sappiamo, nelle intranet che funzionano il publishing è decentralizzato: c’è qualcuno che scrive di marketing, qualcuno pubblica i piani di carriera, altri creano pagine sui servizi al personale e così via. E se il publishing è decentralizzato, è fatale che la qualità complessiva delle pagine possa subire oscillazioni. Ci saranno alcuni molto bravi e scrupolosi , altri meno bravi e più frettolosi.

Entro una certa soglia questo fenomeno è fisiologico e non ci si può fare niente, anche se ovviamente ci sono una serie di accortezze che è bene predisporre, ovvero:

  • una serie di standard tecnologici vincolanti;
  • una sezione di risorse online per i publishers;
  • delle guide editoriali;
  • delle policy editoriali;
  • dei meccanismi automatici di controllo, come quello di cui parla Mark Morrell;
  • momenti di allineamento reciproco con valorizzazione delle cose migliori;
  • momenti di formazione sul web writing;

Ma nonostante questo non potete essere certi che questa uniformità si realizzerà, almeno in breve tempo: ci sono troppe variabili interne che riguardano il tempo a disposizione e l’impegno richiesto.

Per questo sono grato a Wedge per aver pubblicato due post il cui senso è quello di promuovere l’arte della tolleranza verso i publishers: può darsi che alcune pagine siano povere o inefficaci, ma dobbiamo essere in grado di vedere il Grande Disegno dietro le piccole realizzazioni. Il secondo post approfondisce il tema: Wedge distingue tra pagine “eccellenti”, “buone”, “abbastanza buone” e “povere”. E conclude che le pagine povere sono inevitabili anche se si possono sempre migliorare una volta pubblicate.

2 Commenti

  1. Roberto Bernabò ha detto:

    Il rovescio della medaglia (in senso positivo, eh), è che, investendo nelle capacità dei redattori, si riesce, nel tempo, a mantenere i contenuti negli ambiti organizzativi delle funzioni committenti, offrendo così un servizio davvero utile agli utenti, da un lato, e dall’altro è interessante notare come, in alcuni casi, si riesce a seminare il germe dell’editing accurato, in persone davvero insospettabili, e mentre scrivo ho in mente almeno due o tre casi.
    Della serie: “Scopri il web editor che è nascosto dentro di te”.
    Magari un bel concorso interno tipo “Il contenuto del mese” potrebbe essere un’idea ;-) stile blog est ;-)
    Rob. (dall’ospedale in cui è ricoverato).

  2. Giacomo Mason ha detto:

    In bocca al lupo, Roberto!

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede