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Gen
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L’onda di Forrester sul pianeta Terra

Ogni tanto arriva dall’iperspazio qualche società di consulenza internazionale che ci dice quali sono i software migliori in circolazione per gestire i contenuti aziendali. E’ il caso di Forrester, un’azienda che vive su Marte e che ogni tanto sforna i suoi mitici report.

Uno degli ultimi, relativo ai sistemi di Enterprise content management (ECM), ha il roboante di titolo di “the Forrester wave: Enterprise content management Q4 2011“.

Ora la mia domanda è semplicemente questa: perché nelle parti “fighe” di questi report (quelle in alto a destra per intenderci) devo sempre trovare prodotti che, quando me li ritrovo installati nelle aziende, suscitano, nel migliore dei casi, moti di ribrezzo nella maggior parte dei dipendenti?

Schema forrester ECM 2001

Le risposte possibili che mi sono dato per spiegare lo scarto valutazioni teoriche e esperienza quotidiana sono le seguenti:

1) il software è buono, ma in azienda è stato implementato male (da società di consulenza simili a Forrester)

2) il software è buono, ma per fare un’altra cosa rispetto a come viene usato (m siccome il software stava nel quadrante alto lo abbiamo preso lo stesso)

3) il software è “troppo” buono, e mentre ai dipendenti servono 3 cose lui ne fa 300 (e le 257 inutili sono tutte in primo piano rispetto alle 3 che servono)

4) il software è buono, funziona bene, ma si innesta su processi aziendali noiosissimi, e le persone associano la noia al prodotto, e non al processo (ok, questa è seria)

5) il software è buono ma solo in America

6) i Vendor pagano Forrester pr finire in questi report marziani

7) Ormai hanno messo quei nomi e si vergognano a toglierli.

Se vi interessa qui trovate il PDF da scaricare.

7 Commenti

  1. Alessandro ha detto:

    Mi permetto di proporre una “The Mason Wave”! :-)
    A parte gli scherzi, sarebbe interessante leggere ogni tanto la tua esperienza sui prodotti con cui ti trovi ad avere a che fare.
    Chissà che ogni tanto si possa leggere di qualcosa di semplice ed economico che “semplicemente” faccia bene il suo lavoro.
    Anche per difendersi dai fornitori, che sono sempre pronti a proporre soluzioni costosissime.

  2. Raffaella ha detto:

    Secondo me il punto 1 e il punto 2 sono fondamentali (e il 3, che forse rientra nel primo). Software di questa categoria sono totipotenti, e il successo o il fallimento dipende in gran parte da come viene progettato, configurato e realizzato il prodotto finale.
    Sul punto 4, manco a dirlo, condivido in toto.

  3. Alberto Beccaris ha detto:

    Ciao Giacomo, è interessante la tua lettura del report di Forrester e condivido l’idea che spesso questi report possano essere realmente poco attendibili. tuttavia la mia domanda è: quale è la tua top list, insomma le applicazioni che, più in generale, consiglieresti o proporresti per aziende di medie dimensioni?
    grazie e buon lavoro.

    Alberto

  4. Giacomo Mason ha detto:

    Spiace dirlo, ma le migliori sono quelle che mi sono costruito da solo :-)

    In ogni caso non sono uno specialista di piattaforme, posso solo dire che funzionano quelle che vengono implementate secondo un processo corretto. E’ più il processo che il prodotto che conta IMHO

  5. Alberto Beccaris ha detto:

    grazie per la risposta: leggerò i casi di studio sul tuo blog…

  6. Alberto Beccaris ha detto:

    giro questo link molto interessante su “10 Questions Before Choosing An Internal Social Network Platform” http://goo.gl/UBTEC

  7. Eric ha detto:

    3) il software è “troppo” buono, e mentre ai dipendenti servono 3 cose lui ne fa 300 (e le 257 inutili sono tutte in primo piano rispetto alle 3 che servono) –

    e le altre 40 che fine hanno fatto ;-) ?

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede