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15 regole per una strategia bottom-up

Un ritornello. Una solfa. Una messa cantata. Una promessa. Una minaccia. Uno slogan da meeting. Un desiderio da allucinati. Un “issue” da consulenti (leggete, per esempio, punto 22…).

Parliamo della partecipazione, questo fantasma vagheggiato, inseguito, amato e temuto dalle aziende, che si ritrovano, spinte dal caso o dalla necessità, a discuterne, e più ne parlano più lei si allontana, si nasconde, si maschera, si manifesta in forme non previste, assumendo a volte modalità non classificabili.

E allora vorrei provare a dare qualche regola per implementare davvero questo vagheggiato bottom-up. Alcune di queste cose non andranno fatte subito, ma in fasi più mature del progetto, ma sono tutte facili e a basso costo.

Ragazzi, la intranet è questo…

1) Non definite con precisione, almeno in prima istanza le regole di partecipazione: accennatele, ma lasciate ampi spazi all’interpretazione personale. Molti colleghi proveranno a darne una loro versione e intanto avrete ottenuto contatti.

2) Indicete periodiche riunioni a sorpresa con alcune persone della vostra organizzazione di diversi settori, che avrete preventivamente selezionato tra i settori “strategici” (intendo quelli che hanno contenuti migliori). Non capi e dirigenti, ma personale operativo, professionisti, assistenti, ecc. Loro non sanno perché li avete chiamati. Beh, neanche voi, in realtà. In questa riunione prenderete tutte le informazioni che vi serviranno, parlerete del progetto, ascolterete gli umori.

3) Selezionate una serie di argomenti “caldi”, quelli che generalmente vengono taciuti o a malapena sussurrati in azienda. E aprite dei forum per parlare *proprio* di quelli.

4)Cominciate a pubblicare in un apposito spazio, le mail che vi arrivano. Alle più interessanti date anche una risposta della redazione.

5) Prendete le mail più “critiche” pervenute in redazione, quelle che vi sberleffano, vi ridicoleggiano e vi insultano. Le persone che le hanno inviate sono, in realtà, le più collaborative. Considerateli i vostri utenti privilegiati. Per un certo periodo sottoponete a loro le vostre scelte, e fatevi dare dei consigli. Se potete telefonate o andate a trovarli di persona.

6) Rispondete alle mail che vi arrivano nel giro di poche ore.

7)Pubblicate cose di “basso profilo” e non taratevi, specialmente all’inizio, solo sui contenuti cosiddetti “strategici” (vogliamo espanderci in Giappone, il convegno vattelapesca, il modello organizzativo stafigo).

8) Non chiedete, almeno all’inizio dei feed-back su cose come: “Ci espandiamo in giappone.”, “abbiamo acquisito il 35% della quota azionaria della blablanet”. Cominciate a parlare della finestra rotta, e chiedete feed-back su quello: vedrete quante altre finestre rotte arriveranno.

9) Tagliate l’azienda in “fette” sottili ed individuate i temi tecnici più importanti: cercate tra le persone della vostra azienda gli esperti su quei temi ed aprite dei forum gestiti da loro.

10) Pubblicate tutto: non chiedete alle persone di essere quello che non sono. Ogni articolo, commento, segnalazione è un regalo dei vostri colleghi. Pubblicatelo, e in fretta.

11) Individuate i vostri alleati: chi partecipa di più? Chi si è lanciato nel progetto? Chi fornisce delle idee “evolutive”? Tirateli dentro di corsa.

12) Se qualcuno vi chiede costa state combinando sul web aziendale, perdete mezz’ora a spiegarvelo e fatevi dire se è una cosa buona o no per lui. Se vi dà delle idee, accettatele e poi pubblicatele ringraziandolo pubblicamente.

13) Mettete in un apposti spazio foto e riferimenti di tutti i collaboratori più “assidui” e di quelli con cui avete stabilito un contatto più solido.

14) Se avete un dubbio su una sezione o qualcosa da costruire fate un sondaggio rapido via mail “spam” a più colleghi che potete: sulla base delle risposte decidete.

15)Quando in riunione sentite parlare di “Creazione del valore”, “bottom up” e via dicendo guardatevi intorno: se intorno a voi ci sono solo dirigenti e consulenti prendete tutti i vostri appunti e, a fine riunione, buttateli nel cestino. Avete solo perso del tempo.

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede