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Ott
13

Quando la cassetta delle idee produce spazzatura

Bad-Idea-

Un articolo molto interessante di Joahn Aurik, di A.T. Kearney, fa il punto sulle iniziative di Idea management, che sempre più fanno capolino sulle intranet di tutto in mondo.

Il suo punto di partenza è piuttosto sconsolato, e parte dalla dichiarazione di un Dirigente che commenta un episodio realmetne afvvenuto nella sua azienda:

Non molto tempo dopo aver creto una cassetta delle inee in intranet, con le campane e i fischietti delle ultime tecnologie social-media, un dirigente si lamentava: Tutto ciò che otteniamo sono un sacco di piagnistei e idee talmente sconclusionate che non potrebbero essere implementate in un milione di anni.

E allora, che succede? Succede, come spiega bene l’articolo,  che una tecnlogia di collaborazione o crowdsourcing, da sola, non è in grado di generare valore, ma inizia a crearlo solo a patto che ci siano alcune condizioni.

E sono tutte condizioni organizzative. L’articolo ne elenca alcune, tratte sempre da casi reali:

  • cambiare la proposta: non chiamre più l’iniziativa “cassetta delle idee” ma, ad esempio “cassetta delle soluzoni”;
  • invitare le persone chiedendo loro un suggerimento su un tema specifico, facendole convergere su una proposta precisa;
  • dare feed back continuamente alle persone su quello che sta succedendo attorno alla loro proposta;
  • permettere alle persone non solo di inviare proposte, ma anche di selezionare e votare le proposte migliori;
  • invitare le persone individualmente, e non con email di massa;

La conclusione dell’articolo è condivisibile e saggia, e fa appello all’ingeneria della partecipazione invece che alla fanatica acquisizione tecnologica:

gli strumenti social e di collaborazione, da soli, non creano un flusso di idee e innovazioni. Ma possono essere efficaci nel convincere le persone a impegnarsi per alcuni problemi e a offrire spunti di riflessione. Per attivare le potenzialità inespresse dai dipendenti rinchiusi nei loro silos tutto quello che dovete fare è porre le domande giuste.

Ott
29

La cassetta delle idee 2.0

Quello della raccolta, elaborazione e utilizzo delle idee in azienda è davvero un tema cruciale e tutte le aziende, specie se ispirate da modelli giapponesi (kaizen, kanban e così via) hanno cercato nel tempo di realizzare qualcosa che andasse nella direzione di raccogliere il più altro numero di idee da parte dei dipendenti.

http://locus.cwrl.utexas.edu/jbrown/files/idea%20box.gif

I primi sistemi erano certamente rozzi: cassette e spazi dove inserire il proprio foglietto. Che cosa non andava? Beh, è abbastanza facile da intuire: nessuna feedback, nessuna possibilità di interazione tra i produttori, nessuna catalogazione, localizzazione definita eccetera.

L’arrivo del web, e del web 2.0 ha permesso di realizzare delle applicazioni molto interessanti proprio dedicate a questo: io stesso ne ho realizzata una nel 2003 usando tecnologie abbastanza grezze (in realtà poco più che un forum). Sotto potete vedere lo screenshot: non era certo la cosa più “cool” della Terra, ma ha funzionato ed era quello che potevamo permetterci sotto tanti punti di vista:

Cassetta delle idee in intranet

Ora per fortuna le cose sono cambiate in meglio, ma il tema resta lo stesso, ed è cruciale: perché le idee sono dappertutto, perché le persone elaborano continuamente idee e ipotesi sulle cose che maneggiano quotidianamente nei loro luoghi di lavoro, perché il tema del cambiare è all’ordine del giorno in tutte le organizzazioni, perché la visibilità dei propri contributi è una moneta rara e perché non c’è nulla di più naturale che provare a pensare “e se si facesse così”?

Alcune idee sono solo bozze, altre sono immegini visionarie, altre sono frutto di paziende lavoro individuale ossessivo per migliorare un’ipotesi, altre sono nell’ordine naturale delle cose e aspettano solo una spinta per essere realizzate.

Qualche settimana fa Bill Ives ha pubblicato un bel caso di studio dedicato proprio a questo, raccontando il caso dell’applicazione “brainstorm” (nome non molto originale a dire il vero) realizzata da Intuit, un’azienda di 500 persone che opera nel web.

Gli screenshot sono molto interessanti (e potete misurare la distanza dalla “povera” applicazione che realizzai io 6 anni fa):

L’applicazione è molto interessante, a parte la gradevolezza grafica e l’interfaccia estremamente user friendly: le persone possono inserire idee, commentarle, taggarle, iscriversi ai tag, vedere idee affini ecc.

Forse manca solo l’opzione “diventa sponsor dell’idea” che è un’opzione che mi solletica assai: trasformare il “like” in qualcosa di più, ovvero nella potenziale disponibilità fare qualcosa per questa idea.

Ese poi diamo un limite a queste sponsorizzazioni individuali tutto ciò si trasformerebbe anche in un buon prediciton market, giusto?

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede