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Ott
28

Promuovere la intranet con le cacce al tesoro

Come sapete, il tema dell’adozione da parte dei dipendenti dei progetti intranet, una volta lanciati, è una delle principali preoccupazioni organizzative da parte dei team di progetto: la intranet non si “incontra per caso” nei corridoi; è un sito web a cui bisogna collegarsi e che richiede, anche nel migliore dei casi, una curva di apprendimento oltre che piccoli o grandi cambiamenti nelle proprie abituidini e routine quotidiane.

Per questo il tema dell’intranet adoption  è uno dei più battuti in rete (basta cercare su Google). Da parte mia ho sempre considerato le strategie di adoption come un insieme di iniziative di varia natura , che possono essere adottate in misura diversa a sdeconda del tipo di organizzazione:

  • Messaggistica (canali tradizionali, manifesti, email, fumetti, messaggi CEO, brochure)
  • Gadgettistica (ad esempio chiavette, mosepad, collari portabadfge)
  • Guerrilla marketing (atrii, bagni, postazioni comuni)
  • Eventi (workshop, cacce al tesoro online, contest, inaugurazioni)
  • Temi virali (ad esempio: il gallo cerca casa)
  • Video illustrativi (video tutorial, video “emozionali”)
  • Organizzazione (Amobasciatori locali, champions)

In questo senso vi voglio segnalare una balla iniziativa messa in piedi dal Teachers’ Retirement System of the City of New York (TRS), e segnalata recentemente da Thougtfarmer.

Per fare conoscere la nuova intranet agli impiegati hanno organizzato una caccia al tesoro dentro la intranet:  i dipendenti potevano rispondere a un questionario in intranet ma per rispondere “dovevano” visitare alcune sezioni della intranet, imparando così a conoscerla. A ogni risposta esatta si guadaganvano punti.

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Un ottimo modo di creare interesse e di aumentare la conoscenza del nuovo ambiente informativo.

Che dite, lo facciamo? :-)

Ott
13

Quando la cassetta delle idee produce spazzatura

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Un articolo molto interessante di Joahn Aurik, di A.T. Kearney, fa il punto sulle iniziative di Idea management, che sempre più fanno capolino sulle intranet di tutto in mondo.

Il suo punto di partenza è piuttosto sconsolato, e parte dalla dichiarazione di un Dirigente che commenta un episodio realmetne afvvenuto nella sua azienda:

Non molto tempo dopo aver creto una cassetta delle inee in intranet, con le campane e i fischietti delle ultime tecnologie social-media, un dirigente si lamentava: Tutto ciò che otteniamo sono un sacco di piagnistei e idee talmente sconclusionate che non potrebbero essere implementate in un milione di anni.

E allora, che succede? Succede, come spiega bene l’articolo,  che una tecnlogia di collaborazione o crowdsourcing, da sola, non è in grado di generare valore, ma inizia a crearlo solo a patto che ci siano alcune condizioni.

E sono tutte condizioni organizzative. L’articolo ne elenca alcune, tratte sempre da casi reali:

  • cambiare la proposta: non chiamre più l’iniziativa “cassetta delle idee” ma, ad esempio “cassetta delle soluzoni”;
  • invitare le persone chiedendo loro un suggerimento su un tema specifico, facendole convergere su una proposta precisa;
  • dare feed back continuamente alle persone su quello che sta succedendo attorno alla loro proposta;
  • permettere alle persone non solo di inviare proposte, ma anche di selezionare e votare le proposte migliori;
  • invitare le persone individualmente, e non con email di massa;

La conclusione dell’articolo è condivisibile e saggia, e fa appello all’ingeneria della partecipazione invece che alla fanatica acquisizione tecnologica:

gli strumenti social e di collaborazione, da soli, non creano un flusso di idee e innovazioni. Ma possono essere efficaci nel convincere le persone a impegnarsi per alcuni problemi e a offrire spunti di riflessione. Per attivare le potenzialità inespresse dai dipendenti rinchiusi nei loro silos tutto quello che dovete fare è porre le domande giuste.

Gen
5

Il gallo cerca casa, e la intranet diventa virale

Molto carina questa presentazione che mostra come un galletto di nome Norris alla ricerca di una nuova casa sia diventato un vero tema virale nella intranet della federazione delle piccole imprese britanniche, aumentando l’interazione, l’interesse e le visite.

Le persone non solo hanno visitato di più la intranet, ma hanno imparato meglio ad usare le sue funzionalità più avanzate e le sezioni più “social”.

Alla l’utilizzo è cresciuto del 20%. Ci vuole solo un po’ di coraggio e fantasia. Comunicatori interni, ci proviamo?

Dic
8

Video tutorial che spaccano: Yammer al ministero (olandese)

Se qualcuno vi chiede un esempio di video fatto bene per introdurre e motivare i colleghi a usare una funzionalità social interna fategli vedere questo, realizzato per l’applicazione Yammer introdotta all’interno del Ministero delle infrastrutture e ambiente olandese.

Rijkswaterstaat: Yammer introduction from Tribewise on Vimeo.

Naturalmente il video l’ho trovato grazie al prezioso lavoro di raccolta di Ellen Van Aken. Qui trovate tutta la sua raccolta.

Ott
3

Affrontare al meglio una fusione o acquisizione: un white paper

Per chi fosse interessato, è uscito un nuovo breve white paper (da parte di ThoughtFarmer) dedicato in specifico ai modi per affrontare dal punto di vista della comunicazione (e delle tecnologie interne) un periodo di cambiamento culturale legato a una fusione o acquisizione.

Il paper serve un po’ da traino per il loro software, e va beh: in effetti non trovate niente di davvero strabiliante, ma forse può servire come rapida chck list di quello che serve (anche se per me servono anche altre iniziative, se vi devo dire la verità).

Potete scaricare il white paper da questa pagina. Buona lettura :-)

Set
29

Qualche idea per i vostri post interni

Come forse sapete, sono un grande sostenitore dell’uso dei blog come strumento di comunicazione interna, specialmente se utilizzati dalla redazione per aprire un canale di dialogo non eccessivamente serio ma allo stesso tempo con una sua dignità e struttura editoriale.

Che cosa pubblicare? Tantissime cose ovviamente, riguardati innanzitutto gli aggiornamenti della intranet ma anche iniziative di comunicazione, richieste di feed back, sondaggi, richieste di adesione a iniziative.

Se però siete a corto di idee date un’occhiata al post di ServiceRocket, che ci spiega i  7 tipi di post che aumentano la collaborazione (usando Atlassian, ma questo è un dettaglio).

Ovviamente le foto, le persone e le storie fanno sempre la parte del leone.

 

pam hot seat

 

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Sono tutte idee belle e spendibili facilmente. Ce la facciamo?

Nov
8

Il community manager? Non è un optional

Vi voglio segnalare il lavoro di un giovane studente della business school di Warwik (tra l’altro notate che sito spettacolare), Kostas Kastrisios, che esplora la figura del community manager interno, ovvero della o delle persone che organizzano, animano, gestiscono, supportano e fanno crescere le community e i social network interni alle organizzazioni.

Lo scopo della sua tesi è dimostrare, basandosi su casi di studio reali (con l’ausilio di aziende come Yammer e Jive) come queste figure siano essenziali (capito? Essenziali) affinché una community interna abbia successo. Il lavoro è accademico, ma lo stile è anglosassone quindi attenzione: la tesi è breve, chiara e talmente strutturata che ne esiste anche una versione tabellare alla fine.

Il lavoro è diviso in tre parti

  • perché nei progetti di community aziendali emerge oggi la necessità del community management;
  • il communty management in pratica;
  • i benefici riscontrabili per l’azienda e per le persone.

Uno spettacolo.

Ecco l’articolo in cui sintetizza i risultati della ricerca, ed ecco il link al PDF da scaricare. Buona lettura a tutti i community manager nostrani :-)

Set
27

15 consigli per una community interna coi fiocchi

Nell’affollatissimo panorama di post che danno buoni consigli su come aumentare la partecipazione, l’adozione  e l’engagement dei dipendenti ai progetti social interni (bastino ad esempio articoli come  Employee engagemente and intranets di Steptwo oppure Social intranet Adoption di IBF o ancora For Enterprise Social Networks, how much adoption is enough? di Yammer e così via per decine e decine di post) spicca un post recente apparso sul blog di Thougtfarmer.

Il post, oltre a dare 15 buoni consigli per coltivare una community interna cerca anche di formalizzare un po’ il fenomeno “community”, distinguendo (come anche io faccio più o meno negli stessi termini e come ormai vedo che viene fatto abitualmente in  letteratura) tra gruppi funzionali, team di lavoro, comunità di pratica e comunità di interessi (io in genere aggiungo un quinto livello che è quello dei veri e propri network o “ecosistemi”, ad esempio nelle iniziative di idea management).

 

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Insomma, il post (che è in realtà il risultato di un workshop tenuto di recente) è un po’ più “solido” di quelli che si trovano in giro abitualmente, e pertanto lo segnalo volentieri.  Per comodità traduco anche almeno i titoli dei 15 consigli:

  1. Avere un responsabile della community
  2. Darsi da fare proattivamente per aggiungere membri
  3. Coltivare relazioni offline
  4. Raccogliere i bisogni dei membri
  5. Permettere ai nuovi arrivati di eseguire operazioni semplici (es. “presentati agli altri”)
  6. Fornire supporto e aiuto
  7. Mostrare quale è il “tono” della community
  8. Costruire un minimo di palinsesto
  9. Essere regolari con gli aggiornamenti, avere un ritmo
  10. Mantenere aggiornato il materiale ufficiale
  11. Trovare qualcosa di interessante per mantenere alta l’attenzione
  12. Valorizzare i partecipanti
  13. Collegarsi agli altri contenuti della intranet
  14. Includere informazioni di servizio della inranet
  15. Trasformare gli interventi della community in materiale strutturato.

Si potrebbe andare avanti ore e ore a elencare consigli come questi, e chi ha un po’ di dimestichezza con le community interne se che ci sono molti aspetti da considerare. In ogni caso trovo questi particolarmente di buon senso e tutto l’articolo è molto interessante.

Concludo il post con la canonica Call to action bloghereccia: e voi quanti ne avete adottati nella vostra azienda?

Ce ne sono altri che vi sentireste di dare? :-)

Gen
11

Se una scintilla avvia la community

Molti produttori di social software hanno da tempo capito che per aumentare le vendite dei loro prodotti devono prima aumentare la cultura diffusa su queste piattaforme e devono raccontare storie sul loro utilizzo da parte delle organizzazioni. In questo senso il blog di Yammer (noto produttore di una piattaforma di microblogging, recentemente acquistato da Microsoft), attivo da 4 anni e mezzo, è davvero ben fatto e raggiunge con onestà il suoi obiettivo, dando nel contempo tante indicazioni utili in senso più generale.

L’ultimo post in particolare racconta come cBeyond (una società IT americana) ha condotto una campagna di un mese per aumentare l’adozione della piattaforma all’interno dell’azienda. Le idee sono molto originali e interessanti (dal “tip del giorno” al contest “pubblica la tua tazza per avere una tazza”) e testimoniano di come nelle strategie di adozione alto e basso, ufficiale e conversazionale debbano integrarsi armoniosamente.

 

Gen
6

Compilare il profilo? Diventa una gara

Alla Lewis group, un’azienda inglese di 600 dipendenti (credo che facciano il simpatico mestiere di recupero crediti) hanno creato un contest per la compilazione del profilo da parte dei dipendenti. In palio un voucher da 25 sterline e t-shirt esclusive.

I dipendenti, una volta compilato, mandano un alert alla redazione (che valuterà la qualità dei contenuti inseriti) usando un bottone “talking point” posto sulla testata.

Come sapere l’idea di monetizzare pervasivamente la partecipazione è una cosa sbagliata, ma puntellare con piccoli riconoscimenti (che poi hanno il sapore del gioco) alcuni task chiave in certi momenti della vita organizzativa può essere una strategia percorribile.

 

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Grazie mille per la pazienza. E' l'Europa che ce lo chiede